Monopoli
(49.591 abitanti) è una città in provincia di Bari. La
città di Monopoli sorge a 9 metri s.l.m. lungo il litorale adriatico
a 45 Km a sud di Bari, e si estende su una superficie di 156 km quadrati.
Il suo territorio è costituito da una fascia costiera pianeggiante,
denominata "marina", che sale velocemente verso le colline
murgiane fino a raggiungere un'altitudine massima di 380 metri, nei
pressi della cosiddetta "Loggia di Pilato", spettacolare balcone
naturale affacciato sulla "marina". La costa, lunga circa
13 km, bassa e frastagliata, con oltre 25 stupende cale ed ampie distese
sabbiose e molti tratti di spiaggia libera, è particolarmente
adatta alla balneazione e all'esplorazione della vita sottomarina (che
comprende molte meravigliose specie animali e vegetali). L'attracco
pubblico ed il relativo scivolo a mare è situato nella Cala Batteria,
ricadente nel Porto; vi sono inoltre altri attracchi ceduti in concessioni
ai cantieri navali e alla Lega Navale Italiana - Sezione di Monopoli.
La campagna è costituita da 99 contrade (Monopoli è anche
denominata "La città delle cento contrade"), molte
delle quali oramai incluse all'interno del centro abitato - ad es. C.da
Chianchizza - caratterizzate dalla presenza di antiche masserie fortificate
(centri di conduzione di attività agricole), chiese e insediamenti
rupestri, trulli, ville patrizie neoclassiche e case coloniche. La coltivazione
predominante è costituita da ulivi e mandorli, ma non mancano
alberi da frutta e soprattutto ampie coltivazioni di ortaggi. La macchia
mediterranea, ancora presente in diverse zone dell'agro, è protetta;
di particolare pregio naturalistico è l'oasi faunistica del Monte
di San Nicola, con la presenza di preziose specie botaniche. La piana
costiera costituisce un paesaggio di estrema suggestione per le antiche
masserie che la punteggiano e per la presenza, che tutto pervade, dei
nodosi e monumentali alberi secolari di ulivo, piante modellate dal
tempo e dal vento, testimonianza vivente della storia di questo territorio.
Diverse sono le iniziative, sviluppatesi nel corso degli ultimi anni
a tutela di questo eccezionale patrimonio, unico per valore paesaggistico,
botanico-vegetazionale, storico-culturale.
ORIGINI
Monopoli (dal greco monos-polis, che significa "città unica",
singolare) era un villaggio, probabilmente chiamato Dyria dagli autoctoni
peuceti, che, come tanti nella Puglia Peucezia, doveva far da corona
a Egnazia, emporium dell'Adriatico. Il suo territorio doveva essere
abitato già venticinque secoli prima della nascita di Cristo,
come testimoniato da alcuni scavi nel centro storico di carattere messapico.
L'etimo di Monopoli, nella sua accezione letterale di "città
unica", probabilmente fu coniato dopo il confluire, verso nord,
degli abitanti di Egnazia, distrutta da Totila - re dei Goti o, in alternativa,
dall'approdo di marinai siracusani stupitisi di aver incontrato solo
un porto nel tratto Siponto - Brindisi. Rimase per anni sotto il controllo
di Bisanzio, dapprima con Maurizio di Bisanzio in seguito con i suoi
successori.
STORIA
Con Basilio II di Bisanzio risulta essere già porto sicuro tra
Bari e Brindisi. Nel settembre del 1042 la città, baronia di
Ugo Tutabovi, subì la distruzione per opera di Giorgio Maniace,
inviato in Italia meridionale per fronteggiare loffensiva normanna.
La distruzione della città causò la diaspora degli abitanti
che si rifugiarono nelle campagne circostanti dando vita al casale rupestre
lungo le lame circostanti il centro abitato. Tra i sistemi difensivi
costruiti sulla costa, attorno l'anno 1000, rientrava anche il castello
di Santo Stefano, fondato nel 1086 da Goffredo il Normanno, Conte di
Conversano e figlio di Tancredi di Sicilia. Interessante è la
vicenda storica legata all'approdo dell'icona bizantina della Madonna
della Madia il 16 dicembre 1117, mentre era vescovo della città
Romualdo, in un periodo in cui il tetto della erigenda nuova Cattedrale
di Monopoli non poteva essere completato per mancanza di denaro; le
insistenti esortazioni del vescovo Romualdo ai cittadini affinché
pregassero la Madonna di aiutarli a completare la chiesa scaturirono
nel miracoloso approdo dell'Odegitria, che ancora oggi è la protettrice
della città, appunto la Madonna della Madia; l'icona giunse a
Monopoli all'alba del 16 dicembre 1117, trasportata da una zattera di
travi, che costituirono la copertura del tetto della chiesa. In seguito
a questo evento miracoloso la nuova Cattedrale, inizialmente dedicata
ai santi Maia e Mercurio, fu intitolata alla Madonna della Madia. Durante
le Crociate Monopoli fu partenza e arrivo da e per il vicino Oriente,
a testimonianza di ciò vi è lOspedale Gerosolimitano
presente nel centro storico ed un solo documento, del 1292, che attesta
la presenza stabile dei Templari in questa città. Pare, infatti,
che i quest'ultimi godettero, per molti anni, di una propria domus che
ricevette cospicue donazioni e che le consentirono di ingrandirsi notevolmente
in tempi brevi. I confini monopolitani erano vastissimi già nel
XIV secolo. Raggiungevano i limiti della città di Brindisi in
direzione sud, non esistendovi ancora allora centri abbastanza popolosi
da intaccarne il predominio. Sotto l'influenza cittadina vi era, ad
esempio, il casale di Cisturninum, l'attuale Cisternino, nominato per
la prima volta in una bolla del 1180 allorquando il Papa Alessandro
III inviò a Stefano, vescovo di Monopoli, una missiva confermando
l'appartenenza ecclesiam Santi Nicolai de Cisternino cum Casali suo,
ecclesiam S.Maria de Berni cum casali suo. Parimenti, verso linterno
murgiano Monopoli estendeva il suo predominio sino ai confini del principato
di Taranto. Lattuale Locorotondo era infatti, nel 1195, parte
integrante del feudo del Monastero benedettino di Santo Stefano di Monopoli.
Al 1495 il territorio monopolitano si estendeva così dalla antica
stazione postale romana, Dertum, a nord della città, fino alle
propaggini di Ostuni in direzione sud, includendo l'attuale Locorotondo
ad ovest. Con la dominazione straniera, tranne la veneziana, attraverso
il proverbiale dividi et impera, Monopoli perderà molta della
sua influenza. Le vicissitudini belliche, infatti, costrinsero gruppi
di popolazione a trasferirsi verso l'interno. Le nuove popolazioni rivitalizzarono
così i nuclei abitati più antichi creandone anche di nuovi.
Nel 1378 il territorio monopolitano fu devastato dai bretoni di Giovanni
Acuto sostenitore dell'antipapa Clemente VII. Così l'anarchia
dei grandi feudatari, la destabilizzazione dei poteri politici e religiosi,
le pestilenze e l'anarchia portarono desolazione nelle campagne e l'abbandono
dei casali. Nel Febbraio del 1401 Francesco Orsini ottiene in pegno
dal re di Napoli Ladislao d'Angiò la città per un prestito
di 10 000 ducati; questo periodo di disordine e di confusione politica
terminò con la caduta del regime angioino e l'avvento della denominazione
aragonese nel 1442. Nel 1484, con l'arrivo dei Veneziani, cominciò
per essa un periodo di notevole crescita economica, dovuta in particolar
modo allo sviluppo delle attività del suo porto, situato in posizione
strategica e considerato unico rifugio sicuro ed attrezzato fra Bari
e Brindisi, nonché sbocco di un vasto retroterra, ricco di prodotti
richiesti su mercati esteri (olio, mandorle, carrube, vino) e centro
importatore di numerose altre merci. Nel 1495 Ferdinando II scacciò
da Napoli Carlo VIII, ma dovette cedere a Venezia, in cambio dellaiuto
ricevuto, numerose città marinare della Puglia come Trani, la
stessa Monopoli, Brindisi, Otranto e Gallipoli. È del 1530, con
il concludersi della dominazione veneziana, il tentativo di trasformare
Monopoli in Baronia o Marchesato; tentativo frustrato dalla decisa opposizione
del popolo monopolitano che volle riscattarsi, pagando all'Imperatore
51 000 ducati d'oro. Monopoli per la sua importanza strategica ed economica
e per ricchezza di territorio, rappresentava una preda appetibile per
l'Impero Ottomano. Per queste ragioni l'Università (comune) di
Monopoli potenziò il proprio sistema difensivo creando una cinta
muraria simile ad una vera e propria fortezza e dislocando sulla costa
una serie di torri di avvistamento per far fronte agli attacchi provenienti
dal mare. Per proteggere i beni e le vite dei cittadini a prezzo di
grossi sacrifici finanziari anche le esigenze di spazio, evidentissime
nei periodi di espansione demografica, venivano sacrificate rispetto
alle prioritarie necessità di ordine difensivo. Una testimonianza
di ciò la fornisce, postuma, nel 1767 Johann Hermann Von Riedesel,
viaggiatore tedesco corrispondente del Winckelmann, il quale attirato
dalla bellezza della città e dal suo pittoresco porto, si inoltrò
tra i vicoli della congestionata Monopoli, ma l'esperienza non positiva
lo portò a definire la città nel suo libro Nella Puglia
del settecento, come spaventevole per il gran numero di gente che la
popolava, quasi diecimila anime. È del 1543 l'intento di Pietro
Strozzi, signore di Firenze, di ordire una trama per sorprendere la
città di Monopoli con le galee turche: questa venne sventata
dal duca di Toscana per mezzo di un infiltrato inseritosi al suo seguito
che pronta ne fece comunicazione con il viceré di Napoli don
Pietro di Toledo. Ridiventata città libera sotto il governo spagnolo,
nel 1545, sempre con pubblico denaro, Monopoli ampliò le sue
mura di cinta e nel 1552 fu ingrandito e restaurato l'antico Castello
costiero di Enrico IV e Federico II, ad opera del marchese don Ferrante
Loffredo su ordine di Carlo V. Monopoli, nel Dicembre del 1528, veniva
cinta d'assedio da Alfonso d'Avalos, Marchese di Vasto. Nell'assedio
della città crollarono 2 dei 3 campanili dell'erigenda cattedrale.
Alla difesa della città presero parte Giulio da Montebello, Riccardo
da Pitigliano, Luigi Matafari, Comino Frasina ed Orazio di Carpegna,
i quali ponendo un agguato nei pressi di Fasano a Galeotto Fonseca obbligarono
le forze del Marchese del Vasto a ritirarsi in una chiesa vicino alla
città: costoro si arresero dopo poco e vennero condotti prigionieri
a Monopoli nel numero di 270 fanti e 36 cavalli, con 3 capitani di fanti
(2 spagnoli ed uno napoletano) e 2 capitani di stradiotti. Nel combattimento
furono uccisi fra gli imperiali 40 uomini, contro uno solo veneziano.
Nel marzo successivo ancora un assedio alla città di Monopoli,
sempre ad opera di Alfonso dAvalos, con 4 000 fanti spagnoli e
2 000 italiani con 12 pezzi di artiglieria. Alla difesa della città
questa volta accorse nuovamente Camillo Orsini, Marchese di Atripalda
e di Montefredane. Da Barletta arrivarono via mare, in soccorso, 500
fanti, affinché la città potesse resistere all'assalto
del Marchese del Vasto. Camillo Orsini si distinse subito per la sua
energica azione lavorando giorno e notte con i soldati e gli abitanti
al rafforzamento delle opere difensive. Fece costruire una falsa porta
sulle mura e vi fece calare un ponte sul fossato sul quale passano 50/60
uomini. Costoro assalirono le trincee nemiche e vi uccisero molti guastatori
e fanti spagnoli di guardia. Fece costruire altre due false porte, dalle
quali scendono i fanti veneziani, per condurre numerose scaramucce che
terminarono con l'uccisione di diversi avversari. Da Barletta arrivarono
dopo 7 giorni, in rinforzo, altri 600 fanti agli ordini di Giovanni
Caracciolo: Orsini poté così continuare nei lavori di
rafforzamento delle difese cittadine. Gli imperiali, dopo un intenso
fuoco di artiglieria (366 colpi), condussero un attacco che provocò
loro la perdita di 500/1 000 uomini (di cui un centinaio uccisi nelle
trincee con i cosiddetti "fuochi artificiati") e la rottura
di 3 cannoni. Orsini chiese, per cui, un aumento della sua condotta
e la richiesta venne caldeggiata dalla stessa popolazione. Gli imperiali
principiarono così la costruzione di una nuova trincea verso
la porta vecchia. Orsini fece edificare a sua volta una trincea per
ostacolare i guastatori nemici nell'avvicinamento al fossato. Continuò
i suoi attacchi alle postazioni avversarie come quello condotto da Paolo
Antonio da Ferrara e da Angelo Santo Corso, che causò nuove perdite
alle milizie di d'Avalos. Dopo qualche giorno vi fu una nuova sortita
di 100 fanti armati di "trombe di fuoco" dalla parte delle
Pignate: un incendio divorò gli appostamenti nemici ed fu vanificato
il lavoro di un mese. Gli imperiali, visti inutili i propri sforzi,
abbandonarono il terreno e si trasferirono a Conversano. Con il cessare
del pericolo, sorsero disordini in città determinati dalla mancanza
di rifornimenti e dal cronico ritardo delle paghe. Saccheggiati due
magazzini, Orsini fece subito impiccare due uomini rei del fatto. Con
il Caracciolo, convocò tutti i capitani ed prese la decisione
di rinviare a Barletta gli scontenti; imbarcatosi su una galea per Barletta
il con il quale si lamentò del comportamento dei fanti francesi;
subito dopo si spostò a Monopoli ed a Trani ad arruolare altri
600 fanti già al soldo dei francesi al fine di assicurare la
stabilità alla piazza monopolitana. Nel novembre del 1529 Venezia
firmò la pace con Carlo V, consegnando all'Imperatore le città
di Monopoli, Barletta e Trani. Nel 1530 Monopoli viene ceduta da Venezia
a Carlo V. Nella città entrarono così gli imperiali spagnoli.
Tra di essi Diego Borrassa o Borrassà, nobile di Valencia, cui
viene affidato il comando della piazza monopolitana. Ridiventata città
libera sotto il governo spagnolo, nel 1545, sempre con pubblico denaro,
Monopoli ampliò le sue mura di cinta e nel 1552 fu ingrandito
e restaurato l'antico Castello costiero di Enrico IV e Federico II,
ad opera del marchese don Ferrante Loffredo su ordine di Carlo V. Alla
dominazione spagnola che si concluse nel 1713 subentrò quella
austriaca che terminò nel 1734, quando i Borboni si insediarono
a Napoli per cingere la corona meridionale. Successivamente la città
seguì tutte le vicissitudini che interessarono il Regno di Napoli,
fino a quando nel 1860 fu annessa al regno d'Italia, seguendo le sorti
di tutta la Nazione. Durante la Prima guerra mondiale la Città
di Monopoli si estendeva fino ai bordi dell'attuale snodo ferroviario,
cioè ben 2 km dalla costa in direzione sud-ovest. Vi furono due
bombardamenti da mare nel 1916 che produssero ingenti danni alle arterie
di comunicazione municipali facendo registrare anche un morto. Divenuta
parte integrante del regime fascista, durante il secondo conflitto bellico,
Monopoli vide la presenza, nei quartieri della città, delle milizie
naziste tedesche. Avevano il controllo della stazione, del IV Deposito
Carburante dell'allora Regio Esercito Italiano, nonché del porto
ma non delle principali vie d'accesso al centro urbano, a causa del
loro esiguo numero. In seguito ai fatti dell'8 Settembre del '43 i tedeschi
si diedero alla fuga mentre su Monopoli, sino a quel giorno, erano imperversati
i bombardamenti aerei delle truppe alleate provocando distruzioni e
morti. Ottenuto lo status di cobelligerante, il Regio Esercito Italiano
riottenne il controllo della città sotto l'egida del Comando
di guerra inglese per il sud Italia. Il comando alleato in Monopoli
fu sede, nel 1944, del corso di Sabotaggio per il Servizio Operativo
Organizzato dalla Special Force N° 1. La popolazione monopolitana
non fraternizzò mai a pieno titolo con il comando e con le truppe
inglesi presenti in Città: poco prima dell'abbandono del Comune
da parte del comando inglese, nel Palazzo di Città, fu indetto
un gran ballo riparatore tra i militari d'oltremanica e la parte più
ricca della città di Monopoli. Data la presenza in città,
nei giorni a ridosso dell'armistizio, di residui delle truppe tedesche,
il trasferimento della Capitale del Regno d'Italia non fu trasferita
a Monopoli. Il marconista presente sulla nave che conduceva lungo la
costa adriatica la reggenza fuggente provò a contattare i porti
di Barletta, Molfetta, Bari, Mola di Bari e Monopoli stesso, ma la risposta
ricevuta fu che tutti erano in mano alle truppe tedesche; l'attracco
fu così effettuato nel porto di Brindisi con la nomina della
stessa a capitale pro tempore. A seguito del secondo conflitto la città
di Monopoli seguirà le sorti del resto dello Stato, divenendo
enclave democristiana prima e in seguito segno tangibile della regola
dell'alternanza politica. Si suppone che la municipalità di Monopoli
raggiunga entro Dicembre 2007 il numero di 50 000 abitanti residenti.
TURISMO
La costa, lunga circa 13 km, è bassa e frastagliata, con oltre
25 stupende calette e insenature, ampie distese sabbiose e molti tratti
di spiaggia libera, si rende particolarmente adatta alla balneazione
e all'esplorazione della vita sottomarina (che comprende molte meravigliose
specie animali e vegetali). Vi sono numerose strutture ricettive, spesso
dotate del servizio di animazione e molti stabilimenti balneari tra
cui si ricordano: S.Stefano (contrada S. Stefano, adiacente all'Abbazia
di S. Stefano, Lido Pantano, Lido Sabbia d'Oro, Torre Cintola, Porto
Giardino, Porto Ghiacciolo, Torre Egnatia, Le Macchie, Baia del Sol.
Molti di questi stabilimenti si trovano nell'ormai rinomata località
balneare Capitolo, famosa per la sua frizzante vita notturna, a circa
6 Km dal centro della città. Tra i principali monumenti: il Castello
Carlo V (XVI secolo), l'Ospedale Gerosolomitano (fondato nel 1350 dal
Sovrano Militare Ordine di Malta come Commenda di San Giovanni di Monopoli,
sito nel centro storico in largo San Giovanni con omonima chiesa.),
Palazzo Palmieri (sec. XVIII), Palazzo Marinelli con i suoi archi in
stile veneziano ma di fattura fascista, la biblioteca comunale "Prospero
Rendella" chiusa per restauro sino al prossimo Dicembre 2009, il
castello di Santo Stefano, i resti delle Mura di Cinta, Piazza Vittorio
Emanuele (XIX secolo), tra le più grandi di Puglia e d'Italia
nonché la Villa Comunale appena ristrutturata. Da non dimenticare
le numerose cripte e chiese del centro storico, i musei (museo Meo-Evoli,
museo diocesano) e le numerose masserie fortificate e ville patrizie
nell'agro monopolitano, nonché la famosa Via Barbacane. Di non
minor valore artistico risulta essere Piazza XX Settembre, sede del
quotidiano mercato ittico ed ortofrutticolo; come ogni piazza o via
italiana intitolata al 20 settembre 1870, data della breccia di Porta
Pia, conduce al Duomo cittadino. Ma la sua particolarità, che
la contraddistingue in tutta la Puglia, è la presenza, in tutta
la sua superficie, di sole mattonelle di colore rosso. Nell'agro, in
contrada L'Assunta, è stato scoperto un insediamento bizantino,
di datazione incerta, ma di sicuro interesse storico-artistico. In contrada
Baione sono visibili, a cielo aperto, i resti di una villa patrizia
romana utilizzata come villa per i soggiorni estivi sino al XVIII sec.
Nelle vicinanze, di notevole interesse turistico: Polignano a Mare con
la sua stupenda scogliera; Alberobello capitale dei Trulli e patrimonio
dell'Unesco; Castellana Grotte famosa in tutto il mondo per la bellezza
delle vicine Grotte; Ostuni detta "La città bianca"
per il candore del suo meraviglioso centro storico; Putignano con il
caratteristico Carnevale con sfilate di carri allegorici in cartapesta;
Fasano con i resti della città messapico-romana di Egnazia e
lo zoo-safari e parco divertimenti "Fasanolandia"; altri centri
degni di nota per i bellissimi centri storici e le prelibatezze culinarie
(Conversano, Locorotondo, Martina Franca, Cisternino).
GASTRONOMIA
La cucina monopolitana ha sempre vissuto una storia a sé stante,
data la presenza di boschi rigogliosi e del pescoso Adriatico. Tra i
piatti più popolari vanno menzionati:
Le pettole, pallottole di pasta lievitata molto morbida (farina, patata,
lievito di birra, acqua e sale) fritte nell'olio bollente. Vengono servite
calde, con zucchero o con vino cotto o miele, il 7 dicembre in occasione
della Vigilia dell'Immacolata e il 24 dicembre.
Le cartellate, dolci di pasta con miele o vincotto. Anch'essi sono serviti
nelle festività natalizie.
I pruciddi, dolci di pasta con miele o vincotto.
I boconotti, dolci di pasta ripieni di marmellata.
I taralli. Anellini fatti con pasta di pane.
Le polpette di pane.
Il polpo in pignata. Zuppa composta dal mollusco lasciato a macerare
con cipolla e pomodoro.
La focaccia. Pane particolare con pasta fatta in casa, simile ad una
pizza molto spessa e più morbida, che può essere ricoperta
di pomodori e olive, oppure farcita con cipolle o rape. Il giorno in
cui tutti i monopolitani mangiano focaccia è il giorno della
Festa della Madonna della Madia, solitamente condita con mortadella
e formaggio.
I panzerotti. Pietanze preparate con la pasta fatta in casa. Si fanno
delle pizzette circolari, si riempiono di mozzarella e pomodoro e si
chiudono a metà. Poi si friggono in olio bollente.
Le orecchiette con il sugo del fungo del Carrubo.
Le zeppola di San Giuseppe. Dolce tipico del mezzogiorno. Ciambelle
fritte o al forno, decorate esternamente con crema, amarena e un po'
di cannella. Vengono fatte in occasione della festività di San
Giuseppe.
SAGRE
Fiera dell'Annunziata, 25 Marzo
Sagra del panzerotto, ultima domenica di maggio (Contrada Virbo)
Sagra della frittella, ultima domenica di maggio (Parrocchia Regina
Pacis)
Sagra del pesce fritto, ultima domenica di giugno (Parrocchia Sacro
Cuore)
Sagra del pollo ruspante, primo sabato di luglio (Contrada Cozzana)
Sagra del panzerotto, ultimo sabato di luglio (Contrada Cozzana)
Sagra dello spiedino, prima domenica di agosto (Contrada S. Lucia)
Sagra della bruschetta, secondo sabato di agosto (Contrada Cristo Re)
Sagra del dolce tipico, seconda domenica di agosto (Contrada Cristo
Re)
Festa dell'aia, 13 agosto (Contrada Virbo)
Sagra del panino al polpo e alla salsiccia, quarto week-end di agosto
(Contrada Losciale)
Sagra della frittella, ultimo week-end di agosto (Contrada Sicarico)
Sagra delle orecchiette, primo sabato di settembre (Contrada Antonelli)
Sagra della frittella, prima domenica di settembre (Contrada Antonelli)
Sagra della frittella, secondo sabato di settembre (Contrada Impalata)
Sagra della porchetta, secondo sabato di settembre (Contrada Cozzana)
Sagra della polpetta, seconda domenica di settembre (Contrada Impalata)
Sagra del panzerotto, terzo week-end di settembre (Contrada San Gerardo)
Sagra delle pettole, terzo sabato di settembre (Contrada Gorgofreddo)
Sagra delle frittelle, terza domenica di settembre (Contrada Gorgofreddo)
Sagra della bruschetta, ultimo sabato di settembre (Contrada Cozzana)
Sagra del panzerotto, primo week-end di ottobre (Contrada Cozzana)
Fiera di Santa Lucia, 13 dicembre
Mercato settimanale, ogni martedì.
MANIFESTAZIONI
1° fine settimana di giugno - Festa in onore dei SS. Medici Cosma
e Damiano La festa sebbene non riguardi i santi patroni della città,
riveste comunque le connotazioni di una grande festa patronale. Monumentali
le luminarie in corso Umberto e in piazza Vittorio Emanuele. Sanciscono
la solennità della festa, che trova il suo momento tipico durante
la processione in onore dei Santi Medici. Le loro statue, insieme a
quella di San Cataldo, vengono seguite dal clero, autorità e
fedeli con candele accese in segno di devozione e riconoscenza per i
prodigi che ancora oggi compiono i fratelli medici che intercedono verso
Dio per guarire i malati.
14
agosto ore 21.00 - Rievocazione del miracoloso approdo della zattera
con sopra l'icona della Madonna della Madia. L'appuntamento estivo riprende
e completa quello del 16 dicembre (data effettiva della rievocazione
del primo approdo) che in estate, oltre al programma religioso, prevede
l'allestimento delle luminarie in piazza e l'esibizione di gruppi musicali
di musica leggera e di concerti bandistici di musica classica.
16
dicembre ore 5.00 - Sagra a mare, con arrivo al porto di Monopoli della
zattera miracolosa della Madonna della Madia
19
marzo ore 22.00 - Sagra di San Giuseppe, falò e sagra della zeppola
primo
fine settimana di maggio San Francesco da Paola - processione con la
statua del santo
13
giugno ore 11:00 Sant'Antonio da Padova - festa del pane e processione
26
luglio ore 19:00 Sant'Anna - sagra del panzerotto e processione.