Lecce
è una città di 94.210 abitanti dell'Italia meridionale,
capoluogo dell'omonima provincia situata in Puglia, nella parte più
pianeggiante del Salento e nel cuore di un'area densamente urbanizzata,
che conta oltre 400.000 abitanti. Maggiore centro culturale della penisola
salentina, sede dell'omonima arcidiocesi e di un'antica università,
è posta a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella
ionica. Centro attivo nei settori dell'industria agricola (olio, vino)
e della ceramica, è la città dove più elaborato
è stato lo sviluppo dell'arte barocca in pietra leccese, un calcare
malleabile e molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Si parla,
infatti, di barocco leccese e per la bellezza dei suoi monumenti la
città è definita la Firenze del sud o l'Atene delle Puglie.
STORIA
La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia esistesse
Sybar, città messapica che, dopo l'avvento degli Japigi, e la
successiva conquista romana nel III secolo a.C., latinizzò il
suo nome in Lupiae, passando da statio militum (stazione militare) a
municipium (comunità cittadina affiliata a Roma). Conobbe un
periodo di notevole magnificenza sotto la guida dellImperatore
Marco Aurelio. Il nucleo cittadino si spostò poi di circa 3 km
a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città
fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro e di
un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo). Dopo
una breve parentesi dei Greci, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto,
e nel 542 e nel 549 rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente
per cinque secoli. Successivamente, dal VI secolo d.C. in poi, si avvicendarono
i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi. Fu la
conquista Normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale,
ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento.
Infatti, a partire da Goffredo d'Altavilla (1053) i conti normanni vi
tennero corte e qui nacque Tancredi, che era il figlio del Duca Ruggero
di Puglia ed anche Re delle due Sicilie. Ai Normanni seguirono gli Svevi
e gli Angioini. Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia
di Ferrante d'Aragona, che trasformò Lecce in "Sacro Regio
Provinciale Consiglio Otrantino", facendole acquistare sempre più
importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente
vive città mediterranee. In questo periodo si sviluppò
nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci,
genovesi, albanesi e fu importante centro culturale. Nel XV secolo ebbero
particolare fortuna le sue attività commerciali. Nei due secoli
seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni
turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la Città fu dotata
di una nuova cinta muraria e di un Castello e dellattuale Porta
Napoli. Il 1630 fu l'anno in cui si diede il via alla costruzione di
moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si
trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le
tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche,
si danno da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più
belle ed importanti. Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce
nel 1656. Le vittime furono migliaia e la tradizione narra che, dopo
tanta attesa, avvenne un miracolo per intercessione di Sant'Oronzo,
che fu poi per questo proclamato patrono della Città. Precedentemente
la patrona era Sant'Irene.
MONUMENTI
La città di Lecce è nota per la ricchezza dei monumenti
che la adornano, molti dei quali realizzati nel tipico stile barocco
leccese. Significativi sono i fregi, i capitelli, i pinnacoli ed i rosoni
che decorano molti dei palazzi e delle chiese della città (se
ne
contano
oltre 40), come ad esempio il palazzo dei Celestini e l'adiacente Basilica
di Santa Croce, nonché la chiesa di Santa Chiara ed il Duomo.
Il centro della città è racchiuso in mura di cinta risalenti
al XVI sec., ma ormai in gran parte distrutte. La città presentava
originariamente quattro porte di accesso: Arco di Trionfo (Porta Napoli),
Porta Rudiae, Porta San Biagio e Porta San Martino. Di queste, purtroppo,
l'ultima è crollata nel XIX sec.
PIAZZA
E COLONNA SANT'ORONZO
Il salotto elegante di Lecce è Piazza Sant'Oronzo, in parte occupata
dall'Anfiteatro romano del I-II secolo d.C, riportato alla luce all'inizio
del Novecento. Nella piazza s'innalza la colonna con la statua di Sant'Oronzo,
protettore della città. Di fronte alla statua si trova l'armonioso
palazzetto del Sedile, antica sede del Municipio, dove il sindaco riceveva
la cittadinanza. Accanto a questo edificio, che unisce più stili,
dall'arco ogivale gotico alla loggetta rinascimentale, fino alla colonna
inglobata, tipica leccese, sorge la chiesetta di San Marco, importante
testimonianza dell'esistenza di una colonia di mercanti veneti giunti
in città per praticare attività commerciali. All'interno
della lunetta del portale del
tempio spicca il leone alato, simbolo inequivocabile di Venezia. Un'altra
testimonianza artistica che si affaccia sulla piazza davanti all'anfiteatro
è la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Al centro della piazza
vi è un mosaico che rappresenta lo stemma della città:
la lupa con un leccio sullo sfondo. La colonna di Sant'Oronzo dominava
un tempo l'antica piazza, che era disposta in modo diverso da come la
vediamo oggi; dopo le importanti trasformazioni urbanistiche del primo
novecento, la statua in cima alla colonna fu ruotata nella posizione
attuale. Mentre prima si trovava nel centro, oggi la troviamo spostata
sul lato della piazza. Venne innalzata tra il 1660 e il 1686 da Giuseppe
Zimbalo che impiegò il fusto e il capitello di una delle due
colonne terminali della via Appia, a Brindisi; colonna che gli abitanti
di quella città donarono a Lecce per grazia ricevuta da s.Oronzo.
Sul fusto alto pressapoco 29 metri si staglia la statua in legno, rivestita
di rame, raffigurante S.Oronzo che benedice la città. La statua,
che è del 1739, sostituisce quella bruciata due anni prima, perché
colpita da un razzo, durante la festa patronale. Entrambe le statue
furono realizzate a Venezia.
ANFITEATRO
ROMANO
Situato nella centralissima Piazza Sant'Oronzo, ne resta l'arena, le
gradinate inferiori e parte delle mura esterne. Costruito nel II secolo
d.C., misurava
circa
102m x 83m e riusciva a contenere oltre 25.000 spettatori; in epoche
successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Nel 1901, però,
durante gli scavi per la costruzione della sede locale della Banca d'Italia,
fu portato alla luce grazie alla determinazione di Cosimo De Giorgi,
il quale considerò la scoperta come: uno stemma nobiliare
trovato per caso frugando fra le carte di famiglia e del quale non conoscevamo
lesistenza. Ledificio, costruito in pietra leccese,
era in gran parte rivestito da marmi non sempre bianchi ma anche artisticamente
lavorati ed era arricchito di decorazioni, ora conservate presso il
Museo di Lecce. Allinterno, laltezza dei gradoni sedili
aumenta man mano che si sale verso gli ordini più alti per rendere
ben visibile larena da qualsiasi punto della cavea. A seconda
della loro importanza, le strutture esterne furono rivestite con materiali
più o meno nobili: rivestimenti marmorei o intonaco. Purtroppo,
non si sa con precisione né colui che fece edificare lAnfiteatro,
né lepoca esatta a cui esso risale. Recenti studi riferiscono
ledificazione all'età augustea. Nel 1938, però,
durante la sistemazione dellAnfiteatro, venne alla luce uniscrizione
con la menzione di Traiano, oggi, però, scomparsa. Dell
Anfiteatro, è stato possibile portare alla luce solo una porzione,
a causa della sua estensione, che comprende Piazza SantOronzo,
la chiesa di Santa Maria delle Grazie ed alcuni edifici circostanti.
Grazie ad un decreto del Re dItalia, Vittorio Emanuele III, su
proposta dellonorevole Bernabei, lAnfiteatro è stato
dichiarato Monumento Nazionale.
TEATRO
ROMANO
In via dell'Arte della Cartapesta si incontra il Teatro Romano scoperto
nel 1929, databile all'età augustea come l'Anfiteatro. La cavea
di questo teatro, probabilmente riservato ai lupiensi mentre quello
di piazza S.Oronzo veniva frequentato dai provinciali, misura 19 m di
diametro. Ignorato per secoli come l'anfiteatro, ha restituito alcune
statue che sono conservate presso il Museo archeologico provinciale
Sigismondo Castromediano.
PIAZZA
DEL DUOMO
È il barocco a dominare nella centrale Piazza Duomo. Questo grande
cortile, poi modificato, risale al tempo del vescovo Gerolamo Guidano.
Ad esso si
accede attraverso i propilei, realizzati verso la fine del XVIII secolo
da Emanuele Manieri, essendo stati abbattuti gli originali muri d'ingresso.
L'architetto leccese, che si adoperò per armonizzare l'arredo
urbano, realizzò, ai lati dei propilei, i palazzi gemelli che,
entrambi al piano terreno, palesano arcature a bugne lisce, oggi in
parte chiuse o trasformate in porte e finestre. A sinistra della piazza
si erge imponente il campanile, opera di Giuseppe Zimbalo, mentre al
centro la cattedrale e, in posizione più arretrata, l'episcopio.
Sulla destra, infine, si trova il seminario.
DUOMO
Collocato al centro della omonima piazza, il Duomo, tra i più
belli d'Italia, fu costruito una prima volta nel 1144, poi nel 1230.
Su richiesta dell'arcivescovo di Lecce, Luigi Pappacoda, il duomo fu
completamente ristrutturato negli anni tra il 1659-70 da Giuseppe Zimbalo
a cui si deve anche l'attigua torre campanaria alta 70 metri circa e
suddivisa in 5 piani con finestre molto slanciate; termina con una loggia
ottagonale. Precedentemente a tali restauri l'area del duomo risultava
"chiusa" infatti vi era un entrata chiusa, dove oggi vi è
l'entrata nella Piazza del Duomo divenuta dopo tali lavori accessibile.
Il tempio possiede due prospetti, di cui il principale è quello
a sinistra dell'episcopio, mentre l'altro guarda l'ingresso della piazza.
La facciata principale, piuttosto semplice sotto il profilo decorativo,
si sviluppa in due ordini ove appaiono le statue, allogate in nicchioni,
dei SS.Pietro e Paolo, di S.Gennaro e di S.Ludovico. La disposizione
delle paraste scanalate fa intravedere che la chiesa è strutturata
in tre navate. Il prospetto secondario, invece, è ricco, esuberante.
Si evidenzia il portale sovrastato da una balaustra; al centro, si innalza
la statua di S.Oronzo mentre, in basso, due nicchie ospitano le statue
dei SS.Giusto e Fortunato. Il Duomo, a croce latina, ha 12 altari, oltre
il maggiore, per la più parte del tardo Seicento, ed è
ricco di opere pittoresche realizzate da valenti artisti, tra quali
Giuseppe da Brindisi, Oronzo Tiso, Gianserio Strafella, G.Domenico Catalanoe
G. A. Coppola. La Cattedrale possiede una cripta del XII sec., rimaneggiata
nel XVI con aggiunte barocche.
CAMPANILE
l Campanile fu eretto da Zimbalo tra il 1661 ed il 1682. È alto
circa 70 metri e in cima è situata una statuetta di Sant'Oronzo
in ferro. Risulta essere il 17° campanile in Europa per altezza,
tant'è che dalla sua sommità si scorge l'Adriatico e,
in giornate particolarmente limpide, anche le montagne dell'Albania.
BASILICA
DI SANTA CROCE
Il monumento simbolo del barocco leccese è la Chiesa di Santa
Croce, costruita a cavallo di due secoli dal 1549 al 1695 su disegni
di Gabriele Riccardi e architetti del calibro di Cesare Penna e Giuseppe
Zimbalo, nonché numerose maestranze di intagliatori e scapellini
della pietra Leccese. Il prospetto, ricco di simboli, statue e decorazioni,
si divide in tre sezioni: la prima procede dalla gradinata fino alla
balaustra; la seconda da questa al cornicione; la terza, infine, è
costituita da tutto il resto e sino al fastigio. L'interno, a croce
latina e a tre navate, è di pura forma basilicale. La nave maggiore
è ad archi che poggiano su sedici colonne ornate di capitelli
di tipo corinzio. Nel transetto si innalza la cupola, indi appare l'abside
polilobata connotata di rara eleganza. La navata centrale è sovrastata
da un soffitto a cassettoni in legno di noce dorato; le due laterali
sono coperte da volte a crociera e si aprono su sette cappelle, tutte
dotate di altari, ai quali vanno aggiunti i due del presbiterio, nonché
il maggiore, del XVIII secolo, a tarsie marmoree, proveniente dalla
chiesa dei SS. Nicolò
e
Cataldo. Opere pittoresche di Oronzo Tiso, Giovanni Grassi, Giovanni
Battista Lama adornano questa chiesa, che fu dei PP. Celestini, i quali
l'ebbero annessa al contiguo convento che fu completato nel 1695. Particolare
attenzione merita l'altare di san Francesco di Paola (1614) opera di
Francesco Antonio Zimbalo.
CASTELLO
CARLO V
Il Castello è stato realizzato, secondo la tradizione per volere
di Carlo V per scongiurare le invasioni turche, di cui la più
funesta fu per la Terra d'Otranto quella che nel 1480 causò il
sacco d'Otranto. In realtà Carlo V ampliò e modificò
un preesistente maniero, che secondo gli scavi e gli studi condotti
dall'Università del Salento doveva risalire al XIII-XIV sec.
Una parte risalente a tale periodo risulta essere il torrione di forma
quadrangolare detto mastio di Accardo. Gli ampliamenti del XVI sec.
hanno dato al complesso una pianta quadrilatera , formata da quattro
fronti bastionate, un tempo era munita di fossato che venne colmato
nel 1870. Il Castello, inoltre, ha due porte: una orientata a nord-ovest,
ed è quella rivolta verso la città, e l'altra sul lato
opposto, che un tempo guardava la campagna. Sulla seconda porta appare
lo stemma dell'imperatore asburgico, stemma che pure sormontava la prima
porta ma che, poi, è stato rimosso ed allogato in un muro del
cortile. L'interno è dotato di ampi ambienti che oggi ospitano
manifestazioni culturali.
OBELISCO
Posto a pochi metri dall'Arco di Trionfo e al centro del Viale degli
studenti, lObelisco di Lecce fu eretto nel 1822 su progetto di
Luigi Cipolla dallo scultore salentino Vito Carluccio, in onore di Ferdinando
I di Borbone. LObelisco è decorato nelle quattro facciate
con alcune figure in bassorilievo, tra cui in basso il delfino che morde
la mezzaluna turca, stemma dei capoluoghi di Terra d'Otranto. Un curioso
episodio riguarda tale obelisco: la propaganda borbonica lo fece colorare
di nero, in modo che ricordasse un obelisco marmoreo, ma la prima pioggia
cancellò ogni traccia del colore nero.
ARCO
DI TRIONFO
L'Arco di Trionfo, detto comunemente Porta Napoli, sorge nell'omonima
piazza e fu eretto nel 1548 in onore dell'imperatore Carlo V, dalla
cittadinanza grata per le opere di fortificazione fatte realizzare in
difesa di Lecce. Alto 20 m, questo monumento fu realizzato nel luogo
dell'antica "Porta S. Giusto", al di sotto della quale, secondo
la tradizione, riposavano le spoglie del santo. D'ordine corinzio, con
le colonne binate, aventi la base attica e il capitello barocco, L'Arco
di Trionfo ha sul frontone triangolare scolpite le insegne imperiali
con trofei e panoplie. Sul fregio centrale appare, in latino, l'epigrafe
dedicatoria, che così si traduce: «All'Imperatore Cesare
Carlo V, augusto trionfatore, nelle Indie, nelle Gallie ed in Africa;
soggiocatore dei cristiani ribelli, spavento e sterminio dei Turchi;
propagatore della religione cristiana in tutto il mondo con le opere
e con i consigli; essendo al governo di questa provincia Ferrante Loffredo,
che seppe tener lontani da i lidi del Salento e della Japigia i Turchi
ed i nemici dell'impero; l'Università ed il popolo leccese riconoscente
dedicò quest'arco alla grandezza e maestà di Lui, l'anno
1548.»
UNIVERSITA'
DEL SALENTO
Lecce è la sede dell'Università del Salento, già
Università di Lecce, su cui è imperniato l'intero sistema
dell'università e ricerca del Salento. I primi movimenti atti
alla formazione dell'Università come la conosciamo oggi risalgono
al XVIII secolo. Già in età medievale erano presenti diversi
luoghi di istruzione, indicati nei documenti contemporanei come università,
anche se differenti dall'accezione che ne diamo oggi. L'università
del Salento ha alcune succursali anche nella provincia di Brindisi.
Di particolare interesse risulta il Parco Scientifico e Tecnologico
Ionico-Salentino (PASTIS) presso Mesagne, compartecipato dall'Università
del Salento, ove è presente uno dei costosi macchinari per la
datazione di reperti archeologici col metodo del Carbonio 14. Nel 1998
è stato attivato presso l'università del Salento l'Istituto
Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare (ISUFI), una
delle Scuole Superiori d'Italia, costruita sul modello della Scuola
Normale di Pisa. La Scuola realizza programmi di alta formazione nell'ambito
dei seguenti settori: Nanoscienze, e-Business Management, Giurisprudenza
e Politica dell'area Euromediterranea, Beni Culturali. Anche grazie
al traino duvuto all'ISUFI, dal 2000 l'ateneo salentino ha conosciuto
una crescita senza precedenti, soprattutto nel ramo scientifico, che
è uno tra i più avanzati ed efficienti d'Italia. Altro
importante ramo è quello archeologico: l'università del
Salento, infatti, svolge numerose attività di scavo in tutta
Italia, e in diversi ambiti: preistorico, classico e medievale. All'estero
l'università effettua ancora oggi scavi in Ucraina, Turchia,
Medio Oriente, Malta, Egitto. Il continuo incremento dell'offerta formativa
registra una risposta direttamente proporzionale da parte dell'utenza:
la popolazione studentesca è passata dalle 77 unità del
1955 alle oltre 27.000 del 2006.
MANIFESTAZIONI
Festa di Sant'Oronzo
I festeggiamenti per il patrono Sant'Oronzo durano tre giorni (dal 24
al 26 agosto). La manifestazione religiosa tocca il suo apice durante
la processione per le vie del centro storico, il 24 agosto. I restanti
giorni sono caratterizzati da concerti, manifestazioni teatrali e concerti
in piazza. Chiude la tre giorni di festa lo spettacolo pirotecnico.
Fiera di Sant'Oronzo
Il 26 agosto si tiene a Lecce la tradizionale fiera del bestiame e degli
attrezzi agricoli.
Fiera dei presepi e dei pupi
Questo antico mercato popolare di merci varie si svolge dal 13 al 24
del mese di Dicembre nel centro storico di Lecce. Offre ai visitatori
e ai turisti le figurine del presepe di produzione artigianale in cartapesta,pietra
leccese o terracotta.
Mercatino dellantiquariato
Ogni ultima domenica del mese si svolge in Via XX Settembre, nelle vicinanze
dell'ospedale vecchio, un mercatino che conta un centinaio di bancarelle.
Festival del cinema europeo
Il Cityplex Santalucia di Lecce ospita il Festival del Cinema Europeo,
riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali
come manifestazione dinteresse nazionale (membro del Coordinamento
Europeo dei Festival del Cinema e dellAssociazione Festival Italiani
di Cinema), ideato e organizzato dallAssociazione Culturale Art
Promotion.
La notte bianca
Il 14 aprile 2007 si è svolta a Lecce la prima notte bianca.
Circa duecentomila persone hanno invaso il centro storico. Ricco il
cartellone di concerti, mostre e spettacoli. La seconda edizione della
notte bianca si è svolta il 26 aprile 2008 per le vie del centro
storico.
Premio Barocco
Si tratta dell'evento televisivo che apre la stagione televisiva estiva
di Raiuno. Il 5 giugno 2007 il capoluogo salentino ha ospitato questa
manifestazione per la prima volta.
Premio Rodolfo Valentino
È un riconoscimento alla carriera dei protagonisti del cinema
internazionale intitolato al celebre divo del cinema muto, nato a Castellaneta.