Corato
è un comune di 47.031 abitanti nella provincia di Bari. Distante
43 Km dal capoluogo, Corato ("Quarat" nel dialetto locale)
è situata a 232 metri sul livello del mare, sulle pendici orientali
delle Murge, un territorio roccioso o semi-roccioso che ha permesso
lo sviluppo di colture tradizionali: vigneti, oliveti, mandorleti e
seminativi. Il lavoro delluomo ha conferito al paesaggio una fisionomia
unica: grandi spazi aperti, nei quali domina la vegetazione spontanea,
interrotti da strisce di terreno coltivato dai colori mutevoli a seconda
delle stagioni. La vegetazione prevalente è la steppa o para-steppa.
Le piante più frequenti sono: asfodeli bianchi e gialli, osiridi,
cardi, ferule, papaveri, rovi, trifogli ed anemoni; vi sono, inoltre,
lembi di boschi di querce a roverella e pinete in particolar modo nella
murgia serraficaia (mt. 673 s.l.m.) e a San Magno
(mt. 480 s.l.m.). La fauna locale è rappresentata da alcuni esemplari
di: volpi, lepri, ricci, vipere, ramarri, lucertole, gechi, donnole,
gazze, ghiandaie, upupe, gufi, civette, barbagianni, cardellini, fringuelli,
passeri e pettirossi.
STORIA
I suoi inizi si collocano nel III secolo a.C., durante il periodo repubblicano
di Roma, quando Scipione l'Africano premia i soldati dauni e peuceti
per la distruzione di Cartagine concedendo loro diversi territori degli
Apuli: fra questi, un certo Caius Coratus avrebbe dato il nome al successivo
abitato. Il nome nei secoli oscilla fra Coratus, Coratum, Curati, Quarata
e Quadrata, finché sotto Federico II la cittadina assume il nome
ufficiale di Corato. Anticamente la città era percorsa da un
tratto interno della via Traiana: l'abitato romano sarebbe confermato
dall'originale pianta quadrata (da cui uno dei probabili nomi) della
città. Agli inizi del VII secolo è una modesta cittadina
longobarda, attaccata da numerosi pirati: a questo proposito vengono
edificate quattro torri difensive e numerose vie sotterranee. In età
bizantina (IX secolo) mantiene una forma molto simile, invariata fino
alla giunta di Pietro il Normanno nel 1046, che unifica le torri già
esistente con delle possenti mura ed altre ventincinque grandi torri,
il tutto contenendo un ampio castello (Palazzo Gioia) e conferendo all'abitato
il titolo di città. Lo sviluppo continua, confermato anche dal
geografo arabo El Edrisi, che ne descrive alcune specialità nel
1155. La città rimane fedele a Corradino di Svevia anche dopo
la morte di Federico II nel 1250, e alla conquista di Carlo I d'Angiò
ottiene il motto di "cor sine labe doli" (in lingua latina
"cuore senza la macchia del tradimento"), riportato ancora
oggi nello stemma civico. Gli Spagnoli e i Borbone nel XVI secolo dominano
Corato e la zona circostante, fino ad un modesto tentativo d'insurrezione
ad opera del cittadino Federico Quinto nel 1799. Infeudata pochi anni
dopo alla famiglia Carafa duchi di Andria e conti di Ruvo, nel 1503
la città è protagonista della disfida di Barletta. Un
grande fervore economico ed edilizio coinvolge la città a partire
dalla salita di Gioacchino Murat in poi, fino a proseguire con l'unità
d'Italia.
DA
VEDERE
Piazza Giorgio Almirante: una delle piazze più importanti della
città, intitolata al Segretario del Movimento Sociale Italiano
Giorgio Almirante
Palazzo di Città: sede del municipio dal 1866, era precedentemente
un convento dei frati Minori Osservanti di San Cataldo. Oltre al prospetto
in stile ottocenesco, gli interni presentano un chiostro cinquecentesco
con archi ogivali tardo-gotici su pilastri, con diverse finestre a due
livelli in stile barocco e nella parte superiore l'orologio civico.
All'interno si trovano la statua della Madonna del Latte, probabilmente
del 1548 di Paolo da Cassano ed un affresco della scuola ferrarese del
XVI secolo.
Palazzo delle Pietre Pizzute (Palazzo Patroni Griffi o De Mattis): palazzo
cinquecentesco ornato da tredici bugne piramidali, con in alto lo stemma
dei conti Patroni Griffi.
Sepolcri di San Magno: tumuli risalenti all'età protostorica,
circa VII secolo a.C. nella contrada omonima.
Palazzo Lamonica Vecchio: è una grande costruzione con un prospetto
duplice e diversi portali ottocentesco e rinascimentale, con una balaustra
superiore.
Chianca dei Paladini: un dolmen dell'età del Bronzo costruita
con tre lastre megalitiche (le cosiddette chianche, da cui il nome)
ed una quarta ricoprente; la leggenda racconta sia il risultato di una
competizione fra giganti.
Palazzo ex Pretura: sede dell'antica università, è stato
restaurato in epoca neoclassica.
Palazzo Catalano: piccola fabbrica popolare risalente al 1598, con al
primo piano un affresco con una scena di caccia e al secondo piano un'iscrizione
con il nome del fondatore, Antonio Catalano.
Palazzo Gioia: edificato sul castello più antico della seconda
metà dell'800, con il portale a destra coprente due rilievi con
gli emblemi della famiglia Carafa.
Palazzo ex Biblioteca Comunale: risalente al XVII secolo.
Palazzo Dott. Alfredo Tarantini - Chirurgo. Tale Palazzo segnalato come
Palazzo Santarella prende il nome dall'Ingegnere coratino Luigi Santarella,
"il padre del cemento armato", segnalato nei libri di architettura
come il primo palazzo in cemento armato costruito in Italia. Di particolare
interesse è l'imponente scala in marmo nonché il vano
interrato fatto di Pietra e tufo recentemente restaurato dagli eredi
del Dott. Alfredo Tarantini e sede di alcune mostre di autori vari.
MANIFESTAZIONI
In febbraio si celebrea il carnevale coratino, con una grande sfilata
di gruppi mascherati e carri allegorici, mentre in occasione della Pasqua
si svolge una solenne processione, con la rappresentazione dei misteri
della locale parrocchia di San Giuseppe; il sabato santo è solita
la Processione della Pietà dal vicino santuario di Santa Maria
della Greca, antica protettrice della città. A maggio, durante
la Fiera di San Cataldo, si celebra una sfilata di carrozze e attacchi
d'epoca.
Il
Festival delle Murge è organizzato durante il mese di giugno,
mentre il concorso locale di musica leggera, la Nota d'Oro, avviene
a luglio. Importanti sono le celebrazioni di agosto per la festa del
patrono locale, San Cataldo, che nel 1483 salvò il paese da una
grave pestilenza: varie processioni accompagnano le celebrazioni, con
un concorso di pittura per giovani artisti meridionali. Per Ferragosto
è usuale il concorso della Barca di Santa Maria, una caratteristica
esposizione di barche in carta velina. Infine, il 12 dicembre, avviene
la jaojo di Santa Lucia, con un grande falò ed alcune degustazioni
di dolci tipici.
Molto
caratteristiche sono le sagre del paese, fra le quali si ricordano quella
del calzone di cipolla ad aprile, della ciliegia a giugno, della bruschetta
e della castagna a novembre.
GASTRONOMIA
Un primo piatto tipico è il ragù con braciole (involtini)
di carne d'asino o di cavallo, con cui si condiscono le orecchiette,
dette strascenate, che legano anche molto bene in un altro piatto tradizionale...
gli "strascenate e cime de rape". La pignatta di trippa e
il calzone (una focaccia riempita da cipolle cotte a vapore, olive nere,
acciughe ed uva passa) costituiscono la seconda parte del pasto. Ma
sono anche molto comuni le scamorze, i nodini e le burrate. Fra i dolci
tipici del luogo, si ricordano in occasione del Natale le cartellate
con vincotto e miele, marzapane, sasamello e taralli, mentre per le
festività pasquali è consuetudine cucinare le scarcelle'.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione Residente 48.101 (M 23.326, F 24.775)
Densità per Kmq: 286,8
Superficie: 167,69 Kmq
CAP
70033
Prefisso Telefonico 080
Codice Istat 072020
Codice Catastale C983
Denominazione
Abitanti coratini
Santo Patrono San Cataldo
ETIMOLOGIA
Deriva dal latino quadratum, ossia "centuria quadrata".
Il
Comune di Corato fa parte di:
Regione Agraria n. 1 - Murge di Andria
Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Associazione Nazionale Città dell'Olio
Comuni
Confinanti
Andria (BT), Bisceglie (BT), Ruvo di Puglia, Trani (BT)
Edifici
storici
Palazzo Lamonica Vecchio
Palazzo Gioia
Palazzo de Mattis
Edifici
religiosi
Chiesetta di San Vito
Chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore
Santuario Santa Maria Greca
Chiesa e Convento di San Domenico
Chiesa e Convento di San Benedetto
Chiesa di Santa Maria Santissima Incoronata