Castellaneta è un comune di 17.254 abitanti
della provincia di Taranto. Castellaneta è situata nel cuore
dell'area delle gravine ed è posta al centro della zona occidentale
della provincia di Taranto. Il suo territorio (fra i primi 100 comuni
italiani per superficie, per la precisione settantanovesimo) va dalla
Murgia tarantina fino al Mar Ionio, e presenta una grande varietà
di paesaggi e diverse presenze naturalistiche storiche e archeologiche.
Castellaneta è solcata da una serie di "gravine" e
di "lame" (naturale prosieguo delle gravine con pareti più
dolci) di origine carsica, che si dirigono verso il mare facendo confluire
le acque che raccolgono durante le piogge nel fiume Lato. Montecamplo
(più precisamente S.Trinità) è il suo punto più
alto (411 m).
ORIGINI
I primi segni di una importante presenza nel territorio castellanetano
risalgono all'età del bronzo (2000-1000 a.C.). Sono stati infatti
trovati numerosi vasi ed altri manufatti risalenti a tale periodo in
località Minerva. Si hanno notizie certe che il territorio castellanetano
in tale periodo fosse abitato da Siculi, da Messapi e da Iapigi. Sulla
cima del Montecamplo, ricco di grotte e di gravine, invece, ci sono
stati rinvenimenti paleolitici e di origine Apulo-Peuceta.
STORIA
In seguito alla distruzione dell'insediamento di Minerva da parte di
Alarico, la popolazione sfuggì alla stessa riparando nei paesi
vicini. Sulle ceneri dell'insediamento precedente, nacque nel 550 la
città di Castanea. Le invasioni dei Saraceni permisero alla città
di Castanea di ingrandirsi, trovandovi rifugio nelle sue mura fortificate
gli abitanti dei paesi vicini. In questo periodo la città cambiò
nome divenendo prima Castellum Unitum e poi Castellanetum.
Esiste
però un'altra versione sulle radici di Castellaneta. Infatti,
secondo lo storico Giacomo Arditi, Castanea era cosa ben diversa dall'attuale
Castellaneta: Castanea giaceva sul Lato, era di origine magno-greca
e esistette fino alla fine del VIII secolo (secondo le carte topografiche
di Carlo Magno). Nell'842 i Saraceni dilagarono, saccheggiarono e distrussero
quasi tutti gli insediamenti del circondario, e probabilmente Castenea
fu tra i malcapitati. Questi allora si riunirono, creando una città
fortificata nel punto più alto: da questa unione nacque il nome
Castellum Unitum, poi trasformato in quello attuale.
In
seguito alla conquista della città da parte dei Normanni nel
1064, la città divenne anche diocesi.Tre anni dopo il paese venne
riconquistato dal generale greco Mabrica e ritornò in mano bizantina.
Questo dominio durerà poco, e Castellaneta ritornerà in
mano ai Normanni.
Nel 1503 i cittadini di Castellaneta, con l'aiuto di una piccola schiera
di soldati spagnoli, respinsero le truppe francesi guidate dal duca
di Nemours: tale fatto prenderà il nome di "SACCO di Castellaneta".
Grazie al coraggio dimostrato nell'occasione dai cittadini castellanetani,
Ferdinando il Cattolico attribuì al paese il titolo di "Fidelissima
Civitas". Nel 1519 gli spagnoli cedettero la città ai fiamminghi,
la città entrò in rovina e subì un lungo periodo
di dominazione da parte di più feudatari.
Nel 1858 Giuseppe Garibaldi, camuffato da venditore di candele, incontrò
nel fondo rustico La Torretta alcuni castellanetani. Due anni dopo,
nel 1860, i castellanetani votarono in modo quasi plebiscitario per
l'annessione al Regno d'Italia. Tuttavia il territorio castellanetano
fu utilizzata negli anni a seguire come rifugio da numerosi Briganti,
tra cui il famoso Antonio Locaso, lucano detto "il Crapariello"
('u Craparidd), il quale venne giustiziato dalle milizie del costituito
Regno d'Italia ed il cui corpo venne lasciato esposto nella piazza principale
del paese (piazza Vittorio Emanuele) per oltre due giorni.
Castellaneta
diede un pesante contributo di uomini alla prima guerra mondiale e per
i tanti morti della guerra fu edificato nel luogo dove oggi sorge il
municipio un monumento accerchiato da tanti alberi quanti furono i morti.
Il monumento fu poi spostato nel cimitero, per dar spazio alla costruzione
del nuovo municipio al quale è stato affiancato un nuovo monumento
ai caduti di tutte le guerre. Nella seconda guerra mondiale invece,
in seguito alla ritirata dei tedeschi, questi ultimi bombardarono la
città e provocarono la morte, attraverso lo scoppio di due granate,
di 27 persone tra bambini, cittadini e rappresentanti dei Carabinieri,
colpevoli solo di festeggiare l'arrivo degli alleati. Per l'umanità
espressa dai cittadini in questa triste occassione, fu assegnata al
comune la medaglia di bronzo al valor civile.
Una
delle pagine più tristi della storia castellanetana riguarda
il crollo di un intero stabile in viale Verdi il 7 febbraio 1985, in
seguito al quale persero la vita 34 persone. In seguito al tragico crollo
avvenuto a Castellaneta il 7 febbraio 1985, in viale Verdi, si è
costituito il Comitato dei Familiari delle Vittime.
Ai
funerali partecipò anche l'allora Presidente della repubblica
Sandro Pertini. Il processo che ne seguì è ancora in corso,
nel frattempo dove sorgeva lo stabile è stato costruito un auditorium
(nei locali del quale è presente anche la biblioteca comunale)
ed è stato eretto un monumento in ricordo delle vittime.
DA
VEDERE
Il territorio presenta un forte accentramento abitativo nel nucleo cittadino
se si eccettua la frazione marittima di Castellaneta Marina e quella
rurale della Gaudella. Per il resto nelle campagne sono presenti circa
cento splendide masserie storiche alcune delle quali fortificate e campi
coltivati (vigneti e frutteti).
Il "paese vecchio" sorge sul ciglio della Gravina di Castellaneta,
in posizione decentrata, ed un tempo era delimitato da spesse mura che
cingevano il paese nella parte scoperta. Il centro storico ha un impianto
medievale, con vicoli e stradine molto strette, ma i tesori di maggior
pregio architettonico sono del barocco.
Notevole
importanza architettonica hanno le contigue piazze F. De Martino e Maria
Immacolata dove sono presenti i tre edifici di maggior fattura. La Cattedrale
(o chiesa di San Nicola) eretta nel 1220 e quasi completamente riedificata
nel XVIII secolo (solo il campanile rimane della vecchia chiesa). Bellissima
la sua facciata barocca e ancor di più il suo soffitto ligneo
intagliato, con tre tele del 1700 di Carlo Porta (L'Assunzione, San
Nicola che salva Diodato e La caduta degli Angioini) e quattro di fine
1700 - inizio 1800 di Domenico Carella di Martina (Cristo nel Cenacolo,
Cristo che comunica San Pietro, Le nozze di Canan e Davide danzante
innanzi all'arca e i Filistei che la restituiscono al popolo eletto.
Il contiguo settecentesco Palazzo Vescovile (attuale sede del vescovado)
custodisce un dipinto risalente al 1500 del Santacroce ed altre interessanti
tesori artistici. Il Palazzo Baronale, sede storica del potere politico,
trasformata prima in seminario poi in convento delle suore di Santa
Chiara.
Nel
borgo antico sono presenti numerosi palazzi signorili, sintomo del grande
avvicendarsi di feudatari su questo territorio. Da ricordare è
il Palazzo Catalano con la sua facciata orientaleggiante, il Palazzo
Sarapo con il suo portone barocco e i palazzi D'Alagni, Lagroia e Frisini.
Numerose sono le chiese nella zona antica, a testimonianza della grande
importanza che ha avuto questo paese anche come centro religioso, da
secoli sede della diocesi di Castellaneta. Da ricordare sono San Domenico
(ultimata nel 1861) con la sua caratteristica facciata dal doppio stile,
con la parte alta Rinascimentale e con il portale dall'inconfondibile
stile barocco. Altre chiese ormai inutilizzate per riti religiosi sono
Santa Maria, San Giuseppe, Santa Chiara, Santa Caterina, Madonna dell'Aiuto
e San Giovanni in muriciello.
Nel resto del paese ci sono altre chiese importanti anche per la loro
architettura e per le bellezze che contengono. San Michele chiesa settecentesca
costruita ai limiti del paese vecchio ed oggi inglobata nel centro del
paese. Contiene tele del Cinquecento e del Settecento.
San Francesco d'Assisi (1471) e il convento dei Frati Minori (1592).
La chiesa sorge nella parte nuova del paese, un tempo (fino agli anni
'60) era molto lontana dal resto del paese. Contiene capolavori del
Seicento e del Settecento, fra cui un importante opera sull'altare di
Girolamo di Santacroce che rappresenta la Vergine seduta in trono con
bambino che prega tra angeli, santi ed apostoli.
Santa Maria della Luce, detta anche Maria santissima Assunta o ancora
Santa Maria del Pesco (edificata attorno al XIII secolo) è uno
dei pochi esempi di arte gotico-angioina del paese insieme al campanile
della Cattedrale. La leggenda dice che tale chiesa era stata edificata
ex voto da un capitano scampato a un naufragio dopo essersi affidato
alla Madonna dell'Assunta. La chiesa ha la forma, a causa del dislivello
sulla quale è costruita, del ponte di una nave. Al suo interno
presenta importanti affreschi.
Altre chiese sono la cinquecentesca San Rocco oggi annessa al vecchio
ospedale e la seicentesca Mater Christi, anch'essa costruita lontano
dal centro abitato e vicino all'omonimo insediamento rupestre e dall'architettura
modesta, La chiesa di San Domenico situata nella parte bassa del centro
storico e la Parrocchia Cuore Immacolato di Maria, struttura moderna.
Si aspetta la nuova costruzione della chiesa di San Francesco d'Assisi.
Da vedere sono anche piazza Umberto I con la sua Fontana Monumentale
centrale (1871), e il monumento a Rodolfo Valentino (1961) posto al
termine della "Passeggiata" dedicata allo stesso attore.
LE
GRAVINE
Le
principali gravine presenti sul territorio sono:
* Gravina di Castellaneta o Gravina Grande (cinge il borgo antico).
Una tra le più grandi e spettacolari gravine della Puglia. Si
estende per una decine di chilometri con svariate anse, profonda nel
suo punto massimo 145 mt e larga circa 300 mt. Lungo il suo percorso
sono presenti vari insediamenti storico-archeologici.
* Gravina del Porto, nei pressi del confine con Gioia del Colle. Da
ricordare la presenza di Dolmen, di un villaggio peuceta e dell'omonima
masseria storica
* Gravina di Coriglione, con l'insediamento rupestre Santa Maria di
Costantinopoli
* Gravina di Santo Stefano con l'omonimo villagio rupestre
* Gravine di Montecamplo nei pressi dell'omonimo colle.
CASTELLANETA
MARINA
Sulla costa vi è la frazione di Castellaneta Marina, che assolve
per lo più una funzione prettamente turistica. La frazione marittima
composta quasi esclusivamente da ville, è totalmente immersa
nella verde pineta di Bosco Pineto che si estende per circa 9 km sulla
costa. Castellaneta Marina offre ai turisti un mare cristallino, una
sabbia finissima e dune dall'importante interesse naturalistico. Sul
territorio sono presenti alberghi ed importanti villaggi turistici nelle
zone di Riva dei Tessali (importante per il suo campo da golf) e Termitosa.
L'insediamento nasce negli anni '60 all'interno della pineta costiera.
È stata necessaria una opera di bonifica della zona per rendere
la frazione abitabile. Qui sono nate in breve tempo numerosissime ville
alcune delle quali di proprietà di personaggi famosi (Sofia Loren
su tutte). Le strade di Castellaneta Marina hanno nomi riferiti prettamente
al periodo storico di corsa verso lo spazio in cui la frazione marina
è nata. Non è difficile trovare strade che si riferiscono
infatti alla luna (come Mare dei vapori, Oceano delle Tempeste, Baia
dei flutti), a famosi astronauti statunitensi e russi (Neil Armstrong
e Jurij Gagarin...), a veicoli spaziali (Sojuz, Viking...) e missioni
(Apollo...) e politici di quel periodo (John Kennedy). Se si eccettua
la strada principale di ingresso (Viale dei Pini) in onore della pineta
che ospita la frazione e il Lungomare che è dedicato agli "Eroi
del Mare", il resto delle strade cittadine è fatto apposta
per chi ama viaggiare con la fantasia fra ed oltre le nuvole.
MANIFESTAZIONI
* Sposidea. (gennaio). Sposidea, rassegna espositiva dedicata interamente
ai futuri sposi e non solo, che si propone dinformare e perché
no, di collaborare alla perfetta riuscita dellevento, fornendo
agli sposi preziosi suggerimenti, indicazioni curiosità.A cura
dell'Associazione UNI.COM.ART.
* Arte & commercio nella città di Rodolfo Valentino maggio
A cura dell'Associazione UNI.COM.ART.
* Corteo Storico Medievale e Fiera di Sant'Anna II Edizione domenica
20 Luglio 2008 a cura del Centro di Attività Culturali La Ribeca;
* Sapori Medievali nell'Antico Borgo - Corteo Storico e Mercato Medievale
nell'antico borgo a cura del Centro di Attività Culturali La
Ribeca nel mese di Novembre;
* A Fanova, i falò di San Giuseppe sparsi per il paese con l'annesso
albero della cuccagna (19 marzo)
* Riti della Settimana Santa di Castellaneta, che partono il giovedì
santo con la visita dei sepolcri e continuano con la processione dei
Misteri del venerdì santo e con quella di Cristo Morto del sabato
santo (marzo o aprile)
* Tappa dell'European Challenge Tour di golf (aprile)
* Presepi nel centro storico (dicembre, gennaio)
* Presepe vivente nel centro storico (dicembre, gennaio)
* Festa di San Francesco di Paola copatrono di Castellaneta (maggio)
* Aspettando la sagra. (giugno e luglio). Anteprima alla sagra a cura
dell'Associazione UNI.COM.ART.
* 'Sagra da far'nèdd (3 agosto), la sagra più grande d'Italia.
Si sviluppa per oltre 2 km nel borgo antico lungo i quali è possibile
degustare svariati piatti tipici (friselle con olio extravergine, focaccia,
orecchiette e fricelli, carni al fornello, mozzarelle e formaggio fresco,
vino, frutta e dolci...) e la Far'nèdd, la vecchia farina ricavata
macinando orzo e ceci. A cura dell'Associazione UNI.COM.ART.
* Processione in mare della Stella Maris protettrice della frazione
marittima (15 agosto)
* Zip zipe e mijr. (11 novembre).Nella magica cornice del centro storico
e precisamente dovera collocata una delle tre porte delle mura
di Castellaneta, la porta Piccola, allingresso dellabitato
sulla via Taranto si potrà degustare u zip-zipe, le castagne
e un bel bicchiere di vino novello. A cura dell'Associazione UNI.COM.ART.