Barletta
è un comune di 93.431 abitanti (53° posto tra i comuni italiani
per numero di abitanti), attualmente in provincia di Bari. La città
è co-capoluogo della nuova provincia di Barletta-Andria-Trani,
che diverrà pienamente operativa nel 2009 con le elezioni amministrative
della Provincia di Bari. Il dialetto locale, il barlettano, è
una variante del vernacolo nord-barese. Il comune comprende tre frazioni:
Montaltino, Canne della Battaglia e Fiumara. Barletta è bagnata
dal Mar Adriatico, dove il litorale roccioso si addolcisce nelle sabbie
dell'Ofanto.
Il
fiume segna il confine fra la provincia di Bari e quella di Foggia ed
ha sempre avuto un'influenza determinante sull'attività agricola
della
zona. Barletta appartiene infatti alla Valle dell'Ofanto della quale è
il centro rappresentativo. Il corso del fiume segna anche il passaggio
dalla Murgia carsica alla vasta e fertile piana del Tavoliere delle Puglie.
La città diBarletta è locata in riva al mare Adriatico,
all'imboccatura sud-ovest del Golfo di Manfredonia, di fronte al promontorio
del Gargano. È ubicata su di un bassopiano che varia dai 10 ai
30 metri sul livello del mare alle seguenti coordinate: Latitudine Nord
41°19', Longitudine Est Greenwich 16°17'17". Barletta confina
da nord ad est con il mare Adriatico, a sud-est con Trani (12 km), a sud
con Andria (11 km), a sud-ovest con Canosa (22 km), a nord-ovest con la
foce del fiume Ofanto (5 km) e con Margherita di Savoia (13 km). La città
si estende su di una superficie di 14.471 ettari; il suo abitato ha una
lunghezza (est-ovest) di circa 7 km, una larghezza (nord-sud) di circa
3 km ed un perimetro di circa 13 km.
STORIA
Le prime testimonianze su Bardulos risagono al IV secolo a.C.. "Bardulos"
è citata nella Tavola peutingeriana. In età romana essa
fu porto di Canosa, i cui abitanti vi si rifugiarono dopo la distruzione
della loro città. Fiorì nel Medioevo come fortezza dei
Normanni. Diventò una tappa importante dei Crociati e di tutto
il traffico verso la Terra Santa. Nel 1291, in seguito alla caduta in
mano musulmana di San Giovanni d'Acri di Palestina, ospitò il
Patriarca di Gerusalemme Randolfo. Nel 1228 Federico II di Svevia, adunato
il parlamento dei baroni nel castello di Barletta, annunciò la
partenza per la sesta crociata. Lo stesso imperatore, nel 1234, concesse
alla chiesa barlettana di santa Maria Maggiore la Fiera dell'Assunta,
una delle otto più importanti fiere del Regno, che arricchì
notevolmente l'economia della città. Dal 1327, in seguito alla
distruzione della cittadina palestinese di Nazaret, gli Arcivescovi
Nazareni si trasferirono a Barletta, che ne divenne sede defintiva fino
alla soppressione del titolo episcopale, attuata da papa Pio VII nel
1818. Nel XIV secolo Barletta s'ingrandì ulteriormente con l'arrivo
degli abitanti della vicina Canne, in fuga dal loro centro ormai decadente.
Raggiunse il suo maggior splendore sotto gli Angioini. All'inizio del
XVI secolo, durante la guerra tra francesi e spagnoli, la città
fu teatro di storiche vicende, di cui è rimasta memorabile la
nota Disfida di Barletta del 13 febbraio 1503. Divenne così roccaforte
degli spagnoli, che ne potenziarono le mura e il castello. Se il controllo
spagnolo rappresentava una speranza di potere, attirava tuttavia l'interesse
conquistarore dei nemici francesi. Nel 1528, infatti, la città
- anche a causa di fazioni interne - subì il saccheggio delle
truppe francesi del Lautrec. Da quel momento cominciò il declino
di Barletta, favorito dal malgoverno spagnolo, dai saccheggi e dalle
calamità naturali (peste e terremoti). Elementi di rinascita
si verificarono solo alla fine del XVIII secolo. Attivo centro culturale
e religioso, fu elevata a diocesi da papa Pio IX nel 1860, col nome
di Barletta-Nazareth. Durante la seconda guerra mondiale la città
fu teatro del primo episodio della Resistenza italiana contro le truppe
naziste, meritando così - unica in Italia - la Medaglia d'Oro
al Valor Militare ed al Merito Civile. Inoltre, con 11 medaglie d'oro
e 215 medaglie d'argento Barletta è la città più
decorata d'Italia.
DA
VEDERE
La città gode di un lunghissimo litorale, suddiviso tra ponente
e levante dal porto commerciale. Lungo i litorali si trovano vari lidi
attrezzati (sia a ponente che a levante) ed alberghi (a levante) che
offrono una mediocre ricettività turistica. I principali monumenti
della città sono l'imponente Castello normanno-svevo-angioino
(sede del Museo civico, del Museo della Memoria e della biblioteca comunale),
il Colosso Eraclio (enorme statua in bronzo risalente al V secolo),
posto vicino alla Basilica del Santo Sepolcro (chiesa romanica costruita
dai crociati), la Cattedrale, magnifico esempio di fusione tra stile
romanico e gotico, la Cantina della sfida, il Palazzo della Marra (unico
esempio di barocco leccese al di fuori del Salento e sede della pinacoteca
"De Nittis"), il Teatro Curci e il sito archeologico di Canne
della Battaglia, famoso luogo di scontro, nel 216 a.C., tra le truppe
romane e Annibale, capo cartaginese. Caratteristico è il centro
storico, costellato da numerose chiese e palazzi di notevole interesse
storico e artistico (quali Palazzo Bonellio Palazzo Gentile), con il
borgo medievale nei pressi della Cattedrale e delimitato perimetralmente
dai Giardini del Castello svevo-normanno e dai tre corsi principali
della città: Corso Vittorio Emanuele II (anticamente "via
Cordoneria"), Corso Garibaldi e Corso Cavour (anticamente "via
del Cambio").
CATTEDRALE
SANTA MARIA MAGGIORE
La cattedrale di Santa Maria Maggiore è oggi, come nell'antichità,
il fulcro principale della vita religiosa della città, nonché
il suo cardine urbanistico: lo stesso primitivo disegno del tessuto
urbano di Barletta dimostra la forza centripeta della sua chiesa madre.
L'edificio attuale si presenta come un organismo complesso e non unitario,
composto di due parti nettamente distinte, quella anteriore tipicamente
romanica, e quella posteriore realizzata in forme gotiche. La costruzione
dell'edificio attuale, infatti, iniziata nel 1126, si è poi protratta
per secoli. Questa chiesa è perciò ritenuta uno dei pochi
esempi di armoniosa commistione tra romanico e gotico. La chiesa, in
realtà, è una sovrapposizione di diversi luoghi di culto,
via via stratificatisi:
* Tombe a grotticella, III secolo a.C.
* Basilica paleocristiana, VI secolo.
La prima chiesa di Barletta, Sancta Maria de Auxilio, è la più
grande basilica paleocristiana del nord-pugliese. Di essa rimangono
considerevoli tracce del pavimento mosaicale a motivi floreali. Sono
presenti mattoni in cotto che riportano il sigillo di san Sabino, vescovo
di Canosa ed evangelizzatore della Puglia. Da questi reperti archeologici
possiamo datare la basilica.
* Basilica altomedievale, IX secolo
Sancta Maria de Episcopio, più stretta della precedente chiesa,
a motivo della crisi economica del periodo in cui fu eretta.
* Basilica romanica, XII secolo.
Sulle due precedenti basiliche venne costruita una chiesa di maggiori
dimensioni, Sancta Maria Mojoris, ad opera del protomagister Simiacca
e di suo figlio Luca. Numerosi privati intervennero a finanziare la
nuova fabbrica, come testimonia l'iscrizione del 1150 sul portale laterale
sinistro del prospetto: «A spese tue, o Riccardo, questa porta
risplenderà e per te si apriranno liete le porte del cielo».
Il committente Riccardo sarebbe, secondo l'improbabile tradizione locale,
Riccardo Cuor di Leone di ritorno dalle crociate; dovrebbe trattarsi,
invece, del coevo omonimo conte di Andria. Alla fine del XII secolo
fu eretto il campanile. Negli stessi anni si provvide anche all'arredo
interno della chiesa: artisti di provenienza orientale scolpirono i
raffinati capitelli del ciborio, a testimonianza degli stretti legami
intercorsi tra Barletta e le terre d'Oltremare all'epoca delle Crociate.
Furono poi aggiunti i falsi matronei e, sul prospetto, venne aperta
una finestra bifora e il rosone. La cattedrale fu consacrata nel 1267.
* Ampliamento gotico, XIV secolo
La basilica romanica a tre navate e tre absidi, fu poi ampliata (dopo
il 1307) all'altezza del presbiterio, cui venne aggiunto un'ulteriore
campata a crociera terminante in un grandioso coro gotico, con abside
poligonale, deambulatorio e cappelle radiali. La decorazione scultorea
presente a Santa Maria, eseguita in tempi differenti, è molto
variegata: capitelli popolati da figure di animali, mostri e figure
indistinte aggettanti all'interno e all'esterno dell'edificio. Il prospetto
aveva tre portali, di cui sopravvivono oggi i due laterali; quello centrale
andò forse distrutto in qualche terremoto e sostituito con uno
rinascimentale; di esso rimangono alcuni bassorilievi, inglobati all'interno
dell'edificio, con scene dell'ultima cena e dell'ingresso di Cristo
a Gerusalemme. Fu elevata cattedrale dal beato Pio IX con bolla del
21 aprile 1860. È basilica minore dal 1961.
CASTELLO
La costruzione (che versa in ottime condizioni dopo i felici restauri
degli anni ottanta) si presenta in forma quadrangolare con, agli spigoli,
le caratteristiche torri-bastioni o puntoni dalla struttura a punta
di lancia. L'edificio è una sovrapposizione di strutture erette
nei secoli dalle varie dominazioni susseguitesi. L'origine è
normanna, come testimonia la torre centrale (completamente inglobata)
del X secolo. Il castello è menzionato per la prima volta in
un documento del 1202. Durante le Crociate fu l'abituale ricovero per
i cavalieri in partenza e in arrivo dalla Terra Santa. Ingenti furono
gli interventi di Federico II di Svevia, attuati tra il 1225 e il 1228;
nel lato sud, infatti, è possibile notare finestre ogivali che
recano scolpite nelle lunette l'aquila imperiale, motivo ricorrente
nell'iconografia sveva. Nel 1228 l'imperatore Federico II vi tenne la
famosa Dieta in vista della partenza per la sesta crociata. Il castello
subì profonde modifiche in età angioina, grazie all'architetto
francese dell'età di Carlo I, Pierre d'Angicourt. Nel XVI secolo,
in epoca aragonese, Barletta divenne uno dei più importanti centri
di controllo del potere spagnolo nel Sud Italia, in seguito anche alla
vittoria conseguita sui francesi nella Disfida del 1503. Perciò
nel 1527 il re spagnolo Carlo V, oltre a fortificare e allaragre la
cinta muraria cittadina, fece irrobustire tutto l'edificio, edificando
i quattro possenti bastioni, sotto la maestranza dell'architetto militare
Evangelista Menga. Esso divenne una delle fortezze più poderose
e munite del Mezzogiorno italiano. Nel 1867 il castello fu acquistato
dal comune di Barletta divenendo in seguito un deposito d'armi e un
carcere senza perdere però la sua funzione strategico militare.
Infatti il 24 maggio 1915 la struttura fu bersagliata dalla corazzata
austriaca Helgoland a cui si oppose, immolandosi, il cacciatorpediniere
Turbine per evitare al castello ulteriori colpi. Anche durante la seconda
guerra mondiale il castello venne utilizzato per scopi bellici e al
suo interno fu stanziato un presidio militare che nel settembre del
1943 si oppose tenacemente all'esercito tedesco che intendeva occupare
la città. Solo nel 1976 si decise finalmente di sottoporre il
castello, dopo secoli di utilizzo ininterrotto, ad un lungo restauro,
restituendolo così al suo vecchio splendore. Di recente (dal
2001-2003) sono stati effettuati notevoli lavori di rivalorizzazione
e riqualificazione dei Giardini del Castello, oggi tra i cuori pulsanti
della vita cittadina e vera e propria "cerniera" tra la litoranea
di levante e il centro storico. Attualmente è sede della Biblioteca
comunale, del Museo comunale (non accessibile) e del lapidario. Tra
i pezzi più importanti qui conservati sono da segnalare:
* Il Sarcofago degli Apostoli, lastra tombale del IV secolo, prima testimonianza
cristiana a Barletta
* Il Busto di Federico II, unico esemplare al mondo, in pietra, del
XIII secolo.
BASILICA
DEL SANTO SEPOLCRO
La Basilica del Santo Sepolcro sorge al centro della città di
Barletta, allo sbocco di Corso Vittorio Emanuele in Corso Garibaldi,
ove si leva il famoso Colosso di Barletta.
L'edificio fu eretto in forme gotico-borgognone alla fine del XII secolo
e ne sono stati completati i restauri recentemente. La facciata barocca
denota una porta ogivale, due archi ciechi e resti del pronao. Caratteristica
è la fiancata sinistra caratterizzata da profonde arcate cieche
con un portale gotico a baldacchino. Altrettanto interessanti le tre
absidi cinte da arcature. All'interno peculiari sono un nartece sormontato
da una tribuna che precede le tre navate su pilastri, con archi e volte
ogivali risalenti alla fine del XIV secolo, una cupola all'incrocio
dei bracci e tre absidi semicircolari. A sinistra dell'ingresso è
posto un fonte battesimale del XIII secolo. Presso l'altare dell'abside
destro interessante una Madonna bizantineggiante del XVI secolo. Nella
cappella sovrastante il nartece è sistemato il tesoro tra cui
preziose le icone cinquecentesche e svariati affreschi.
ALTRI
MONUMENTI
* Cantina della Sfida
* Palazzo della Marra
* Palazzo degli Arcivescovi Nazareni
* Collegio dei Gesuiti al Real Monte di Pietà
* Porta Marina
* Teatro Curci
* Villa Bonelli
MUSEI
* La Pinacoteca De Nittis la cui sede è il Palazzo della Marra
che comprende una collezione De Nittis assieme a mostre temporanee;
* Il Museo e Pinacoteca di Barletta la cui sede è il Castello
svevo-normanno e comprende le collezioni: Immesi, Gabbiani e Ricci;
* Museo della Cattedrale;
* La Casa-Museo Cafiero;
* L'Antiquarium di Canne;
* Il Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro;
* Chiesa Greca di Santa Maria degli Angeli con iconostasi.
MANIFESTAZIONI
* Il 13 febbraio e nella prima settimana di settembre una rievocazione
della "Disfida di Barletta".
* Il Venerdì santo: Processione Eucaristico-penitenziale dell'Ora
nona e Processione del Legno della Croce
* A luglio (seconda domenica del mese) celebrazione della festa patronale
della Madonna dello Sterpeto e di san Ruggero.
* Il 2 agosto commemorazione presso il sito archeologico di Canne dell'anniversario
della famosa "Battaglia di Canne".
* Il 30 dicembre la festa liturgica di san Ruggero vescovo.