Bari
è una città di 323.856 abitanti capoluogo dell'omonima
provincia e della regione Puglia. È nota per essere la città
nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Tale privilegio ha reso
Bari e la sua Basilica uno dei maggior centri prediletti dall'ortodossia
in Italia. Con un agglomerato urbano che comprende una popolazione di
653.028 abitanti e con un hinterland che si estende ben oltre i confini
comunali includendo una popolazione di 1.243.130 abitanti, la città
ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico
nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'Est
europeo, consolidati grazie alla celebre rassegna della Fiera del Levante
nata nel 1930 e più recentemente dalla sede del segretariato
per il Corridoio trans-europeo 8. L'area metropolitana di Bari, che
conta una popolazione di circa 1.000.000 di abitanti, si estende su
una superficie territoriale di 2.269,74 Kmq con una densità abitativa
di 427 abitanti/Kmq (più del doppio della densità abitativa
regionale), mentre la città metropolitana, di prossima istituzione,
dovrebbe andare a sostituire la Provincia di Bari. Bari è sede
dell'Università degli Studi di Bari, una delle università
più frequentate d'Italia, e del Politecnico di Bari, unico del
centro-sud. La città vanta un peculiare centro storico (la così
detta Barivecchia) permeato di una storia millenaria, e un ampio quartiere
ottocentesco dalla pianta ordinatamente a scacchiera (quartiere murattiano),
che meglio interpreta la tradizione commerciale della città.
Nel secondo dopoguerra, la città ha sofferto di un'urbanizzazione
rapida e spesso incontrollata, cosicché la parte moderna del
capoluogo, sviluppatasi al di là del quartiere murattiano, appare
urbanisticamente confusa e molto meno regolare. Nettissimo è
il contrasto, che salta all'occhio del visitatore, tra la città
vecchia e la città moderna, soprattutto dal punto di vista della
struttura urbanistica. La città si affaccia sul Mar Adriatico
per una lunghezza di 42 chilometri, fra i comuni di Giovinazzo, a nord,
e Mola di Bari, a sud.
Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante
e depressa, la conca di Bari. Tuttavia, nella sua porzione centrale,
si spinge per alcuni chilometri nell'entroterra e fino ai centri di
Bitritto, Modugno e Bitonto, incontrando così i primi dolci pendii
della Murgia barese.
La conformazione della città viene spesso descritta come un'aquila
con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla
quale è sorto il primo nucleo urbano, Bari vecchia.
La prima addensata sul promontorio tra il porto vecchio e il porto nuovo,
ha il tipico impianto medioevale con vie tortuose e anguste. In essa
si riassume tutta la storia di Bari, dalle origini come centro e porto
dei Peucezi, poi come municipio romano, quindi importante capitale Bizantina
e Normanna, quando tra l' XI e il XII secolo divenne uno dei principali
porti d'imbarco per le spedizioni dei Crociati. In questa epoca sorsero
i principali monumenti, in particolare la basilica di San Nicola e la
Cattedrale. Sotto gli Svevi e Federico II venne ricostruito il castello,
più tardi rafforzato e abbellito, per far da dimora delle duchesse
Isabella d'Aragona e Bona Sforza.
Il regno di Gioacchino Murat segna l'inizio, nel 1813, dell'espansione
edilizia moderna realizzata grazie all'attuazione di un preciso piano
regolatore che prevedeva la spartizione della città a mo' di
scacchiera.
Negli ultimi decenni si sono aggiunti nuovi quartieri, particolarmente
a sud e a ovest, in funzione dello sviluppo demografico e commerciale-industriale
della città.
Bari è un importante capolinea di traffici con l'Oriente e il
suo porto, con quello di Brindisi, è il maggior scalo del basso
Adriatico.
Capoluogo di una delle regioni agricole più produttive, nel Mezzogiorno
è seconda solo a Napoli per popolazione e peso economico. Centro
di commercio specialmente di prodotti agricoli, Bari ha importanza industriale
in crescente sviluppo, specie nel settore meccanico (carpenteria, tubi,
macchine, veicoli industriali), nelle industrie alimentari e dell'abbigliamento.
Bari ha buone tradizioni culturali; oltre alle due università
pubbliche, la città conta di varie case editrici (tra cui notissima
è la Casa Editrice Laterza) e alcuni quotidiani (fra cui spicca
La Gazzetta del Mezzogiorno), oltre al noto Teatro Petruzzelli.
STORIA
Non sono chiare le origini di Bari: dagli scavi nell'area della chiesa
di San Pietro, nella città vecchia, sembra ipotizzabile l'esistenza
di un originario insediamento dell'età del bronzo, appartenente
al popolo dei Peucezi. Entrata a far parte del dominio romano, nel III
secolo a.C. come municipium, Barium si sviluppò in seguito alla
costruzione della via Traiana. Dal IV secolo fu sede episcopale e dopo
la caduta dell'impero romano fu contesa tra Longobardi e Bizantini (l'attuale
struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca,
e si articola intorno alla corte del Catapano) che nel 669 con l'imperatore
Costante II la saccheggiarono. Successivamente fu in mano dei Berberi
(dal 847 al 871 fu sede di un emirato) e quindi dei duchi di Benevento.
Nel 875 tornò ai Bizantini che la crearono capitale del tema
di Longobardia, comprendente l'Apulia e la Lucania. Liberata, dopo sei
mesi di assedio dai Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò
sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese) al governo fiscale del
catapano greco, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia.
Conquistata nel 1071 da Roberto il Guiscardo, a partire dal 1171 passò
sotto il dominio normanno e nel 1087 vi furono portate le spoglie di
san Nicola di Myra. Tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza
per le Crociate. Nel 1098 nella cripta della nuova basilica di San Nicola,
si riunì il famoso concilio presieduto da papa Urbano II, al
quale intervennero oltre 180 vescovi riunitisi per discutere di problemi
dogmatici inerenti ai rapporti tra la Chiesa Ortodossa e Chiesa Romana
all'indomani dello scisma. Distrutta da Guglielmo il Malo, tornò
a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico
II su preesistenti fortificazioni normanne. Un lungo periodo di decadenza
caratterizzò a Alduino de Candida, Maestro della Regia Corte
e Giustiziere di Bari dall 1284, le dominazioni angioina, aragonese,
e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse
Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Il 25 aprile del 1813, con Gioacchino
Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori
delle mura medioevali ("borgo nuovo", o "borgo murattiano"),
caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. La popolazione crebbe
rapidamente dagli allora 18.000 abitanti ai 94.000 dell'inizio del XX
secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e
istituzioni pubbliche (Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto
pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e
la casa editrice Laterza. Durante il ventennio fascista fu costruito
il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la
quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente", consacrato
negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato
dall'Unione Europea. A metà del XX secolo la città si
era espansa ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare
i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta. La città, fatta
metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione,
mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua
posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est.
Il 6 agosto 1991 sbarca nel porto la nave Vlora, carica di oltre ventimila
Albanesi. Alle porte del 2000 il centro storico viene ristrutturato
e restituito a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento
infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia.
LUOGHI
DI INTERESSE
L'odierno centro urbano è costituito dalla città nuova
(fondata nel 1813 da Gioacchino Murat) che si estende tra la ferrovia
e la costa con strade a reticolo ortogonale, e dalla città vecchia
(la cosiddetta barivecchia) fra i porti nuovo e vecchio, chiusa a est
dalle mura che la separano dal lungomare, con impianto urbanistico medievale.
Si trovano nella Bari antica notevoli monumenti romanici, tra cui la
basilica di San Nicola (XII secolo), capolavoro dell'architettura romanico-pugliese.
La Cattedrale di San Sabino (1170-1178), nei cui archivi è conservato
un celebre Exultet (codice miniato) anteriore al 1025 e contenente la
liturgia del Sabato Santo.
Interessante dal punto di vista architettonico la Chiesa di San Gregorio
(XI secolo-XII secolo). Celebre il Castello Normanno-Svevo fatto edificare
da Federico II di Svevia (perlomeno il nucleo principale) sul sito di
precedenti fortificazioni normanne e bizantine. Ampliato nel XVI secolo,
quando divenne dimora di Isabella d'Aragona, nel XIX secolo il castello
venne prima adibito a prigione e successivamente a caserma.
Nella Città nuova si trovano il Museo Archeologico (con numerose
ceramiche) e, sul lungomare Nazario Sauro, la Pinacoteca Provinciale.
Poco distante dal lungomare è situato anche il Teatro Petruzzelli,
edificato tra il 1898 e il 1903, attualmente in fase di ristrutturazione
dopo l'incendio che lo ha gravemente danneggiato nel 1991.
CASTELLO
NORMANNO-SVEVO
Il Castello Normanno-Svevo sorse intorno al 1131 per volontà
di Ruggero il Normanno. Nel 1156 Guglielmo I di Sicilia lo distrusse
quasi completamente e Guido il Vasto, per volontà di Federico
II di Svevia, si occupò della sua ricostruzione. Il possente
e grandioso castello consta di due parti distinte: la prima comprendente
il mastio, di origine bizantino-normanna e trasformato da Federico II
tra il 1233 ed il 1240, a pianta trapezoidale con due torri delle quattro
originarie; la seconda che ingloba i baluardi a scarpata con torrioni
angolari a lancia sul fossato che furono addizionati nel XVI secolo
sui tre lati dalla parte terrestre. Il lato Nord, quello marittimo,
conserva il portale ogivale (ora murato) e le graziose bifore della
costruzione duecentesca. Al castello si accede dal lato sud, varcando
il ponte sul fossato ed entrando nel cortile tra i baluardi cinquecenteschi
ed il mastio svevo, sulle cui torri e cortine costruite in bozze di
pietra scura, si notano diverse monofore. Sul lato ovest un portale
gotico scolpito immette in un atrio su colonne con volte a crociera,
dal quale si passa nel cortile interno, quadrilatero, di impianto rinascimentale,
assai rimaneggiato. In questo interno, sulla sinistra in un salone terreno
è presente la gipsoteca all'interno della quale sono accolti
numerosi calchi che ritraggono le più interessanti sculture architettoniche
e decorative dei monumenti romanici di Puglia. Accanto, una interessante
sala con volta a botte costolonata a sesto acuto, adibita ad archivio.
Al piano superiore, nel lato meridionale del castello, vi sono vari
ambienti ove è ubicata la Soprintendenza alle Gallerie. Il lato
Nord ospita, in due ampie sale al piano superiore, i dipinti restaurati.
EDIFICI
RELIGIOSI
Il centro storico di Bari pullula di piccole e grandi chiese spesso
di poco pregio artistico. Le più maestose sono senz'altro la
Cattedrale di San Sabino e la Basilica di San Nicola. Numerosissime
tuttavia sono le chiese minori: Chiesa di Sant'Anna, Chiesa di Sant'Antonio
abate, la Chiesa di Sant'Agostino rifatta nel 1508 dalla colonia milanese,
Chiesa di San Bartolomeo, Chiesa di Santa Chiara, Chiesa di San Domenico,
Chiesa di San Francesco alla Scarpa, Chiesa di Santa Pelagia, Chiesa
di San Gaetano, Chiesa del Gesù, Chiesa di San Giacomo, la trecentesca
Chiesa San Giovanni Crisostomo (parrocchiale di rito greco), Chiesa
di San Giuseppe, Chiesa di San Gregorio dove per tutto l'anno rimane
la statua di San Nicola trasferita nella propria basilica solo nei giorni
della festa, Chiesa di San Luca, Chiesa di San Marco dei Veneziani,
Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio,
Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo, Chiesa di San Martino, Chiesa
di San Michele, Chiesa di Sant'Onofrio, Chiesa di Santa Scolastica,
Chiesa di San Sebastiano, Chiesa di Santa Teresa delle Donne, la barocca
Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, Chiesa della SS. Trinità dei
Medici, Chiesa della Vallisa, Cappella di San Nicola al Porto e, a croce
greca contratta, la Chiesa di San Giorgio dei Martiri. Otto sono le
chiese scomparse o sconsacrate: "San Benedetto", "San
Demetrio", "San Eustrazio", "San Tommaso Apostolo",
"San Pietro de Sergio Protospathario", "San Nicola de
ipsa Pusterula", "San Giovanni Evangelista", "San
Apollinare".
BASILICA
DI SAN NICOLA
La basilica sorge isolata sull'area del palazzo del catapano (governatore)
bizantino, distrutto durante la ribellione per le libertà comunali.
Fu eretta tra il 1087 ed il 1197 per custodirvi il corpo di San Nicola
che sessantadue marinai avevano trafugato da Mira in Licia nel 1087.
La basilica è considerata uno dei prototipi delle chiese romanico-pugliesi.
Semplice ma maestosa è la facciata, fiancheggiata da due torri
campanarie mozze, tripartita da lesene, coronata da archetti e aperta
in alto da bifore e in basso da tre portali, dei quali il mediano, a
baldacchino su colonne, è riccamente scolpito.
Ammirevoli
sono i fianchi con profonde arcate cieche (sopra le quali corrono loggette
a esafore) e le ricche porte. Arcature cieche in basso e bifore in alto
animano le alte testate del transetto e la parete continua absidale,
ornata al centro da un grande finestrone.
Il
maestoso interno è a tre navate divise da colonne e pilastri
con un vasto transetto e tre absidi. I tre archi trasversi al principio
della navata mediana (infatti asimmetrici) furono aggiunti, come rafforzamento,
nel XV secolo in seguito ad un terremoto che aveva reso pericolante
l'intera costruzione. Al di sopra degli archi c'è il piano del
matroneo a trifore. Il soffitto è intagliato e dorato accompagnato
con riquadri dipinti del XVII secolo. Tre solenni arcate su graziose
colonne dividono la navata centrale del presbiterio. L'altare maggiore
è sormontato da un ciborio del XII secolo.
Nell'abside
centrale degno di nota è il pavimento con tarsie marmoree e con
motivi orientaleggianti dei primi decenni del XII secolo assieme alla
vigorosa sedia episcopale marmorea del 1105 e anche al monumento di
Bona Sforza, regina di Polonia, di scultori del tardo Cinquecento.
Nell'altare
dell'abside destro è presente un trittico di Andrea Rico da Candia
del XV secolo; nella parete retrostante sono vari resti di affreschi
trecenteschi. Sulla destra il ricco altare di San Nicola, in lamina
d'argento sbalzato del 1684. Nell'abside sinistro una tavola con Madonna
e Santi del 1476. Per una delle scale al termine delle navate si scende
nella cripta, vasta quanto il transetto, triabsidata, sostenuta da 26
colonne varie abbellite da capitelli romanici. Sotto l'altare della
cripta riposa il corpo di San Nicola.
CHIESA
DI SAN SABINO
La Cattedrale di San Sabino fu edificata nella prima metà del
XI secolo e ricostruita negli ultimi decenni del XII secolo, in seguito
alla distruzione della città ad opera di Guglielmo il Malo nel
1156. La cattedrale è una delle più maestose creazioni
dell'architettura romanico-pugliese, riportata dai restauri agli antichi
splendori. Consta di una semplice facciata tripartita in lesene e coronata
da archetti, con tre portali del XI secolo, rimaneggiati nel XVIII secolo,
monofore, una bifora e un rosone dalla variegata cornice. Sui fianchi
si aprono profonde arcate sulle quali corrono gallerie esafore (rifatte);
all'incrocio dei bracci sorge la cupola, poligonale all'esterno, dal
mirabile fregio. Degne di nota sono le due testate del transetto, ornate
di rosoni e bifore, come la parte absidale a parete continua, nella
quale si apre un superbo finestrone. Sul fianco sinistro sorgono la
grande costruzione cilindrica della trulla (antico battistero trasformato
in sacrestia nel XVII secolo) e appoggiato al transetto, il campanile
con finestre e un'alta cuspide. Mirabile per armonia e solennità
la cattedrale è a tre navate su colonne, con finti matronei ed
ampie trifore, un transetto sopraelevato, un'alta cupola e tre absidi,
di cui maestosa la centrale. Nella navata mediana il pulpito è
ricomposto con frammenti originari del XI e XIII secolo, come lo sono
pure il ciborio dell'altare e la cattedra episcopale nel presbiterio,
cinto da plutei duecenteschi. Nell'abside sinistra esistono tracce di
affreschi del Duecento. Sotto il transetto si estende la cripta, trasformata
nel Settecento. Vi si conserva una tavola bizantineggiante della Madonna,
assai ridipinta. Gli archivi della cattedrale custodiscono preziosi
codici e il celebre rotulo dell'Exultet, anteriore al 1050.Oltre ad
accogliere le spoglie di San Sabino, patrono della città insieme
a San Nicola, la chiesa dà ospitalità alle relique di
Santa Colomba, completamente restaurate nel 2005.
EDIFICI
STORICI
Palazzo Fizzarotti
Edificato su Corso Vittorio Emanuele II e radicalmente ampliato negli
anni 1905-1907 da Ettore Bernich e Augusto Corradini, si presenta come
un imponente edificio in stile eclettico. Molti degli stilemi del romanico
pugliese vengono fusi con diverse tradizioni architettoniche. La facciata,
composta da tre piani in stile veneziano sui quali si apre un leggero
loggione colonnato, è un omaggio alla liberazione della città
occupata dai Saraceni compiuta dalla Serenissima nel 1022. Gli interni,
accessibili mediante un suggestivo androne marmoreo, ospitano diverse
decorazioni che richiamano l'epoca federiciana, allegorie delle attività
economiche della Puglia e simboli esoterici. L'edificio oggi è
adibito ad uso residenziale, ma ospita anche un centro polifunzionale
con sale per esposizioni.
Palazzo
Atti
Della residenza privata, che sorge lungo il prestigioso Corso Cavour,
fondamentale asse viario che separa l'originario quartiere Murat dal
lungomare, salta all'occhio l'abbondanza delle decorazioni: ghirlande
di fiori, motivi geometrici, persino un imponente gruppo scultoreo sulla
loggia nobile al di sopra del portone principale. L'ingegner Ettore
Patruno che ne curò il progetto nel 1915 intese così celebrare
il trionfo dello stile eclettico in voga in quegli anni.
Albergo
Cineteatro Oriente
Accanto al palazzo Atti, tra il 1918 e il 1928 l'ingegner Orazio Santalucia
progettò e diresse la costruzione di un edificio destinato a
ricettività alberghiera e pubblici spettacoli, adottando un telaio
in calcestruzzo sotto una decorazione eclettica. I solai con travi da
15 metri lo rendono tuttora un esempio notevole di quella tecnica, per
l'epoca, innovativa.
Palazzo
Stoppelli
Sito in Corso Cavour e contiguo ai precedenti, Palazzo Stoppelli sorse
nel 1919 con finalità commerciali e residenziali. Esso presenta
i medesimi stilemi dell'albergo Cineteatro Oriente, con il quale condivideva
progettista e committente.
Palazzo
Colonna
Il contrasto tra il bugnato della base e le tonalità pastello
dei piani superiori connota l'ampia facciata del palazzo Colonna, sul
lungomare Araldo di Crollalanza. Il torrino munito di orologio alleggerisce
il profilo superiore dell'edificio, che fu costruito dall'architetto
Vincenzo Bavaro nel 1925 per essere utilizzato a scopo residenziale
e commerciale.
Palazzo
Fione-Saponaro
Eretto nel 1925 in prossimità del lungomare Nazario Sauro su
progetto di Giovanni Logroscino, questa residenza privata si caratterizza
per un'impronta classicheggiante, nella quale non mancano però
elementi dell'eclettismo. I cinque piani della facciata bicroma sono
ripartiti da paraste sormontate da capitelli corinzi. I parapetti dei
balconi sono colonnine in muratura al piano nobile e maglie di ferro
battuto con motivi floreali agli altri piani.
TEATRO
PETRUZZELLI
Il Teatro Petruzzelli nacque dall'esigenza della città di possedere
un contenitore culturale degno di una città desiderosa di elevarsi
al livello delle altre metropoli italiane. La passione di Bari per il
teatro era nota, ma i luoghi di rappresentazione non erano sufficienti,
oppure non raggiungevano quell'ideale di austerità che Bari meditava
del suo teatro. Neppure il teatro comunale Piccinni, edificato nel 1854,
soddisfaceva le necessità della città desiderosa di emergere
sul piano artistico-culturale. Il Comune, in possesso di un piazzale
sul mare ("Largo della Marina"), atto ad ospitare concerti
e rappresentazioni di strada, approvò la proposta di sfruttare
lo slargo per adibirlo a luogo entro il quale edificare il teatro. Fra
tanti, il progetto accolto dal comune fu quello presentato da due commercianti
baresi, Onofrio ed Antonio Petruzzelli di origine triestina, i quali
a loro volta fecero proprio quello di un loro cognato ingegnere, il
barese Angelo Messeni. La proposta nel 1896 accolta, si concretizzò
nel 1898, anno in cui iniziarono i lavori di edificazione. La struttura,
orgoglio della città e della Puglia intera, esordì la
sera del 14 febbraio 1903, allorché si tenne la rappresentazione
de "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer. La notte tra il 26
e il 27 ottobre 1991 il teatro venne distrutto quasi interamente da
un incendio doloso. L'ultima opera rappresentata fu la "Norma"
di Vincenzo Bellini. Ironia della sorte, tale opera si chiude con la
scena di un rogo.Attualmente in fase di restauro, l'inaugurazione è
prevista per il 6 dicembre 2008.
MUSEI
* Museo Archeologico Provinciale;
* Pinacoteca Provinciale (Artistico);
* Cittadella Mediterranea della Scienza;
* Museo Etnografico Africano;
* Gipsoteca del Castello Normanno Svevo (Artistico);
* Museo - Sala del Tesoro all'interno della Basilica di San Nicola (Artistico);
* Museo della Cattedrale (Artistico-Archeologico);
* Museo Storico Civico;
* Acquario Provinciale (Naturalistico);
* Istituto Orto Botanico (Naturalistico);
* Museo di Zoologia (Naturalistico);
* Museo di Scienze della Terra (Naturalistico);
* Museo Raccolta di Fisica (Tecnico-Scentifico);
* Museo Sacrario (Specializzato).
FIERA
DEL LEVANTE
La Fiera del Levante è una delle principali fiere del bacino
del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del Comune, dell'Amministrazione
Provinciale e della Camera del Commercio di Bari ed opera continuativamente
da quell'anno. La prima edizione della Fiera del Levante si è
svolta nel 1930. La rassegna ha continuato a svolgersi puntualmente
a settembre di ogni anno, con la sola interruzione degli anni della
seconda guerra mondiale dal 1940 al 1946. Complessivamente gli espositori
che partecipano annualmente alle manifestazioni sono cinquemila tra
nazionali ed esteri. I visitatori ammontano a circa due milioni. La
rassegna storica, nonché la più nota al grande pubblico,
è la fiera campionaria, la più grande d'Europa, che ha
luogo ogni settembre, con oltre settecento mila visitatori e più
di duemila espositori, in un'apposita vasta area, ampia circa 300 mila
metri quadrati, situata a nord-ovest della città, in vicinanza
della punta di San Cataldo, al limite occidentale del porto nuovo. La
fiera è inoltre volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente,
di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole
punto d'incontro.