Altamura è un comune italiano di 68.202
abitanti (demo.istat.it 31/08/2007) in provincia di Bari. È conosciuto
per la produzione di un tipico tipo di pane, fatto di semola rimacinata
di grano duro, che ha ricevuto il marchio DOP e viene commercializzato
in numerose parti d'Italia e anche all'estero. Famosa in Puglia anche
per la sua pregevole cattedrale federiciana, sintesi riuscita di numerosi
stili e stratificazioni succedutesi nel tempo. Altamura è nota
anche per la più grossa dolina delle Murge: Il Pulo di Altamura.
Tale dolina si apre a circa 477m s.l.m.; ha un diametro di 550m ed una
profondità di 92m. È famosa in campo internazionale per
il ritrovamento, nella grotta di Lamalunga, del cranio e
di altri resti ossei di un ominide vissuto 200-300 mila anni fa (Vacca,
1999). La cavità, scoperta nell'ottobre 1993 dal C.A.R.S. (Centro
Altamurano Ricerche Speleologiche), è a circa 450 m s.l.m. e
si trova a 1,2 Km dalla Masseria Lamalunga in direzione SE. A circa
cinque chilometri da Altamura, in località Pontrelli in una cava,
sulla strada per Santeramo in Colle è presente un sito paleontologico
di importanza mondiale per la presenza di migliaia di impronte di dinosauri,
la formazione della roccia su cui sono impresse le impronte risalirebbe
al Cretacico Superiore cioè a circa ottanta milioni di anni fa.
STORIA
L'area su cui sorge l'attuale Altamura fu abitata già nell'Età
del Bronzo, come testimoniano l'insediamento La Croce e la necropoli.
In epoca antica la città era conosciuta come Altilia, da Alter
Ilium, ovvero l'"altra Troia". La leggenda narra infatti che,
mentre Enea proseguiva verso il Lazio, Antello, suo amico, si fermò
su un colle della Murgia e vi fondò una città. Esiste
però un'altra leggenda che attribuisce la fondazione ad Althea,
regina dei Mirmidoni. La regione vanta qualcosa come una cinquantina
di tumuli. Tra il VI e il III secolo a.C venne eretta una imponente
cinta muraria (le mura megalitiche), che è tuttora visibile per
alcuni tratti. Dal secolo successivo la città conobbe un sostanziale
declino, probabilmente dovuto anche alla distruzione da parte di un
cataplasma. Fu solo nel Medioevo che la città riacquistò
una certa importanza, e ciò grazie all'imperatore Federico II
di Svevia, il quale rifondò la città, la ripopolò
e la chiamò Altamura, utilizzando un toponimo preesistente, dovuto
alla presenza delle mura megalitiche. Ordinò la costruzione della
grande Cattedrale (1232), destinata a divenire uno dei più venerati
santuari in terra di Puglia. Nel 1248, sotto la pressione di Federico,
Papa Innocenzo IV dichiarò Altamura fuori dalla giurisdizione
del vescovo di Bari, rendendo la Cattedrale di fatto una "chiesa
palatina", equivalente a una cappella di palazzo. Il territorio
di Altamura fu feudo di varie famiglie nobiliari, in particolare degli
Orsini del Balzo e dei Farnese (1538-1734), questi ultimi committenti
della costruzione di numerosi palazzi e chiese. Nel 1748 Carlo VII di
Napoli vi fondò una università. Nel 1799 la città
si ribellò contro il governo borbonico: la rivolta, conosciuta
come la Rivoluzione di Altamura, fu alla fine repressa due giorni più
tardi e la città saccheggiata dalle truppe di Fabrizio Ruffo.
In epoca napoleonica invece l'università fu definitivamente chiusa
(1811). Durante il Risorgimento (XIX secolo), Altamura fu sede di un'insurrezione,
e dopo l'unificazione, il capoluogo provvisorio della Puglia.
LA
CATTEDRALE
Il fondatore del Duomo di Altamura, nel 1232, fu Federico II di Svevia
imperatore del sacro Romano Impero che fece realizzare la chiesa dedicandola
alla Maria Assunta e la pose sotto il regio patronato suo e dei suoi
discendenti. Il modello originario è quello che possiamo ammirare
in molte cattedrali romaniche pugliesi e che trova uno degli esempi
più famosi nella Basilica di San Nicola a Bari, ma qui viene
realizzato con il nitido linguaggio del gotico federiciano che prevede
forme cristalline e decori raffinati di ascendenza orientale come quelli
che caratterizzano la bifora in facciata. L'orientamento che oggi caratterizza
la cattedrale è invertito rispetto a quello originario, non si
può affermare se questo cambiamento drastico sia stato effettuato
all'epoca di Roberto d'Angiò (prima metà del XIV) o durante
i lavori di ampliamento tra il 1521 e il 1547. All'epoca del sovrano
angioino risale la realizzazione del portale settentrionale che oggi
si apre in piazza duomo, mentre la realizzazione di una seconda torre
campanaria, l'area dell'altare e dell'attuale sacrestia furono aggiunte
nella prima metà del 1500, a conclusione di questi lavori l'arciprete
Salazar fece aggiungere in facciata gli stemmi di Carlo V d'Asburgo,
del governatore Pietro da Toledo insieme al suo. Opere settecentesche
sono invece la loggetta tra i due campanili con le statue della Vergine
tra i SS. Pietro e Paolo, le terminazioni delle torri campanarie e il
rivestimento interno in marmo. Una leggenda racconta che Federico II
nascose in uno dei pilastri della cattedrale un tesoro, il quale servirebbe
per la ricostruzione della Cattedrale nel caso in cui dovesse verificarsi
la distruzione della stessa.
IL
PANE DI ALTAMURA
Con le sue classiche forme skuanète (alto) e basso, il pane di
Altamura ha avuto nel 2005 la denominazione di origine protetta (D.O.P.[2])
dall'allora ministro dell'agricoltura Alemanno. Il pane di Altamura
si ottiene mescolando la semola rimacinata di grano duro con acqua e
lievito naturale, ottenuto facendo fermentare una piccola quantità
di pasta di pane preparata in precedenza; il tutto si lascia riposare
per qualche ora e, rispettando le tradizioni, viene cotto nei forni
a legna all'alba per essere presente sui banconi già alle prime
ore del mattino. Il pane di Altamura è ufficialmente il primo
prodotto in Europa a fregiarsi del marchio DOP nella categoria merceologica
Panetteria e prodotti da forno. È prodotto solo all'interno della
zona d'origine con grano raccolto esclusivamente dai dintorni. Ogni
forma è garantita dal Consorzio di Tutela.
ALTRA
GASTRONOMIA
Cialda
fredda e Pane cotto
Tra i piatti tipici preparati con il pane bisogna ricordare la cialledd
(italianizzato in cialda) preparata con pane di Altamura raffermo al
quale vengono aggiunti pomodori,cipolla, uno spicchio di aglio, cime
di rape (in alternativa patate e uova) e olive precedentemente bolliti,
con l'aggiunta, a crudo, di un filo d'olio extra-vergine di oliva e
u pén cuètt (pan cotto) preparato facendo bollire direttamente
in acqua salata il pane con verdure di stagione: il tutto viene spolverato
con formaggio (meglio se pecorino murgiano).
Padre
Peppe
È il più importante, famoso, diffuso e commerciato liquore
altamurano. Di colore marrone scuro, che ricorda quasi il caffè,
ha un sapore e un profumo molto intensi, ma ovviamente ciò dipende
dalla preparazione e dagli ingredienti. Secondo la tradizione il Padre
Peppe si prepara immergendo i frutti verdi dell'albero delle noci dei
primi giorni di giugno in alcol, con l'aggiunta di erbe, spezie e aromi
vari tra i quali caffè, chiodi di garofano, cannella e noce moscata.
Il tempo di macerazione può variare dai 6 mesi (per i prodotti
fatti per consumo personale) ai 4 anni (nel rispetto della tradizione).
All'olfatto meno esperto è possibile riconoscere solo una parte
di tutti questi profumi, tra i quali spicca la cannella. Si abbina molto
bene con la pasticceria secca a base di mandorle tradizionale altamurana.
I
lambasciùn
I lambasciùn (Leopoldia comosa) sono dei bulbi di una pianta
selvatica delle Murge, simili alla cipolla, dal sapore aspro e intenso,
utilizzati come contorno per arrosti di carne. Sono degustati anche
fritti, cotti sotto la cenere, lessati e conditi.
U
cutturidd e la pecora alla r'zzaul
Sono due importanti prodotti tipici del territorio di Altamura, entrambi
a base di carne di ovino. U cutturidd è un lesso di agnello ed
erbe selvatiche, come il finocchietto selvatico, e piselli. La pècr
alla r'zzaul è carne di pecora con aromi e verdure selvatiche
murgiane cotta molto lentamente in anfore di terracotta e in forno a
legna.