Alliste
è un comune di 6.054 abitanti della provincia di Lecce. Alliste
si colloca in una valle compresa tra la "Serra orientale"
e la "Serra costiera", presso la costa del mar Ionio. Il territorio
è costituito da colline formate da compatti calcari mesozoici;
raggiunge la massima altitudine in località Madonna dell'Alto
(86 m s.l.m.). La costa è bassa e rocciosa e la pianura è
costituita da formazioni più recenti (calcareniti del Salento
e formazioni di Gallipoli, costituite da sabbie argillose). Dal sostrato
roccioso dipendono i tipi di terreno, dei quali i più diffusi
sono quelli argillosi e le terre rosse, mentre occupano un'estensione
ridotta le terre brune ed i terreni tufacei.
ETIMOLOGIA
Chiamato in dialetto Caddiste, deriva dal greco calliste che significa
"la bellissima". Secondo altri deriva dal termine greco alugistos,
ossia inflessibile.
DA VEDERE
* Chiesa di San Quintino, sorta fuori del paese nel 1455 e radicalmente
rimaneggiata nel 1863. Dal 1875 chiesa parrocchiale.
* Chiesa di San Giuseppe: sita all'interno della mura della "Terra",
menzionata per la prima volta nel 1452 e chiesa parrocchiale fino al
1875. Conserva una Madonna del Santissimo Rosario circondata da 15 ovali
con i Misteri del Rosario, eseguiti alla metà del XVII secolo
da Giovanni Andrea Coppola (1597-1659) come ex-voto del committente,
Diego de Tommasi, un San Sabino del 1696 e una tela con la "Madonna
del Carmine di Niccolò Romano del 1685, eseguita a carico del
patrono della cappella don Francesco Antonio Mastroleo.
* Chiesa della Beata Maria Vergine Immacolata, eretta nel 1712 quale
sede dell'omonima confraternita.
Sulla
costa sono la chiesa dei Santi Medici e la chiesa della Beata Maria
Vergine della Luce (seconda parrocchia dal 1986) e nei documenti, a
partire dal 1452, si citano altre quattordici chiese, ora tutte scomparse:
nonostante il titolo, si trattava in realtà di cappelle, urbane
ed extraurbane, di proprietà privata, alle quali venivano legati
dei benefici e che spesso erano rette da cappellani. In cambio della
costruzione e dei benefici i fondatori di tali chiese si assicuravano
la celebrazione di un certo numero di messe in suffragio della propria
anima.
* Chiesa della Madonna dell'Alto, situata sulla collina che sovrasta
il paese, è stata eretta tra l'VIII e il IX secolo a.C.,narra
la leggenda che un marinaio per scampare al naufragio dovuto a una tempesta,
avesse invocato la Madonna la quale gli apparve con un'ancora in mano
con la quale salvò l'uomo.Questo grato alla Madonna per lo scampato
pericolo promise la costruzione in onore a Essa di 3 cappelle: la chiesa
dell'Alto di Felline, la chiesa della Campana di Casarano e la chiesa
del Casale di Ugento. La festa della Madonna dell'Alto si svolge la
prima domenica dopo Pasqua.
ORIGINI
E STORIA
La
presenza umana nel territorio allistino risale al Paleolitico inferiore:
nelle "Grotticelle del Ninfeo" si sono rinvenute tracce di
frequentazione, con un centinaio di manufatti litici di facies epigravettiana,
comprendenti lame, punte bulini e raschiatoi. La località "Ninfeo"
(zona comprendente l'area da Masseria Canne all'omonima Masseria Ninfeo)
venne frequentata ancora nel Mesolitico (strumenti denticolati) e nel
Neolitico (frammenti ceramici). Al II millennio a.C. risale il "menhir
di Terenzano" e le specchie di "Sciuppano" e "dell'Alto".
Dalla demolizione della "specchia dell'Alto", negli anni Sessanta,
emersero frammenti ceramici databili dall'età del bronzo all'epoca
tardo-imperiale romana e connessi probabilmente al culto di qualche
divinità della natura. Nei pressi, intorno all'anno 1000 venne
costruita dai monaci basiliani una piccola chiesa rupestre, che testimonia
la continuità del culto, poi divenuta l'abbazia minore della
"Madonna dell'Alto". Il territorio passò nel II secolo
a.C. sotto la dominazione romana: la frequentazione è attestata
dai ritrovamenti di ceramica domestica e monete disseminati nei campi:
la zona, probabilmente paludosa era incolta e destinata al pascolo e
alla caccia. Nella frazione di Felline venne impiantata una fornace,
attiva fino al I secolo a.C., intorno al quale si sviluppò probabilmente
un piccolo nucleo abitato (il toponimo di "Felline" deriverebbe
dal termine latino figlinae, ossia laboratori artigianali per la produzione
della ceramica. Secondo la tradizione orale, Alliste deve la sua origine
ad un gruppo di profughi che, fuggiti da Felline, incendiata dai Saraceni,
fondarono un nuovo paese, a cui diedero il nome di Alliste, in ricordo
delle ali con cui un angelo li avrebbe avvolti durante la fuga rendendoli
invisibili ai nemici. Alla base della leggenda vi sono alcuni elementi
reali: le incursioni saracene, frequenti nella zona tra il IX e il X
secolo, il culto dell'angelo (un cherubino o san Michele Arcangelo)
e la posteriorità di Alliste rispetto a Felline. Secondo altri
studi l'origine del nome (C)alliste, anziché dal derivare dal
greco "città bellissima", è da ricondursi al
toponimo kal (variante: gal) equivalente a: 1) luoghi abitati, recintati
o, comunque, adibiti a custodia umana, di animali o di altri beni; 2)
pietra, zona pietrosa, radice pre-indoeuropea. Tale tesi è supportata
da una certa diffusione nel Salento del suddetto toponimo: per estensione
il termine si riferirebbe anche ad anfratto, luogo riparato, come, ad
esempio, per Gallipoli, Galugnano, Calimera. La
prima citazione del toponimo risale al 14 settembre del 1275, quando
il casale di Alliste fu confermato dal re Carlo I d'Angiò al
barone Guglielmo Pisanello, che l'aveva ereditato insieme ai feudi di
Racale e Felline, dal padre Boemondo. La creazione del casale si colloca
nell'ambito delle opere di bonifica e colonizzazione delle terre incolte
sotto il dominio normanno: i baroni Bonsecolo si avvalsero probabilmente
della collaborazione dei monaci dell'abbazia della Madonna dell'Alto
e di coloni greci già insediati nel Salento. Inizialmente
Alliste era stata abitata da una compatta comunità greca. La
prima sede parrocchiale ad Alliste era dedicata a san Sergio e nel suo
altare si conservava ancora nel 1618 uniscrizione greca. Altri
santi di origine bizantina erano i titolari di altre chiese censite
nella visita pastorale del 1452. L'ortogonalità
dell'impianto urbano testimonia di una fondazione derivata da un preciso
piano di colonizzazione e di sfruttamento del territorio, piuttosto
che di una formazione spontanea. Il nucleo abitato, inizialmente citato
come "casale", a partire dal 1378 viene considerato una "Terra",
ossia un centro protetto da una cinta muraria. Nella
prima metà del Quattrocento gli allistini, ritenendosi per sua
intercessione liberati dal pericolo della peste, scelsero come loro
patrono san Quintino al posto di san Sabino, santo di origini bizantine,
e poco dopo, nel 1455 l'inaugurazione della chiesa dedicata al nuovo
patrono, fu ricordata in un'iscrizione sulla sua facciata con testo
bilingue (in greco ed in volgare). Nel 1573 viene citata ancora l'esistenza
di un sacerdote di rito greco, ma in una lettera del 1585 del cardinale
Alessandrini al vescovo di Nardò, si raccomandava la soppressione
del culto di rito greco, non essendo più la lingua intesa dalla
maggior parte della popolazione. Nel
1415 la comunità rappresentata dal "sindaco" Nicola
Gargante, ottenne dal feudatario, Puccio Tolomei de Senis, alcuni diritti
e libertà. Nel 1573 l'"università" locale raggiunse
un accordo con il clero in merito all'esenzione dei tributi di cui godevano
gli ecclesiastici, ottenendo un pagamento liberatorio. Anche nei secoli
successivi l'"università" si oppose agli abusi dei
feudatari, in merito alla riscossione di decime e tasse. La crescita
della popolazione spinse all'espansione del nucleo abitato anche all'esterno
delle mura, in particolare sulla via che collegava Alliste con la "via
Publica", la strada tra il porto di Ugento e quello di Gallipoli.
In seguito alla costituzione del "Borgo" esterno alle mura,
il centro cittadino si venne spostando in corrispondenza dell'attuale
piazza del Municipio, all'epoca publica platea e luogo di riunione.
Alcuni
di questi edifici extraurbani ebbero sistemazioni atte alla difesa,
come feritoie e caditoie. Le case del "Borgo" erano prevalentemente
abitazioni del tipo della "casa a corte", con copertura "incannata"
o "lamiata" (con volte a stella o a botte). Tra il XVII e
il XVIII secolo alle case si aggiunsero una serie di palazzi signorili
(quelli delle famiglie Vaglio, Macagnino, De Tommasi, Venneri, Ferilli-Anastasia
e Maggio). Nel
1799 giunsero fino ad Alliste gli echi della rivoluzione napoletana:
i giacobini, guidati dal governatore della "Terra" Giuseppe
Rizzo, e dall'arciprete Giuseppe Marrocco, vi impiantarono l'Albero
della libertà. Le
terre demaniali, di proprietà collettiva e liberamente accessibili,
ricoprivano il 70% del territorio. Nel 1806 venne varato dai legislatori
francesi il processo di privatizzazione di queste terre, che si tradusse
in un'aspra lotta tra il proletariato agricolo e la borghesia latifondista.
Nel successivo regno d'Italia le usurpazioni nel frattempo intervenute,
vennero sanate con l'espediente delle "conciliazioni". La
questione provocò numerose occupazioni di terre da parte dei
contadini. Tra la metà del XVIII e la prima metà del XX
secolo, l'espansione dell'abitato andò occupando prima l'area
verso nord e nord-ovest, tra la via Racale e la "via Publica",
e quindi verso sud, lungo la strada per Filline: nel 1915 le due aree
vennero raccordate con la costruzione della via Rettifilo. In quest'epoca
le abitazioni sono della tipologia delle case a schiera, composte spesso
da due vani e un giardino; alcuni edifici costruiti nel corso degli
anni Venti e Trenta sono stati abbelliti con verande, archi, mascheroni
e fregi floreali. Agli anni Venti risale anche il palazzo Venneri in
via Racale, di stile neoclassicheggiante. Nuove
agitazioni contadine si verificarono agli inizi del 1921, con l'occupazione
della sede del municipio e il sequestro del sindaco, e ancora nel 1945,
per la mancanza di pane, nel 1963 per il crollo speculativo del prezzo
delle patate e nel 1979.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 6.054 (M 2.863, F 3.191)
Densità per Kmq: 257,9 (Censimento Istat 2001)
CAP
73040
Prefisso Telefonico 0833
Codice Istat 075004
Codice Catastale A208
Denominazione
Abitanti allistini
Santo Patrono San Quintino
Festa Patronale 31 ottobre
Giorno di Mercato Settimanale giovedì
Numero
Famiglie (2001) 2.119
Numero Abitazioni (2001) 4.369
Comuni Confinanti
Racale, Ugento.