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Adelfia |
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Adelfia
è un comune di 17.185 abitanti della provincia di Bari, istituito
nel 1927 dalla fusione dei comuni di Canneto di Bari e Montrone. Per suggellarne
l'unione, al nuovo comune fu imposto il nome Adelfia ossia "fratellanza"
(dal greco "adelphòs"). A lungo il fenomeno dell'emigrazione,
prima oltreoceano e successivamente verso l'Europa del nord e il Settentrione,
ha caratterizzato il saldo demografico di Adelfia. Ancora oggi il fenomeno
è avvertito nelle fasce più giovani della popolazione. Tuttavia,
recentemente Adelfia, grazie alla vicinanza e ai buoni collegamenti con
la città di Bari, rispetto alla quale presenta un più basso
costo della vita e una maggiore tranquillità, è diventata
residenza di molti abitanti originari del capoluogo o degli altri comuni
del circondario. Ormai la popolazione straniera ha " conquistato"
Adelfia, anche se venendo accettata benevolmente dai residenti originari.
Ne risulta che la popolazione è divenuta "multietnica".
Il fattore trainante dell'economia adelfiese, per manodopera occupata
direttamente e nell'indotto, è l'uva Italia, pregiata qualità
di uva da tavola, che viene per lo più destinata all'esportazione,
anche all'estero. Altre cultivar viticole da tavola è l'uva Inzolia,
mentre la coltivazione di uva Regina (detta anche "Menavacca"
per la forma allungata degli acini), Baresana e Primus è per lo
più un retaggio del passato. Di minore peso è la produzione
di vino primitivo ad alta gradazione alcolica, per lo più destinato
al consumo locale o alla vendita come semilavorato. Altra voce rilevante
nell'economia cittadina, sebbene in misura minore rispetto agli anni che
hanno preceduto l'introduzione della moderna viticoltura, è la
produzione olivicola e olearia. Le attività produttive non legate
all'agricoltura sono limitate a poche piccole e medie imprese operanti
nel settore manifatturiero (ad esempio nella produzione di serbatoi in
acciaio).
DA VEDERE Il patrimonio architettonico e artistico-culturale dell'attuale Adelfia può vantare una singolare "duplicità"; a cominciare dall'esistenza di due diversi centri storici, sorti a pochissima distanza l'uno dall'altro e svilupparsi nel medesimo periodo (attorno all'anno Mille), ma rimasti fino agli inizi del XX secolo entità separate, ciascuno con propri palazzi nobiliari, con propria sede amministrativa, con proprie tradizioni religiose, con proprie chiese e santi protettori. La stele situata su corso Vittorio Veneto presso l'attuale municipio segnava gli antichi confini. Una volta alle spalle, nella proprietà Catella, era situato il cippo confinario. Le principali testimonianze storico/architettoniche sono pertanto ascrivibili ora a Montrone ora a Canneto: Torre
Normanna di Canneto Castello
Marchesale di Montrone Chiesa
Santa Maria del Principio a Montrone, Chiesa
Maria SS. della Stella di Canneto Chiesa
Madre di Montrone, Chiesa
Matrice di Canneto, Casina
Don Cataldo o Casina di Monsignore Palazzo
Angiuli, MANIFESTAZIONI La festa più importante di Adelfia, è la venerazione di San Trifone, patrono di Montrone che secondo la tradizione protesse il paese durante un'epidemia di peste e scacciò un'invasione di cavallette. L'evento è ricordato nell'iconografia del santo, che presenta sempre una cavalletta sulla spalla. La festa si celebra ogni anno dall'1 all' 11 novembre e in particolare nei giorni conclusivi, per la sua celebre gara di giochi pirotecnici fa convergere nella città molti turisti provenienti da tutta Italia. Sin dal primo giorno, la Bassa Musica di Adelfia, localmente nota come u Tammorre ("il Tamburo"), percorre giorno e notte il centro abitato suonando instancabilmente pezzi popolari, tra i quali l'intramontabile "Marcie du ciuccie" ("Marcia dell'asino"). La sera del 9 novembre il quadro del santo viene portato in processione fino in piazza e si procede al lancio della mongolfiera. Da quel momento la serata si anima con i concerti di diverse bande giunte ad Adelfia per l'occasione, i quali si protraggono fino a notte inoltrata. Il giorno successivo, alle 4 di notte, un colpo secco sparato da un mortaio di 12 cm di diametro sancisce l'inizio della giornata clou: molti fedeli raggiungono quindi la chiesa di San Nicola per assistere alla prima messa, alle 4.30. I concerti bandistici, dalle 10, e la riffa, ossia un susseguirsi di offerte dei fedeli che desiderano portare a spalla la statua del santo, precedono la processione. Questa percorre le vie cittadine accompagnata - tra gli altri - da molti bambini che per devozione familiare indossano abiti analoghi a quelli di San Trifone. Alcuni dei bambini accompagnano la processione su cavalli bardati a festa. La consegna da parte del sindaco delle chiavi della città al santo chiude la processione. Nel pomeriggio ha luogo la celebre gara pirotecnica, della durata di circa tre ore. A chiusura dei festeggiamenti, l'11 novembre la processione percorre nuovamente il paese, e la statua del santo è portata a spalla dagli emigranti tornati ad Adelfia per l'occasione. La domenica successiva alla festa, detta "San Trefon 'iinde a ua' 'nnicchie ("San Trifone nella nicchia") gli adelfiesi festeggiano la posa della statua del santo patrono nella nicchia della chiesa di San Nicola, dove resterà per l'anno a venire. Dal punto di vista gastronomico, nel giorno di san Trifone l'avventore si trova coinvolto in una sorta di "sagra dell'agnello" ove si possono degustare presso le rosticcerie allestite per strada, delle "costatine scottadito" e delle frattaglie alla brace ("'nghimmiredde"), accompagnate da costine di sedano e fette di provolone oltre che dal vino locale. Sacra
rappresentazione della Passione di Cristo Altre
manifestazioni |
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