Barolo
è un comune di 733 abitanti della provincia di Cuneo.
DA
VEDERE
il Castello dei Marchesi Falletti di Barolo
L'affascinante e imponente struttura racconta mille di storia carica
di suggestioni e curiosità. All'interno delle stupende sale sono
visitabili la Biblioteca Storica ordinata da Silvio Pellico e il Museo
delle Contadinerie. Di frequente vengono allestite importanti mostre
d'arte. Nelle antiche cantine ha sede la prestigiosa Enoteca Regionale
del Barolo. Dal 2007 fa parte del circuito degli 8 castelli Castelli
Doc. La rete dei castelli include i manieri di Grinzane Cavour, Barolo,
Serralunga d'Alba, Govone, Magliano Alfieri, Roddi, Mango e Benevello.
È inoltre inserito nel circuito dei "Castelli Aperti"
del Basso Piemonte. La storia del castello Falletti si ritiene avere
inizio, vista l'assenza di documenti storici sulla sua nascita, nel
decimo secolo, quando Berengario I consentì al feudatario locale
l'erezione di una difesa efficace contro le frequentissime scorrerie
degli Ungari e dei Saraceni. Di quella struttura originaria rimane ben
poco: il mastio, ancora oggi visibile, fa parte di essa. La prima testimonianza
scritta risale al '200 in un atto di cessione di proprietà da
parte dei signori di Marcenasco in favore del comune di Alba che, pochi
anni dopo, lo cedette ai Falletti che lo ristrutturarono significativamente
e ne fecero dimora stabile di un ramo del casato. Nel 1544, invece,
fu fatto saccheggiare dal governatore francese della vicina Cherasco
nel corso delle lunghe guerre dell'epoca. Toccò successivamente
a Giacomo e Manfredo riparare i consistenti guasti, apportando ulteriori
modifiche migliorative. Il nuovo, frutto dei rimaneggiamenti cinquecenteschi,
rimase sostanzialmente immutato fino al 1864, anno della morte di Juliette
Colbert, ultima marchesa Falletti. Nel frattempo il castello era già
diventato residenza di campagna a causa del trasferimento della dimora
principale dei Falletti, avvenuto nel 1814, al Palazzo Barolo di Torino..
Tra i suoi illustri ospiti durante l'ultima epoca dei Falletti spicca
senza dubbio Silvio Pellico, presentato alla marchesa da Cesare Balbo
dopo la decennale prigionia dello Spielberg, divenuto poi negli anni
intimo amico, fidato consigliere nonché amministratore della
biblioteca Falletti. Il Pellico e la Marchesa erano soliti trascorrere
insieme lunghe giornate tra castello Falletti e il castello della Volta,
dediti alla lettura e alla conversazione. Alla morte della Colbert,
il castello Falletti passò all'Opera Pia Barolo che, con pesanti
lavori di ristrutturazione che ne alterarono profondamente la struttura,
lo trasformò nel Collegio Barolo. Ruolo del Collegio, attivo
fino al 1958, era di dare una possibilità di studiare a ragazzi
economicamente in difficoltà. Nel 1970 fu acquistato dal Comune
di Barolo, grazie soprattutto a una pubblica sottoscrizione cui furono
in molti a contribuire generosamente. Le sue cantine, pure pregevolmente
restaurate, ospitano l'Enoteca Regionale del Barolo, mentre il secondo
piano è dedicato al Museo Etnografico-Enologico e, quando presenti,
esposizioni artistiche e fotografiche. La visita al Castello Falletti
si concentra al primo piano, il cosiddetto piano nobile: la prima sala
che si incontra risalendo lo scalone è il Salone delle quattro
stagioni, ampio e luminoso ambiente con arredi fine stile impero che
deve il proprio nome a quattro pitture che sormontano altrettante porte
e dedicate ciascuna a una stagione dell'anno. Da questo locale si accede
alla Sala degli stemmi, il cui soffitto è decorato con gli emblemi
sia dei Falletti che delle famiglie con cui questi si sono imparentati:
da citare, oltre al monumentale camino e alla sua cinquecentesca decorazione
in stucco, il fatto che questa sala ospita da diversi anni le sedute
del consiglio comunale. La stanza della Marchesa è pure interessante
per la presenza di uno dei pochi letti in stile impero visibili in Italia.
La presenza di Silvio Pellico è testimoniata dalla sua stanza,
i cui muri sembrano tappezzati in stoffa ma sono in realtà abilmente
pitturati per simularne l'effetto, e dalla Biblioteca, che il Pellico
custodiva scrupolosamente e che contiene circa tremila testi di epoca
compresa tra il quindicesimo e il diciannovesimo secolo.
ORIGINI
E STORIA
Non ci sono notizie precise sulla nascita di Barolo, benché la
zona fosse abitata in epoca preistorica da tribù celto-liguri,
il primo insediamento effettivo sul territorio è di origine barbarica
e risalente all'alto medioevo. Durante il dominio Longobardo dipendeva
da Gastaldo di Diano, passo poi sotto la Contea di Alba e successivamente
sotto la Marca di Torino. Il nucleo originario del castello fu eretto
in quel periodo da Berengario I, come difesa dalle scorrerie Saracene.
Nel 1250 la famiglia Falletti, acquisì tutti i possedimenti di
Barolo dal Comune di Alba. I Falletti erano una potente famiglia di
banchieri, esponenti della nuova borghesia, i quali segnarono il destino
di Barolo e delle zone circostanti. Intorno al 1300 arrivarono a controllare
fino a una cinquantina di feudi piemontesi. Nel 1486 Barolo entrò
a far parte dello Stato Monferrino, passando poi nel 1631 ai Savoia
con il trattato di Cherasco. Barolo divenne poi Marchesato nel 1730,
il primo Marchese fu Gerolamo IV. Dopo Gerolamo IV ci furono soltanto
altri due Marchesi: Ottavio Alessandro Falletti e Carlo Tancredi, alla
morte di quest'ultimo governò sua moglie la Marchesa Juliette
Colbert, la quale si distinse per la sua brillantezza e per le sua azioni
a favore dei più deboli. Alla sua morte nel 1864 tra le sua volontà
vi fu la costituzione dell'Opera Pia Barolo alla quale lasciò
l'intero patrimonio di famiglia.
MUSEI
il Museo Etnografico ed Enologico del Barolo