Alessandria
è un comune del Piemonte, il terzo della regione per popolazione
dopo Torino e Novara; è capoluogo dell'omonima provincia. Sorge
nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, in prossimità
del loro punto di confluenza. Grazie alla sua posizione al centro del
triangolo Torino-Genova-Milano, la città costituisce un importante
nodo autostradale e ferroviario con scalo di smistamento di testa, situato
nel sud-ovest della stazione viaggiatori. È servita dall'Autostrada
A21 e dall'Autostrada A26.
ETIMOLOGIA
Anticamente fu denominata Civitas Nova, Città Nuova. Questo nome
fu poi accompagnato da Alexandria, in onore di papa Alessandro III che
sosteneva la libertà comunale. In alcuni documenti è documentata
con il nome di Rovereto, dal latino roburetum, luogo piantato a roveri.
Dal XII secolo in poi fu chiamata definitivamente Alexandria, anche se
in alcuni documenti del 1180 la troviamo menzionata con il nome di Palea,
in riferimento al terreno paludoso e ricco di erbe.
MONUMENTI
Il centro della città è caratterizzato dalla vastità
di Piazza della Libertà, piazza d'armi voluta da Napoleone e
ottenuta mediante la demolizione dell'antica cattedrale (1803), della
quale sono stati recentemente portati alla luce i resti delle fondamenta.
Al centro di essa sorge la statua di Urbano Rattazzi, opera di Ferruccio
Pozzato, che sostituisce la fusione più antica di Giulio Monteverde,
demolita per ricavarne metallo nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.
Ferruccio Pozzato è stato amico e ammiratore di un altro grande
artista alessandrino: il pittore, incisore, grafico pubblicitario, (per
citare una parte delle attività di questo personaggio dalle mille
sfaccettature, FRANCO SASSI. Vi si affacciano inoltre sullo spazio pubblico:
il Palazzo del Municipio o Palazzo Rosso (dal colore della facciata,
XVIII secolo) dotato di un particolare orologio a tre quadranti (da
notare sulla sommità il galletto sottratto dagli alessandrini
ai casalesi nel 1225); Palazzo Ghilini, oggi sede della provincia e
della Prefettura, progettato da Benedetto Alfieri nel 1733, di pregevoli
forme barocche, considerato il più bello e monumentale della
città; Palazzo delle poste (1939-1941) di stile schiettamente
razionalista, con un bel mosaico lungo 38 metri di Gino Severini; Palazzo
Cuttica di Cassine, futura sede del Museo Civico.
Quasi
adiacente a piazza della Libertà è la raccolta piazza
del Duomo dove sorge la nuova cattedrale neoclassica del (1810-1849)
che conserva al suo interno la statua lignea della Madonna della Salve;
sul lato sinistro della facciata spicca Gagliaudo che regge una formaggetta
lodigiana, scultura romana raffigurante l'eroe alessandrino che secondo
la leggenda si distinse nel corso dell'assedio del Barbarossa. Da notare
sul fianco destro della Cattedrale l'altissimo e imponente campanile
di gusto eclettico, costruito a più riprese fra l'ultimo decennio
dell'Ottocento e il 1922; con i suoi 106 metri di altezza è il
secondo più alto d'Italia dopo il Torrazzo di Cremona.
Altra
chiesa di notevole interesse è Santa Maria di Castello (XV secolo),
la più antica della città, situata presso l'antico borgo
Rovereto e che fonde nella sua struttura stili di epoche diverse, come
quello tardo - romanico della costruzione con il portale rinascimentale
e, al suo interno, diverse opere di epoche successive (il crocefisso,
l'altare, la fonte battesimale, la sacrestia); inoltre nei sotterranei,
da qualche tempo riaperti al pubblico, si possono osservare i resti
di 2 precedenti chiese. Nonostante una fase di decadenza, negli ultimi
anni sono stati notevoli i lavori di ristrutturazione.
Altri
monumenti degni di nota sono: Palazzo Guasco situato nella via omonima,
dalla bella facciata barocco-piemontese, oggi sede di Assessorati provinciali.
In attesa di restauro alcuni saloni del Palazzo che conservano la struttura
architettonica Settecentesca.
l'Arco di trionfo situato al termine di via Dante fu eretto nel 1768
a ricordo della visita di Vittorio Amedeo III e di Maria Ferdinanda
di Spagna.
Sulla
sponda sinistra del Tanaro sorge la Cittadella, imponente costruzione
militare innalzata su progetto di Ignazio Bertola, una delle principali
al mondo per importanza. La costruzione, voluta dai Savoia nel XVIII
secolo, comportò l'evacuazione e la demolizione dell'intero quartiere
di Borgoglio. Di proprietà del Demanio Militare, è visitabile
solo in rare occasioni: è a pianta stellare, con sei baluardi
attorniati da fossati. Di notevole interesse architettonico-militare
il quartiere militare con gli edifici Settecenteschi e Ottocenteschi.
Di
recente riapertura il Museo Civico nella nuova sede di palazzo Cuttica,
che conserva tra l'altro, due arazzi fiamminghi di pregevole fattura,
un interessante polittico di Gandolfino da Roreto, i paramenti sacri
di papa Pio V e i corali destinati al convento di Santa Croce di Bosco
Marengo da lui stesso ordinati.
MANIFESTAZIONI
È l'appuntamento musicale dell'estate organizzato dal Circolo
Culturale "Il Ghilino", associazione che da alcuni anni si
occupa di promozione culturale ed organizzazione di eventi e manifestazioni.
Nel 1998 venne proposta la prima edizione di "Fraskettando",
evento musicale nato per rivitalizzare i sobborghi della Fraschetta
e per dare l'opportunità alle giovani band emergenti di esibirsi
su un palcoscenico; ebbe un discreto successo e venne riproposto l'anno
successivo. Accantonato per alcuni anni per motivi organizzativi, viene
ora nuovamente riproposto con un progetto più ambizioso e rivisto
nei contenuti e nell'immagine sotto forma di festival.
Un
evento come Fraskettando SkaBluesJazz Festival consente di affrontare
una tematica cruciale della musica contemporanea: il ruolo dell'appartenenza
ad una tradizione e il suo codificarsi nei linguaggi odierni. Se riflettiamo
sulle attuali contaminazioni estetico-musicali, sull'impeto multi stilistico
spesso circoscritto nella terminologia del cosiddetto crossover (da
intendersi nel suo significato puro, ossia nell'attraversamento degli
stili), possiamo rintracciare un continuum attitudinale-sonoro in seno
al progressivo (jazz, blues, ska, rock, psichedelia, tracciati sinfonici
e via dicendo). Non un caso quindi, ma riflesso temporale di una necessità:
quella di rendere vitale, eclettica, totale, l'esperienza artistica
umana, al di là delle ottuse barriere di genere. Fraskettando
SkaBluesJazz Festival vuole essere espressione concreta di questo processo
in corso con i suoi attori e colori. In fondo la musica è come
un dipinto dalle infinite e molteplici sfaccettature, amante costantemente
criptica e fuggevole nella sua intima essenzialità.
Teatro
della manifestazione è stata, in passato, la piazza principale
di un piccolo sobborgo del comune di Alessandria nella zona circoscrizionale
Fraschetta: San Giuliano Nuovo. Fraskettando SkaBluesJazz Festival è
ora ospitato all'interno della ex "Caserma Sebastiano Valfrè"
nel pieno centro di Alessandria. Ecco alcuni artisti che hanno partecipato:
The Blues Brothers Band, Eddie Floyd, Taj Mahal, Mario Biondi, Soft
Machine, Mick Abrahams & Clive Bunker, Rezophonic, Cristina Scabbia,
Roy Paci & Aretuska, Persiana Jones, Statuto, Trio bobo, Claudio
Capurro, Paolo Bonfanti.
Periodo:
primo fine settimana di luglio.
Fraskettando
SkaBluesJazz Festival sito web ufficiale
Motoraduno
internazionale
Motoraduno internazionale Madonnina dei Centauri, in collaborazione
con il comune di Castellazzo Bormida
Periodo:
seconda domenica di luglio.
Il
Salone del Biscotto Piemontese è la principale manifestazione
regionale del settore. La terza edizione della rassegna ha avuto luogo,
come nel 2006, presso la ex "Caserma Leopoldo Valfrè di
Bonzo". L'evento è dedicato alla scoperta dei sapori del
Piemonte attraverso l'opera di grandi e piccoli artigiani del settore.
Presso gli stand del Salone oltre cinquanta espositori hanno distribuito
e offerto assaggi ai visitatori. Nell'ambito della terza rassegna dolciaria
si sono susseguiti talk show dedicati ai dolci piemontesi. Tra gli ospiti
hanno partecipato Iginio Massari, pasticcere e Paolo Massobrio, giornalista
enogastronomico. Il Salone è organizzato dalla Provincia di Alessandria
in collaborazione con la Regione Piemonte, le Province di Cuneo, Novara,
Torino, Vercelli e il Comune di Alessandria.
Prima
edizione Novara 2005.
Seconda
edizione Alessandria 2006.
Terza
edizione Alessandria - 12, 13, 14 Ottobre 2007.
Alè
Chocolate
Manifestazione organizzata dal Comune di Alessandria (Assessore al Commercio
Manuela Ulandi) in collaborazione con diversi Enti ed Associazioni,
per promuovere e rilanciare il cioccolato dell'industria dolciaria e
dell'artigianato locale. L'obiettivo della festa è quello di
interessare i visitatori e sviluppare il settore ormai secolare per
questa provincia. Eventi collaterali di notevole interesse sono stati
la mostra di sculture di cioccolato presso il Palazzo Asperia (della
Camera di Commercio) e i massaggi al cioccolato, eseguiti a scopo dimostrativo
da personale esperto e con la partecipazione di graziose modelle. Alè
Chocolate diventerà un appuntamento fisso annuale. Prima edizione
Ottobre 2007.
Il
Salotto del Mandrogno
Talk show nato nel 2002 che si realizza una volta al mese presso il
circolo culturale la Casetta. Massimo Brusasco - giornalista - è,
in questa occasione, regista, presentatore e animatore di ogni spettacolo.
Ad ogni serata sono invitati 7-8 ospiti: politici, attori, scrittori,
giornalisti, cantanti e personaggi bizzarri o gente che ha qualcosa
da dire o che è stata protagonista di avvenimenti insoliti. Il
Salotto, negli anni, è stato frequentato da attori come Massimo
Poggio e da noti cabarettisti di importanza nazionale come Diego Parassole,
Claudio Lauretta e Daniele Ceva. Tra i musicisti, sono stati ospiti
i nomi più noti del panorama alessandrino, da Al Rangone a Paolo
e Matteo Tarantino, dal fisarmonicista Paolo Bagnasco, a Ginetto Prandi,
da Enrico Cremon a Ricky Show. Sono stati ospitati artisti che hanno
avuto un discreto successo nel mondo del jazz, come Gianni Coscia (ha
fatto parte dell'orchestra di Gorni Kramer) e importanti personaggi
del mondo del cinema, come Carlo Leva (scenografo del regista Sergio
Leone). Il Salotto del Mandrogno è un evento che racconta Alessandria
e gli alessandrini, che mette a nudo i problemi sia locali che nazionali
e tende ad esaltare il dialetto, la cucina i personaggi e i prodotti
locali. L'ironia e la leggerezza animano lo spirito delle serate. La
stagione 2007-2008 del talk show ha avuto una novità: incentivare
la lettura e promuovere la nuova biblioteca a disposizione del Circolo
stesso. Per stimolare la lettura ogni partecipante al talk show - pubblico
compreso - è invitato a portare un libro. Chi desidera può
poi scegliere tra i volumi (che saranno a disposizione sotto forma di
prestito) uno o più titoli per la propria lettura.
Rievocazione
Storica della Battaglia di Marengo
Rievocazione della famosa Battaglia di Marengo vinta da Napoleone a
Spinetta il 14 giugno del 1800. Battaglioni di austriaci, francesi e
italiani, provenienti da tutta Europa, tornano a fronteggiarsi in uno
scontro che sembra sospeso nel tempo. Manifestazioni, incontri e mostre
trovano spazio in città e al Castello di Marengo. Periodo: prima
metà di giugno.
STORIA
La città nacque nella seconda metà del XII secolo con
il nome di Civitas Nova su un nucleo urbano già esistente costituito
dall'antico borgo di Rovereto con l'aiuto dei feudi vicini di Marengo,
Borgoglio, Gamondio, Solero, Villa del Foro, Oviglio e Quargnento, che
intendevano ribellarsi degli Aleramici, allora signori del Monferrato.
In questo le popolazioni furono supportate dai comuni della Lega Lombarda,
in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato del
Barbarossa. La città fu fondata ufficialmente nel 1168 e in quell'anno
assunse il nome attuale in onore di Papa Alessandro III, ampio sostenitore
in quel periodo delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano
Impero. Il 29 ottobre 1174 Alessandria, che contava circa 8.000 abitanti,
subì un attacco delle forze imperiali che avevano già
espugnato nei mesi precedenti Susa ed Asti che però rimasero
bloccate di fronte al fossato che circondava la città: cominciò
così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175, Venerdì
Santo, con la resa degli uomini del Barbarossa, attaccati e colti impreparati
dagli alessandrini mentre erano intenti a scavare un tunnel per fare
irruzione all'interno della città; una tradizione vuole invece,
che a salvare la città fosse stato uno stratagemma ideato dall'anziano
Gagliaudo. Nel 1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell'Impero,
la città assunse il nome di Cesarea mantenendolo però
per un breve periodo. Nel 1198 divenne libero comune. Fu intorno al
1220 che Francesco d'Assisi, diretto in Francia, si fermò nei
pressi di Alessandria dove ammaestrò una lupa che terrorizzava
la popolazione: un bassorilievo che ritrae questo episodio è
conservato ancora oggi all'interno della Cattedrale. Per oltre due secoli
Alessandria mantenne la condizione di libero comune entrando in conflitto
con le vicine Casale, che era ancora parte del Marchesato del Monferrato,
con Asti e con Pavia, le quali temevano una sua possibile espansione.
Alessandria era ottimamente fortificata: per i suoi tetti e per le sue
robuste mura, costruiti con semplice paglia e fango, fu a lungo conosciuta
nel Nord-Italia come Alessandria della Paglia. Finì poi per allearsi
con Vercelli e soprattutto, con Milano, alla quale legò nei secoli
successivi le sue sorti. Nel 1215 le tre città attaccarono e
distrussero Casale Anche Alessandria, città tradizionalmente
militare, conobbe il Monachesimo: ebbe particolare rilevanza il Movimento
degli Umiliati, Ordine riconosciuto proprio da Papa Alessandro III,
che introdusse in città nuove tecniche per la lavorazione dei
tessuti e in particolare, della lana. Nel 1316 le famiglie guelfe e
ghibelline, preoccupate dalle continue lotte contro il Monferrato ed
Asti, scelsero di mettere la città sotto la protezione dei Visconti
che, nel 1348 la inglobarono tra i propri territori. Successivamente
Alessandria appoggiò i Visconti nella guerra contro la Francia
ed entrò a far parte del Ducato di Milano sotto il dominio di
Gian Galeazzo. Alla morte di quest'ultimo nel 1402, il Ducato fu attaccato
dai casalesi di Facino Cane che conquistò dunque Alessandria
nel 1404. La città e il Ducato comunque ritornarono ai Visconti
quando la vedova di quest'ultimo, Beatrice di Tenda, sposò Filippo
Maria. Successivamente la città seguì le sorti del Ducato
di Milano, passando agli Sforza a metà del XV secolo; in questo
periodo cadde dapprima più volte vittima delle invasioni dei
francesi e dal 1535 cadde sotto il dominio spagnolo e vi rimase per
tutto il XVII secolo, diventando un importante nodo commerciale tra
Genova e la Lombardia. Nel 1707 fu conquistata dal Principe Eugenio,
finendo così, dopo i trattati di Utrecht del 1713, nelle mani
di Savoia, sotto il Piemonte: Vittorio Amedeo II, considerata la posizione
strategica della città, ne riorganizzò la vita politica,
istituendo il ruolo del Governatore, e le strutture militari, per aggiornarle
agli ultimi sviluppi della fortificazione alla moderna, costruendovi
una enorme Cittadella che causò l'abbandono e la distruzione
di un intero sobborgo della città, Bergolium (Bogoglio). In questo
periodo il numero dei cittadini salì a circa 15.000 unità.
Alla morte di Vittorio Amedeo II nel 1730, gli successe Carlo Emanuele
III che rinsaldò la lega con l'Inghilterra e con l'Austria. Egli
attaccò i Borboni di Spagna, di Francia e di Napoli ma senza
fortuna. Infatti costoro, arrivando nella pianura fra San Giuliano ed
Alessandria, s'impossessarono di Serravalle Libarna e di Tortona e sbaragliarono
i Piemontesi presso Bassignana sospingendoli fino a San Salvatore e
a Valenza e li tennero fermi a Crescentino. Nel 1746, dopo eroici sforzi
compiuti dall truppe di Carlo Emanuele, i nemici furono snidati e allontanati
e il Piemonte, tranne Valenza e Tortona, ritornarono ai Savoia. Alla
fine del secolo l'intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti
alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte e se già dopo
l'armistizio di Cherasco l'influenza dell'imperatore corso era tangibile,
nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe transalpine),
Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la
regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo. Successivamente,
nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e il 30
maggio di quello stesso anno, dopo i trattati di Parigi, entrò
a far parte del Regno di Sardegna in quanto fu restituita ai Savoia.
Tutte le successive dominazioni si presero cura soprattutto della Cittadella,
ingrandendone le opere esterne. Durante il Risorgimento, Alessandria
fu un importante centro liberale e fu proprio dalla città piemontese
che partirono i moti del marzo 1821 con Santorre di Santarosa, ufficiale
di stanza nella cittadella di Alessandria; per questo, diversi cittadini
che avevano aderito alla Giovine Italia vennero sottoposti a processi
sommari e condannati per cospirazione: ne rimase vittima anche il patriota
Andrea Vochieri, nel 1833. Nell'ottobre 1859 fu scelta come capoluogo
di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio
che comprendeva anche l'astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò
la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata
da una Giunta a maggioranza socialista: quel giorno venne infatti eletto
sindaco della città l'orologiaio Paolo Sacco. La nascita delle
Ferrovie e l'incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell'Ottocento
trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato
italiano. Per la sua posizione, al centro di Torino, Milano e Genova,
in questo periodo la città conobbe un grande incremento demografico,
che portò alla riurbanizzazione e all'espansione del territorio
cittadino, e un importante sviluppo nell'industria, testimoniato dal
successo di aziende come l'industria di cosmetici Paglieri, la Cicli
Maino, soprattutto, la Borsalino, la cui produzione di caratteristici
cappelli in feltro diventò famosa in tutto il mondo. Sotto il
Fascismo Alessandria mantenne la sua importanza; negli anni trenta furono
eretti importanti edifici pubblici opere architettoniche, come il Dispensario
Antiturbercolare, progettato da Ignazio Gardella e il Palazzo delle
Poste, decorato dai mosaici di Gino Severini. Nel corso della seconda
guerra mondiale, la città subì ripetuti e pesanti bombardamenti
aerei: il 30 aprile 1944 le bombe colpirono il quartiere popolare Cristo,
facendo 239 morti e centinaia di feriti, distruggendo il Teatro Municipale;
nelle notti d'estate, poi, nacque il mito di "Pippo", un aereo
utilizzato per la ricognizione, il cui rumore assordante terrorizzava
il Nord Italia. A giugno furono distrutti i ponti sul Tanaro e sulla
Bormida. Un altro bombardamento, il 5 aprile 1945, fece 160 morti, tra
i quali 40 bambini dell'asilo infantile "Maria Ausiliatrice"
di via Gagliaudo. A causa dei bombardamenti aerei morirono più
di 500 cittadini, circa l'un per cento della popolazione: i tedeschi
si arresero il 29 aprile; Tra il 1943 e il 1944, 27 ebrei alessandrini
furono arrestati ad opera della Repubblica Sociale Italiana e trasferiti
nel campo di concentramento di Fossoli. La Sinagoga di Alessandria fu
saccheggiata e parzialmente distrutta dai fascisti nel dicembre del
1943. Nel
dopoguerra Alessandria seguì le sorti del Nord-Italia, conoscendo
inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si diffuse
nel Settentrione nel corso degli anni sessanta con il boom economico,
conoscendo anche l'immigrazione della gente proveniente dalle regioni
del Sud e arrivando a superare i 100.000 abitanti nel 1970. E' nel dopoguerra,
che sul piano commerciale, si fa sentire la presenza forte del grafico
pubblicitario FRANCO SASSI, che dà una sua nota di cultura alla
nascente pubblicità. Franco SASSI nasce ad Alessandria nel 1912
e vi muore nel 1993. Nel 2006, il Comune gli dedica una mostra a Palazzo
Cuttica, imperniata proprio sull'argomento, sue opere commerciali sono
state acquisite anche dalla raccolta Bertarelli di Milano. Successivamente,
quando gli effetti del boom economico rientrarono, Alessandria conobbe
un calo demografico. La città venne anche scossa dai fatti di
cronaca a sfondo politico che insanguinarono l'Italia degli anni settanta:
il 9 e il 10 maggio 1974, una rivolta interna al carcere si risolse
tragicamente, con 7 persone morte e 14 ferite: quest'episodio fu ricordato
come la "Strage di Alessandria". Inoltre, fu in una cascina
nei pressi della città piemontese che si tennero le prime riunioni
del gruppo delle Brigate Rosse ed ebbe luogo il sequestro Gancia. Il
6 novembre 1994 la città attirò l'attenzione delle cronache
nazionali a seguito di una violentissima alluvione che la investì
per buona parte sommergendo ampie zone residenziali (specialmente i
quartieri Orti, Rovereto, Borgoglio, Borgo Cittadella, Astuti e San
Michele) e varie frazioni. L'alluvione, che fu causata dallo straripamento
del fiume Tanaro, provocò anche la morte di undici persone oltre
a danni ingentissimi sia alle abitazioni private che alla struttura
economica cittadina. Nel
1998 diventò sede, assieme a Novara e Vercelli, dell'Università
degli studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 94.191 (M 44.897, F 49.294)
Densità per Kmq: 461,8
Superficie: 203,95 Kmq
CAP
15121-15122 (a seconda delle zone)
ex CAP (non valido) 15100
Prefisso Telefonico 0131
Codice Istat 006003
Codice Catastale A182
Denominazione
Abitanti alessandrini
Santo Patrono San Baudolino
Festa Patronale 10 novembre
Il
Comune di Alessandria fa parte di:
Regione Agraria n. 12 - Pianura di Alessandria
Associazione Città del Bio
Circuito Città d'Arte della Pianura Padana
Associazione Italiana Città Ciclabili
Rete dei Comuni Solidali: Comuni della Terra per il Mondo (Recosol)
Località e Frazioni di Alessandria
quartieri: Borgo Cittadella, Borsalino, Galimberti, Orti, Cristo, Norberto
Rosa, Borgo Rovereto, Europa, Pista Vecchia.;
sobborghi: San Michele, Valle San Bartolomeo, Valmadonna, Cabanette,
Cantalupo, Casalbagliano, Villa del Foro, Cascinagrossa, Castelceriolo,
Litta Parodi, Lobbi, Mandrogne, San Giuliano Nuovo, San Giuliano Vecchio,
Spinetta Marengo;
frazioni: Astuti
Comuni Confinanti
Bosco Marengo, Castellazzo Bormida, Castelletto Monferrato, Frugarolo,
Montecastello, Oviglio, Pecetto di Valenza, Pietra Marazzi, Piovera,
Quargnento, Sale, San Salvatore Monferrato, Solero, Tortona, Valenza.