Villanova
Mondovì è un comune di 5.754 abitanti della
provincia di Cuneo. L'Ellero scorreva ai piedi della collina
posta di fronte al Monte Calvario, verso le sorgenti di
San Matteo, e nella vallata, dal ponte dei Gosi, lungo la
Provinciale per Frabosa, fino a Rastello, sorgevano numerose
"ville" di cui conosciamo i nomi: Villa Gragnasco,
Villanova, Villa Grafiasco, Roccaforte e Villa Subteniano.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa della Passione di Cristo
Cappella di San Rocco
Cappella dell'Annunziata
Parrocchiale di Santa Caterina
Santuario della Beata Vergine
Chiesa di San Lorenzo Martire
Santuario di Santa Lucia
MANIFESTAZIONI
Premio giornalistico Piero Dardanello Organizzato sin dal
2004 dall'Unione Sportiva Dilettantistica Tre Valli di Villanova
Mondovì, vuole essere un omaggio al grande giornalista
sportivo monregalese, già direttore di Tuttosport,
ed è riservato alle migliori "penne" del
panorama italiano, rigorosamente "under 40". La
Giuria specialistica è presieduta da Roberto Beccantini
ed è composta, fra gli altri, dai giornalisti Giancarlo
Padovan, Paolo de Paola e Enzo d'Orsi.
ORIGINI
E CENNI STORICI
II documento più antico, in cui si fa cenno a Villanova
Mondovì, è un diploma dell'imperatore di Germania
Ottone IV dell'anno 1210: essa sorgeva in località
"San Nicolao", dal nome appunto del titolare dell'antica
Chiesa, ed era in feudo ai Signori di Morozzo. Il primitivo
borgo venne interamente "corroso ed occupato"
dal fiume Ellero che, in seguito ad una "grossa fiumana",
non solo aveva cambiato il suo corso, ma ora scorreva fin
sotto e dentro le mura dell'antica Parrocchiale. Sulle rovine
deIla Chiesa fu poi edificata una Cappella dedicata al Santo
vescovo Nicolao, rasa al suolo da un'altra piena dell'Ellero
nel 1300. "Dopo l'inondazione e disrruzione che fece
Ellero dell'antica Villanova", gli abitanti di questa
e delle "ville" limitrofe, sia per difendersi
dai nemici che per assicurarsi dalle inondazioni, si spostarono
sulla collina di Villavecchia, dove già sorgeva una
Chiesetta dedicata a Santa Caterina Vergine e Martire con
accanto un Monastero di Suore. L'importanza di Villanova
andò via via crescendo, anche per il "forte"
Castello di cui era munita. Il paese venne poi cinto di
mura e, a partire dal 28 aprile 1369, venne dotato anche
di una Fortezza detta Bastita. L'accesso alla cittadella
era consentìto solo attraverso tre porte con ponte
levatoio: una a mezzodi', sotto il Castello, detta Porta
Caterina; l'altra a sertentrione detta Porta Garombo o del
Fango; la terza a levante sopra al Rivelino detta Porta
Bonna. II paese si estendeva però anche ampiamente
fuori del recinto fortificato e comprendeva: la Riviera,
il popolatissimo sobborgo del Pasquero, il quartiere Roatta,
il Borgo di Branzola oltre aIle frazioni della campagna:
Bongiovanni, Eula, Pasco e San Grato, Garavagna, Paganotti
e Dossi, Roracco Soprano e Sottano. La Chiesetta di Santa
Caterina certo non poteva più contenere tutta la
popolazione e, a partire dal 1309, venne ampliata allo scopo
di contenere non solo gli abitanti del Capoluogo, ma anche
quelli del piano e delle frazioni e gli stessi abitanti
di Pianfei. Nel 1372, Villanova, che nel frattempo era passata
sotto la dominazione di Galeazzo Visconti, subi' un lungo
assedio ed, espugnata, passò insieme con Mondovi',
dapprima sotto Amedeo di Savoia, da lui a Ludovico d'Angiò
e a Teodoro di Monferrato, per tornare nel 1396 sotto Casa
Savoia. Nel 1540 Villanova venne ancora cinta d'assedio,
ma mentre Mondovì cadeva nel le mani dei francesi,
essa resistette con "mirabile costanza". Con Decreto
8 marzo 1544 il duca di Savoia premiava la fedeltà
dei Villanovesi, provata con tanta tenacia, rendendo il
paese "autonomo e indipendente da Mondovi'". Ma
ciò non valse a scoraggiare i Francesi che ancora
nel 1554 ritornarono all'assalto, circondarono la "Villa"
da ogni parte, incendiando tutte le case man mano che avanzavano.
Gli assedianti riuscirono anche a collocare nove pezzi di
artiglieria sull'altura verso Monte Calvario e con questi
si aprirono una larga breccia nel muro di cinta. Il Paese
venne saccheggiato ed incendiato il 3 aprile 1554. Caduta
in mano ai Francesi, Villanova fu obbligata ad unirsi con
Mondovi' ed il 23 maggio 1555 nella Chiesa Parrocchiale
i capi famiglia firmarono l'atto di sottomissione al re
di Francia. Il 5 ortobre 1620 il sig. Arduino di Clermont,
signore di S. Giorgio, venne investito del contado di Villanova
e delle sue dipendenze ed il 24 dicembre 1621 il duca Carlo
Emanuele 1 ne decretò la separazione da Mondovi'.
Al conte Arduino succedette nel 1626 Stefano Donzello, detto
Bortega. Morto questi, il feudo passò a Giovanni
Fausone suo nipote alla cui famiglia rimase per più
di un secolo. Durante la lunga lotta che contrappose in
Piemonte i "madamisti" seguaci di Cristina di
Savoia (la famosa Madama Reale) fautori di un'alleanza con
la Francia, ai "principisti" seguaci del Cardinale
Maurizio e del principe Tommaso di Carignano, filospagnoli,
prevalendo in Villanova il partito a favore dei principi,
la duchessa decise di assicurarsene il possesso mandando
nell'estate del 1641 un reggimento francese composto in
massima parte da Ugonotti, con compito di impadronirsi a
nome della duchessa di Villanova e dintorni. Quando si fu
liberata dagli Ugonotti, iniziò per Villanova un
periodo di controversie e di liti, ricordiamo soltanto quella
con Mondovi' per la gabella sul sale e quella con Roccaforte
per lo sfruttamentu dei boschi. Il 19 luglio 1698 Villanova
diventa comune autonomo con Decreto del duca Vittorio Amedeo
II di Savoia. Nel 1730, anche se era alquanto decaduta ed
aveva cessato di essere Fortezza, Villanova era tuttavia
"uno dei luoghi e comunità più grandi
e riguardevoli di tutta la provincia di Mondovi'".
Nel periodo dal 1778 al 1892 Villanova divenne sede della
Pretura Mandamentale dei comuni di Villanova, Pianfei e
Roccaforte. Il 25 dicembre 1798 in Villanova, come in tutti
i luoghi del Piemonte, sopraffatti e spadroneggiati dai
Francesi, s'inaugurò la Repubblica. Ma i villanovesi,
stufi di quel governo sfruttatore, si armarono e scacciarono
i Francesi a viva forza. I Francesi, ritornati nel 1800,
si vendicarono uccidendo 20 persone, bruciando le scritture
estratte dagli archivi comunali e saccheggiando tutto il
paese. Dal 1810 al 1814 ritorno' il Regio Governo dei Savoia
e il 30 giugno in Villanova venne installato il nuovo consiglio
comunale. Dal 1814 in poi in Villanova il borgo inferiore
acquista importanza a discapito di quello superiore, gli
uffici pubblici, le scuole, vengono trasferiti al piano
in sedi più adatte. Villanova Mondovì figura
tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra
di Liberazione; è stata, infatti, insignita della
Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle
sue popolazioni e per la sua attività nella lotta
partigiana durante la seconda guerra mondiale. Tra i patrioti
di quegli anni si ricordano i villanovesi Francesco Forzani,
primo sindaco di Villanova Mondovì dopo la Liberazione,
Primo Silvestrini, industriale e primo sindaco di Mondovì
dopo la Liberazione, e Giovanni Bessone, giornalista, professore
e vice-direttore della Gazzetta di Mondovì. Gli anni
del secondo Dopoguerra appartengono, come nel resto dell'Italia,
all'ottimismo ed alla speranza: sono gli anni del "boom
economico" in cui la stessa Villanova, trascinata dalla
spinta manifatturiera della fornace Merlo e delle ceramiche
Musso e Silvestrini, cresce sensibilmente e acquista un
ruolo di prima fila nel distretto industriale del Monregalese.
Negli anni Settanta, tuttavia, la crisi coinvolge anche
Villanova che, nonostante la riconversione della ceramica
Musso nell'industria elettrospaziale Hellervall, conosce
una forte depressione industriale. A partire dagli anni
Ottanta, Villanova Mondovì beneficia di un periodo
di forte espansione commerciale, in virtù della creazione
dell'Area artigianale in località Bongiovanni, felice
intuizione dell'allora sindaco Vincenzo Tomatis. A cavallo
degli anni Duemila, un periodo di commissariamento - conseguente
alla caduta del primo cittadino Dario Bongiovanni - rischia
di compromettere la crescita del paese: è soltanto
l'opera preziosa del commissario prefettizio Daniela Bergia
a permettere a Villanova una fase di sviluppo economico
e sociale.