Ivrea
è un comune italiano di 24.126 abitanti della provincia
di Torino in Piemonte. È capoluogo dell'omonimo circondario
e viene considerata la "capitale virtuale del Canavese".
E' collocata in un'area formata da un grande ghiacciaio
del Pleistocene, il quale trasportò nel tempo numerosi
detriti che andarono a formare una serie di rilievi morenici,
tra cui La Serra lunga 25 Km, che separa il Canavese dal
Biellese. La particolare disposizione dei rilievi morenici
tende a formare un vero e proprio anfiteatro, nel quale
Ivrea è collocata al centro. In seguito al ritiro
del ghiacciaio, la zona si arricchì di numerosi laghi
che ancora oggi circondano la città, ovvero il Lago
Sirio, il Lago San Michele, il Lago Pistono, il Lago Nero
e il Lago di Campagna. Poco più lontano si trovano
anche il Lago di Viverone e il Lago di Candia. Ad ovest
di Ivrea è possibile raggiungere la Valchiusella,
mentre a nord la Val d'Aosta. Nonostante la vicinanza di
Biella, Ivrea è ancora parte della provincia di Torino.
In particolare dista circa 26 km dalla prima e 53 km dal
capoluogo di regione. Il centro storico di Ivrea si inerpica
su di una collina che porta al Castello ed al Duomo, mentre
la parte moderna si estende in piano occupando le due sponde
della Dora Baltea e i territori circostanti. Nel 1468 per
volere di Iolanda di Francia, venne costruito il Naviglio
di Ivrea, un canale irriguo destinato a rifornire di acqua
le risaie del vercellese e che, essendo in origine navigabile,
permetteva il collegamento tra Ivrea e Vercelli. Ivrea è
suddivisa fra 26 quartieri e rioni, essi sono: San Grato,
Canton Vesco, Canton Vigna, La Sacca, Bellavista, Via Miniere-Via
Jervis, zona Porta Torino-Stazione-Movicentro-Via Dora Baltea,
Borghetto, Centro Storico, Crist, Porta Aosta-Sant'Antonio,
San Pietro Martire, Via Sant'Ulderico, Lago Sirio, Prafagiolo,
Canton Gabriel, Lago San Michele, Montodo-Monte della Guardia,
Porta Vercelli, San Lorenzo, La Fiorana, San Giovanni, Canton
Gillio, La Fornace, Torre Balfredo, San Bernardo. Lo sviluppo
socio-economico di Ivrea, soprattutto nel secondo dopoguerra,
fu legato in ampia misura alla crescita ed alla politica
sociale del gruppo Olivetti, avente in Ivrea il suo centro
amministrativo ed importanti insediamenti industriali. Con
la crisi della Olivetti a partire dall'inizio degli anni
'90, Ivrea ha vissuto una sofferta riconversione della sua
struttura economica ed occupazionale, che ha visto una crescita
della piccola e media industria e l'aumento delle attività
terziarie. Attualmente nei dintorni di Ivrea vi sono numerose
ditte di piccole dimensioni, ma di notevole contenuto tecnologico.
La città è stata protagonista di una interessante
esperienza di governo locale, incentrata su ideali di federalismo
e socialismo umanitario, esperienza del tutto singolare
in Italia. La fabbrica fondata da Camillo Olivetti fin dalla
sua nascita si è distinta dal resto del panorama
industriale italiano, perché non perseguiva solo
il profitto, ma anche il progresso sociale e culturale dei
suoi dipendenti. Il comprensorio industriale disponeva di
una fitta rete di ambulatori medici per tutte le patologie,
di asili nido, una mensa e una biblioteca; il tutto era
a disposizione gratuitamente per i dipendenti e per i loro
familiari. Il territorio comunale, assieme a quello di alcuni
comuni limitrofi, ospita un'area di indubbio interesse naturalistico
caratterizzata dalla presenza di cinque laghi di origine
morenica. E' possibile compiere un lungo itinerario che
collega i vari bacini, i quali sono:
Lago
San Michele (Ivrea)
Lago di Campagna (o Lago di Cascinette) (Cascinette d'Ivrea)
Lago Sirio (si estende fra Ivrea e Chiaverano)
Lago Pistono (o Lago di Montalto) (Montalto Dora)
Lago Nero (si estende fra Montalto Dora e Borgofranco d'Ivrea)
ETIMOLOGIA
Documentato con il nome di origine celtica latinizzato Eporedia.
E' una fusione tra epo (cavallo) e reda (veicolo a quattro
ruote) con l'aggiunta del suffisso -ia che ha funzione collettiva,
ossia di indicare la presenza in abbondanza di "carri
equestri" che probabilmente proteggevano la città.
Il nome subì poi delle modifiche diventando Yporeia
poi Ivreia fino ad Ivrea.
MANIFESTAZIONI
Il
Carnevale
Ivrea è nota per il proprio carnevale storico nel
quale ha luogo la celebre "battaglia delle arance".
L'origine del carnevale risale al 1808, anno in cui il governo
napoleonico comandò di riunificare i precedenti carnevali
rionali in un'unica festa. Si mescolano nel complesso svolgimento
delle feste carnevalesche, costumi ed altri elementi folcloristici
che recuperano alcuni avvenimenti della storia eporediese,
dalle lotte contro l'odiato marchese del Monferrato (che
la leggenda vuole sia stato ucciso dalla "Mugnaia",
la reginetta del carnevale), all'eco delle rivolte popolari
dei tuchini, sino ai simboli della rivolta giacobina (i
"berretti frigi", gli "scarli", ecc.)
ed alle divise dell'esercito napoleonico.
Festa
del Santo Patrono - San Savino
La festa del santo patrono di Ivrea, ovvero San Savino,
si tiene il 7 luglio. Per l'occasione viene effettuato il
sabato notte uno spettacolo pirotecnico (ben visibile dal
lungo Dora), inoltre vengono allestite numerose bancarelle
e un piccolo luna park nella zona del mercato.
GASTRONOMIA
Torta
Novecento
La torta Novecento venne inventata alla fine dell'Ottocento
dal mastro pasticcere eporediese Ottavio Bertinotti, per
celebrare l'arrivo del nuovo secolo. Il brevetto venne tuttavia
depositato solo nel 1972 e rilevato in seguito dalla pasticceria
Balla, che tutt'oggi produce la torta dalla ricetta segreta.
Questo è pertanto l'unico posto nel mondo dove è
possibile degustare la torta Novecento originale. Il dolce
è composto da due strati di Pan di Spagna al cioccolato
separati da uno strato di crema al cioccolato, molto delicata
e di difficile imitazione. La superficie è ricoperta
da zucchero a velo.
Polentina
di Ivrea
E' una piccola torta ideata nel 1922 dai fratelli Strobbia,
i quali brevettarono in seguito la ricetta. Solitamente
viene realizzata con piccole forme monoporzione, grandi
quanto il palmo di una mano. La consistenza è morbida,
mentre all'aspetto si presenta di colore marroncino, ma
dal cuore giallo. Ciò è dovuto all'impiego
della farina di mais e della fecola, mentre la colorazione
esterna è dovuta alla sottile copertura a base di
miele, succo d'arancia e granella.
Eporediesi
Gli eporediesi sono dei biscotti dalle origini ignote. Non
hanno pertanto una ricetta ben definita, ma esistono numerose
varianti. Hanno una forma appiattita e abbastanza larga,
dall'aspetto screpolato e dalla consistenza particolare:
l'esterno è infatti croccante, mentre il cuore è
tenero. Gli ingredienti principali sono il cacao, le nocciole
e le mandorle.
Tofeja
La Tofeja di fagioli non è esattamente un piatto
tipico di Ivrea, ma dell'intero Canavese. Durante il carnevale
viene venduta ai passanti (sia come assaggio che da asporto)
principalmente dalle società del Castellazzo e di
Monte Navale. La Tofeja è uno stufato di fagioli
cotti con la cotenna di maiale e con salamelle speziate.
Si tratta di un piatto dalla lunga cottura, di circa 6 ore,
che avviene all'interno di opportuni pentoloni di terracotta
dall'elevata capienza e posti sopra dei fornelli a legna.
Il risultato è una zuppa dalla consistenza cremosa,
ma con i fagioli ancora interi, da abbinare al vin brulé.
DA VEDERE
Il
Castello
Celebrato anche da Carducci, il castello delle tre torri
è un po' l'emblema della città. Fatto edificare
(1357) da Amedeo VI di Savoia; realizzato interamente in
mattoni, a pianta trapezoidale con quattro torri circolari
poste a suoi vertici, era stato pensato come fortificazione
difensiva (funzione che poi non svolse rivelandosi insufficiente,
con l'introduzione della polvere da sparo, a sostenere i
colpi dellartiglieria). Adibito a ricovero, un fulmine
fece esplodere, nel 1676, una delle quattro torri utilizzata
come deposito di munizioni: non venne più ricostruita.
Già utilizzato come carcere, oggi è saltuariamente
sede di mostre e manifestazioni.
Torre
Santo Stefano
Fu il campanile dell'omonima abbazia benedettina dellXI
secolo, costruita per volere del vescovo Enrico. Poco si
conosce riguardo alla struttura originale del complesso,
dato che al giorno d'oggi sono rimaste poche testimonianze
storiche. La torre (e quindi l'abbazia) venne costruita
con laterizio di probabile origina romana, mentre da un
punto di vista architettonico risulta essere un esempio
di architettura romanica canavesana. L'abbazia venne distrutta
parzialmente durante il dominio francese nel 1558, per ordine
del maresciallo Brissac, e successivamente nel 1757 per
mano del conte Perrone. Quest'ultimo volle ampliare il giardino
del suo palazzo (oggi sede del Tribunale), che un tempo
si affacciava sull'area. Il risultato fu la distruzione
completa del complesso, eccezion fatta per la torre campanaria
che ancora oggi si trova nei giardini pubblici di Ivrea.
Nei primi anni 2000, la torre è stata sottoposta
a un profondo restauro.
Duomo
di Santa Maria
Il reperimento di cospicui resti di costruzioni romane visibili
nelle parti più antiche della chiesa o rinvenuti
durante gli scavi ottocenteschi per l'edificazione della
nuova facciata, fanno ritenere che sopra l'altura sulla
quale oggi si erge il duomo, fosse già presente,
fin dal I secolo a.C., un tempio romano in asse con il sottostante
teatro (di cui sono ancora visibili alcune tracce). Tale
tempio fu poi trasformato in chiesa cristiana tra la fine
del IV e l'inizio del V secolo, quando venne istituita la
diocesi di Ivrea. Espanso verso l'anno 1000 per iniziativa
del vescovo Warmondo, si conservano oggi, dell'antica struttura
romanica, i due campanili, le colonne visibili nel deambulatorio
dietro l'abside e la cripta affrescata (contenente un antico
sarcofago romano, che la tradizione vuole abbia poi conservato
le spoglie di San Besso, copatrono di Ivrea assieme a San
Savino). Nel corso della ricostruzione avvenuta nel XII
secolo, in seguito al terremoto del 1117, la cattedrale
cambiò dunque profondamente la propria fisionomia
adottando una pianta assai più simile a quella odierna.
Nel 1516 il vescovo Bonifacio Ferrero fece edificare una
nuova facciata con un portico in stile bramantesco che sostituì
l'antica facciata romanica. Nel 1854 essa venne a sua volta
sostituita dall'attuale facciata neoclassica, ideata dall'architetto
Gaetano Bertolotti.
Chiesa
di San Bernardino
La Chiesa di San Bernardino è in stile gotico e di
modeste proporzioni. Venne fatta costruire, assieme allannesso
convento, a partire dal 1455 dall'ordine francescano dai
Frati Minori. L'edificio venne completato nel 1457 ed era
era a pianta quadrangolare con volte a crociera. Nel 1465
ebbero luogo dei lavori di ampliamento, con la costruzione
di una navata per l'accesso al pubblico e di due cappelle
laterali. Il monastero iniziò il suo declino verso
la fine del XVI secolo e nel Settecento il complesso subì
un ulteriore degrado a causa delle successive occupazioni
militari, sino alla conquista napoleonica ed alla abolizione
delle proprietà ecclesiastiche. Nel 1910 Camillo
Olivetti acquistò il complesso per trasformarlo nella
sua abitazione, mentre tra il 1955 e il 1958 il figlio Adriano
Olivetti trasformò il tutto in sede per i servizi
sociali e per le attività dopolavoristiche dei dipendenti
dell'Olivetti. Al giorno d'oggi, la Chiesa di San Bernardino
conserva al proprio interno uno splendido ciclo di affreschi
sulla Vita e Passione di Cristo, realizzato tra il 1485
ed il 1490 da Giovanni Martino Spanzotti e restaurato negli
anni '50 grazie all'operato di Adriano Olivetti.
Chiesa
di San Gaudenzio
È una piccola chiesa di architettura tardo barocca
edificata tra il 1716 ed il 1724, attribuita all'architetto
sabaudo Luigi Andrea Guibert. L'edificio sorge su una piccola
altura, un tempo fuori dell'abitato di Ivrea, mentre oggi
è completamente circondata (tranne la facciata) dallo
sviluppo urbano. All'interno è conservato un notevole
ciclo di affreschi di Luca Rossetti da Orta con scene dedicate
alla vita di San Gaudenzio, santo del IV secolo che si ritiene
nativo di Ivrea.
Santuario
di Monte Stella
Il Santuario di Monte Stella e' un luogo devozionale posto
su una collina che si erge nei pressi della piazza del mercato,
lungo la quale si snoda una Via Crucis. Proseguendo in salita
oltre al Santuario, si giunge alla Cappella dei Tre Re,
nella quale si trova un affresco recentemente restaurato
(Natività e Santi Rocco e Sebastiano) di scuola spanzottiana.
Il santuario venne edificato nel 1627, ma al giorno d'oggi
solo il campanile è rimasto integro. Il resto della
costruzione, ovvero il tempio a pianta circolare, risale
al XIX secolo. Per quanto riguarda la Cappella dei Tre Re,
l'anno di edificazione risale al 1220: la tradizione vuole
che sia stato san Francesco, di passaggio da Ivrea, a suggerirne
la costruzione. La cappella ha un'architettura romanica.
Museo
Civico P.A. Garda
Conserva reperti archeologici, etnografici ed artistici
(tra di essi un Presepe ligneo databile verso il 1470, proveniente
dalla Cappella dei Tre Re. Il museo è soprattutto
importante per la preziosa collezione di lacche giapponesi
e di altri oggetti darte orientale donata nel 1874
alla città di Ivrea da Pier Alessandro Garda.
Museo
all'aperto di architettura moderna (MAAM)
Inaugurato nel 2001, con l'intento di valorizzare il "lascito
culturale" della Olivetti, che si distinse sin dagli
anni '50 per i progetti d'avanguardia realizzati nel campo
dell'urbanistica e dell'architettura industriale e civile
(tutti sviluppati da architetti prestigiosi). Il percorso
museale si snoda lungo la via Guglielmo Jervis e altri siti
contigui. Gli edifici raccolti dal MAAM sono: Palazzo Uffici
1 e 2 (sede dell'Olivetti), le Officine e centrale termica
ICO, l'asilo nido, la mensa, il centro studi, il quartiere
residenziale Crist, l'unità residenziale Talponia
(consistente di case interrate) e numerose altre abitazioni
per dipendenti e dirigenti. Vicino al Palazzo Uffici 1,
ha inizio il comune di Banchette, il cui quartiere moderno
composto essenzialmente da palazzine, è stato proprio
costruito negli anni '60 e '70 per conto dell'Olivetti,
al fine di garantire un'abitazione per i propri dipendenti
vicina al sito lavorativo. Altri luoghi di interesse sono
la fontana Camillo Olivetti, situata di fronte al Ponte
Isabella in prossimità del Lungo Dora, e il complesso
La Serra. Quest'ultimo è un grande edificio a forma
di macchina per scrivere, contenente al suo interno un albergo,
una sala conferenze e una piscina.
Teatro
Giacosa
Fu costruito nel 1829, su progetto dell'architetto Maurizio
Storero, che era stato incaricato dall'Amministrazione Comunale
di costruire un Nuovo Teatro Civico. Con uno spettacolo,
rappresentato il 30 novembre, nel 1922 il Teatro Civico
venne intitolato a Giuseppe Giacosa, su proposta di Salvator
Gotta, nativo di Montalto Dora, una cittadina dell'eporediese.
La storia del teatro è reperibile sul sito ufficiale
del teatro stesso storia del teatro.
Cinema
Boario
Costruito nel 1910, è uno dei primi cinema italiani.
E' situato quasi all'entrata di Via Palestro, la via principale
della città ed è tuttora attivo, nonostante
sia stato ampiamente ristrutturato e ammodernato.
CRONOLOGIA
STORICA
V secolo a.C.: i Salassi, popolazione di origine celtica
stabilitasi nel Canavese, fondarono il villaggio fortificato
di Eporedia, toponimo che pare derivare dalla divinità
celtica Epona, da cui a propria volta deriva la denominazione
attuale degli abitanti.
anno 100 a.C.: Quarant'anni dopo il fallimento della campagna
militare del console Appio Claudio Pulcro, la penetrazione
romana nella pianura della Dora Baltea si conclude con la
costituzione della città in colonia romana da parte
del senato romano.
secolo VI secolo VIII: Ivrea è sede dell'omonimo
ducato sotto i Longobardi. Un personaggio dell'Adelchi di
Manzoni è il duca Guntigi d'Ivrea, scelto da re Desiderio
come difensore del Ducato di Pavia.
secolo VIII: Ivrea diventa contea sotto il regno dei Franchi;
nasce la dinastia Anscarica
anno 1001: dopo un periodo di contrasti con il vescovo Warmondo
(sotto la cui potestà si trovava Ivrea), Arduino
conquista la città; l'anno dopo, a Pavia, viene eletto
re d'Italia da una dieta di principi e signori italiani,
contro il volere dell'imperatore Ottone III: Ivrea è
la Capitale del Regno d'Italia;
fine del secolo XI: dopo il periodo degli Arduinidi, Ivrea
torna ad essere dominata dalla signoria vescovile;
seconda metà del secolo XII si afferma, tra grandi
contrasti con il potere vescovile e le pretese egemoniche
del marchese del Monferrato, il "comune di Ivrea e
Canavese", destinato tuttavia a soccombere nelle prime
decadi del secolo successivo;
anno 1238: l'imperatore Federico II pone Ivrea sotto il
suo dominio; nel seguito la signoria della città
tornerà ad essere disputata tra il vescovo di Ivrea,
il marchese del Monferrato ed altri potentati, tra cui il
conte di Savoia;
anno 1356: Ivrea passa sotto il dominio del Conte Verde
di Savoia;
seconda metà del secolo XIV: Ivrea assiste alla rivolta
contadina contro i soprusi del nobili canavesani che va
sotto il nome di "tuchinaggio";
secolo XV-XVIII: ad eccezione di brevi periodi di occupazione
spagnola e poi francese nel secolo XVI, Ivrea rimane alle
dipendenze dei Savoia;
1800: (26 maggio) Napoleone è accolto in Ivrea assieme
alle sue truppe vittoriose;
1814: Ivrea torna ai Savoia con Vittorio Emanuele I, re
di Sardegna.
Dal 1859 al 1927 Ivrea e' il capoluogo dell'omonimo circondario,
uno dei cinque in cui era suddivisa la provincia di Torino
del Regno di Savoia.
1908: Fondazione dell'Olivetti.
anno 1927: Ivrea e altri 112 comuni del Canavese vengono
uniti ai comuni della Valle d'Aosta per costituire la nuova
Provincia di Aosta.
1945: con lo scioglimento della Provincia di Aosta, Ivrea
e il Canavese ritornano sotto la Provincia di Torino.