Barbaresco
è un comune di 662 abitanti della provincia di Cuneo.
Barbaresco è un Comune delle Langhe con circa 650
abitanti, che si trova a 274 metri sul livello del mare.
Fa parte del territorio collinare denominato Langhe, noto
in tutto il mondo per la produzione di prestigiosi vini
e le specialità gastronomiche come il tartufo bianco
d'Alba. Dal punto di vista amministrativo fa parte della
Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e dell'Unione
dei Comuni "Sei in Langa", che comprende anche
Treiso, Neive, Neviglie, Mango, Camo e Castiglione Tinella.
Si trova a 8 chilometri da Alba e si raggiunge per la "via
dei Bricchi", percorrendo antichi tratti della strada
romana o della valle del Tanaro. Oggi il visitatore può
ammirare oltre alla bellezza del sito dal punto di vista
architettonico (con in testa la torre medievale, vero e
proprio simbolo del Comune) la grande estensione di vigneti
che abbraccia lo sguardo intorno a Barbaresco. L'economia
è essenzialmente agricola e turistica. Oggi gli abitanti
godono di diffuso benessere grazie soprattutto alla produzione
dell'omonimo vino, che nasce dal vitigno Nebbiolo invecchiato
di tre anni. Noto in tutto il mondo, il Barbaresco è,
anche indirettamente, la voce principale dell'economia locale.
Infatti anche il settore turistico si è fortemente
sviluppato grazie al prestigioso vino: visitatori da tutto
il mondo si recano nel piccolo comune per gustare sul posto
le specialità enologiche e non solo. Si possono trovare
inoltre numerosi locali di ristorazione di riconosciuta
fama, in virtù dell'assegnazione della "Stella
Michelin". Dagli anni '30 ai '60 si è verificato
l'allora comune spopolamento della campagne che vide decine
di barbareschesi lasciare la propria terra per dirigersi
in prevalenza a Torino e nella riviera ligure. Successivamente
all'immigrazione dall'Italia meridionale (contenuta) negli
ultimi anni Barbaresco ospita circa una sessantina di extracomunitari
provenienti dall'Europa Orientale che lavorano come manodopera
nelle aziende agricole.
DA
VEDERE
La
Torre
Rappresenta il simbolo vero e proprio di Barbaresco e dalla
sua sommità è possibile scorgere tutti i paese
circostanti, il corso del fiume Tanaro, Alba, fino a Cherasco
da un lato, la lontana Asti dallaltra il tutto racchiuso
da un magnifico anfiteatro naturale costituito dalla catena
montuosa delle Alpi. Costruita alla fine dell'XI non si
conosce, in base agli studi attuali, la storia precisa relativa
alla sua edificazione. faceva parte di un complesso sistema
di fortificazioni e di un castello più antico dellattuale,
tracce di tali opere si possono ammirare in una scultura
presente allinterno del coro ligneo allinterno
della cattedrale di Alba. Probabilmente l'edificio appartiene
a un sistema di torri di avvistamento che si sono sviluppate
lungo il fiume Tanaro sul territorio delle città
fra Asti e Alba, patrimonio bellico del Ducato del Monferrato.
A base quadrata è realizzata in opera di laterizio,
sorge su un basamento di pietra arenaria e arrivo fino all'altezza
di 30 metri. In cima persistono ancora resti dei merli che
formavano al tempo della realizzazione una corona. È
probabile che non sia stata realizzata solo da operai e
tecnici locali, in virtù della regolarità
e perfezione dell'edificio, che fa pensare all'alta professionalità
dei realizzatori. La parte inferiore fino a poco meno di
due metri rappresenta una specie di pozzo centrale, con
pareti piuttosto spesse. Più in alto si trovano due
vani successivi coperti da una volta a botte, che sono già
stati restaurati in passato. La torre è ripiena di
terra fino a metà e si raggiunge l'entrata attraverso
una scala a pioli dalla parte del fiume Tanaro. Dal 1985
è di proprietà del Comune e ha subito diverse
opere di restauro.
Il
Castello
La sua costruzione risale al secolo XVIII ad opera dei conti
Galeoni; ledificio caratterizzato dalla sua mole imponente
ha subito nel corso degli anni numerosi rifacimenti. Dotato
originariamente di bellissimi giardini e di un ampio parco,
di ampi saloni, di porticati e soprattutto di cantine sotterranee
di grande valore, è stato la sede della Cantina Sociale
del Barbaresco voluta e realizzata dal Professor Domizio
Cavazza, considerato il padre del vino Barbaresco. In seguito
l'edificio è stato utilizzato come opificio per la
produzione di grappe, ora il maniero ed in particolare laltrettanto
nobile parte interrata, è venuto in possesso della
prestigiosa azienda vitivinicola Gaja, e dopo una radicale
ristrutturazione, è tornato alla destinazione originaria.
Il
Porto
Per le giovani generazioni è soltanto un ricordo
del passato, ma prima della costruzione del ponte sul Tanaro
nel territorio di Neive, si poteva attraversare il fiume
unicamente con un traghetto. Era la via più breve
per poter raggiungere laltra sponda e con poche lire
il portnè (traghettatore) trasportava
persone, animali ed automezzi dalla una sponda allaltra;
va precisato che quando a Barbaresco la coltura della vite
non era ancora così sviluppata i terreni migliori
per la semina e per lorto con sistema intensivo erano
i terreni pianeggianti al di là del fiume, che ogni
famiglia del posto possedeva, questo sicuramente contribuisce
a giustificare limportanza del traghetto.
Enoteca
del Barbaresco
Linaugurazione dell'Enoteca regionale del Barbaresco
nella chiesa di San Donato, vera e propria cattedrale
del vino è stata nel 1986, ora è un
punto di riferimento per i numerosi turisti che qui possono
trovare oltre alle bottiglie, rigorosamente di Barbaresco,
di circa un centinaio di produttori i consigli e le informazioni
di cui hanno bisogno per scoprire il patrimonio enologico
del territorio. Sono rappresentate oltre 120 etichette che
costituiscono il 90% dell'intera produzione vinicola locale.
L'Enoteca è nata da un'iniziativa della Regione Piemonte
per soddisfare due esigenze: da un lato il recupero di edifici
storici e preziosi dl territorio, dall'altro l'esigenza
di diffondere la cultura del vino e valorizzare al massimo
le donominazioni doc e docg esistenti. L'enoteca ha trovato
casa nella piccola chiesa di San Donato, che si affaccia
sulla piazza principale del paese, che venne acquistata
dalla curia, in quanto allora già in disuso. L'Enoteca
rappresenta un importante punto di collegamento fra i turisti
e le cantine aderenti. Infatti spesso si tratta di aziende
agricole di piccole dimensioni che non hanno la possibilità
di spendere troppo tempo nella promozione e nella visibilità.
A questo scopo l'Enoteca organizza ogni anno eventi promozionale
di grande prestigio dedicati agli appassionati del Barbaresco,
come le cene in primavera denominate: Barbaresco a
tavola, oppure la grande manifestazione nata per la
prima volta nell'autunno del 2007 Piacere Barbaresco.
Attualmente il presidente della struttura è il Dottor.
Giancarlo MONTALDO che dopo due legislature come sindaco
del Comune è tornato nuovamente a questa carica sostituendo
il Dottor. Aldo VACCA.
La
meridiana
A partire dal giugno del 1999 Barbaresco dispone di una
grande meridiana ben visibile nella piazza centrale. È
stata realizzata dallo gnomista Lucio Maria Morra. La decorazione
muraria celebra la coltivazione della vite e la produzione
vinicola attraverso dodici illustrazioni tratte dall'incunabolo
Ruralia Commoda di Pietro de' Crescenzi, un
antico trattato di agricoltura. Su di essa campeggia un'iscrizione
latina che recita Da laborem dabo fructus (Dà
il lavoro, darò i frutti). Nel quadrante in basso
si può ammirare lo stemma del Comune. Si tratta di
una meridiana completa e complessa, che ogni visitatore
può ammirare nel dettaglio viste le grandi dimensioni.
Sono indicate tre funzioni gnomistiche: il calendario stagionale,
l'orologio a ore vere del fuso e la meridiana universale.
Sovrapposti alla raggiera delle linee che indicano le ore
si possono trovare quaranta nomi di città che corrispondono
ad altrettanti meridiani celesti. Si va da Lhasa, capitale
del Tibet a Lima, in Cile, Barbaresco è al centro.
Quando l'ombra dello stilo passa sul nome di una città
significa che in quel momento il quel luogo è mezzogiorno.
A Barbaresco questo si verifica all'incirca alle 12.30.
Chiesa
parrocchiale San Giovanni Battista
Prima dellanno mille esisteva già nellabitato
di Barbaresco una chiesa situata pressappoco sul sito retrostante
il castello, a testimonianza esistono tracce su un diploma
del 1014; lattuale edificio, su disegno delling.
Castelli, sorse nel 1728 e fu aperto al culto nellanno
1730. Di stile barocco e di solida costruzione, è
stata ulteriormente abbellita nel corso degli anni; successivamente
nel 1756 fu dotata del campanile ed in seguito dellicona
di San Giovanni Battista con una cornice in marmo (1780).
Allinterno della chiesa si possono trovare laltare
maggiore realizzato con marmi di qualità su disegno
del conte Rangone di Montelupo dietro al quale si può
notare un affresco dedicato a San Giovanni Battista (patrono
del Comune di Barbaresco), sulla sinistra si trova la cappella
della Madonna del Rosario dedicata alla statua in legno
corollata da quadretti che illustrano i misteri del rosario,
a destra la cappella di San Giuseppe dove si può
ammirare un quadro che rappresenta il transito dello sposo
della Vergine. Completano larredamento della chiesa
il coro costruito dalla ditta Vittino di Centallo (1850),
il coro in legno di noce intarsiato (1796), la fonte battesimale
in marmo policromo con scultura in legno ad opera dello
scultore locale Francesco Vacca ed infine la scultura di
Ambone dello stesso scultore (1992). Linterno della
chiesa è stato recentemente arricchito con affreschi
voluti dalla cittadinanza e dallo spirito nobile del parroco
Don Paolo Doglio che ne ha commesso la realizzazione allartista
locale Cavazza.
La
chiesa di San Donato
Lattuale edificio dedicato a San Donato fu ultimato
nel 1833 utilizzando i materiali ricavati dalla demolizione
della più antica chiesa omonima di cui si può
trovare menzione in un documento del Registrum Comunis Albae
(1219). Costruzione fine ed elegante decorata dal pittore
Viglino Giuseppe (1833), negli anni settanta venne ceduta
al Comune che, dopo un appropriato restauro conservativo
decise di destinarla ad accogliere lEnoteca Regionale
del Barbaresco. Sono quattro gli ambienti in cui è
suddiviso l'edificio che ospita l'enoteca: la navata centrale,
dedicata alla didattica del Barbaresco, con alcuni tabelloni
che forniscono informazioni sul territorio a tutti i visitatori;
il locale a destra che accoglie al piano terra l'esposizione
dei vini e, al primo piano, la segreteria dell'ente. A sinistra
invece c'è lo spazio per il banco d'assaggio, in
cui i buongustai possono degustare i preziosi vini dell'Enoteca.
Lo spazio dell'abside è occupato da un grande allestimento
che ospita bottiglie prestigiose.
Cappelle
campestri
Nelle immediate vicinanze della frazione Asili si può
ammirare la cappella dedicata a San Teobaldo, compatrono
della città di Alba, per indicare i legami da sempre
intercorsi fra Barbaresco e la capitale delle Langhe. La
chiesetta aveva in origine dimensioni maggiori ma negli
anni cinquanta è stata ridimensionata ed i mattoni
ricavati sono stati utilizzati per costruire la chiesa della
frazione Tre Stelle che ne era sprovvista, allesterno
si possono scorgere due piccoli giardini attrezzati con
panchine che servono per il riposo dei numerosi visitatori
che da qui possono ammirare un suggestivo scorcio del paese
di Barbaresco.
Si
possono altresì citare i piloni votivi presenti nelle
frazioni Ovello e Rabajà e le numerose edicole mariane
collocate recentemente in tutte le borgate del paese e che
testimoniano la devozione della popolazione di Barbaresco
alla Madre di Dio.
ORIGINI E CENNI STORICI
Il territorio di Barbaresco venne abitato fin dall'epoca
preistorica. In quel periodo le belle e fertili colline
del nostro Comune erano coperte da fitti boschi con qualche
raro spazio verde lungo le sponde del fiume Tanaro e vi
dimoravano le popolazioni barbare del Liguri Stazielli.
Si trattava di popolazioni, rudi e forti, i Liguri avevano
una foresta sacra che avevano dedicato ad una divinità
denominata in celtico Martiningen che rappresentava
la forza. Con l'arrivo dei Romani quest'area è stata
dedicata al dio della guerra Marte. Vi crescevano querce
gigantesche, simbolo di forza e resistenza, circondate da
sorgenti di acqua salata oggi ancora esistenti. I primi
nuclei organizzati della zona sono probabilmente dei Liguri
che all'interno di zone boschive si rifugiavano per sfuggire
alla colonizzazione romana che ebbe grande slancio sotto
l'impero di Augusto. Il nome Barbaresco, deriva infatti
dal termine Barbarica silva. Il primo insediamento
romano è denominato Villa Martis, che
può essere ritenuta il primo nucleo abitato di questa
zona, al cui interno era presente una taberna
ovvero una fornace di laterizi. Non a caso a inizio del
XX secolo, durante lo scavo di fossi per le viti furono
ritrovate alcuni tegoloni romani. È molto probabile
che la presenza di questa taberna e la realizzazione
della strada romana attraverso la Valle della Martinenga,
che sviluppò i traffici con la vicinissima Alba Pompeia
segnarono la fine della Barbarica sylva. Ben presto la foresta
fece posto alle colture collinari. Oggi in alcuni termini
dialettali come bric, che indica un'altura collinare,
si possono trovare tracce dell'antica lingua celtica. Con
la caduta dell'Impero romano le Langhe divennero terra di
conquista prima per i Longobardi e successivamente per i
Franchi. Ci sono testimonianze che attestano che la Langa
meridionale, fra la fine del IX e il X secolo venne sconvolta
ripetutamente dalle razzie dei Saraceni che sbarcavano in
Liguria. La diocesi di Alba venne talmente impoverita da
essere assimilata dal 985 al 992, per ordine del Papa Giovanni
XIII a quella di Asti. Al tempo il territorio era sotto
il controllo politico di Roggero, che doveva affrontare
gli avversari Arduino, Aleramo e Oberto. Il paese fortificato,
come lo conosciamo adesso è originario del medioevo,
periodo in cui venne realizzata la torre e il castello.
Barbaresco era un borgo fortificato e a quell'epoca risale
il motto che campeggia nello stemma comunale De Barbarisco
turris et Arx. Si sviluppò quello che viene
definito ricetto piemontese ovvero un'area fortificata
all'interno della quale si rifugiava la popolazione in occasione
di pericoli esterni. Nel periodo medievale il territorio
di Barbaresco venne conteso fra le città rivali Asti
e Alba. Nel corso dei secoli Barbaresco è stata,
come tutto il territorio langarolo contesa fra vari signori,
nell'ambito delle guerre che hanno portato i territori piemontesi
sotto diversi potentati, fino all'affermazione definitiva
dei Savoia. Anche il paese langarolo alla fine del XVIII
secolo venne scosso dai venti della rivoluzione francese
e il 31 dicembre del 1798 venne creata la Municipalità
di Barbaresco. La vita del paese è stata presto influenzata
notevolmente dalla coltura della vite, la produzione di
vino è sempre stata importante per Barbaresco. L'economia
fra il XIX e il XX secolo è stata prettamente agricola,
conoscendo un grande sviluppo negli ultimi decenni del '900.
Infatti nel secondo dopoguerra il territorio di Barbaresco
e delle Langhe non godeva di grande ricchezza. Nel 1957
attraverso un referendum, gli abitanti di Treiso, allora
frazione, votarono l'indipendenza da Barbaresco e la costituzione
di un Comune indipendente.