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Urbino
è un comune di 15.444 abitanti (2007) nella regione
Marche, capoluogo (insieme a Pesaro) della Provincia di
Pesaro e Urbino. Dal 1998 il suo centro storico è
patrimonio dell'umanità UNESCO. Sede di una delle
più antiche (fondata nel 1506) ed importanti università
d'Europa, l'Università degli studi di Urbino "Carlo
Bo". Ad Urbino vi è la prestigiosa Accademia
di Belle Arti, fondata nel 1967, in cui la carica di Presidente
del Consiglio di Amministrazione è ricoperta dal
2003 da Vittorio Sgarbi. Nata nel 1861 per volere del regio
commissario straordinario per le Marche Lorenzo Valerio,
si è subito affermata nell'Incisione (Calcografia,
Litografia e Xilografia) e nell'Illustrazione del Libro,
formando artisti di grande fama nel campo delle Arti Grafiche,
come Francesco Carnevali e Leonardo Castellani; dopo di
loro: Carlo Ceci, Renato Bruscaglia, Pietro Sanchini e tanti
altri. Ora è un Istituto d'Arte di istruzione superiore
ed è composto da cinque sezioni: Incisione(suddivisa
in: Calcografia, Litografia e Xilografia), Disegno Animato
e Cinema d'Animazione (nata nel 1951), Grafica Pubblicitaria
e Fotografia (nata agli inizi degli anni sessanta), Grafica
Editoriale e Restauro del Libro e infine Fotografia Artistica.
DA
VEDERE
Molto conosciuto e visitato è il Palazzo Ducale,
uno dei più interessanti esempi architettonici ed
artistici dell'intero Rinascimento italiano. Il palazzo
è sede della Galleria nazionale delle Marche, ed
è caratteristico per i torricini che ne delimitano
la parte posteriore.
La Casa di Raffaello si trova nell'omonima via, al civico
57. Qui si può ammirare un suo affresco giovanile,
oltre che gli ambienti e gli arredi della casa dove visse
il celebre pittore.
Il Duomo, di stile neoclassico (architetto Giuseppe Valadier),
contiene alcune tele di Federico Barocci.
Di particolare interesse sono il monastero di Santa Chiara,
che ha visto l'intervento del celebre architetto senese
Francesco di Giorgio Martini.
Il Monumento a Raffaello dello scultore Luigi Belli, ed
il Museo archeologico lapidario.
L'Oratorio di San Giovanni magnificamente affrescato dai
fratelli Salimbeni.
L'Oratorio di San Giuseppe dove si trova il bellissimo presepe
del Brandani.
Le facoltà di Scienze della Formazione (Magistero)
e soprattutto di Economia (palazzo Battiferri) sono esempi
di interventi architettonici moderni equilibrati in un tessuto
urbano antico, senza creare anacronismi o falsi storici,
mentre i Collegi Universitari, situati sul colle dei Cappuccini,
sono a livello mondiale considerati capolavori dell'architettura
degli anni settanta, per la densità di significati
che contengono (architetto Giancarlo De Carlo).
Ad Urbino vi è anche il collegio dove Giovanni Pascoli
ha studiato fino all'età di 12 anni; il Collegio
intitolato a Raffaello era retto da Padri Scolopi e aveva
la sua sede in Piazza della Repubblica nel palazzo dove
ora sono dislocati alcuni uffici della Prefettura.
Il Mausoleo dei Duchi, poco fuori della cinta muraria cittadina,
realizzato da Donato Bramante nella seconda metà
del XV secolo per volere del duca Federico II, ospita le
tombe di Federico II e Guidobaldo I Montefeltro duchi d'Urbino.
In origine vi era conservata, sull'altare maggiore, la celebre
pala d'altare di Piero della Francesca, raffigurante la
Madonna, Federico II e alcuni santi, ora alla Pinacoteca
di Brera a Milano.
La Chiesa di San Francesco, risalente al XIII secolo ma
sistemata nella forma attuale nel 1742 dall'architetto Luigi
Vanvitelli, mantenendo della presistente chiesa gotica:
il campanile con la sottostante cappella, il nartece e una
parte di un affresco, raffigurante la crocifissione di Cristo,
opera dei fratelli Salimbeni.La chiesa attuale è
il "Pantheon" urbinate, perché vi hanno
sepoltura: Federico Barocci, Giovanni Santi (pittore e padre
di Raffaello Sanzio) e la moglie Magia Ciarla, il Beato
Pelingotto, il Conte Antonio da Montefeltro, Timoteo Viti(pittore
urbinate), Federico Comandino (matematico), Bernardino Baldi
(letterato), Antonio Galli (poeta), Marco Montano (poeta),
Muzio Oddi (architetto) e tanti altri. Inoltre la chiesa
ospita un bel quadro di Federico Barocci, intitolato "il
Perdono di Assisi", collocato sull'altare maggiore.
Porta Valbona, è la principale porta d'accesso alla
città. Eretta nella forma attuale nel 1621 per le
nozze del futuro duca Federico Ubaldo Della Rovere con Claudia
de'Medici.
La Data ovvero le stalle ducali, potevano contenere fino
a 300 cavalli, affacciate sulla grande piazza del Mercatale,
assieme alla Rampa Elicoidale da cui si aveva accesso ad
esse, sono opera dell'architetto Francesco di Giorgio Martini;
recentemente ristrutturate dall'architetto Giancarlo De
Carlo.
La Chiesa di San Domenico, risalente al XIV secolo ma fu
rifatta internamente nel 1729, mantenne sull'esterno i resti
della chiesa gotica e un notevole portale rinascimentale
opera di Luca della Robbia, relizzato nel 1450.
Grotte del Duomo, si trovano sotto alla Basilica Cattedrale,
risalgono al XVI secolo, composte da quattro cappelle, un
tempo sede della Confraternità della Grotta; da segnalarsi
la mirabile "Pietà" opera di Giovanni Bandini
detto dell'Opera.
Obelisco di Urbino.
MANIFESTAZIONI
Frequenze Disturbate, festival di musica indipendente, nel
mese di luglio
Festival Internazionale di Musica Antica, nel mese di luglio
Festa di San Crescentino, festa del santo patrono con la
processione per le vie del centro, 1 giugno
Festa del Duca, rievocazione storica rinascimentale che
si svolge nel mese di agosto
Festa dell'aquilone, prima domenica di settembre
Biosalus - Festival Nazionale del Biologico e del Benessere
Olistico, nel mese di ottobre, organizzato dall'Istituto
di Medicina Naturale in collaborazione con il Comune di
Urbino - Assessorato alle Attività Produttive (sito
ufficile: http://www.biosalusfestival.it)
Terra di Biodiversità - Voglie d'Autunno, fiera dei
prodotti di stagione, nel mese di ottobre - dal 2007 si
svolge in concomitanza con Biosalus Festival.
Parole in Gioco, nel mese di ottobre
Le Vie dei Presepi, dai primi di dicembre all' Epifania,
che porta in varie parti della città presepi provenienti
da tutto il mondo e degli artisti locali.
GASTRONOMIA
Prodotto gastronomico tipico della zona è la casciotta
d'Urbino, antica varietà di formaggio che vanta linserimento
del prodotto nellAtlante dei prodotti tipici e la
denominazione di origine, nonché il riconoscimento
della DOP (Denominazione di Origine Protetta) da parte della
Comunità Europea. Un'altra specialità tipica
è la crescia sfogliata di Urbino, specie di piadina
dalla quale però si differenzia perché arricchita
con lo strutto. Atra specialità, propria delle festività
pasquali, è la crescia di pasqua, prodotto da forno
che ricorda per la forma il panettone, ma è salata
e la ricetta originale prevede al suo interno la presenza
di formaggio e un po' di pepe; esiste anche nella versione
dolce, con canditi ed uvetta sultanina.
ORIGINI
E CENNI STORICI
La città romana di Urvinum Metaurense divenne un
centro importante durante le Guerre gotiche nel VI secolo.
Venne poi presa nel 538 dal bizantino Belisario, togliendola
ai Goti, e venne frequentemente nominata dallo storico bizantino
Procopio. Passò quindi nel dominio dei Longobardi
e poi dei Franchi. Il re dei Franchi Pipino offrì
Urbino allo Stato della Chiesa. Comunque, le tradizioni
indipendenti e autonome si espressero nella forma di governo
del Comune finché, intorno al 1200, cadde sotto il
dominio dei nobili che combattevano tra loro nel vicino
Montefeltro. Questi nobili non avevano diretta autorità
sul comune, ma esercitavano pressioni per la loro elezione
a podestà, titolo che Bonconte di Montefeltro riuscì
a ottenere nel 1213, con il risultato che gli urbinati si
ribellarono, formarono un'alleanza con il comune indipendente
di Rimini (1228) e nel 1234 si reimpossessarono del controllo
della loro città. Successivamente, però, i
Montefeltro riuscirono a riprendere le redini della città
che controllarono poi fino al 1508. Durante questo periodo,
Urbino prese l'aspetto che in parte ancora oggi ha, con
le sue cinta murarie. Nelle battaglie tra guelfi e ghibellini,
i signori di Urbino del XIII e del XVI secolo erano capi
dei ghibellini delle Marche e della Romagna, e si associavano
con famiglie o città ghibelline. Il 24 dicembre 1375
il conte Antonio da Montefeltro, con le armi della lega
fiorentino-viscontea rientrava in Urbino e n'era "gridato"
signore. Ma, scrive Gino Franceschini (Documenti e Regesti,
Urbino, 1982, pp. IV-V), "non bastava essere 'gridato'
signore, bisognava avere la capacità di divenirlo
[...]. Nell'alleanza del febbraio 1376 le città di
Urbino e di Cagli partecipavano al patto col Signore su
piede di uguaglianza come compartecipi agli impegni ed agli
oneri stipulati da lui, mentr'egli agiva a nome delle terre
che gli ubbidivano quale 'dominus' e capo delle milizie".
Era nato lo Stato di Urbino che registra una rilevante svolta
politica a seguito del considerevole accrescimento territoriale
generato dall'acquisizione di Gubbio del 1384. L'esponente
più famoso dei Montefeltro fu Federico, signore di
Urbino dal 1444 al 1482, condottiero di successo, diplomatico
abilissimo e patrono entusiasta di arti e letteratura. Alla
sua corte, Piero della Francesca scrisse sulla scienza della
prospettiva, Francesco di Giorgio Martini scrisse il suo
Trattato di architettura (concludendo i lavori di ristrutturazione
del Palazzo Ducale avviati da Luciano Laurana), e il padre
di Raffaello, Giovanni Santi, scrisse il suo resoconto poetico
dei principali artisti del periodo. La corte brillante di
Federico, attraverso le descrizioni di Baldassarre Castiglione
ne Il Cortegiano, introdusse i caratteri del cosiddetto
"gentiluomo" in Europa, che rimasero fino alla
I Guerra Mondiale. (Vedi Federico da Montefeltro per la
biografia). Cesare Borgia spodestò Guidobaldo da
Montefeltro, duca di Urbino, e Elisabetta Gonzaga nel 1502,
con la complicità del padre Papa Alessandro VI. Dopo
il tentativo di Papa Medici, Leone X, di nominare un giovane
Medici come duca, Urbino rimase parte dello Stato Pontificio,
sotto la dinastia dei duchi Della Rovere (1508 - 1631).
Costoro trasferirono nel 1523 la corte nella città
di Pesaro e Urbino iniziò un lento declino che si
sarebbe protratto fino agli ultimi decenni del XVII secolo.
A seguito dell'estinzione della dinastia dei Della Rovere
(1631), Papa Urbano VIII incorporò il ducato di Urbino
nei territori papali, seguendo le volontà dell'ultimo
duca, Francesco Maria II, che, restato senza eredi, aveva
designato la Santa Sede a succedergli fin dal 1625 (la successione
divenne però esecutiva solo alla morte del duca,
sei anni più tardi). Lo Stato fu governato, da allora,
da un legato pontificio, generalmente appartenente all'alta
gerarchia ecclesiastica. La celebre biblioteca fu spostata
a Roma e assorbita interamente dalla Biblioteca Vaticana
nel 1657. La storia successiva di Urbino è parte
della storia dello Stato Pontificio e, dopo il plebiscito
del 4 novembre 1860, della Storia d'Italia.
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Popolazione
Residente 15.270 (M 7.503, F 7.767)
Densità per Kmq: 67,0 (Censimento Istat 2001)
CAP
61029
Prefisso Telefonico 0722
Codice Istat 041067
Codice Catastale L500
Denominazione
Abitanti urbinati
Santo Patrono San Crescentino
Festa Patronale primo giugno
Numero
Famiglie (2001) 6.077
Numero Abitazioni (2001) 8.624
Il
Comune di Urbino fa parte di:
Comunità Montana Alto e Medio Metauro
Associazione Città Italiane Patrimonio Mondiale
Unesco
Associazione delle Città d'Arte e Cultura (CIDAC)
Località e Frazioni di Urbino
Ca' Mazzasette, Canavaccio, Castelboccione, Cavallino,
Cavaticci, Cerquetobono, Coldelce, Colonna, Crocicchia,
Forquini, Fornace, Gadana, Ghiaiolo, Girfalco, Maciolla,
Marcella, Mazzaferro, Miniera, Monteavorio, Montecalende,
Monteolivo, Monte Polo, Montesoffio, Paganico, Palazzo
del Piano, Pallino, Pantiere, Pieve di Cagna, Pozzuolo,
Rancitella, Repuglia, S.S. Annunziata, Santa Maria delle
Selve, San Donato, Sasso, Schieti, Scotaneto, San Marino,Torre,
Tortorina, Trasanni, Tufo, Viapiana, Villa Croce
Comuni Confinanti
A est: Fossombrone, Isola del Piano, Monteciccardo,
Montefelcino, Montelabbate, Petriano; a nord: Auditore,
Colbordolo, Lunano, Mondaino (RN), Montecalvo in Foglia,
Sassocorvaro, Tavoleto; a ovest: Piandimeleto, Sant'Angelo
in Vado; a sud: Acqualagna, Fermignano, Peglio, Urbania
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