Porto
San Giorgio è un comune di 16.243 abitanti della
provincia di Fermo, nelle Marche. Fa parte della Zona Territoriale
n. 11 di Fermo dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale delle
Marche (in sigla Z.T. n. 11 - A.S.U.R. Marche). Già
appartenente alla Provincia di Ascoli Piceno fa ora parte
della Provincia di Fermo. Confina da tre lati con il comune
di Fermo e il mare Adriatico, ad est. Il dialetto di Porto
San Giorgio non si differenzia da quello diffuso nell'area
fermana, molto usato per la sua facile comprensione, è
scivolante con le sue consonanti morbide, ma la forte presenza
delle vocali u ed o riporta ad un'italica lingua antica,
infatti ha molte assonanze (se non similitudini) con il
latino. Un esempio è dato dall'espressione dialettale
"gne nòccia" che deriva dal latino ne noceat
con significato: "che non ti nuoccia" ossia "che
ti sia propizio". Ciò è dovuto principalmente
all'aver fatto parte a lungo, oltre che della storia di
Roma antica e del suo impero, anche dello Stato Pontificio
fino all'Unità d'Italia. La cittadina è detta
in dialetto fermano semplicemente Lu Portu, cioè
Il Porto, com'è chiamata generalmente dagli abitanti
dell'entroterra, sia del capoluogo e sia della provincia,
o modernamente, con italianizzazione pressoché totale,
San Giorgio, denominazione preferita dai sangiorgesi. Nei
bar e nei ritrovi frequentati dai marinai e dalla gente
comune a Porto San Giorgio si gioca a "Trucco",
un gioco di carte che richiama, nelle regole, nei termini
e nel nome, il "Truco", il gioco tradizionale
argentino e di tutti i paesi bagnati dal Río de la
Plata. A "Truco" a volte giocano i personaggi
dei romanzi di Osvaldo Soriano, scambiandosi ricordi ed
illusioni. Il "Trucco" si gioca anche in Catalogna
e in alcune città di mare del sud della Francia,
portato anche lì dal girovagare perpetuo di instancabili
marinai.
ETIMOLOGIA
Citato con il nome di S. Georgici de Portu, ha preso il
nome di una chiesa dedicata a San Giorgio, patrono del paese.
MANIFESTAZIONI
Il programma culturale di Porto San Giorgio si caratterizza
per varie iniziative dedicate alla letteratura, all'arte
e alla musica.
Fra queste, ricordiamo le rassegne "Di Villa in Villa.
Percorsi di musica e pensiero tra le ville sangiorgesi",
o "In Ascolto della Bellezza. Festival di musica d'essai".
Oltre a ciò, possiamo citare il Festival "Rocca
Aeterna. Incontri di Medioevo e Fantasia", dedicato
al mondo fantasy e all'universo medievale, nonché
il ciclo di conferenze "Sentieri del Pensare. Riflessioni
sulla realtà tra filosofia e letteratura". La
stagione del teatro di prosa di Porto San Giorgio possiede
anch'essa una sua specificità in quanto, a partire
dalla stagione 2008/2009 si incentra in maniera monografica
e tematica su un solo tema o su di un solo autore. Ogni
estate a Porto San Giorgio si svolge un importante festival
internazionale di scacchi frequentato da giocatori professionisti
di tutto il mondo. Famosa è la Padella Gigante dell'Adriatico
(diametro 4 metri con una capienza di 1000 litri di olio)
usata in occasione di feste di paese quali ad esempio "La
Festa del Mare" (che si tiene di norma l'ultima settimana
di luglio) dove vengono eseguite in poche ore spettacolari
fritture di quintali di calamaretti.
DA
VEDERE
Rocca Tiepolo. Interessante esempio di resti murari di una
rocca del XIII secolo. Attualmente adibita a teatro all'aperto
per manifestazioni culturali.
Villa Bonaparte (Pelagallo). Costruita agli inizi del XIX
secolo su progetto di Ireneo Aleandri, la villa, in stile
neoclassico, è circondata da un vasto parco e adornata
di decorazioni su bassorilievi con trofei d'armi. Fu costruita
su richiesta di Girolamo Bonaparte, che soggiornò
a Porto San Giorgio tra il 1829 e 1832.
Nella chiesa del cimitero si conserva una tavola raffigurante
la Crocifissione (XVI secolo).
ENOGASTRONOMIA
La cucina sangiorgese ricalca quella di tutto il Piceno
ed è di solito a base di pesce e verdure, ma con
presenza anche di carni e di fritture, basti pensare alle
famose olive all'ascolana. I piatti tipici sono: i garagoli,
o cucciulìtti (lumachine di mare in brodetto di sugo
rosso e spezie), il brodetto (brodo di pesci e crostacei
misti) e i vincisgrassi (simili per aspetto alle lasagne,
ma con condimento di fegatini e cacciagione). I primi due
dovuti alla tradizione marinara il secondo, invece, si fa
risalire al nome del generale austriaco Windisch Graetz
che nel 1799 cinse d'assedio Ancona, attribuendo la paternità
al suo cuoco personale; ma altri sostengono che già
nel 1781 la ricetta compaia in un libro di cucina del cuoco
maceratese Nebbia, in cui viene descritta la preparazione
di particolari lasagne chiamate "princisgrass".
Dolci tipici sono: l'amandovolo, a base di mandorle e cioccolato
fondente, il fristingo (dolce natalizio di fichi, mandorle,
pinoli e noci), la cicerchiata e le sfrappe (dolci che si
gustano a carnevale). Liquore tipico: Anisetta, Mistrà
(liquori all'anice simili alla sambuca) e vino cotto (difficilmente
si trova in vendita). In occasioni particolari, si possono
servire i finocchi in pinzimonio, la mozzarella a crudo
e le arance a fette condite con olio, sale e olive nere.
Il pane è insipido e simile al toscano.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Noto ai tempi di Plinio il Vecchio come Navale Firmanorum,
e citato da Strabone nella Tavola Peutingeriana come Castrum
Firmanorum o Castellum Firmanorum, Porto San Giorgio è
legata allo sviluppo del porto di Fermo, tanto da essere
chiamata ancora nel Medioevo con il nome latino di Portus
Firmi, probabilmente sito in epoca romana alla foce del
fiume Ete. Collegata alla città di Fermo dalla strada
Pompeiana, così chiamata in onore del generale romano
Gneo Pompeo Strabone, d'origine fermana, che aveva proprietà
latifondiere nel Piceno Fermano. Fu padre del console Gneo
Pompeo Magno e rivale di Caio Giulio Cesare. Divenuto fortezza
nell'XI secolo col nome di Castel San Giorgio, nel 1164
passò al Capitolo di Fermo e nel 1266 fu preso in
affitto dal comune di Fermo. Lorenzo Tiepolo, podestà
di Fermo e futuro doge di Venezia, ridette impulso al porto,
dotandolo di una roccaforte. La cittadina sviluppatasi nel
corso del XVII secolo tra la linea di costa e la via Lauretana,
con l'urbanizzazione del Borgo Marinaro, durante il periodo
napoleonico Porto San Giorgio divenne autonoma da Fermo
e dopo l'Unità d'Italia definì il proprio
ambito territoriale.