Pesaro
è una città dell'Italia centrale, capoluogo,
insieme alla città di Urbino, della Provincia di
Pesaro e Urbino. Pesaro è un importante centro turistico
grazie alle spiagge ed ai monumenti. La città ha
un comprensorio urbano che si estende al di là dei
confini comunali e ingloba diversi altri comuni quali Sant'Angelo
in Lizzola, Montelabbate e Colbordolo. L'area industriale
della città è caratterizzata da un forte sviluppo
e, attualmente, occupa quasi tutta la valle del fiume Foglia.
Con i suoi 93.918 abitanti[1], Pesaro è la seconda
città per popolazione della regione Marche, dopo
il capoluogo Ancona. In tutto il comprensorio urbano, la
popolazione ammonta invece a circa 150.000 abitanti, con
previsioni di forte crescita urbanistica. Pesaro è
affacciata sul Mare Adriatico e possiede una spiaggia sabbiosa.
Prossime all'abitato vi sono alcune colline, fra cui il
colle Ardizio, che separa il comune di Pesaro dal comune
di Fano, e il San Bartolo, a settentrione, che dà
il proprio nome al Parco naturale regionale del Monte San
Bartolo. Le ultime propaggini dei vicini Appennini la proteggono,
in parte, dai venti provenienti da ovest e nord-ovest. A
partire dal 2005 la città è stata premiata
con la Bandiera Blu. Nell' entroterra, sulla valle del fiume
Foglia, è presente una distesa pianeggiante ridotta,
che a sua volta si restringe in prossimità dell'appennino,
formando la Valle del Foglia. Pesaro è la città
natale del compositore Gioachino Rossini, di cui è
visitabile la casa-museo Rossini ed al quale sono intitolati
un frequentatissimo conservatorio e l'omonimo teatro; inoltre,
dal 1980, vi si svolge tutte le estati il Rossini Opera
Festival che richiama appassionati della lirica da tutto
il mondo. Dal 1965 si svolge annualmente a Pesaro la Mostra
del Nuovo Cinema, uno dei più importanti festival
cinematografici italiani e tra le principali manifestazioni
internazionali dedicate al cinema sperimentale e di ricerca.
Nel 2008 una comunità Rom proveniente dalla Romania
si è rifugiata nella città di Pesaro. La comunità,
seguita da organizzazioni per i diritti umani, ha testimoniato
davanti alla Commissione europea la condizione di segregazione
e persecuzione in cui vivono i Rom in Italia. La TV di stato
ungherese e alcuni noti autori di documentari etnici hanno
filmato in alcune occasioni i Rom di Pesaro, quali rappresentanti
di un'etnia perseguitata a causa delle sue antiche tradizioni
anche in Romania e in altri Stati membri dell'Ue. Portavoce
della comunità era Nico Grancea, incaricato dalle
Istituzioni europee di monitorare la condizione del popolo
Rom in Italia. Nico Grancea è tuttora membro del
Gruppo EveryOne. In alcune famiglie Rom rifugiatesi a Pesaro
vivono i figli e i nipoti dei pochi 'zingari' sopravvissuti
allo Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau. Fra di esse, la
famiglia mista ebrea-'zingara' Ciuraru, alcuni dei cui martiri
sono ricordati dal Museo Yad Vashem di Gerusalemme. Il Comune
di Pesaro si impegnò, nell'estate 2008, ad attuare
un piano di inclusione sociale, con concessione di alloggi
da riattare (dietro regolare pagamento di canone di affitto)
e inserimento al lavoro. Purtroppo tale piano è stato
disatteso e, nonostante la comunità rappresenti davanti
all'Unione europea, la testimonianza dell'emarginazione
e della persecuzione del popolo Rom in Italia, il 25 febbraio
2009 polizia locale e polizia di Stato, dietro denuncia
di occupazione abusiva di stabile, hanno allontanato i suoi
membri, effettuando un tentativo di togliere ai genitori
la potestà dei loro bambini. Le madri Rom, con un'azione
di grande coraggio, sono fuggite verso la Romania, da dove
hanno presentato denuncia alla Corte Internazionale dell'Aja,
alla Commissione europea e al Comitato anti-discriminazione
delle Nazioni Unite per l'incredibile sequenza di abusi
subiti. Un film dedicato alla drammatica vicenda della comunità
Rom di Pesaro è in lavorazione per una produzione
ungherese-italia
DA
VEDERE
Il Palazzo Ducale, ora sede della Prefettura, fu fatto erigere
da Alessandro Sforza nella seconda metà del XV secolo.
La facciata è costituita da un portico di sei arcate
rette da pesanti pilastri a bozze e di un piano superiore
con cinque finestre coronate di stemmi, festoni e putti.
Il fianco destro (l'unico fianco visibile), ha l'arco terminale
del portico gotico e, al piano superiore, due grandi finestre,
simili a quelle frontali ma prive di coronamento. Recentemente
restaurata (gennaio 2006) è la Basilica Cattedrale,
eretta su resti di un edificio tardo-romano in età
romanica. La facciata, in stile romanico-gotico è
incompiuta: ha un semplice portale ogivale sovrastato da
una fascia di archetti. Assai interessante il patrimonio
musivo, anch'esso recentemente riportato all'originale splendore
Già adibita a carcere, la poderosa Rocca Costanza
è in attesa di nuova destinazione. Opera quattrocentesca
a pianta quadrata, rafforzata da torrioni cilindrici, è
cinta da un ampio fossato
A pochi metri dal Palazzo Ducale sorge la piccola casa natale
di Gioachino Rossini, fiancheggiata da due tipiche botteghe
del settecento. All'interno della casa è stato realizzato
un museo, Casa Rossini, dedicato al compositore, consistente
in una raccolta di manifesti, stampe, ritratti. All'interno
del museo è conservata anche la sua spinetta
La Villa Imperiale, sul colle San Bartolo, edificata nel
XV secolo ed ampliata nel secolo successivo. Le sale sono
decorate da autori di notevole rilievo quali: il Bronzino,
Francesco Menzocchi, Raffaellino del Colle.
Campana civica
Fontana del Porto "La Foglietta",
Fontana del Trebbio "Fonte Rossa",
Fontana dell'obelisco,
Fontana di Piazza del Popolo,
Ettore Ximenes, Monumento a Giuseppe Garibaldi (1891)
Ettore Ferrari, Monumento a Terenzio Mamiani (1896)
Monumento ai caduti della resistenza,
Porta Rimini - Mura roveresche,
Portale della casa di Pandolfo Collenuccio,
Portale della Chiesa del SS. Sacramento.
MUSEI
i musei civici, in piazzale Toschi-Mosca, comprendono la
Pinacoteca e il Museo delle ceramiche. La Pinacoteca conserva
anche la splendida Pala di Pesaro del Giambellino. Interessanti
il museo e la biblioteca Oliveriani, che custodiscono preziose
raccolte comprendendi, il primo alcuni rarissimi pezzi archeologici,
la seconda - tra le più importanti delle Marche,
libri, manoscritti ed incunaboli di inestimabile valore.
Altri musei sono:
Casa Rossini
Museo del mare Washington Patrignani
Museo Morbidelli
Museo scientifico L. Guidi
Anfiteatro Borromeo
Oratorio del nome di Dio
Tempietto rossiniano
Museo delle testimonianze di vita rurale nella bassa valle
del Foglia
Registro storico Benelli
GASTRONOMIA
La provincia collinare e il mare che mitiga la temperatura
fanno di Pesaro un luogo ideale per la coltivazione e la
crescita di prodotti di grande qualità. L'olio di
oliva di Cartoceto, il formaggio di fossa, il tartufo di
Acqualagna e il Sangiovese dei colli pesaresi sono alcune
delle bontà che questa terra offre.
ETIMOLOGIA,
ORIGINI E CENNI STORICI
Pesaro (o meglio Pisaurum dal nome latino del fiume Foglia
Pisaurus), fu fondata dai Romani nel 184 a.C. come colonia
sulla terra dei Piceni, il popolo che viveva sul territorio
marchigiano durante l'età del ferro. Il più
antico insediamento dell'area di Pesaro è infatti
il villaggio piceno di Novilara, posto sul Colle Ardizio.
Questo abitato piceno è interessante perché
è uno dei più antichi e perché insieme
a Numana ed Ancona era tra i pochi posti nei pressi del
mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce di
un torrente. Nel IV secolo a.C., nel corso delle invasione
celtica della penisola italiana, i Galli Senoni occuparono
i territori settentrionali dei Piceni, e dunque anche la
zona di Pesaro. Quando i Romani fondarono la colonia di
Pisaurum, la parte settentrionale delle Marche, denominata
dai romani ager Gallicus, era infatti abitata da una popolazione
frammista di Piceni e Celti. Fu successivamente colonizzata
nuovamente durante il secondo triumvirato da Ottaviano e
Marco Antonio, diventando durante l'Impero, città-fortezza
e centro economico posto sulla via Flaminia. Distrutta da
Vitige nel 539 d.C., venne ricostruita da Belisario e occupata
dal 545 al 553 dai Goti. Dopo la caduta di Roma, Pesaro,
con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle
città della Pentapoli, sotto le strette dipendenze
dell'Esarcato bizantino di Ravenna. Ma poco dopo nel 752
fu presa dai Longobardi che la tennero finché Pipino
il Breve, re dei Franchi, non la donò nel 774 allo
Stato della Chiesa dando inizio al plurisecolare dominio
papale sulla città. Tal dominio però fu solamente
nominale, poiché la città era governata sin
dall'età carolingia dal rappresentante dell'Impero.
Nella prima metà del XII secolo, il fiorente Comune
seguì le sorti delle parti imperiali durante le imprese
italiane di Federico I del Sacro Romano Impero. Venne poi
introdotto il governo podestarile nel 1182, ma già
alla fine del secolo era soggetta come tutta la Marca anconitana
al potere feudale di Marquardo, vicario imperiale che venne
però sconfitto dall'esercito papale. Nel XIII secolo,
ristabilito il Comune, passò per volere del papa
Innocenzo III sotto il dominio degli Estensi, dal 1210 al
1216. Per lungo tempo ghibellina, durante il regno di Federico
II del Sacro Romano Impero, si ribellò all'Impero
e aderì alla lega delle città guelfe della
Marca che si trovavano in guerra nel 1259 con re Enzo. Nello
stesso anno, Pesaro fu costretta all'obbedienza da Manfredi
di Sicilia, ma alla sua morte nel 1266, tornò alla
Chiesa. Nel Rinascimento la città adriatica, vide
una successione di signorie: i Malatesta (1285-1445), gli
Sforza (1445-1512) il cui dominio fu interrotto da Cesare
Borgia dal 1500 al 1503 ed in seguito consegnata da papa
Giulio II ai Della Rovere (1513-1631) con i quali era imparentato.
Il periodo di maggior fervore culturale fu durante il dominio
dei Della Rovere, che avevano scelto Pesaro come sede centrale
del loro Ducato. Nei primi anni del loro governo in città
sorgevano ovunque cantieri di nuovi palazzi pubblici e privati,
e venne iniziata la costruzione di una nuova e più
sicura cinta muraria, utile a difendersi anche da repentini
attacchi provenienti dal mare. Alla morte di Francesco Maria
II Della Rovere nel 1631, il Ducato tornò sotto dominio
papale che fece Pesaro sede cardinalizia. A quei tempi,
la città era molto piu piccola, la costa arrivava
all'attuale "piazzale Primo Maggio". Nel 1799,
durante l'occupazione napoleonica, contadini e sanfedisti
presero d'assalto la città e la rocca strappandola
per qualche mese alla guarnigione. L'11 settembre 1860,
fu occupata dal generale Enrico Cialdini e annessa allo
Stato italiano.