Fano
è un comune della provincia di Pesaro e Urbino. Famosa
per il suo carnevale, il più antico d'Italia, conta
62.259 abitanti, terza città per popolazione nella
regione Marche dopo Ancona e Pesaro. Fano è al centro
di un importante nodo stradale per lo svincolo di vie di
grande comunicazione nazionali ed internazionali: è
attraversata in senso longitudinale dalla strada Statale
16 Adriatica che collega Padova ad Otranto e dalla Autostrada
A14 "Adriatica" che collega Bologna a Taranto.
Sempre longitudinalmente è stazione ferroviaria lungo
il collegamento Milano Lecce.
Fanum Fortunae era sicuramente, in epoca romana, un importante
centro sacro, infatti la città mostra nel suo nome
(Fanum) un chiaro riferimento ad un area sacra o tempio
dedicato al culto della dea Fortuna. Sin dal 80-70 a.C.
è da considerarsi certa la presenza romana in Fano.
Il culmine della presenza romana si ha nel periodo imperiale
augusteo ed infatti risalgono a quell'epoca un gran numero
di monumenti.
In senso trasversale, fin dall'antichità la città
di Fano è stata collegata a Roma attraverso una delle
più celebri strade consolari; la via Flaminia, oggi
affiancata dalla superstrada Fano Grosseto, detta
"dei Due Mari", che metterà in comunicazione
la costa Adriatica con quella del Mar Tirreno.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei, la città
dispone di un aeroporto turistico e si trova a 51 chilometri
dall'aeroporto internazionale "Raffaello Sanzio"
di Ancona-Falconara, e a 49 chilometri da quello internazionale
di Rimini, mentre per i collegamenti marittimi con le altre
nazioni del Mar Mediterraneo fa riferimento al porto di
Ancona distante circa 50 Km. Anche a Fano è presente
un importante porto turistico e peschereccio dell'Adriatico.
STORIA
Di antica origine umbra divenne poi possedimento romano,
era conosciuta come Fanum Fortunae, nome che rimanda al
"Tempio della Fortuna", probabilmente eretto a
testimonianza della battaglia del Metauro: era l'anno 207
a.C. e le legioni romane sbaragliarono l'esercito del generale
cartaginese Asdrubale, uccidendone il condottiero che, varcate
le Alpi con gli elefanti, intendeva ricongiungersi al fratello
Annibale.
La città di Fano conobbe un notevole sviluppo durante
il dominio romano grazie alla sua posizione strategica sulla
via che congiungeva la valle del Tevere alla Gallia Cisalpina.
Nel 49 a.C. Caio Giulio Cesare la conquista assieme a Pesaro
dando così inizio alla Guerra Civile. Ma solo Cesare
Ottaviano Augusto dota l'insediamento di mura di cinta (ancora
parzialmente visibili) elevando l'insediamento allo stato
di colonia: Colonia Julia Fanestris.
Nei suoi pressi si svolse la battaglia di Fano (271 d.C.),
che segnò la fine del tentativo degli Alemanni di
raggiungere Roma.
A causa però alla sua posizione nei collegamenti
tra nord e sud Italia venne distrutta dai Goti nel 538 e
ricostruita dall'esercito bizantino di Belisario e Narsete.
Successivamente entrò a far parte della Pentapoli
marittima (Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona) di
cui era a capo. Subì l'occupazione dei Longobardi
e dei Franchi fino a quando Ottone III non la donò
a papa Silvestro II. Nel XIII secolo Fano si costituì
comune, nel secolo successivo fu per un breve periodo sotto
il dominio estense dopo di che fu dilaniata dalla lotta
intestina tra due famiglie: i del Cassero e i da Carignano.
Alla fine del XII secolo la città passò sotto
il dominio Malatesta di Rimini, grazie ad un complotto ordito
da quest'ultimi contro le due famiglie rivali. La famiglia
Malatesta rimase al potere nella città fino al 1463,
quando Sigismondo Malatesta dovette lasciare Fano al duca
di Urbino Federico da Montefeltro dopo un lungo assedio.
La popolazione della città si rifiutò di entrare
a far parte del ducato di Urbino e perciò divenne
vicariato ecclesiastico. Durante l'occupazione napoleonica
dello Stato Pontificio fu saccheggiata e gravemente bombardata
dall'esercito del Bonaparte. Partecipò attivamente
ai moti risorgimentali con la creazione di governi provvisori.
Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) subì
numerosi bombardamenti navali austriaci ed anche nella seconda
guerra mondiale (1940-1945) trovandosi sulla linea Gotica
subì numerose incursioni aeree alleate miranti alla
distruzione dei suoi ponti ferroviari e stradali e, da parte
dell'esercito tedesco in ritirata, la distruzione di tutti
i suoi campanili, della torre civica, del mastio della rocca
malatestiana e del suo porto peschereccio, ritenuti dal
nemico infrastrutture sensibili da non lasciare nelle mani
degli alleati.
DA
VEDERE
L'arco d'Augusto, da sempre simbolo della città di
Fano, fu in epoca romana la principale porta d'accesso alla
Colonia Julia Fanestris, dedotta dall'imperatore Augusto
Fanum Fortunae (tempio dedicato alla Dea Fortuna). È
presumibile che nella Fanum Fortunae esistessero almeno
altre due porte: una posta a sud e l'altra, prossima al
mare, all'estremità est del decumano massimo. Costruito
sul punto in cui la via Flaminia s'innesta nel decumano
massimo della città.
LE
MURA
Volute dall'imperatore Augusto nel grandioso progetto di
monumentalizzazione della città e completate nel
9 d.C., le mura si conservano ancora oggi per circa i due
terzi del circuito originario. La cinta si dirige a nord-ovest
dalla porta di Augusto fino a raggiungere la quattrocentesca
Rocca Malatestiana. La cortina muraria e realizzata in conci
di pietra arenaria disposti a filari orizzontali (opus vittatum)
con un riempimento interno di malta e scaglie di lavorazione
ed e intervallata a spazi regolari da otto torri cilindriche,
in origine dodici.
PORTA
DELLA MANDRIA
Circa a metà delle mura romane si apre una porta
minore di accesso alla città detta porta della Mandria
dato che nel passato vi pascolavano le greggi. Aveva la
funzione di consentire alla Flaminia di uscire dalla città
per dirigersi a nord e raggiungere Pisaurum.
CARDO
E DECUMANO
Nella pianta attuale della città di Fano e ancora
evidente: il decumanus maximus (attuale via Arco d'Augusto),
prosecuzione urbana della strada consolare Flaminia, ed
il cardus maximus ad esso perpendicolare, rintracciabile
in parte tra l'attuale Corso Matteotti e la parallela via
Nolfi. All'incontro di questi assi stradali si troverebbe
il foro. Ai due assi stradali principali si affiancano,
a distanze regolari, decumani e cardini minori.
FLAMINIA
Fu voluta dal Console Flaminio, da cui prende il nome, e
resa stabile attorno al 223 a.C. Congiunge Roma a Rimini
e probabilmente segue per lunghi tratti antiche strade protostoriche
umbre. Solo i punti del tragitto più "difficili"
venivano lastricati, mentre gli altri erano brecciati. A
Fano la Flaminia entrava in città dall'Arco di Augusto
e giunta in centro ripartiva per Rimini uscendo dalla Porta
della Mandria (dietro il monumento ai caduti).
FRAZIONI
TORRETTE
DI FANO
Torrette di Fano è una frazione di Fano: conta poche
centinaia di abitanti ma in estate la popolazione aumenta
grazie all'arrivo di numerosi turisti, i quali sono attratti
dal mare e dalle spiagge sabbiose della frazione. Il nome
Torrette, deriva da un albergo risalente al periodo della
Belle époque costituito da una struttura delimitata
da due torricini, tuttora presente lungo la Statale Adriatica.
Il centro di Torrette si sviluppa per la maggior parte a
mare della strada nazionale Adriatica, anche se è
previsto uno sviluppo urbanistico a monte della suddetta
strada, attorno alla nuova chiesa di quartiere.
CARRARA
DI FANO
Carrara di Fano è una frazione di Fano, che sorge
lungo la via consolare Flaminia. Le orgini di questa frazione
risalgono agli inizi del XX secolo, quando gli abitanti
di San Cesareo, paesino che sorge nella collina che sovrasta
Carrara di Fano, iniziano a trasferirsi a valle e a "colonizzare"
una zona strategicamente più ottimale data l'adiacenza
ad una vecchia e importante via di comunicazione come la
Flaminia.
Carrara
di Fano è l'ultima frazione verso l'entroterra e
conta alcune centinaia di anime, diventata famosa soprattutto
per le disavventure legate alla cava dismessa di Solazzi
diventata, ad insaputa degli abitanti, discarica abusiva,
la quale dal 2002 è stata investita da una inchiesta
giudiziaria condotta dal NOE di Ancona denominata "Arcobaleno".
Tempo
addietro ospitava la festa dell'oca organizzata dalla parrocchia
di San Cesareo che, nella più tipica tradizione italiana
e romagnola, offriva balli e piadina.
Famosa
a livello europeo è la squadra di boccia alla lunga
del bar arcobaleno che partecipa a tornei in tutta Europa.
Ospita il torneo di calcio a otto "Memorial Walter
Omiccioli" che costituisce un punto di riferimento
tra i tornei calcistici nella zona fanese.