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Ascoli
Piceno è una città delle Marche con 51.264
abitanti, quarta nella regione per popolazione dopo Ancona,
Pesaro e Fano; capoluogo dell'omonima provincia e sede vescovile.
La città si trova nella parte meridionale delle Marche
e dista 28 km dal mare Adriatico. Il suo centro urbano sorge
ad un'altitudine di 154 m s.l.m., nella zona di confluenza
tra il fiume Tronto ed il torrente Castellano, circondato
per tre lati da colline, tra cui vi sono la montagna dell'Ascensione,
il colle San Marco e la montagna dei Fiori. Il suo territorio
è contornato da due aree naturali protette: il Parco
Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed il
Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest. Ascoli
Piceno ha un'exclave (Piana della Forcella) compresa tra
il comune di Acquasanta Terme, quello di Roccafluvione e
un'exclave di quest'ultimo (Forcella).
ETIMOLOGIA
Nel corso del tempo la città fu identificata con
il nome greco-romano di Asculon ed Asclos, Strabone la chiamò
Asclon; la Tavola Peutingeriana la citò come Asclo
Piceno; Paolo Diacono solo Asculus. Ad Ascoli il termine
Picenum fu accostato già da Giulio Cesare che la
chiamò Asculum Picenum sia per distinguerla dalla
città dell'Apulia, Asculum Apulum ora Ascoli Satriano,
e sia per riconoscere la sua posizione di appartenenza alla
regione del Picenum Suburbicarius. Durante il periodo delle
invasioni gote e longobarde vi fu un imbarbarimento della
lingua ed Asculum divenne solo Esculum senza l'aggiunta
di Picenum. Intorno all'anno 1000 la denominazione della
città sui documenti e sugli statuti dell'epoca fu
Esculo che in seguito si trasformò in Asculo ed intorno
al 1700 divenne Ascoli.
ASCOLI
Le radici del nome Ascoli non sono prive di dubbi legati
alla sua etimologia, Giuseppe Marinelli scrive che la nascita
dell'insediamento risalirebbe a 1600 anni prima della fondazione
di Roma, quando nel territorio vi fu la presenza di genti,
non originarie del luogo, che vissero nell'area cittadina
dedicandosi alla caccia ed alla pastorizia delle quali non
sono sopravvissuti segni che consentano di profilare la
loro cultura di appartenenza. Partendo da queste considerazioni
è alquanto arduo ed incerto delineare congetture
che risolvano con certezza una fondata etimologia della
denominazione. Umberto Laffi definisce il toponimo di origine
illirica ed ipotizza che la denominazione dell'insediamento
umano dell'età Neo-eneolitica assunse in latino la
forma di Asclum o Asculum. Gaetano De Minicis e Giuseppe
Colucci riportano l'ipotesi del canonico Alessio Simmaco
Mazzocchi che attribuisce la derivazione del nome della
città alla parola ebraica Escol (escol bortus), traducibile
come grappolo d'uva. Da questa interpretazione si dedurrebbe
che l'area fu ricca e lodata per la presenza di piante di
vite. Il Colucci, sull'origine del toponimo, aggiunge un'altra
possibile interpretazione e sostiene che il popolo degli
Opici, noti anche come Ausoni, arrivò nella valle
del Tronto e fondò la città dandole il nome
di Aescolo da Esculus o Aesculus, ossia l'eschio, una varietà
dell'ippocastano, aesculus hippocastanum, pianta largamente
presente nel territorio. Giuseppe Marinelli riferisce che
l'etimologia potrebbe essere ricondotta ad "AS",
radice egeo-anatolica che esprime i concetti di luogo
di dimora" ed "insediamento urbano. Dalle
fonti classiche, ed in particolare da una leggenda anteriore
all'anno 1000 a.C., si apprende la storia del re Aesis,
riportata da Silio Italico, poeta latino, il quale attribuisce
il termine Ascoli alla derivazione dalla radice "as"
dal nome del re, detto anche Esio re dei Pelasgi. Secondo
questa tradizione Aesis fu colui che condusse la popolazione
pre-ellenica nella risalita della costa adriatica approdando
alla foce del fiume Tronto. I Pelasgi, dopo aver percorso
la valle verso l'entroterra, si stanziarono sul colle Pelasgico
o monte Pelasgo, l'attuale colle dell'Annunziata, dove eressero
un recinto sacro e si fusero con gli abitanti del territorio
dando inizio ad un primo insediamento urbano. La leggenda
e le affermazioni di Silio Italico non trovano, al momento,
conforto nei riscontri archeologici del territorio. La teoria
etimologica trova ed assume rilevanza in quanto aiuta a
spiegare anche altri toponimi legati al Picenum come Aso
e Jesi, anch'essi riconducibili dalla radice "as",
tipica e diffusa nel linguaggio egeo-anatolico. Esiste anche
un'altra leggenda che confermerebbe l'origine e la provenienza
greca del popolo dei Piceni. Questa narra dell'acheo Diomede,
federato della guerra contro Troia, qui giunto posteriormente
all'invasione dorica, che, dopo essere approdato sulle coste
della Puglia, si stabilì lungo le coste adriatiche.
PICENO
L'origine del nome Piceno è attribuito dalla tradizione
italica ricordata da Strabone, Plinio, Festo e Paolo Diacono,
nella sua Historia Langobardorum, all'appellativo Picenum,
termine che trova la sua derivazione da picus. La narrazione
racconta della migrazione di gruppi di Sabini avvenute durante
le celebrazioni primaverili del ver sacrum. Questo popolo,
tra l'VIII ed il VI secolo a.C., si spostò dalle
regioni di provenienza osco-umbre, verso altri territori
per cercare pascoli estivi e, in questo viaggio, sarebbe
stato condotto da un picchio verde o da re Pico, un sovrano
del Lazio. Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune
era indicato con il solo nome "Ascoli". L'aggiunta
della specificazione "Piceno" è avvenuta
ufficialmente per effetto del Regio Decreto 9 novembre 1862
n. 978 che ha autorizzato il Comune di Ascoli ad assumere
la denominazione "Ascoli-Piceno", in conformità
alla deliberazione del consiglio comunale del 28 luglio
1862.
DA
VEDERE
Ascoli Piceno è una delle città monumentali
d'Italia: il suo centro storico è interamente costruito
in travertino, una roccia sedimentaria calcarea estratta
dalle cave del territorio, ed ha come fulcro la rinascimentale
piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più
importanti tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico
Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco.
Altro
fulcro cittadino è lo spazio urbano di piazza Arringo,
la piazza più antica di Ascoli, dove si elevano il
medioevale battistero di San Giovanni, la cattedrale di
Sant'Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata
anch'essa al santo patrono. Vi sono inoltre il palazzo Vescovile,
il palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca civica e di
alcuni uffici comunali.
Non
solo le piazze, ma anche le strade ed i vicoli di impronta
schiettamente medievale contribuiscono a caratterizzare
il centro storico come via Pretoriana, via di Solestà,
via delle Stelle, via Soderini, via del Trivio, antico cardo
e corso Mazzini, decumanus maximus, che attraversa da ovest
ad est il centro urbano.
Tra
i monumenti sono da ricordare: il ponte Romano di Solestà,
uno dei pochi in Italia, visitabili anche al suo interno,
le rovine del teatro romano, le grotte dell'Annunziata,
ciclopica costruzione del periodo romano, la Fortezza Pia
ed il Forte Malatesta, il palazzetto Longobardo con la torre
degli Ercolani, una delle poche torri superstiti tra le
decine che compaiono nelle cronache medioevali, in ricordo
delle quali Ascoli ha il soprannome di Città delle
cento torri.
Meritevoli
di essere citati sono anche i tempietti dedicati al patrono
quali: Sant'Emidio alle Grotte e Sant'Emidio Rosso ed inoltre
la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio dalla caratteristica
facciata suddivisa in riquadri.
Nelle
vicinanze della città si trova la rocca di Castel
Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo
sul torrente Castellano, in cui alla fine del XIX secolo
fu rinvenuta uno delle più ricche necropoli d'Italia,
i cui preziosi reperti sono ora sparsi in diversi musei
in tutto il mondo.
Percorrendo
da Ascoli la Salaria in direzione Roma, s'incontra il monumentale
albero del Piccioni menzionato per la prima volta in un
documento del 1109 e legato, tra storia e leggenda, alla
vita cittadina e alle vicissitudini del brigantaggio antiunitario.
EDIFICI
RELIGIOSI
Cattedrale di Sant'Emidio - Duomo della città, dedicato
al santo patrono, racchiude la stratigrafia di architetture
che vanno dal V al XVI secolo. Si mostra su piazza Arringo
con la facciata di Cola dell'Amatrice ed ospita al suo interno
la cripta di sant'Emidio ed un pregevole polittico di Carlo
Crivelli.
Cripta di Sant'Emidio Accoglie, nello spazio sotterraneo
del duomo di Ascoli, i resti del patrono ascolano e dei
suoi discepoli custoditi all'interno del sarcofago di epoca
romana, dell'età di Marco Aurelio. Fu costruita nell'XI
secolo per ospitare le reliquie del santo qui trasportate,
dalle catacombe di Campo Parignano, dall'allora vescovo
Bernardo II.
Battistero di San Giovanni - Semplice ed austero nella sua
forma di architettura sacra di gusto romanico è costruito
interamente in travertino ed annoverato tra i monumenti
nazionali italiani. Al suo interno vi sono una vasca circolare,
del V secolo, per il battesimo ad immersione ed un fonte
battesimale su colonna tortile.
Chiesa di San Francesco - Questa chiesa è considerata
una delle migliori opere italiane di architettura francescana,
nonché l'edificio religioso francescano più
rappresentativo della regione Marche. Si eleva al centro
di un complesso monumentale cui si aggiungono anche due
chiostri. È caratterizzata da un gruppo absidale
di raro modello architettonico.
Tempietto di Sant'Emidio Rosso - Il piccolo edificio religioso
nasce come ampliamento del capitello votivo voluto dai primi
cristiani ascolani. Ha custodito per secoli la Cona
de Santo Migno: pietra utilizzata per la decapitazione
del santo, ancora oggi, conservata nel tempietto al di sotto
dell'altare.
Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte Questo tempio
è uno dei monumenti più importanti della città
e ben rappresenta l'arte barocca delle Marche. Progettato
da Giuseppe Giosafatti ed ispirato allo stile di Pietro
da Cortona e di Gian Lorenzo Bernini fu eretto come ex voto
in onore del patrono di Ascoli per aver preservato la città
dai danni del sisma del 1703.
Chiesa di San Gregorio Magno - Costruita per trasformare
in luogo di culto cristiano un tempio romano pagano, edificato
tra l' Età tardo Repubblicana, I secolo a.C., e la
prima Età Augustea, I secolo d.C.
Chiesa di San Tommaso Apostolo - Chiesa romanica costruita
verso il 1064, insieme alla Collegiata dei Canonici Lateranensi
dell' Ordine di san'Agostino, per iniziativa del vescovo
Bernardo II. Sorge al lato dell'omonima piazza che custodisce
i resti dell'anfiteatro romano.
Chiesa di San Vittore - Definita anche costantiniana
basilica, segue i canoni dello stile romanico. Sorge
vicino al Forte Malatesta ed il suo fianco destro era costeggiato
dal percorso cittadino della strada consolare Salaria che
raggiungeva il ponte di Cecco.
Chiesa di Santa Maria delle Donne - Edificata all'inizio
del XIII secolo al di fuori delle mura cittadine oltre porta
Romana, nella piana di san Panfilo, e costruita attaccata
al convento delle suore di clausura.
Chiesa del Cuore Immacolato di Maria - Realizzata negli
anni 50, è stata istituita come parrocchia dal vescovo
monsignor Marcello Morgante nell'anno 1955. Al suo interno
custodisce un prezioso crocifisso ligneo, del 1636, intagliato
dal francescano Innocenzo da Petralia. Lo storico Giuseppe
Fabiani racconta della grande devozione del religioso che
lo aveva lavorato solo nei giorni di venerdì, a digiuno
ed in ginocchio.
Chiesa della Madonna del Ponte - Caratteristica per la sua
forma cilindrica e per le modestissime dimensioni, è
considerata una tra le più piccole chiese della città.
Edificata nell'anno 1689 testimonia l'antica consuetudine
di costruire edicole votive in prossimità dei passaggi
e degli ingressi alle città.
Santuario di San Serafino da Montegranaro - Dal 1570 il
luogo venne affidato ai Frati Minori Cappuccini e dopo circa
venti anni arrivò nel convento fra Serafino da Montegranaro
che vi rimase fino al momento della morte, avvenuta il 12
ottobre 1604.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Le origini della città sono avvolte nel mistero ma
è abbastanza sicuro che la zona fosse popolata già
nell'epoca neolitica da popolazioni italiche. Secondo una
tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone,
Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo
di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro
a Marte durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum.
I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone
dando origine ai Piceni, di cui Ascoli divenne il centro
principale anche grazie alla sua posizione sulla via Salaria,
che collegava il Lazio con le saline della costa adriatica.
Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi,
Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata
a Roma. Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad
altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni
del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89
a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo
Strabone conquistò la città, trucidando i
capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti.
Nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia,
e solo nell'80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza
romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel
49 a.C. la designò capitale della regione dandole
l'appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la
capitale della quinta regione italica, più tardi
nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il
nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino,
come altre città, con la caduta dell'impero romano.
Nell'alto medioevo subì la decadenza economica e
le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila
e dei Longobardi di Faroaldo (578). Per due secoli fu sotto
il dominio longobardo del Ducato di Spoleto, (593-789),
finché non passò sotto il controllo dei Franchi
scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli
si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti),
tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario
vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca. Nel periodo
la città viene trascinata in più occasioni
nella più vasta lotta per il predominio in Europa
tra guelfi e ghibellini. Nel 1183 si costituisce in Libero
comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione
ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà
municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie
più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva
e più tardi Ladislao I - re di Napoli, Conte Carrara,
che finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi
come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato
da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura
una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel
1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la
sovranità della Chiesa. Non cessano i disordini interni
tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni,
massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza
delle virtù civili. Venne annessa alla prima Repubblica
Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia di cui
seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di
nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre
1943 contro l'occupazione tedesca, che sono valse alla città
la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività
partigiana (2001). Una parte del territorio della provincia
ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato
dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo
a seguito dell'Unità d'Italia. Nel 2004, però,
la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata,
ed istituita nel 2009.
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Popolazione
Residente 51.203 (M 24.634, F 26.569)
Densità per Kmq: 319,0
Superficie: 160,51 Kmq
CAP
63100
Prefisso Telefonico 0736
Codice Istat 044007
Codice Catastale A462
Denominazione
Abitanti ascolani
Santo Patrono San Emidio di Ascoli Piceno
Festa Patronale 5 agosto
Il Comune di Ascoli Piceno fa parte di:
Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC)
Località e Frazioni di Ascoli Piceno
Bivio Giustimana, Campolungo, Caprignano, Carpineto,
Casa Circondariale, Casalena, Casamurana, Case di Coccia,
Caselle, Castel di Lama Stazione, Castel Trosino, Cervara,
Colle, Colle San Marco, Colloto, Colonna, Colonnata,
Faiano, Funti, Giustimana, Lago, Lisciano, Lisciano
di Colloto, Montadamo, Monte di Rosara, Morignano, Mozzano,
Oleificio Panichi, Palombare, Pedana, Piagge, Pianaccerro,
Poggio di Bretta, Polesio, Ponte Pedana, Porchiano,
Rosara, San Pietro, Santa Maria a Corte, Talvacchia,
Taverna di Mezzo, Trivigliano-Villa Pagani, Tronzano,
Valle Fiorana, Valle Senzana, Valli, Vena Piccola, Venagrande,
Villa Sant'Antonio
Comuni Confinanti
Acquasanta Terme, Ancarano (TE), Appignano del Tronto,
Castel di Lama, Castignano, Castorano, Civitella del
Tronto (TE), Colli del Tronto, Folignano, Maltignano,
Roccafluvione, Rotella, Sant'Egidio alla Vibrata (TE),
Valle Castellana (TE), Venarotta
MUSEI
Galleria d'Arte Contemporanea
Museo Archeologico Statale
Museo di Storia Naturale A. Orsini
Museo Diocesano
Pinacoteca Civica
EDIFICI
STORICI
Forte Malatestiano
TEATRI
Teatro Ventidio Basso
IMPIANTI
SPORTIVI
Stadio C. e L. Del Duca
MANIFESTAZIONI
Giostra della Quintana (prima domenica di agosto)
Il
comune è gemellato con
Treviri (Germania)
Massy (Francia)
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