di Antonella
Serra
Nel
punto più stretto della Valtellina, dove questa perde la denominazione
di media per assumere quella più consona di alta,
sorge Tirano, a circa 25 Km da Sondrio, capoluogo di provincia. Cittadina
di 9044 abitanti, si trova a quota 441 m. s.l.m. all'incrocio tra la
strada statale che percorre longitudinalmente la Valtellina con quella
diretta verso il confine italo-svizzero.
Sulletimologia del nome gli storici e gli specialisti, in varie
epoche, si sono dati battaglia e alcuni optano per inter amnes
cioè tra i fiumi, ed infatti vi scorrono lAdda ed il Poschiavino.
In zona esistevano insediamenti già in epoca preistorica, le
cui tracce sono rivelate da incisioni rupestri, dai pugnali del XVIII
a.c. e dalla stele dell'età del rame ora sita presso l'Antiquarium
Tellino.
Graziosa cittadina adagiata ai piedi delle alpi Retiche e delle alpi
Orobiche, Tirano è stata definita la Merano della Valtellina,
poiché con quella località condivide la presenza di viali
e strade alberate e pregevoli giardini pubblici nelle zone centrali.
La
parte storica, che sorge sulla riva sinistra dellAdda è,
a tratti, ancora circondata dalle possenti mura volute dal duca di Milano
Ludovico il Moro verso la fine del XV secolo, e dominata dalle rovine
della poderosa Torre del castello di Santa Maria, familiarmente detto
Castellaccio, di recente restaurate.
In
buono stato di conservazione sono le tre porte da cui si accedeva al
borgo: la Porta Poschiavina collegante con i Grigioni e lEngadina,
la Porta Bormina verso Bormio e il passo dello Stelvio e la Porta Milanese
attraverso la quale accedeva chi pervenisse dal Lago di Como o dal Passo
dellAprica. Nel borgo è situata la collegiata di San Martino
con il bel campanile in stile romanico lombardo del XV secolo, oltre
a Palazzo Marinoni, anticamente convento degli Agostiniani nel XV secolo
ed ora sede municipale, i Palazzi Quadrio, Salis, Merizzi, Visconti
Venosta, Parravicini, Buttafava, Torelli (XVII- XVIII secolo). Numerose
e di pregio quindi le dimore patrizie, di famiglie di conti e visconti
che furono culla di uomini illustri nel campo della politica e delle
scienze e che sempre si distinsero per il loro attaccamento allItalia
Tra i Mille di Garibaldi vi era infatti un tiranese, nei
primi governi dopo lUnità figurava un ministro degli esteri
tiranese, tra i progettisti del Canale di Suez un tiranese, un lungo
elenco. E a portare il tricolore sul pinnacolo della Madunina
durante le Cinque giornate di Milano fu un tiranese. Una posizione strategica
di primaria importanza, di cui si occuparono le Cancellerie di Parigi,
Vienna, Venezia e Madrid. Chi possedeva il castello ed il relativo borgo
fortificato possedeva le chiavi daccesso allEngadina, al
lago di Como, allAllemagna ed alla Serenissima Repubblica di Venezia
i cui confini includevano la Valcamonica.Avvenimento
chiave nella storia di Tirano fu la miracolosa apparizione della Madonna
il 29 settembre 1504, con la successiva edificazione del santuario dedicato
alla Beata Vergine, proclamata poi da Pio XII Patrona della Valtellina,
subito divenuto rilevante meta di pellegrinaggi. La Basilica della Madonna
di Tirano, che rappresentava un tempo il baluardo del cattolicesimo
contro la diffusione della riforma protestante, è oggi il monumento
religioso più importante della Valle.
Famosissimo il monumentale organo, che con il gusto barocco, la grazia
e la ricchezza delle decorazioni a stucco, delle scultire e degli affreschi,
fa sì che il santuario venga considerato, con il Duomo di Milano
e la Certosa di Pavia, una delle tre Bellezze della Lombardia.
Terra di scontro, quella di Tirano e della Valtellina, non solo per
questioni politiche europee, ma anche per conflitti di natura religiosa.
Proprio a Tirano ebbe inizio la famosa rivolta valtellinese, citata
dai testi di storia come Sacro Macello con riferimento alla
battaglia decisiva contro i Grigioni, i quali intendevano imporre, tra
l'altro, ai cattolicissimi valtellinesi la fede protestante.La
posizione, venendo a tempi più vicini a noi, ne favorisce la
secolare funzione di raccordo grazie al collegamento ferroviario con
Milano e come stazione di testa, sul versante italiano, della Ferrovia
Retica che da Tirano, attraversando la valle di Poschiavo e il Passo
del Bernina, collega la Valtellina a Saint Moritz, seguendo un percorso
che per la sua bellezza e per l'arditezza del tracciato è considerato
tra i più interessanti al mondo; è infatti la più
alta ferrovia dEuropa, i cui treni di colore rosso trasportano
ogni anno sui binari a scartamento ridotto dai trecento ai quattrocentomila
viaggiatori, quasi tutti stranieri; particolarmente numerosi sono gli
asiatici, il che contribuisce a dare alla cittadina quelle caratteristiche
cosmopolite che si riscontrano nelle grandi città.La
sua vocazione commerciale si focalizza nel 1514 quando, su autorizzazione
del governo Grigione, nelle zone adiacenti al Santuario e per più
giorni si teneva la fiera di San Michele, una vera e propria fiera internazionale
che durava due settimane, nella quale i mercanti erano ospitati con
le loro merci nei fondaci (alcuni ancora esistenti) e dove i prodotti
di Venezia, dAustria e di Francia venivano commercializzati.
Lospitalità verso i viandanti ed i pellegrini è
testimoniata dallo xenodochio di S.Perpetua, risalente al XI secolo,
ove venivano ospitati coloro che dal milanese e da Venezia si recavano
in Allemagna, e che ancora domina Madonna di Tirano col piccolo campanile
della sua chiesetta che vanta affreschi alto medioevali. A poca distanza
sempre sulla stessa antica strada, si incontra lo xenodochio di san
Remigio, costruito a 1.800 metri di altitudine su una rupe a strapiombo
sul lago di Poschiavo e strettamente collegato al precedente. Fondati,
pare, da nobili milanesi, i due conventi possedevano un ricco patrimonio
fondiario e vennero ceduti nel 1517 al Santuario della Madonna.Tipici
della zona sono, oltre a formaggi e salumi, la vasta produzione di mele
nelle zone sul versante orobico ed i vini (basti ricordare lo Sforzato)
prodotti sui tipici vigneti a terrazzo del versante retico, dominati
dalle frazioni Baruffini e Roncaiola. "Voltolina, com'è
detto, valle circondata d'alti e terribili monti, fa vini potenti assai,
e fa tanto bestiame, che da paesani è concluso nascervi più
latte che vino" (Codice Atlantico - Leonardo Da Vinci).
In tempi più antichi era diffusissima in valle la coltivazione
del grano saraceno, che ci ha lasciato famosi piatti tradizionali, a
base di farina nera e formaggi, quali polenta nera, sciat e pizzoccheri.
Economia
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Dati riepilogativi
Popolazione Residente 9.044 (M 4.340, F 4.704)
Densità per Kmq: 278,5 (Censimento Istat 2001)
CAP
23037
Prefisso Telefonico 0342
Codice Istat 014066
Codice Catastale L175
Denominazione
Abitanti tiranesi
Santo Patrono San Martino
Festa Patronale 11 novembre
Numero
Famiglie (2001) 3.695
Numero Abitazioni (2001) 4.485
Il
Comune di Tirano fa parte di:
Comunità Montana Valtellina di Tirano
Regione Agraria n. 4 - Valtellina di Tirano
Comuni Confinanti
Corteno Golgi (BS), Sernio, Vervio, Villa di Tirano
Musei nel Comune di Tirano
Museo Etnografico Tiranese
Ville
e Palazzi
Palazzo Merizzi
Palazzo Salis
Chiese
e altri edifici religiosi tiranesi
Chiesetta di Santa Perpetua (XI secolo)
Santuario Madonna di Tirano :: Guanelliani
Chiesa Parrocchiale di San Martino (XV secolo)