|
|
| San
Martino dall'Argine |
Lombardia
|
|
San
Martino dall'Argine è un comune italiano di 1.837
abitanti della provincia di Mantova in Lombardia. La caratteristica
piazza di San Martino offre, attraverso i suoi monumenti
e i portici che la circondano, un affascinante excursus
storico nel passatp. Nonostante siano presenti sul territorio
testimonianze archeologiche rilevanti, la storia di San
Martino comincia ad assumere una propria identità
nelletà dei Longobardi con la Donazione del
centro abitato da parte di Desiderio ai monaci benedettini
di Leno. Il maggiore contributo storico-architettonico fu
lasciato dai Gonzaga che creano a cornice della maestosa
piazza Castello opere di grande rilievo, quali chiese e
palazzi. In particolare sono da segnalare nel paese la Chiesa
dei Frati e la chiesa Castello. La prima, in mattoni a vista,
fu edificata in epoca precedente alla costruzione del convento.
La singolare facciata in cotto è del 1489, ma conserva
archetti pensili di disegno prettamente romanico, pinnacoli
a vista sul timpano ed un rosone centrale. All'interno è
custodita una lapide in marmo bianco che riporta scolpita
la data di consacrazione: 14 febbraio. Delle antiche strutture
(secoli XIII - XIV) permane il campanile di mattoni, con
guglia a punta arrotondata e finestrelle bifore. La seconda
costruzione fu voluta da Scipione Gonzaga (1542-1593), uomo
di vasta cultura nato a San Martino, il quale divenne patriarca
di Gerusalemme e Cardinale della Provincia di Mantova. La
chiesa rappresenta un monumento molto rilevante nel quadro
dell'architettura religiosa mantovana della seconda metà
del Cinquecento. Il paese diede inoltre i natali a Ferrante
Aporti, cittadino illustre e grande pedagogista, ricordato
da tutti come fondatore del primo asilo rurale. E
possibile ad oggi visitare la sua casa, palazzetto a tre
piani con la facciata settecentesca, e la piazza ad esso
dedicata.
Non è solo la storia a dare interesse a questo paese.
I magnifici portici, testimonianza dello sfarzo dei signori
di Mantova e creati nel 1600 ad opera del Bertani, ora fanno
da cornice alle numerose manifestazioni che si svolgono
nel paese. In particolare da segnalare il mercatino che
si svolge nei mesi di Giugno e Luglio, e la Budinata, a
testimonianza della grande tradizione dolciaria artigianale
di questi luoghi. A livello naturalistico bisogna segnalare
un meraviglioso percorso da effettuare lungo le rive dellOglio
in località Casale, sia in bicicletta, sia attraverso
la navigazione su traghetto. Due aree di sosta sono state
completate nel paese; da una di esse è possibile
raggiungere in bici Spineda attraversando la località
Belvedere, sede dellantica foresta in cui secondo
gli storici avvenne luccisione del padre di Matilde
di Canossa.
LA
CHIESA DEI FRATI
In mattoni a vista, fu edificata in epoca precedente alla
costruzione del convento. La singolare facciata in cotto
è del 1489, ma conserva archetti pensili di disegno
prettamente romanico e pinnacoli sul timpano, oltre ad un
rosone centrale. All'interno è custodita una lapide
in marmo bianco che riporta scolpita la data di consacrazione:
14 febbraio. Delle antiche strutture (secoli XIII - XIV)
permane il campanile di mattoni, con guglia a punta arrotondata
e finestrelle bifore.
IL
MUSEO DELL'ARTE CONTADINA DI CESARE RUGGERI
Molte da vedere a partire dagli oggetti del passato contadino
- vecchi attrezzi agricoli e tutto ciò che serviva
per i lavori di un tempo. Il cotto per costruire: una raccolta
di tegole di tutte le fogge, alcune risalenti al periodo
romano, altre risalenti al Medio Evo ed altre provenientti
dall'ultima fornace operante in zona. La devozione popolare:
immagini sacre e medaglie religiose tutte appese alle varie
stanza della casa-museo. Sezione dediata a Ferrante Aporti,
fondatore degli asili d'infanzia, nato a San Martino dall'Argine
nel 1971. Il museo Contadino è stato fondato, gestito
e continuamente arricchito dal fondatore, agricoltore -
ora in pensione - e poeta dialettale. Dopo la morte del
padre. Ruggeri si dedica al recupero della sua casa colonica
e alla creazione di un museo per San Martino. Da quando
il museo è stato aperto non vi è persona dei
dintorni che invece di disfarsi di vecchi oggetti non li
offra a Luisanen, appellativo affettuoso attribuito a Ruggeri.
ETIMOLOGIA
Il nome attesta il forte culto per San Martino, protettore
dei viandanti. La specifica identifica la vicinanza al fiume
Oglio.
FERRANTE
APORTI
Ferrante Aporti (San Martino dall'Argine, 20 novembre 1791
Torino, 29 novembre 1858) è stato un presbitero
e pedagogista italiano, pioniere dell'educazione scolastica
infantile. Ferrante Aporti nasce il 20 novembre 1791 a San
Martino dall'Argine (Mantova) da Giuseppe Aporti, avvocato
e proprietario terriero, e Giuseppa Isalberti. Primo di sei
fratelli, nel 1804 viene avviato dal padre alla carriera ecclesiastica
presso il seminario di Cremona, dove nel 1815 riceve gli ordini
sacerdotali. Si distingue soprattutto negli studi di teologia,
metafisica, fisica e matematica, e per questo nel 1816 viene
scelto per frequentare un corso di specializzazione presso
il «Collegio Theresianum» di Vienna. Aporti non
condivide l'indirizzo dominante dell'istituto, orientato a
formare preti che siano soprattutto servitori dello stato
asburgico. Perciò, non disposto a giurare fedeltà
a dottrine non in linea coi principii della Chiesa, rinuncia
a conseguire la laurea e nel 1819 torna a Cremona. Il vescovo
Omobono Offredi gli affida le cattedre di Storia ecclesiastica
ed Esegesi biblica nel seminario diocesano; contemporaneamente
l'amministrazione austriaca lo nomina direttore delle scuole
elementari maggiori e ispettore scolastico provinciale. È
da questo momento che Aporti individua la sua missione nell'attività
educativa, intesa come lotta all'ignoranza, la vera ed unica
origine dei mali dell'uomo, della società e della patria.
Il sacerdote imposta nuove strutture, nuovi metodi, nuovi
modelli educativi; nel giro di pochi anni amplia la sua scuola
elementare, tiene corsi per i maestri, apre le scuole festive
di disegno e architettura, presenta un progetto di riforma
per creare gli istituti tecnici, promuove la diffusione di
istituzioni educative sul territorio cremonese. Nel frattempo
intrattiene contatti epistolari con intellettuali lombardi,
si aggiorna costantemente sulle nuove esperienze educative
europee ed approfondisce gli studi teologici e pedagogici,
dando alle stampe molti articoli e saggi. L'attenzione per
la condizione di abbandono dei bambini appartenenti alle classi
popolari lo induce a fondare a Cremona, nel 1828, il primo
"asilo d'infanzia" in Italia, a pagamento, per alunni
da due anni e mezzo a sei anni. Nel 1830 apre la prima scuola
infantile gratuita, finanziata dal governo austriaco e dalle
autorità scolastiche. L'iniziativa si diffonde in pochi
anni nel resto del Lombardo-Veneto, in Toscana, Emilia e Romagna.
Nel 1834 apre a San Martino dall'Argine la prima scuola infantile
rurale. Quasi tutti i centri fanno capo a don Ferrante, che
nel frattempo promuove anche scuole per sordomuti, ciechi
e orfani del colera. L'istituzione dell'asilo suscita dibattiti
in tutta Italia e impegna Aporti a pubblicare articoli su
diverse riviste e a rispondere ai molti che scrivevano per
chiedere spiegazioni. La sua fama si diffonde e viene invitato
da numerosi intellettuali, politici e regnanti in tutta la
penisola per illustrare la sua iniziativa. Le istituzioni
aportiane si diffondono in tutta Italia, meno che nello Stato
Pontificio, proibite nel 1837 a causa di timori e pregiudizi.
Nel 1844 re Carlo Alberto di Savoia lo chiama a Torino a tenere
il primo corso di "Metodo per gli insegnanti elementari"
all'università. Nello stesso anno apre a San Martino
dall'Argine il primo istituto tecnico agrario. La sua attività,
che lo porta a schierarsi a favore dell'innovazione in campo
educativo, gli procura l'apprezzamento degli ambienti liberali.
Nel 1848 si espone a favore della rivoluzione nazionale firmando
l'appello che chiede a Carlo Alberto di Savoia di intervenire
nei moti contro l'Austria-Ungheria. Al rientro degli austriaci
a Cremona, è costretto a fuggire a Torino assieme alla
famiglia. La sua candidatura ad arcivescovo di Genova viene
attaccata polemicamente ed è costretto a rinunciare.
Il governo sabaudo gli affida l'incarico di gestire l'istruzione
pubblica (in qualità di presidente del Consiglio universitario);
nel 1856 lo nomina senatore. Continua a dedicarsi con passione
instancabile alla sua attività di studioso e promotore
di istituzioni educative, scrivendo testi, articoli e lettere
di teologia e pedagogia, anche quando nel 1857 viene posto
in aspettativa. Muore a Torino il 29 novembre 1858.
|
|
|
|
|
|
|
Popolazione
Residente 1.827 (M 871, F 956)
Densità per Kmq: 107,3
CAP
46010
Prefisso Telefonico 0376
Codice Istat 020059
Codice Catastale I005
Denominazione
Abitanti sammartinesi
Santo Patrono Sant'Omobono
Festa Patronale 13 novembre
Il
Comune di San Martino dall'Argine fa parte di:
Parco dell'Oglio Sud
Associazione Itinerari Gonzagheschi
Località e Frazioni di San Martino dall'Argine
Casale, Giardino, Belvedere, Valle, Ca' de Passeri
Comuni Confinanti
Bozzolo, Gazzuolo, Marcaria, Rivarolo Mantovano, Spineda
(CR)
|
|
|
|
|
|