San
Donato Milanese è un comune di 32.687 abitanti della
provincia di Milano in Lombardia. La città è
attraversata da nord-ovest a sud-est dalla strada statale
9 Via Emilia, che da Milano conduce verso Lodi e Piacenza;
il tratto iniziale, già percorso dall'intenso traffico
diretto alla metropoli, è oggi sostituito dal cosiddetto
Raccordo Autosole, con caratteristiche di superstrada. La
parte nord del territorio comunale è attraversata
da un'altra strada a scorrimento veloce, la Paullese, che
collega Milano a Crema e Cremona. Nel territorio comunale
di San Donato ha termine l'Autostrada del Sole, che prosegue
verso nord come Tangenziale Est di Milano.
ETIMOLOGIA
Il nome è simbolo della venerazione per il patrono
del paese: San Donato d'Arezzo. La specifica è identificativa
della sua ubicazione.
ECONOMIA
San Donato Milanese è la principale sede operativa
dell'Eni, la società controllata dal Tesoro che svolge
attività di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione
e commercializzazione di idrocarburi, nonché delle
più importanti società del gruppo Eni, tra
cui:
Snam
Rete Gas (trasporto e dispacciamento del gas naturale, società
quotata in Borsa con un fatturato nel 2005 di 1.806 milioni
di Euro);
EniPower (generazione e vendita di energia elettrica);
Polimeri Europa (petrolchimica);
Saipem (costruzione di piattaforme, posa condotte, perforazioni,
società quotata in borsa);
Snamprogetti (progettazione ed esecuzione di impianti chimici
e petrolchimici, condotte e infrastrutture);
Eni Corporate University (selezione e formazione risorse
umane).
Stogit S.p.A. (Stoccaggio e modulazione di gas naturale).
Syndial (Chimica di base).
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa pievana di San Donato
Chiesa di Santa Barbara
ORIGINI
E CENNI STORICI
La storia di San Donato inizia con le prime installazioni
di popoli in epoca pre-romana. Diverse popolazioni come
gli Etruschi, i Liguri e i Galli vissero nelle pianure che
da Milano si dirigono verso Melegnano; pianure che ora ospitano
il comune di San Donato Milanese. Il vero sviluppo dei primi
centri nella zona avvenne però in piena epoca romana.
Nel 333 d.C. la strada Mediolanum-Laus Pompeia collegava
Milano a Lodi ed era lunga sedici miglia. Ad ogni miglio
era installata una pietra miliare che indicava la distanza
da Milano. San Donato era all'altezza della quinta pietra,
ad quintum lapidem. All'altezza di ogni pietra infatti la
via principale incrociava una via secondaria e in prossimità
di questi incroci vennero fondate delle chiese, tra cui
quella di San Donato; attorno alla quale cominciò
a svilupparsi il vero e proprio centro. È però
in epoca Longobarda (VII secolo) che si fa cadere la fondazione
della prima pieve di San Donato, ad opera dell'esercito
di Grimoaldo, duca di Benevento che, avendo mire su Pavia,
aveva fatto installare le proprie truppe proprio sul futuro
territorio di San Donato. Incerto è l'anno di fondazione
di San Donato, si ritiene che a fondarlo sia stato un abate
della vicina Abbazia di Chiaravalle. In alcuni atti notarili
del IX e X secolo, troviamo menzionati: San Donato e i sobborghi
di Bolgiano e Triulzio. L'etimologia del nome, deriva dall'antica
chiesa plebana dedicata a "San Donato", Vescovo
di Arezzo, assai stimato e venerato nell'Arcidiocesi di
Milano. A seguito dell'occupazione longobarda, tutto il
territorio fu parte di un unico feudo che, nel XI secolo,
fu di proprietà della nobile famiglia dei De Advocati.
Estintasi questa famiglia, i beni andarono in proprietà
all'Arcivescovo di Milano fino al XVI secolo. I tempi più
bui si vissero nel XII secolo, quando tutto il milanese
visse momenti tumultuosi, ma una speranza fu portata dall'abate
Bernardo di Chiaravalle, il quale cominciò la sua
opera di pacificazione. A lui e alla sua dottrina si devono
alcune delle più belle abbazie che si possono ammirare
nei dintorni di San Donato. E grazie ai suoi monaci si deve
la bonificazione delle zone paludose, grazie ad un sistema
ingegnoso di rogge. Il territorio, che comprendeva i comuni
di Chiaravalle, San Donato e Bolgiano, fu teatro di molti
fatti d'armi. Il 9 settembre 1158 Federico Barbarossa, vi
si stabilì per sette giorni dopo la resa di Milano.
Il 13 luglio 1278 ci fu lo scontro tra le fazioni dei Visconti
e dei Torriani per il possesso del ducato di Milano. Poi
la più famosa battaglia dei Giganti del 13 e 14 settembre
1515. Durante questa battaglia si contrapposero le truppe
francesi sostenute dai lanzichenecchi e quelle svizzere.
Alla fine dello scontro, il vincitore Francesco I pose il
suo quartier generale presso l'attuale Cascina Roma, dove
i nobili milanesi firmarono l'atto di sottomissione. Dall'editto
di Maria Teresa del 1755 si apprende che il compartimento
del ducato milanese era suddiviso in pievi e quella di San
Donato era la 17esima e comprendeva un vasto territorio
da Zelo, Vigentino, Vaiano, Chiaravalle, Nosedo, Morsenchio,
Foramagno, Rogoredo, ecc.. Questo vasto territorio veniva
chiamato "Plebe Sandonatese". In età napoleonica
(1809) fu aggregato a San Donato il comune di Bolgiano.
Due anni dopo il comune di San Donato venne a sua volta
soppresso e aggregato a Viboldone. Tutti i centri recuperarono
l'autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto
(1816). San Donato ebbe anche un ruolo storico subito dopo
le cinque giornate di Milano (18-22 marzo 1848), poiché
sempre a Cascina Roma avvenne la firma dell'armistizio tra
gli austriaci ed i piemontesi, armistizio che decretò
la fine della Prima Guerra d'Indipendenza. Il generale Josef
Radetzky e il podestà di Milano misero la parola
fine alle cinque giornate di Milano proprio a San Donato
il 4 agosto 1848. Nel 1862 San Donato assunse il nome ufficiale
di San Donato Milanese, per distinguersi da altre località
omonime. Nel 1870 al comune di San Donato Milanese fu aggregato
il comune di Bolgiano. Fatta l'unità territoriale
italiana, vennero ristrutturati territorialmente i comuni.
Milano necessitava di spazi per l'espanisone urbana. San
Donato ebbe così a perdere parte di San Martino e
Triulzio Superiore che furono aggregati a Milano nel 1922.
Chiaravalle e Nosedo passeranno sotto Milano nel 1924. Poi
nel 1932 il comune di Milano rinunciò ai territori
di Poasco, Sorigherio, Bagnolo, Cascina Bosco e Tecchione
che ritornarono sotto il comune di San Donato.
Nel 1920 furono fatte le elezioni amministrative, le prime
nelle quali votarono tutti gli uomini del comune di San
Donato, le successive, col sistema maggioritario, furono
fatte nel 1946 e la percentuale dei votanti fu del 93%.
Ma lo sviluppo più importante della città
avvenne nel secondo dopoguerra, quando l'allora paese di
contadini si trasformò nella città che oggi
conosciamo. In particolare l'insediamento del Centro Direzionale
ENI nel comune creò un gran numero di posti di lavoro
che attirarono alla città numerosi abitanti, fino
a raggiungere e superare il tetto delle 30.000 unità.
Nel 1976 San Donato fu insignita del titolo di città.