Romano
di Lombardia è un comune italiano di 18.588 abitanti
(Ott. 2009) della provincia di Bergamo. Situato nella pianura
centrale bergamasca, dista circa 25 chilometri dal capoluogo
orobico.
ETIMOLOGIA
Dal latino Romanus, inteso come nome di persona o di popolo.
La specifica si riferisce alla sua collocazione geografica.
DA
VEDERE
La
Piazza Grande, oggi chiamata piazza Roma è da sempre
considerata il luogo di maggior importanza nella vita sociale
del borgo. In epoca medievale vi si trovavano gli edifici
di maggior prestigio (tra cui il Palazzo del Capitano, costruito
nel XVI secolo dalla famiglia Suardi in cui si può
ancora ammirare la sala d'armi), vi si svolgevano le principali
attività commerciali, le esecuzioni pubbliche, nonché
le principali funzioni religiose, data la presenza delle
principali chiese di Romano: la parrocchiale di Santa Maria
Assunta e San Giacomo Maggiore, la chiesa di San Defendente
e quella di Santa Maria di Lourdes (edificata in epoca più
recente), attigue l'una all'altra.
Basilica
di San Defendente
Edificata all'inizio del XVI secolo, presenta una struttura
ad una sola navata sormontata da una volta a botte, ed un
aspetto esterno molto anomalo. Questo è dovuto al
fatto che la chiesa è praticamente inserita tra la
parrocchiale, a cui si accede mediante la sagrestia, e la
chiesa di Santa Maria di Lourdes, comunicante mediante l'ex
chiesa di San Luigi (detta anche chiesa delle congregazioni
maschili), tanto da rendere visibile esternamente soltanto
la facciata orientale (dove si trova il coro) e quella occidentale.
All'interno
spiccano i dipinti di Enea Salmeggia (la Santissima Trinità),
di Andrea Pozzo (La disputa di Gesù), di Pietro Ricchi
(San Defendente e Sant'Alessandro) e di Pietro Mango (Martirio
di San Defendente). Di notevole impatto sono inoltre gli
stucchi e le decorazioni di Filippo Comerio.
Chiesa Campestre di San Giuseppe
Tuttavia la costruzione religiosa più antica di tutto
il territorio di Romano è la piccola chiesa campestre
di San Giuseppe. Un tempo intitolata a Sant'Eusebio, è
documentata già nella prima parte del XII secolo,
di cui sono rappresentative le forme romaniche. Dopo un
periodo di totale abbandono, è stata restaurata nella
seconda metà del XX secolo.
Chiesa della Beata Vergine di Lourdes
Attigua alle altre due, comunica direttamente con la basilica
di San Defendente. Detta anche chiesa delle Congregazioni
Femminili, risale all'inizio del XX secolo, progettata dall'architetto
Elia Fornoni in stile gotico-lombardo. Possiede una struttura
a tre navate con presbiterio poligonale, nonché un
buon numero di opere, tra le quali spiccano quelle di Giovan
Battista Galizzi ed Andrea Fantoni.
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Giacomo
Maggiore
Posta sul lato ad est della piazza, venne edificata nel
1762 da Giovan Battista Caniana, noto architetto romanese.
Tuttavia fu completata ed ampliata nei decenni successivi
grazie al contributi di architetti del calibro di Giacomo
Quarenghi, Francesco Caniana e Simone Elia.
Numerose
sono le opere in essa contenute: si va dalle sculture del
Moneghini e del Gelpi, ai dipinti di Coriolano Malagavazzo
(la Santissima Trinità), Giovanni Battista Moroni
(la sua celebre ultima cena), Jacopo Negretti detto Palma
il Giovane (l'Immacolata), Mauro Picenardi (L'annunciazione),
Giovan Battista Tiepolo, Francesco Capella e Ponziano Loverini.
Tra il 1797 il 1799 su disegno del Quarenghi, Andrea Manni
e Gian Giacomo Manni realizzano l'altare maggiore, e nello
stessa chiesa nel 1808 la balaustra del presbiterio.
Utilizzata
come chiesa parrocchiale, presenta un'unica navata comprendente
ben nove altari e due sagrestie, da cui si può accedere
all'attigua chiesa di San Defendente.
Santuario della Madonna della Fontana
Numerosi sono gli edifici minori degni di nota: il santuario
Madonna della Fontana, edificato all'inizio del XVII secolo
in tardo-rinascimentale e dotato di una pianta ottogonale.
Molto caratteristici sono il campanile in stile barocco,
nonché gli stucchi ed i dipinti, tra i quali spiccano
quelli di Enea Salmeggia.
Altre Chiese
Degne di menzione sono anche altre due piccole chiese, di
recente costruzione: la Chiesa S. Lorenzo al Portico e la
Chiesa di San Michele all'Albarotto.
La
Rocca
Risalente al termine del XII secolo, può essere considerato
uno degli edifici storicamente più interessanti dellintera
zona. In esso si possono notare più sovrapposizioni
architettoniche risalenti a differenti periodi, che vanno
dal XII al XVIII secolo. A tal riguardo un esempio può
venire dalle quattro torri, poste ai vertici perimetrali
della sezione rettangolare, delimitate esternamente da un
profondo fossato ora prosciugato. Due delle torri risalgono
al periodo visconteo, unaltra allepoca comunale,
e lultima allepoca della signoria dei Colleoni,
in cui il condottiero vi rinchiudeva i prigionieri.
Le
mura, alte oltre cinque metri, hanno un singolo ingresso
al quale si accede da un ponte in muratura, venuto a sostituire
il ponte levatoio originale, a lato dell'ingresso principale
è ancora apprezzabile la posterla ora murata. Le
mura possiedono una merlatura di stampo ghibellino, a causa
del succedersi dei domini tratti di merlatura presentano
riadattamenti di stampo guelfo. Allinterno si aprono
piccole contrade pavimentate in acciottolato (la Corte Grande
e la Corte della cancelleria veneta) con numerosi affreschi
raffiguranti gli stemmi della Serenissima.
Palazzo della Ragione
Risalente al XIII secolo, venne utilizzato per numerose
funzioni a livello amministrativo: fu sede dell'arengo,
della Pretura e del tribunale, ed un tempo fu chiamato anche
Palazzo della Comunità. Edificato su due piani in
stile tardo-gotico, vide succedersi le varie dominazioni,
che lasciarono un segno della loro presenza: tra queste
ancora oggi spicca il leone di San Marco. All'interno si
trovano ampi saloni dotati di affreschi (alcuni andati persi
con il tempo) e la Sala delle Capriate, tuttora utilizzata
come sala consiliare.
Al
di sotto dell'edificio si trova un porticato dove è
collocato il banco del pesce, di struttura ottogonale e
di probabile origine romana, utilizzato per la vendita di
prodotti ittici nei secoli medievali. Proseguendo si trovano
i Portici della Misericordia, appartenenti all'omonimo edificio,
edificato nel XV secolo in stile gotico per volere di Bartolomeo
Colleoni. Ad ognuno dei sedici portici corrispondeva un
negozio, al termine dei quali si arriva a piazza Fiume,
un tempo chiamata Piazza dell'hospitale. Questa struttura,
posta alle spalle di piazza Roma e del complesso delle chiese
prima descritto, venne a lungo utilizzata come ospedale,
e presenta un bel cortile del XVII secolo con archi e colonne.
Palazzo Rubini
Edificato nel 1854 come residenza del famoso tenore romanese
Giovanni Battista Rubini, su progetto dellarchitetto
Pagnoncelli, presenta al proprio interno opere di tutto
rispetto, tra cui statue, stucchi e dipinti di grande valore.
Lo stile è neoclassico, con un bel giardino ed una
piccola corte con porticato.
Nelledificio
in seguito venne istituito il museo intitolato al tenore
stesso, nonché una succursale del Liceo Don Lorenzo
Milani.
ORIGINI
E CENNI STORICI
La storia del borgo di Romano è molto antica, e risale
allepoca romana. Al riguardo bisogna specificare che
molto probabilmente il toponimo non deriva dalla stessa dominazione,
come i più sarebbero orientati a pensare, ma da Rumanus,
di ceppo indo-europeo ed indicante un borgo costruito in prossimità
di corsi dacqua. Tuttavia sul territorio in quel periodo
si svilupparono insediamenti abitativi, formatisi in seguito
allo stanziamento di numerose guarnigioni in questa zona ricca
di vie di comunicazione. Il borgo ampliò sempre più
le proprie dimensioni fino a raggiungere un discreto numero
di abitanti nel periodo medievale. Inserito nel Sacro Romano
Impero, venne dato in gestione feudale alla diocesi di Cremona,
i cui domini terminavano proprio nei confini del borgo stesso,
al quale si accedeva mediante quattro porte di ingresso, ognuna
delle quali diretta alle vicine città di Bergamo, Cremona,
Brescia e Milano. Una porzione del centro abitato, sempre
in espansione, venne quindi a trovarsi nel territorio infeudato
al vescovo di Bergamo, situazione che provocò non poche
discussioni e dispute volte ad ottenere il controllo totale
del paese. Per redimere definitivamente la questione gli abitanti
si accordarono quindi con i bergamaschi, decidendo la costruzione
di un nuovo borgo poco distante, in territorio completamente
soggetto a Bergamo: nel 1171 cominciò la costruzione,
più a nord, di quello che tuttora è il
paese di Romano di Lombardia. Il centro abitato venne cinto
da un possente impianto fortificato alto ben 5 metri e protetto
da un fossato, nonché dotato di quattro torri agli
estremi perimetrali: tre erano gli ingressi, con le vie molto
raccolte e gli edifici addossati luno con laltro.
Ciò era dovuto al fatto che, se il precedente borgo
aveva avuto la possibilità di svilupparsi liberamente
ampliandosi verso lesterno, questo doveva essere inserito
in un perimetro ben definito, riducendo ed ottimizzando gli
spazi. I nuovi feudatari riconobbero molteplici privilegi
ai romanesi, tra cui lesenzione dalle tasse e linserimento
in una sorta di zona franca, situazione che permise il prosperare
a livello economico e sociale. In seguito legemonia
del borgo passò in mano alle famiglie più in
vista, tra cui si segnalarono i Sommi originari di Cremona,
i Colleoni ed i Suardo. A partire dal 1335 il borgo venne
preso in gestione dalla famiglia milanese dei Visconti, i
quali pochi anni dopo iniziarono una lunga disputa con la
repubblica di Venezia, volta ad ottenere il controllo sullintera
zona. La spuntarono i veneziani che, con la pace di Ferrara
del 1428 acquisirono gran parte della pianura bergamasca.
Anche i nuovi dominatori mantennero i privilegi accordati
qualche secolo prima, migliorando le condizioni sociali ed
economiche, ponendo a Romano la sede podestarile e del Consiglio
speciale. Il territorio venne nuovamente infeudato alla famiglia
di Bartolomeo Colleoni, diventando un importante luogo di
scambio di merci, posto al confine con il Ducato di Milano,
da cui arrivava ogni tipo di mercanzia anche in modo illegale,
alimentando di conseguenza il contrabbando, che divenne una
delle principali attività degli abitanti. La dominazione
veneta durò fino al 1797, quando vi subentrò
la napoleonica Repubblica Cisalpina. Questa ebbe vita breve,
dal momento che già nel 1815 venne sostituita dal Regno
Lombardo-Veneto, inserito nellimpero austriaco. Infine
a partire dal 1859 il territorio fu inserito nel neonato regno
d'Italia, trasformandosi progressivamente da centro agricolo
ad importante realtà industriale della bassa bergamasca.