Pavia

Pavìa
è una città di 70.249 abitanti della Lombardia, capoluogo
della provincia omonima. Si trova sul fiume Ticino, un poco a nord dalla
confluenza nel Po, a 35 km a sud di Milano. La fondazione risale all'epoca
romana con il nome di Ticinum. Fu capitale del regno longobardo. Dal
Medioevo è sede di una delle più antiche università
italiane. La città era fortificata fino al 1872, quando i bastioni
sono stati trasformati in viali e giardini pubblici; gran parte delle
mura, però, sopravvisse fino al 1901, quando fu abbattuta per
costruire i viali di circonvallazione. Città dalle antiche origini,
offre diversi spunti culturali e turistici. In particolare, sono da
visitare, fra gli altri, il Museo situato nel Castello Visconteo, San
Pietro in Ciel d'Oro, la Pinacoteca Malaspina, il Duomo, San Michele
Maggiore, San Teodoro ed il famoso Ponte Coperto sul Ticino, oltre che
il Palazzo Bottigella. A pochi chilometri dalla città è
situata la Certosa di Pavia. Pavia è il capoluogo di una fertile
provincia dedicata soprattutto all'agricoltura (produzione di vino,
riso e cereali). Poche sono le industrie; le principali attività
della città sono l'Università e il Policlinico San Matteo.
Pavia è una delle tappe importanti sulla via Francigena, cammino
di pellegrinaggio per Roma.
ETIMOLOGIA
Il nome Papia deriva verosimilmente da un nome di gens romana, per esempio
Papilia, e vorrebbe dunque dire "terra della gens Papilia".
Qualcuno ritiene che il nome derivi invece dal greco Papìas ("custode
del palazzo"), nome che sarebbe stato dato da soldati bizantini
venuti a combattere i Goti con riferimento a un palazzo di Teodorico,
ma è ipotesi poco probabile.
Ticinum deriva dal fiume Ticino, ed è di etimologia incerta.
AREE
VERDI
Area Vul: zona che costeggia la riva destra del Ticino, nei pressi del
Ponte Coperto
Parco della Vernavola: grande parco a nord della città, con piste
ciclabili, stagni, cascine, oasi faunistiche, percorso dalla Roggia
Vernavola
Bosco della Sora: costeggiando il Ticino, a Nord Ovest (Parco del Ticino)
Bosco Negri: lungo il torrente Gravellone (a sud della città),
fa parte del Parco del Ticino
Giardini del Castello: piccolo parco, attrezzato con area giochi per
bambini e ragazzi
Giardini Malaspina: unici giardini pubblici nel centro storico della
città (piazza Petrarca), sede di concerti ed eventi culturali.
IL
DUOMO
Il Duomo di Pavia è un'imponente costruzione con pianta a croce
greca. Il cantiere per la cattedrale fu aperto nel 1488 su ordine del
vescovo Ascanio Maria Sforza Visconti: la struttura rimase per secoli
incompleta, fino al 1898, quando la facciata e la cupola furono completate
secondo il progetto originale di Giovanni Antonio Amadeo. La cupola
centrale, a pianta ottagonale, con un'altezza di 97 metri, una luce
di 34 ed un peso nell'ordine delle 20 mila tonnellate, è la terza
in Italia per dimensioni (ma non per altezza), sorpassata soltanto da
San Pietro e dalla cattedrale di Firenze. A fianco del Duomo era situata
la Torre Civica, di cui si ha menzione fin dal 1330, ulteriormente innalzata
nel 1583 da Pellegrino Tibaldi e crollata il 17 marzo 1989.
CERTOSA
DI PAVIA
La Certosa di Pavia è un magnifico complesso di edifici e giardini,
comprendente il monastero, con la chiesa e i chiostri, dei frati certosini.
È situato a circa 8 km a nord di Pavia. La sua costruzione fu
voluta da Gian Galeazzo Visconti e, iniziata nel 1396, continuò
con continue aggiunte e nuove decorazioni, fino al XVIII secolo. Il
monastero è ancora utilizzato dai monaci ed è comunque
aperto quotidianamente alle visite.
CASTELLO
VISCONTEO
Il Castello di Pavia fu costruito nel 1360 da Galeazzo II Visconti.
Il parco del castello si estendeva originariamente per una decina di
chilometri, fino alla Certosa di Pavia; oggi parte del territorio del
parco è ancora presente, ma non più collegato al castello,
e chiamato Parco della Vernavola. Il castello ospita la civica Pinacoteca
Malaspina.
SAN
PIETRO IN CIEL D'ORO
Le
origini della chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro sono da ricercarsi
all'inizio del VI secolo, tuttavia la costruzione moderna risale al
1132. La facciata, la cupola e il pavimento a mosaico sono simili a
San Michele Maggiore, senza però le caratteristiche sculture.
San Pietro in Ciel d'Oro, che insieme a San Michele è la più
spaziosa tra le basiliche romaniche pavesi, si distingue comunque dall'altra
costruzione per l'uso intensivo del cotto in luogo dell'arenaria, per
la facciata visibilmente asimmetrica dotata di un solo portale, e internamente
per l'assenza dei matronei e per il transetto più corto, non
sporgente dalla pianta rettangolare del tempio. L'esterno è decorato
con piastrelle di maiolica. All'interno, murata nell'ultimo pilastro
della navata destra, si trova la tomba del re longobardo Liutprando
(m. 744), le cui ossa furono ritrovate nel 1896. Nella chiesa sono anche
conservate le reliquie di Sant'Agostino, portate qui da Liutprando dalla
Sardegna. Le reliquie del Santo sono conservate nella famosa Arca di
Sant'Agostino, la cui mole marmorea è visibile sull'altar maggiore.
L'Arca fu realizzata dai Maestri Campionesi nel 1362 ed è ornata
da almeno 150 tra statue e bassorilievi. La chiesa è nominata
anche da Dante Alighieri, che, nel X canto del Paradiso (nella Divina
Commedia), riporta questi versi: Lo corpo ond'ella fu cacciata giace
/ giuso in Ciel d'Auro, ed essa da martiro / e da essilio venne in questa
pace; ci si riferisce all'anima di Severino Boezio, un Romano consigliere
del re ostrogoto Teodorico, fatto da questi giustiziare per questioni
religiose. Anche il corpo di Severino Boezio è conservato infatti
nella Basilica, e precisamente nella cripta. Vedi sito della Basilica.
SANTA
MARIA DEL CARMINE
La chiesa di Santa Maria del Carmine (nella foto) è uno dei più
noti esempi di architettura gotica a mattoni nel nord Italia. La costruzione
del grandioso edificio iniziò tra il 1370 ed il 1390, per giungere
a compimento, con la facciata, dopo circa un secolo. È, dopo
la Cattedrale, la più vasta chiesa della città, con un
perimetro rettangolare di metri 80 x 40, entro il quale trova posto
una ardita struttura a croce latina a tre navate affiancate da cappelle.
La facciata è caratteristica per il grande rosone e le sette
guglie. L'elegante campanile, alto oltre settanta metri, è considerato
il maggiore e il più bello della città.
BASILICA
DI SAN MICHELE MAGGIORE
La basilica di San Michele Maggiore è il più famoso ed
importante monumento religioso medievale della città. Capolavoro
dello stile romanico lombardo, la chiesa raccoglie numerose testimonianze
del periodo in cui Pavia era la capitale del regno italico. Una prima
chiesa di San Michele fu costruita originariamente nel periodo longobardo
(a questo periodo risale la parte inferiore del campanile), ma fu distrutta
da un incendio nel 1004; la costruzione attuale iniziò verso
la fine del XI secolo (a cui risalgono la cripta, il coro e i transetti)
e fu completata nel 1155. La basilica di San Michele è considerata
il prototipo delle numerose chiese medievali pavesi: tuttavia, San Michele
si discosta dalle altre chiese cittadine per l'utilizzo estensivo, sia
per la struttura sia per le decorazioni, della fragile pietra arenaria
in luogo del cotto, e anche per la particolare conformazione architettonica,
che prevede una pianta a croce latina con un transetto eccezionalmente
sviluppato, dotato di una propria facciata sul lato settentrionale,
di una propria finta abside nel lato opposto e di una volta a botte
sostanzialmente diversa dalle volte a crociera delle restanti parti
della chiesa: quasi una seconda chiesa compenetrata a quella principale.
La basilica ospitò nei secoli fastose cerimonie ed incoronazioni;
tra queste si cita l'incoronazione di Federico I Barbarossa, nel 1155.
PONTE
COPERTO
Il centro storico cittadino è situato sulla riva sinistra del
Ticino, mentre sulla riva destra è Borgo Ticino, quartiere che
era originariamente fuori dalle mura periferiche della città.
Il centro storico e Borgo Ticino erano collegati dal Ponte Coperto (detto
anche Ponte Vecchio), datato 1351-1354, che fu distrutto durante la
seconda guerra mondiale dagli abitanti del Borgo Ticino, in seguito
ai continui bombardamenti alleati che continuavano a colpire il Borgo
in luogo del ponte. Una copia del ponte è stata costruita nel
dopoguerra a poca distanza dal sito originario.
PIAZZA
DELLA VITTORIA
L'ampia piazza centrale della città, Piazza della Vittoria, anticamente
Piazza Grande, ha una forma stretta e lunga. Nei sotterranei della Piazza
si estende un grande mercato coperto, costruito nel 1958. Un altro mercato
coperto, ma non sotterraneo, si trova poco lontano; si tratta del mercato
di Piazza Arnaboldi, ospitato in un cortile aperto al pubblico e coperto
da una cupola in ferro, del 1882.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Il
primo insediamento nell'area di Pavia si deve ad antiche popolazioni
della Gallia transpadana, forse i Levi, i Marici o gli Insubri. La fondazione
della città si deve probabilmente ai Romani, a cui si deve la
pianta della città, rimasta intatta fino ad oggi, a castrum (accampamento
militare) romano; la città aveva il nome di Ticinum. Saccheggiata
più volte dai Barbari, venne conquistata dai Longobardi nel 572
che ne fecero la capitale del loro regno, con il nome di Papia, da cui
il nome moderno. Il dominio longobardo durò per due secoli, fino
al 774 quando venne riconquistata da Carlo Magno. Fu ancora importante
durante il periodo carolingio: nella chiesa di San Michele Maggiore
a Pavia, Berengario del Friuli e i suoi successori fino a Berengario
II e Adalberto II, furono incoronati Re d'Italia. Nel Medioevo la città
perse di importanza dal punto di vista politico e fu infine annessa
dal 1360 al Ducato di Milano, sotto il dominio della famiglia Visconti.
Nel Cinquecento, famosa è la battaglia di Pavia, tra i Francesi
e gli Imperiali, vinta da questi ultimi, perché il capitano di
ventura forlivese Cesare Hercolani, ferendo il cavallo del re Francesco
I di Francia, ne permise la cattura, meritandosi il soprannome di vincitore
di Pavia e la gratitudine dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. Legata
a questa vicenda è la storia della "Zuppa alla pavese",
semplice zuppa con pane secco, uova, formaggio e burro cucinata da una
contadina al re appena fatto prigioniero. Si racconta che al re piacque
così tanto da farla inserire nel menù di corte con il
nome di "soupe à la pavoise". Dall'inizio del XVIII
secolo fino alla metà del XIX secolo la città fu sotto
la dominazione straniera, alternata, di spagnoli, francesi e austriaci.
Divenne nel 1859 parte del Regno di Sardegna (futuro Regno d'Italia)
insieme al resto della Lombardia.
FRAZIONI
L'attuale comune di Pavia si venne formando nei secoli scorsi attraverso
l'aggregazione di diversi comuni. Fino al 1883 esistette un comune dei
Corpi Santi di Pavia (CC D036) che raggruppava le cascine e i sobborghi
della città appena fuori dalle mura. Le località meno
prossime al centro appartenevano a tre delle entità amministrative
in cui era diviso il Pavese, cioè il Parco Visconteo, la Campagna
Sottana e la Campagna Soprana.
Mirabello (CC F237) era il principale centro del Parco Vecchio e sede
del Capitano del Parco. Il Parco Vecchio era la parte più
antica
del vastissimo parco dei Visconti, che congiungeva il Castello di Pavia
alla Certosa; anche dopo la caduta degli Sforza e la rovina del Parco,
esso sopravvisse come entità amministrativa autonoma. Nel XVIII
secolo a Mirabello è unito il comune di Torre Pescarina, e nel
1841 il comune di Cantugno. Nel 1863 prende il nome di Mirabello ed
Uniti di Pavia. Nel 1883 alcune frazioni (Scala, Torretta ecc.) vengono
unite a Pavia. Nel 1939 il comune viene soppresso e unito a Pavia e
in parte a San Genesio ed Uniti.
Cantugno, noto fin dal XII secolo, faceva parte del Parco Vecchio. Nel
XVIII secolo gli furono uniti alcuni piccoli comuni del Parco Vecchio:
Torre del Gallo, Cornaiano, Restellone e Le Due Porte. Nel 1841 il comune
è soppresso e aggregato a Mirabello.
Cassine Sirigari (CC C031) (Cassinino) e Villalunga (CC L962), noti
fin dal XV secolo, facevano parte della Campagna Soprana di Pavia. Nel
1871 i due comuni furono soppressi e uniti a Torre del Mangano, ma quando
a sua volta questo comune andò a formare Certosa di Pavia, le
due località furono incluse nel comune di Pavia (1929).
Molinazzo, comune della Campagna Soprana cui nel XVIII secolo era stato
aggregato il comune di Cittadella, fu soppresso nel 1841 e unito a Villalunga.
Fossarmato (CC D743) appare nel XII secolo come Fossam de Armatis. Faceva
parte della Campagna Sottana di Pavia. Nel XVIII secolo gli fu aggregato
il comune di Bompiumazzo, nel 1871 il comune di Ca' della Terra e nel
1872 quello di Prado; nel 1883 gli viene unito l'ex comune di Ca' de'
Tedioli, già unito ai Corpi Santi di Pavia. Nel 1939 il comune
di Fossarmato è soppresso e unito a Pavia, e in parte a Cura
Carpignano.
Ca' della Terra (CC B330) e Prado (CC G971), noti fin dal XV secolo,
appartennero alla Campagna Sottana. Nel XVIII a Ca' della Terra fu unito
il comune di Ca' de' Levrieri; furono soppressi rispettivamente nel
1871 e 1872 e uniti a Fossarmato.
Ca' de' Tedioli (CC B340), comune della Campagna Sottana, nel XVIII
secolo assorbì gli ex comuni di Pelissera e Santa Croce. Nel
1870 fu soppresso e unito ai Corpi Santi di Pavia, da cui fu staccato
nel 1883 (quando detto comune fu abolito) e unito a Fossarmato.
MUSEI
Museo di Geologia e Paleontologia
Museo di Mineralogia e Petrografia
Musei Civici del Castello Visconteo
Museo per la Storia dell'Università di Pavia
EDIFICI
STORICI
Castello Visconteo
STRUTTURE
VERDI
Orto Botanico Università di Pavia
EDIFICI
RELIGIOSI
Santuario Santa Maria delle Grazie - Salesiani
Santuario di San Pietro in Ciel d'Oro - Frati Agostiniani
TEATRI
Teatro del Quartiere scala
Teatro Fraschini
Teatro Castello Polisala
IMPIANTI
SPORTIVI
Stadio Comunale Fortunati
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 71.214 (M 33.188, F 38.026)
Densità per Kmq: 1.132,9 (Censimento Istat 2001)
CAP
27100
Prefisso Telefonico 0382
Codice Istat 018110
Codice Catastale G388
Denominazione
Abitanti pavesi
Santo Patrono San Siro
Festa Patronale 9 dicembre
Numero
Famiglie (2001) 32.743
Numero Abitazioni (2001) 37.991
Il
Comune di Pavia fa parte di:
Parco Lombardo della Valle del Ticino
Circuito Città d'Arte della Pianura Padana
Associazione delle Città d'Arte e Cultura (CIDAC)
Comuni Confinanti
Borgarello, Carbonara al Ticino, Certosa di Pavia, Cura Carpignano,
Marcignago, San Genesio ed Uniti, San Martino Siccomario, Sant'Alessio
con Vialone, Torre d'Isola, Travacò Siccomario, Valle Salimbene