Fombio
è un comune italiano di 1.982 abitanti della provincia di Lodi,
situato nel Basso Lodigiano lungo la Via Emilia.
TOPONIMO
Due sono le ipotesi in riguardo alla nascita del nome Retegno. La prima
fa riferimento alle reti che i pescatori del Po stendevano ad asciugare
nelle sue terre. La seconda si riferisce alla presenza della zecca ed
alla presunta parsimoniosità dei suoi amministratori. In lingua
lombarda "retégn" può significare anche "avido".
STORIA
Anticamente fu possedimento del monastero pavese di San Pietro in Ciel
d'Oro (sin dal 723). Passò poi nel 1225 al podestà di
Piacenza e nel 1299 divenne feudo di Alberto Scotti (o Scoto), che vi
costruì un castello. Il centro anticamente era chiamato "Flumpo"
o "Flumbo" dalla contrazione di "Ad Flumen Padum"
(Al Fiume Po). Il toponimo pare debba porsi in relazione con la vicinanza
al fiume: lo sperone su cui sorge il castello era il punto d'inconto
tra la Via Emilia ed il Po. Pare che Fombio sia stato anche conosciuto
come "Amfenengo", toponimo che ne ricondurrebbe la fondazione
ai Longobardi. Quando intorno al 1750 il paese faceva parte del dominio
della città di Piacenza, era noto come "Fombio Piacentino".
Nel corso dei secoli, il castello di Fombio fu protagonista d'importanti
azioni di guerra. Il territorio tra Guardamiglio e Fombio fu il campo
di battaglia di uno dei primi combattimenti fra le forze repubblicane
francesi contro gli austriaci in Lombardia, durante la campagna napoleonica
del 1796. Nel 1797, proclamata la Repubblica Cisalpina, il Comune fu
unito al Lodigiano. Una parte del Comune è occupata dal territorio
di Retegno, che ora è frazione di Fombio, ma che fu Imperial
Baronia e feudo dell'antica famiglia dei Trivulzio. Qui tra il XVII
e il XVIII sono state coniate monete d'argento ed oro di pregevole fattura,
paragonabili per "bontà" a quelle dei Visconti di Milano
e dei Gonzaga di Mantova.
Castello
Douglas Scotti
Il castello fu edificato da Alberto Scotti agli inizi del sec. XIV,
in posizione dominante sulla bassura fluviale del Po per essere rimaneggiato
nel corso dei secoli, sino alla cessione dei Douglas Scotti. Dal punto
di vista architettonico, il castello presenta una massiccia mole con
pianta ad U aperta verso la pianura, delimitata da possenti mura di
mattoni. I fossati difensivi che lo circondavano col tempo si sono colmati.
Numerosi, soprattutto del '700, sono i rimaneggiamenti ai quali fu sottoposto
l'originario nucleo trecentesco. A questo periodo appartengono l'ampio
porticato che dà sul cortile d'onore e la veranda che collega
le due ali del castello. I locali d'ingresso al pianterreno, conservano
nei sottarchi e sulle pareti tracce di affreschi risalenti al XVII secolo.
L'edificio, di proprietà comunale, è stato recentemente
restaurato nella sua parte aperta al pubblico.
Chiesa
dei Santi Pietro e Paolo
La chiesa parrocchiale di Fombio è dedicata ai Santi Pietro e
Paolo Colombano. L'edificio, in stile barocco è stato eretto
in realtà alla fine del XIX secolo. L'armoniosa facciata è
divisa in due piani e coronata da un frontone cuspidato. L'interno,
a croce latina, è sormontato da una cupola, nei cui pennacchi
sono rappresentati in quattro affreschi i quattro Evangelisti. Nel catino
absidale è affrescato Cristo che consegna le chiavi a San Pietro.
Portale
della Zecca della Famiglia Trivulzio
Nella frazione di Retegno è visibile il portale della zecca demolita
da tempo, appartenuta alla famiglia Trivulzio: una struttura baroccheggiante
cuspidata e sormontata da statue, che attualmente costituisce l'accesso
ad un fabbricato ad uso di residenza privata.
Economia
L'agricoltura (cereali e foraggi) ha ancora un ruolo importante nell'economia
di Fombio: il terreno è per la maggior parte adibito alla coltura
del mais.
Praticamente
scomparso è l'allevamento dei bovini da carne e da latte, un
tempo assai sviluppato.
L'attività
secondaria si sta tuttavia espandendo: in particolare lungo la strada
statale, è rappresentata da industrie chimiche, meccaniche, di
materie plastiche e di terriccio per coltivazione.
Nonostante
la presenza di numerose aziende, è presente un flusso pendolaristico
diretto a Milano, Lodi e Piacenza.
Cultura
Le altre chiese del Comune sono quelle di S. Isidoro e della B.V. Maria
Lauretana, entrambe a Retegno. Nelle immediate vicinanze del paese sorgono
alcune cascine erette tra la fine dell'ottocento e di primi del novecento,
caratterizzate dalla tipica struttura squadrata e dall'utilizzo di mattoni
faccia a vista. Fra queste spicca il cascinale Primi, una vecchia casera
dove si racconta sia stato creato tra le prime volte il Grana Padano.