Castelleone
Castelleone
è un comune di 9.491 abitanti della provincia di Cremona. È
distante 28 km dal capoluogo. Nei suoi oltre 800 anni di storia è
stata molte volte al centro delle contese tra Cremona da una parte e
Milano e Crema dall'altra. Castelleone è attraversata dal canale
Serio Morto, che divide la città in due parti: il Centro Storico
e il quartiere Borgo Serio, detto, in dialetto, Bàs de Sère,
perché ad altitudine inferiore rispetto al resto del paese. Il
letto del Serio Morto era probabilmente quello del Serio, ma quest'ultimo
fiume ha poi deviato il suo corso. In origine Castelleone si trovava
sul Lago Gerundo, che, ormai ridotto a palude, fu bonificato nel XIII
secolo dai monaci cistercensi. Castelleone ha l'impostazione della città
romana, con la Piazza del Comune al centro (sulla quale si affacciano
il Municipio e la Chiesa Parrocchiale), e via Roma come cardo, via Garibaldi
e via Fondulo come decumano. Tutte le vie del Centro Storico sono a
reticolo.
ETIMOLOGIA
Due sono le possibili interpretazioni del toponimo Castelleone. Il 18
aprile 1188 viene posta la prima pietra di Castelleone. In quel giorno
in Chiesa si canta Vicit Leo de tribu Iuda, quindi il castello si è
chiamato Castrum Leonis, cioè Castelleone. La città potrebbe
essere stata intitolata a Papa Leone, infatti Castelleone è sorta
nel bel mezzo delle lotte tra Guelfi e Ghibellini.
ORIGINI
Nella preistoria in zona cerano già insediamenti umani.
Si trovano reperti mesolitici e neolitici nel locale Museo Civico. Non
cè nessun centro abitato qui nellepoca romana; soltanto
una strada che passa in zona San Latino e che portava da Cremona a Mediolanum
(Milano). Nel 967 d. C. un documento attesta che qui si trova una corte,
Brixianorum (Bressanoro), chiamata così perché sulla strada
per Brescia, e al suo interno, al posto dellattuale chiesa di
S. Maria in Bressanoro, sorge una Pieve, intitolata a San Lorenzo. C'erano
altre due corti a Castelleone: Fepenica e Castel Manzano. Più
tardi verrà edificato un castello, Castel Manfredi di proprietà
del Vescovo di Cremona. Suo terrapieno era un dosso, tuttora, in parte,
esistente.
STORIA
Nel 1186, Federico I Barbarossa scende in Italia e distrugge Castel
Manfredi lasciando intatta solamente una torre: la torre Isso, chiamata
dai castelleonesi Torrazzo. Due anni dopo, il 18 aprile
1188, il Vescovo di Cremona Sicardo posa la prima pietra di un nuovo
castello: Castrum Leonis, Castelleone. Il 1° maggio dello stesso
anno, quando la nuova chiesa era abbastanza costruita da potervi dire
messa, Sicardo la celebra solennemente e i santi di quel giorno, Santi
Filippo e Giacomo, diventano i patroni della nuova città. Il
vescovo cremonese mette una porta, Porta Isso, nellattuale piazza
Borgo Isso con il Torrazzo a difesa mentre nella zona detta Borgo Serio
Porta Serio, protetta da una torre distrutta nel XIX secolo. Lingresso
della chiesa era posto sullattuale piazza del Comune, dove si
affacciava anche la sede del Palazzo Comunale. Il cardo era la Contrada
Leona (Via Roma), decumano lattuale via Garibaldi e lodierna
via Fondulo. Sincontravano nella piazza. Castelleone era un castello
a difesa di Cremona, un avamposto verso Crema. Il 2 giugno 1213, nei
campi delle Bodesine, poco fuori dallabitato, gli eserciti di
Castelleone e Cremona sfidarono Crema e Milano. Castelleone rischiava
di essere conquistata da Milano e nella mattinata le cose non andavano
bene. Si racconta che nel pomeriggio apparsero i Santi Pietro e Marcellino
(i patroni di Cremona celebrati in quel giorno) e che distrussero lesercito
nemico. Questa battaglia passò alla Storia con il nome di Battaglia
delle Bodesine. Sta di fatto che Castelleone riportò unimportante
vittoria militare e che il Carroccio milanese, che era stato conquistato,
prima di essere portato a Cremona, entrò trionfalmente nel Castello.
Per accogliere i feriti della battaglia, a Castelleone fu costruito
un ospedale, che si ritiene essere il primo della Lombardia. Nel 1354
Castelleone venne conquistata dal Ducato di Milano, ma tra il 1450 e
il 1454 fu affidata al Marchese Cabrino Fondulo. Furono anni bellissimi
per Castelleone, che diventò come una piccola signoria perché
Fondulo attirava, nel suo immenso palazzo (che teneva un quarto di Castelleone),
artisti e mercanti. Nel 1454, per aver dato troppi poteri a Castelleone,
Fondulo venne imprigionato e decapitato a Milano. Dopo qualche decennio
fu concesso a Castelleone il titolo di Terra Separata da ogni altra
città, dovendo ubbidienza solamente a Milano. In questo periodo
fu costruita la magnifica chiesa di S. Maria in Bressanoro.
Tra il 1490 e il 1500 Castelleone fu sotto il dominio Veneziano. Abbiamo
ancora gli Statuti della Magnifica Comunità di Castelleone che
furono redatti in questo periodo, caratterizzato da un ottimo governo,
ma poco dopo ecco i Francesi. Decenni bui questi, poche luci: la ricostruzione
della Chiesa Parrocchiale, e, dopo le apparizioni di Maria a Domenica
Zanenga, venne edificato il Santuario della Beata Vergine della Misericordia.
Nel Seicento, come il resto dellItalia settentrionale, anche Castelleone
fu presa dagli spagnoli. Furono le famiglie DAvalos e Rosales
a governare Castelleone, e nel loro periodo di governo appare una figura:
Bernardino Realino da Carpi, che fu nominato potestà del borgo.
Realino comandò a Castelleone ottimamente. Fece anche redigere
gli atti comunali non solo in latino, ma anche in volgare, in modo che
questi potessero essere letti da tutto il popolo. Abbandonata la vita
politica, Bernardino Realino si fece gesuita e nel 1947 la Chiesa lo
proclamò Santo. Possiamo ammirare nella Chiesa Parrocchiale un
dipinto che lo raffigura sopra una nuvola che sovrasta Castelleone.
Alfonso d'Avalos, marchese di Castelleone e di altre terre, a causa
di un favore diplomatico che gli fece Ludovico Ariosto, lo insignì
della pensione di 100 scudi annuali, da riscuotersi presso i dazi doganali
castelleonesi. I Rosales vendettero il feudo castelleonese ai Venturelli,
anchessi di origine spagnola, che mantennero il controllo fino
allavvento degli Austriaci, che durante il loro periodo di governo
cacciarono gran parte dei religiosi che si trovavano nei conventi castelleonesi.
Ancora oggi vivono in Castelleone di discendenti dei Venturelli, e la
loro residenza è edificata nel giardino del palazzo ducale, che
fu anche di Cabrino Fondulo. Nel 1859 Castelleone fu annessa al Regno
di Sardegna. Due soldati francesi feriti nella Battaglia di Solferino,
furono portati a Castelleone. Aggravatasi la loro situazione, morirono
entrambi, e le loro esequie si svolsero con gran pompa in quel di Castelleone.
Nel 1860 sono due i castelleonesi che si arruolano tra i Mille: Carlo
Coelli ed Antonio Barnabò. Quest'ultimo cadde a soli 17 anni
nella Battaglia del Volturno. Nel 1861 Castelleone divenne Comune del
neonato Regno dItalia. Apparteneva alla Provincia di Cremona e
al Mandamento di Soresina. Agli inizi del Novecento, anche a Castelleone,
iniziano le discussioni politiche tra Socialisti e Cattolici, magistralmente
descritte da Virgilio Brocchi ne Le campane dell'Isola Sonante. Anche
alcuni castelleonesi combattono nella Seconda Guerra Mondiale, uno dei
caduti castelleonesi, morto per le ferite riportate in combattimento,
è Giulio Riboli, a cui viene data una Medaglia d'oro al valore
militare. Il 25 aprile 1945, i partigiani castelleonesi si recano nella
vicina Ripalta Arpina, dove fanno scorta di munizioni, quindi entrano
dal Viale Santuario, occupano il Municipio e la caserma dei Carabinieri,
arrestano i fascisti e dichiarano Castelleone libero. Pochi giorni dopo,
una colonna tedesca in fuga passa da Castelleone. I partigiani sparano
e uccidono il Capitano. Gli altri soldati si arrendono senza opporre
resistenza ai partigiani, che catturano due cannoni che si possono ancora
vedere in Castelleone a fianco del Monumento ai Caduti. Il 2 giugno
1946, Castelleone fa parte della Repubblica Italiana.
EDIFICI
RELIGIOSI
Il Santuario della Beata Vergine della Misericordia, eretto tra il 1513
e il 1516 da Agostino de Fondulis presenta forme rinascimentali, con
il tiburio chiaramente ispirato dallo stile architettonico di Giovanni
Antonio Amadeo. Venne costruito in onore delle apparizioni di Maria
alla contadina Domenica Zanenga l'11 maggio 1511.
Chiesa
di Santa Maria in Bressanoro
La chiesa di S. Maria in Bressanoro, voluta nel XV sec. da Bianca Maria
Visconti per la miracolosa guarigione della figlia, fu edificata dai
castelleonesi sotto la guida del francescano Beato Amedeo Menez da Sylva
sopra la preesistente pieve. Nel suo interno si trovano affreschi del
tardo quattrocento che illustrano la vita di Gesù e culminano
in una grande crocefissione. Resta aperto il problema di chi abbia potuto
ideare un impianto tanto innovativo che richiama la croce greca estroflessa
della chiesa di San Sebastiano di Mantova; vedasi Beltramini, 2001,
51 n. 174.
La
chiesa parrocchiale, edificata nel 1551, presenta un esterno rinascimentale
mentre l'interno è di gusto barocco. Fu costruita dopo la demolizione
di quella risalente al 1188. È dedicata ai Santi Filippo e Giacomo.
EDIFICI
STORICI
La
Torre Isso
Nel centro storico si innalza la Torre Isso (sec. XI). È alta
ca 45 m ed è il simbolo del paese. Fu risparmiata dal Barbarossa
(apparteneva a Castel Manfredi) per volere di Alberto Trusso, un cremonese
che aveva conosciuto l'imperatore. È comunemente detta dai castelleonesi
Torrazzo. Fino a qualche decennio fa fu sede dell'acquedotto. Si racconta
che al suo interno, un imperatore rinchiuse 200 guelfi cremonesi, e
qui li fece uccidere.
Arco
del Voghera
Sulla piazza si innalza un arco progettato dall'architetto cremonese
Luigi Voghera; di fianco ad esso ci sono dei portici medievali.
LOCALITA'
Corte
Madama
Corte Madama è la frazione più grande di Castelleone,
fu infatti, una volta, comune a sè. Ha ancora la sua autonomia
a livello ecclesiastico, infatti Corte Madama ha la sua parrocchia,
intitolata a San Martino Vescovo. Il toponimo ha origine nel fatto che
il suo territorio fu feudo personale di Bianca Maria Visconti, da cui
madama.
Le
Valli
Le Valli è una frazione di Castelleone con circa 220 abitanti.
Servita dalla magnifica chiesa di Santa Maria in Bressanoro, è
prevalentemente composta da cascine.
Pellegra
Sebbene non sia la frazione più grande è probabilmente
la più importante dal punto di vista economico soprattutto grazie
ai numerosi allevamenti di bovini e suini. si sviluppa sui due lati
della strada che conduce verso il comune di Soresina. Agli inizi di
Maggio si tiene la cosiddetta "Sagra di Maggio" a cui accorrono
numerose persone provenienti da diverse zone. Questa frazione è
spesso ricordata dai versi di un poeta del luogo: "là dove
col sorger del sole una nuova rugiada bagna la campagna dipinta d'amore"
San
Latino
Questa frazione è divisa tra Castelleone e Gombito. Bella la
chiesa ottocentesca.
Altre
frazioni sono:
Guzzafame;
Pradazzo;
Valseresino.