Busto
Arsizio è un comune di 80.135 abitanti della provincia di Varese,
posto al suo confine meridionale, ed è la città più
grande dell'Alto Milanese.
ETIMOLOGIA
Non è chiara l'origine del nome "Busto Arsizio". Si
ipotizza che "Busto" derivi dal latino ambustum ("bruciato"
), attraverso una divisione popolare delle sillabe in am-bustum invece
di quella corretta amb-ustum: questa origine potrebbe essere riferita
ad un terreno piuttosto secco o ad un incendio che avrebbe colpito anticamente
l'abitato.
La seconda parte del nome, "Arsizio", aggiunta solo verso
il XIII secolo, potrebbe essere una duplicazione del precedente (richiama
infatti l'aggettivo "arso"), oppure potrebbe derivare dal
latino ars, con allusione all'operosità degli abitanti, o ancora
dal greco arsi, "sollevare".
Secondo un'altra ipotesi, il termine "Arsizio" deriverebbe
invece dal germanico hard (termine legato alla metallurgia), poi traslato,
attraverso il tardo latino ardicium, arsitium, al volgare arsitio. Il
toponimo si riferirebbe alla principale attività degli abitanti
del borgo, la produzione del filo di ferro, ancora oggi chiamato in
dialetto bustocco "ardìa", ed alle numerose fucine
presenti nel borgo e ai loro fuochi, che sarebbero anche richiamati
anche dalla fiammella posta nella parte inferiore dello stemma cittadino.
Anticamente, accanto a "Busto Arsizio", era comune l'indicazione
della città come "Busto Grande" (rimasta nel dialetto:
il nome dialettale della città è infatti Büsti Gràndi
e non esiste un termine dialettale per "Arsizio"), al fine
di distinguerla dalla più piccola Busto Garolfo (Büst Picul)
nonché da Buscate (anticamente "Busto Cava").
DA VEDERE
La chiesa di San Giovanni ha il titolo di Basilica minore. Al suo interno
vi sono numerosi dipinti di Daniele Crespi.
L'edificio sacro più notevole dell'arte rinascimentale è
il Santuario di Santa Maria in Piazza - detta anche Santuario della
Beata Vergine dell'Aiuto- costruita sul modello, in scala minore, della
basilica di San Magno a Legnano.
L'edificio sorge nel centro storico della città dove sorgeva
una precedente chiesa dedicata alla Madonna. Questo piccolo santuario
fu costruito rapidamente tra il 1515 e il 1522. Escluso Bramante per
ragioni di data, due nomi compaiono nei documenti, se pur citati in
modo generico, quello di un Antonio da Lonate (autore del modello per
il Duomo di Vigevano) e quello di "magistro Tomaxio ingeniero",
probabilmente Tommaso Rodari, il noto scultore e architetto attivo nel
Duomo di Como, allievo di Giovanni Antonio Amadeo. Il primo avrebbe
impostato la pianta centrale, per la quale si è ipotizzata l'esistenza
di un ipotetico disegno bramantesco, "Bramanti secutus exemplar";
il secondo avrebbe eseguito i due portali a ovest e a sud, e forse anche
l'elegante loggiato nel tamburo sotto la cupola. Internamente, la parte
bassa, quadrata, che è tagliata negli angoli da archi diagonali
formanti nicchie e cuffie, rimanda ai numerosi studi di chiese a pianta
centrale compiuti da Leonardo, oltre che al vicino San Magno di Legnano,
mentre il tamburo ottagonale con una ghiera di nicchie (la corona dei
12 santi) e le otto unghie della volta di copertura riecheggiano gli
esempi di Santa Maria Incoronata di Canepanova a Pavia e dell'Incoronata
a Lodi e di Santa Maria della Croce a Crema). All'esterno, il rigoroso
volume cubico scandito da lesene è sormontato da un tiburio con
gugliotti e lanterna che interpreta in forme più leggere ed eleganti
la tipologia della tradizione lombarda (come già nel non lontano
Santuario di Saronno). all'interno, opere di scultura e dipinti di Gaudenzio
Ferrari, Bernardino Luini e altri. Del santuario di Santa Maria esiste
una copia esatta, ma più piccola, a Crespi d'Adda, è un'armoniosa
costruzione del Rinascimento (1515), con una cupola a logge, due bei
portali.
Il Museo del tessile, nel centro storico, ha in esposizione macchinari
tessili dall'Ottocento ad oggi. Nel parco che lo circonda, nel periodo
natalizio, viene allestito un mercatino e una pista per il pattinaggio
su ghiaccio, aperta solitamente fino a metà febbraio.
Nelle zone boschive e rurali della parte meridionale del territorio
comunale si trova il Parco Alto Milanese, un'area protetta che interessa
anche i territori dei comuni di Castellanza e Legnano e tutela la flora
e fauna locali e le tradizionali attività nel campo dell'agricoltura
e dell'allevamento.
Tradizioni
Il santo patrono è san Giovanni Battista, che si festeggia il
24 giugno.
Alla Madonna dell'Aiuto, che, alzando una mano, salvò la città
dalla pestilenza del 1630, sono dedicati numerosi quadri e un monumento
posto vicino all'ex lazzaretto, trasformato oggi in giardino pubblico.
La Giöeubia
L'ultimo giovedì di gennaio la Giöeubia, un fantoccio di
paglia vestito di stracci, viene bruciata in piazza per simboleggiare
la fine dell'inverno. La pietanza tradizionale della festa è
il risotto con la luganiga, luno e laltro simboli
di fertilità.
Il Carnevale
Durante il periodo del Carnevale si svolge una sfilata in maschera e
di carri allegorici. Le maschere ufficiali della città, sono
rappresentate da ul Tarlisu e da a Bumbasina. Sebbene di creazione recente,
entrambe riferite alle tradizionali attività della tessitura,
il primo al tessuto detto "traliccio", cruciata
o federa per materassi e cuscini, a righe bianche e marroni, e la seconda
relativa alla bambagia, o bombasina.
Cultura
Nella città si svolgono alcune manifestazioni di livello internazionale,
come il Festival Chitarristico Internazionale Bustese, o che stanno
acquisendo prestigio, come il Busto Arsizio Film Festival (BAFF).
Cinema e teatri
Cinema teatro Manzoni, via Calatafimi 5
Cinema teatro Sociale, piazzale Plebiscito 1
Cinema Teatro Fratello Sole, Via D'Azeglio Massimo, 1
Cinema Teatro Lux - P.zza San Donato, 5
Cinema San Giovanni Bosco - Via Bergamo, 12
Musei
Museo del tessile
Fondazione Bandera per l'Arte - Via Andrea Costa, 29 - www.fondazionebandera.it
CENNI
STORICI
L'area era forse già abitata in età romana, come sembrerebbe
indicare l'andamento regolare delle vie del centro storico. Alcuni toponimi
di centri circostanti e frazioni, nonché alcune antiche contrade
della città (come "Sciornago") presentano le tipiche
terminazioni celtiche in -ago (Sacconago), in -ano (Borsano) e in -ate.
La più antica costruzione attestata nella città è
costituita dalla base del campanile della chiesa di San Michele Arcangelo,
risalente al X secolo. La dedica della chiesa a san Michele Arcangelo,
il cui culto era particolarmente diffuso presso i Longobardi, ha fatto
supporre un originario insediamento di quella popolazione nei pressi
della chiesa, che nella sua fase attuale dovette sostituire un più
antico edificio di culto di minori dimensioni. La presenza di una eventuale
fortificazione è stata ipotizzata per la posizione del sito,
nel punto più alto del territorio comunale.La
prima menzione della città risale al XII secolo, in due documenti
del 1119e del 1140
Il 9 giugno del 1164 Federico Barbarossa concesse a Rainaldo di Dassel,
arcivescovo di Colonia e arcicancelliere del Sacro Romano Impero un
feudo che comprendeva la pieve di Dairago (con l'antico comune di Capopieve
e ampi territori nella zona), Busto Arsizio, (facente parte della pieve
di Olgiate Olona) e Bernate.Nel
XIII secolo si ha notizia di due comunità monastiche di Suore
Umiliate, mentre il borgo si sviluppa economicamente grazie alla produzione
tessile del fustagno e della bombasina.
Sotto il ducato di Milano Busto Arsizio era suddivisa in cinque "comunetti"
(Arconati, Mizzaferro, Pasquali, Pozzo e Visconti.
Nel 1573 era "console di Busto Arsizio Gabriele de' Turati
Il 30 ottobre del 1864 ottenne nel Regno d'Italia il titolo di città.
Nel 1928 a Busto Arsizio vennero aggregati i comuni di Borsano e di
Sacconago.
Busto Arsizio fa parte delle città decorate ed è stata
insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i meriti acquisiti
durante la lotta partigiana nel corso della seconda guerra mondiale.