Bollate

Propaggine
nord-occidentale di Milano, Bollate (38.000 ab.) vive in base ai ritmi
dellindustrializzazione con i suoi cicli di sviluppo e periodi
di crisi, ed è anche per questo sottoposta ai flussi
migratori conseguenti a queste fasi.
PARCO DELLE GROANE
Formatosi nel Era Quaternaria (periodo da 1,8 milioni a 10.000 anni
fa), nel parco troviamo una vegetazione molto variegata e, in alcune
aree in passato distrutte da incendi o da taglio di alberi, si è
formato un tipo di vegetazione: la brughiera, il cui nome deriva dalla
pianta del brugo (Calluna vulgaris).
MANIFESTAZIONI
Tra gli avvenimenti più importanti di Bollate segnaliamo il Festival
di Villa Arconati, festivo e musicale, che copre il mese di luglio di
numerosi incontri su temi culturali e filosofici. E lo stesso
consorzio dei comuni (di cui sindaco di Bollate è il presidente)
che si occupa dellintero evento.
ETIMOLOGIA
Il nome Bollate ha due possibili interpretazioni: l'una lo individua
derivante dal celtico beola, betulla, con riferimento ai numerosi alberi
di tale specie presenti sul suo territorio. L'altra interpretazione
fa risalire il toponimo al termine di derivazione latina bula, pozza
d'acqua, con riferimento ai fontanili, presenti in gran numero sul territorio
bollatese.
STORIA
Tra il V e il VII secolo d.C. divenne una delle Pievi più importanti
del territorio a nord di Milano. Significativo l'aumento della popolazione
negli anni Novanta, per effetto della massiccia urbanizzazione (oltre
700.000 mq di edificazioni residenziali): gli abitanti del comune, prima
della separazione di Baranzate, erano arrivati a 50000. La frazione
di Baranzate è stata eretta comune autonomo con legge regionale
22 maggio 2004 n. 13 in vigore dal 8/06/2004. Al netto degli abitanti
di Baranzate, la popolazione odierna (dicembre 2006) del Comune di Bollate
risulta essere di 37360 unità.
VILLA
ARCONATI
Villa Arconati, detta anche il Castellazzo, è una delle ville
storiche del Parco delle Groane, situata a Bollate, nella frazione Castellazzo
di Bollate. Si tratta di un esempio di barocchetto lombardo settecentesco
ed è monumento nazionale. La villa si trova all'interno del Parco
delle Groane, su un vertice di un ampio giardino quadrangolare, a fianco
delle corti e della chiesetta del borgo agricolo di Castellazzo. Il
complesso è circondato da boschi, brughiere e terreni coltivati.
Presso la Strada Statale 233 Varesina, tra Bollate e Garbagnate, fra
due statue feline su piedistalli e due obelischi, si diparte il Viale
dei Leoni, che tra due file di carpini bianchi conduce al cancello principale
d'ingresso della villa. Il complesso di Villa Arconati si sviluppò
intorno a un nucleo precedente a partire dal XVII secolo, raggiungendo
il suo massimo splendore nel XVIII. Il principale artefice della villa
fu Galeazzo Arconati, celebre collezionista, il quale vantava tra le
proprie raccolte il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e la statua
romana di Pompeo Magno. Gli Arconati, proprietari storici della villa,
investirono molto sul Castellazzo, che divenne una delle più
prestigiose e rinomate "ville di delizie" del milanese. Per
il fasto degli interni e la bellezza dei giardini alla francese il complesso
guadagnò il soprannome di "piccola Versailles lombarda".
Il disegno attuale della villa, con pianta a forma di "H",
si deve al conte Giuseppe Antonio Arconati che iniziò i lavori
nel 1742. Il progetto della villa è stato attribuito da molti
storici all'architetto Giovanni Ruggeri, una tesi purtroppo non suffragata
da nessun documento d'archivio ed anche cronologicamente errata in quanto
il Ruggeri morì a Milano nel 1729, tredici anni prima dell'inizio
dei lavori che conferirono alla villa l'aspetto attuale. La villa rimase
alla famiglia Arconati fino a pochi anni fa, quando l'ultima proprietaria,
la contessa Beatrice Crivelli, la vendette a una società immobiliare.
Per la sua importanza nella regione del milanese, il Castellazzo ebbe
una grande storia e si trovò a ospitare una grande quantità
di opere d'arte, libri, manoscritti, spartiti, mobili d'arte. Fra gli
oggetti più celebri che sono stati mantenuti nella villa ricordiamo
il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci (ora alla Biblioteca Ambrosiana)
e i bassorilievi del monumento funebre a Gaston de Foix, scolpiti da
Agostino Busti detto Bambaja (ora ai Musei Civici del Castello Sforzesco
di Milano). Gran parte di questo patrimonio è andato disperso
o è stato ceduto. Rimangono alcuni capolavori, tra cui la statua
di Pompeo Magno sotto la quale si dice sia stato pugnalato Gaio Giulio
Cesare e i prestigiosi dipinti a tema mitologico dei fratelli Galliari
nel salone delle feste: Il carro del Sole, La caduta di Fetonte e l'Allegoria
del Tempo. Notevoli sono inoltre i giardini alla francese che si sviluppano
a sud e a est dell'edificio, rarissimi in Italia, di elevato valore
architettonico. La struttura dei giardini è molto formale, con
tre assi prospettici principali da cui si dipartono assi diagonali minori.
Vi si trovano carpinate, berceaux, statue, fontane, vasche, un laghetto,
orangeries, voliere e due teatri: il "teatro di Diana" e il
"teatro di Pompeo".
ECONOMIA
La realtà economica di Bollate è prevalentemente industriale
e, anche se la crisi che ha portato alla chiusura di importanti stabilimenti
si è fatta sentire, troviamo molte piccole e medie imprese soprattutto
nei settori della tipografia e farmaceutico. In questo settore, ad esempio,
Pentamedical, presente sul mercato da più di un decennio, è
una realtà di spicco in campo dermatologico; attualmente il suo
campo d'azione si è esteso in area oncologica, cardiologica e neurologica.
Pentamedical, oltre che in Italia, è presente in Francia, Spagna,
Nord Africa e Messico con propri concessionari. Concludiamo la nostra
visita a Bollate ringraziando per la partecipazione la Johnson 1836 srl
e la Cotril Spa, presenti in questo servizio con appositi inserti ai quali
vi rimandiamo.