Ricengo
è un comune di 1362 abitanti della provincia di Cremona. Famoso
nella zona del cremasco il gruppo ricenghese di teatro dialettale "La
Bottega delle Donne" formato solo da donne. Nella frazione Bottaiano
si trova un'antica villa, ora disabitata, un tempo appartenente agli
Obizzi. Si tratta della Villa Obizza.
ETIMOLOGIA
Probabilmente è un composto del termine latino rivus e del nome
germanico di persona Winizingo.
PARCO
DEL SERIO
Il Parco del Serio è un parco naturale che si sviluppa da Seriate
lungo il fiume Serio fino alla sua foce nell'Adda. La sua istituzione
risale al 1973 quando le province interessate espressero la loro volontà
di tutelare l'ambiente fluviale seriano. Questa proposta si concretizzò
nel 1985 con la costituzione del Parco regionale. Il corso del fiume
segue un andamento nord-sud e presenta caratteristiche diverse a seconda
dei tratti. Nella zona più a nord infatti il fiume è suddiviso
in vari rami che vengono continuamente modificati a causa delle piene;
questa zona è caratterizzata da una notevole permeabilità
che spesso provoca l'infiltrazione delle acque nel sottosuolo. Nella
parte più meridionale del corso del fiume si può notare
la presenza di ambienti umidi che presentano spesso caratteritiche di
grande interesse naturalistico. La fauna del parco presenta ancora significative
presenze, nonostante si possa notare un notevole deterioramento dell'ambiente
naturale. È comunque da annoverare la presenza di una trentina
di specie acquatiche che vanno dai temoli alle trote marmorate, dai
tritoni ai rospi, dalle salamandre alle raganelle. Tra i mammiferi sono
presenti ricci, talpe, lepri e conigli selvatici, donnole, tassi, faine,
puzzole, ghiri e volpi, queste ultime segnalate in forte aumento. Tra
i rettili sono molto diffusi il ramarro, le lucertole, il biacco, le
bisce dal collare e le vipere comuni.
VILLA
GHISETTI GIAVARINA
Grandiosa spettacolarità. Questo il sentimento che ci pervade
alla vista della sontuosa Villa Ghisetti Giavarina, splendido esempio
di dimora storica dal fascino ancora inalterato, che sorge nel tranquillo
comune di Ricengo, all'interno del parco del Serio a soli 36 km da Milano.
Anche se alcuni dettagli architettonici (come la data sopra la porta
centrale e la torretta che sormonta il cancello d'ingresso) potrebbero
far pensare ad una edificazione precedente, forse medioevale, la residenza
è stata costruita nel XVIII secolo ed è il risultato della
trasformazione operata dal trevigliese Fabrizio Galliari su commissione
di Lorenzo Giavarina, che acquistò la villa nel 1762. La monumentale
dimora si articola su pianta quadrata con un ampio cortile centrale,
per una superficie coperta di oltre 1.200 mq, ed è impreziosita
dall'ampio porticato, sormontato da statue di marmo settecentesche e
da un giardino di circa 3.000 mq. Nel cortile d'ingresso, la deliziosa
Cappella-oratorio, edificata con decreto della Repubblica Veneta nel
1790, conserva all'interno il bellissimo altare ad intarsi marmorei
e la superba decorazione in stucco del milanese Franco Sormani, collocata
ai lati della pala dedicata alla Morte di San Giuseppe. La proprietà
può essere completata con l'acquisto dell'adiacente cascina,
tuttora destinata all'allevamento del bestiame, che copre una superficie
di circa 2.600 mq coperti, di cui circa 400 occupati dalla sola casa
colonica. L'intero complesso si estende su un area di circa 11.500 mq,
dove troviamo stalle, silos, un maneggio e le scuderie. Vi è
inoltre la possibilità di acquistare un ulteriore appezzamento
di terreno agricolo di circa 7 ettari, con sovrastante torre e casino
di caccia. Per le sue eccezionali caratteristiche strutturali ed i preziosi
dettagli architettonici, la nobile residenza è sottoposta a vincolo
monumentale. Di particolare nota la sontuosa facciata barocca della
villa, movimentata da lesene, archi e nicchie con statue in marmo, regala
uno straordinario effetto scenografico, a cui sicuramente ha contribuito
anche la scelta di concepire la facciata come una "quinta teatrale".
Un palcoscenico sapientemente enfatizzato dai porticati laterali che,
nella scansione lineare degli elementi, riprendono il portico princiaple,
con i suoi archi ribassati, alternati a porte architravate e sormontate
da aperture quadrate (che regalano leggerezza ed ariosità alla
struttura). Una serie di eleganti finestre dalla cornice rococò,
impreziosite da nicchie ospitanti sculture, si sussegue in piacevole
armonia e un delizioso balconcino in ferro battuto domina la parte centrale
del piano superiore, dove fa bella mostra di se lo stemma della famiglia
Giavarina. Una lunga cortina muraria corre, senza nessuna decorazione,
lungo tutto il perimetro e nasconde agli sguardi Villa Ghisetti Giavarina,
a cui si accede da un grande cortile. Alla sfarzosità dell'esterno
fa da contraltare una sorprendente sobrietà nella partizione
degli ambienti interni, anche se le ricche decorazioni che li caratterizzano
contribuiscono a ristabilire l'equilibrio. Assai suggestivi sono i tre
scaloni: i due laterali vantano decorazioni di Mauro Picenardi, mentre
particolarmente degno di nota è quello centrale, con la volta
affrescata, in stile veneziano e le originali quadrature alle pareti,
che danno vita ad illusorie quanto divertenti figure umane. La volta
dello scalone è dominata dai gruppi allegorici dedicati alla
Musica ed al Canto: decorazioni leggere e di ampio respiro, per un effetto
di grande dinamicità. Di gusto squisitamente tiepolesco, invece,
la volta dello scalone orientale, dove viene rappresentato il tema di
"Arianna abbandonata", come pure molto bella è la scena
delle "Nozze di Bacco ed Arianna", con quei contrasti di chiaroscuri
e quella particolare gamma cromatica che rivela più di un'analogia
con l'arte figurativa lombarda. Un atrio movimentato da sontuose porte
barocche a trabeazione, sostenute da cariatidi, porta al secondo scaloncino
e ad altre due sale, queste ultime caratterizzate da eleganti soffitti
a cassettoni dipinti. Gli stessi che impreziosiscono la sala da pranzo,
in autentico stile Impero, e con gli splendidi affreschi che imitano
i tendaggi. Altre stanze affrescate e decorate si trovano al piano superiore.
In particolare, il salone centrale e, soprattutto, la sfarzosa galleria,
anch'essa, come già le pareti dello scalone centrale, caratterizzata
da finestroni illusori, dietro ai quali si intravedono paesaggi marini,
mentre al centro della volta si può ammirare un gruppo di Amorini
festanti, sempre realizzati da Picenardi. Un'ulteriore prova della unicità
di questa sontuosa dimora viene dall'imponente platano che domina il
giardino, con oltre 20 metri di diametro della sua chioma e i nove metri
di circonferenza del tronco. Piantato più di un secolo fa, si
tratta senza dubbio di un esemplare di rara bellezza, con la sua conformazione
"ad ombrello", merito di sapienti potature e dell'adozione
di particolari accorgimenti durante la crescita.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 1.235 (M 648, F 587)
Densità per Kmq: 98,3 (Censimento Istat 2001)
CAP
26010
Prefisso Telefonico 0373
Codice Istat 019079
Codice Catastale H276
Denominazione
Abitanti ricenghesi
Santo Patrono SS. Pietro e Paolo
Festa Patronale 29 giugno
Numero
Famiglie (2001) 443
Numero Abitazioni (2001) 492
Il
Comune di Ricengo fa parte di:
Regione Agraria n. 2 - Pianura di Crema
Parco del Serio
Località e Frazioni di Ricengo
Bottaiano
Comuni Confinanti
Camisano, Casale Cremasco-Vidolasco, Casaletto di Sopra, Crema, Offanengo,
Pianengo.