Legnano
Lombardia

Legnano è un comune di 56.942 abitanti in provincia di Milano. Situata nell'Alto Milanese ed attraversata dal fiume Olona, è la tredicesima città più popolosa della Lombardia. Le origini dell'abitato sono rintracciabili tra il XXI ed il XIX secolo a.C., periodo al quale risalgono i più antichi reperti trovati nel territorio del Comune. Già in epoche remote, infatti, le colline che costeggiano l'Olona si dimostravano luoghi abitabili. Grazie ad una storica battaglia, Legnano è l'unica città, oltre a Roma, ad essere citata nell'inno Nazionale. Ogni anno i legnanesi ricordano questa battaglia con il palio delle Contrade. Legnano si trova in un territorio che è tra i più industrializzati e sviluppati d'Europa. Legnano è situata lungo il corso la valle del fiume Olona, a sud delle Prealpi Varesine. Il suolo è principalmente composto da ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla. Un tempo era coperto da uno sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte groana. A causa della presenza di strati argillosi sedimentati in corrispondenza di antichi alvei dell'Olona, il terreno fatica ad assorbire l'acqua piovana. Il territorio ha una superficie di 17,72 km2 ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 192 m ed i 227 m s.l.m..

ETIMOLOGIA
Una delle ipotesi più probabili è che "Legnano" derivi dal latino Liciniacum, così chiamata in onore del console romano Lucio Licinio Crasso. Nei documenti antichi è anche chiamata Liniano, Livian, Legniano. In latino è conosciuta come Ledegnanum.

PARCHI
In origine il territorio legnanese era caratterizzato dalla crescita spontanea soltanto di cespugli, data la bassa fertilità del terreno (in Lombardia questo tipo di habitat è conosciuto come groana). Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione ad opera dei contadini e alla costruzione di canali artificiali, è stato possibile rendere coltivabile il terreno. Un tempo, infatti, vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, quercie, pioppi, olmi, aceri ed ontani.
Per l'allevamento dei bachi da seta fu introdotto il gelso. Oggi, a causa di malattie che falcidiarono la pianta, la specie risulta praticamente scomparsa. Tra il XIX ed il XX secolo fu introdotta la robinia per consolidare le massicciate stradali e ferroviarie. La pianta risolse anche il problema della legna da ardere, grazie alla sua rapida velocità di crescita, soprattutto durante le guerre. Oggi questa pianta infestante caratterizza la natura legnanese.
Nel Comune le aree verdi più importanti sono il parco Alto Milanese, il Parco locale del bosco di Legnano (conosciuto anche come parco Castello o parco di Legnano), il parco dei Mulini, il parco bosco dei ronchi ed il parco bosco Tosi.
Il più grande fra questi è il Parco dei Mulini, che occupa una superficie di 264 ettari distribuiti nei comuni di Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago e Nerviano, perciò considerato come parco agricolo Sovracomunale. Nell'area interessata, lungo il fiume, sorgono ancora oggi sei mulini. Si tratta dei mulini Meraviglia (già Melzi Salazar), Cozzi, Cornaggia (lungo l'Olona, adiacente al Parco comunale del Castello di Legnano), De Toffol, Montoli di San Vittore Olona, Galletto di Canegrate ed un altro a valle di Nerviano. L'unico con le macine ancora in efficienza è il mulino annesso alla fattoria agricola Meraviglia a San Vittore Olona, che è certamente il più antico tra i rimasti poiché risalirebbe al XIV secolo.
Il secondo per dimensione è il Parco locale del bosco di Legnano o Parco Castello: nato[40] negli anni settanta, è situato accanto al Castello di San Giorgio, al confine con i comuni di Canegrate e San Vittore Olona. All'epoca dell'istituzione, le piantumazioni non vennero effettuate sulla base della flora tipica locale; per questa ragione, il parco è ricco di conifere. Dal 1981 è stato realizzato un esteso sistema di ruscelli, laghetti, langhe e paludi, alimentato da acque di falda e popolato da un numero elevato di uccelli acquatici, oltre che da numerose specie ittiche.
Il Parco Alto Milanese è situato a nord del comune al confine con Castellanza, Busto Arsizio e Rescaldina. È sorto per la salvaguardia degli aspetti naturali (flora e fauna) e lavorativi (agricoltura e allevamento) tipici della zona in questione, avente anche funzione di polmone verde per la popolazione.

IL PALIO
L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costumi d'epoca medievale per le vie della città, a cui segue il palio delle contrade. L'avvenimento, nato nel 1935, è anche conosciuto come Palio di Legnano e si conclude con una gara ippica in cui partecipano le otto contrade.

La corsa si svolge su manto erboso nello Stadio Giovanni Mari, ed è composta da due batterie eliminatorie di 4 giri dell'anello, seguite dalla batteria finale di 5 giri, che vede la sfida tra le prime 2 classificate di ognuna delle batterie precedenti. La contrada vincitrice del Palio ha diritto a conservare nella propria chiesa, fino all'anno successivo, la Croce di Ariberto da Intimiano.

Il centro delle attività e della vita associativa della contrada è il maniero. Qui sono conservati i costumi e gli ornamenti utilizzati per la sfilata del palio. Nella sfilata storica, più di un migliaio di figuranti in costume d'epoca passano per le vie della città fino a raggiungere il campo sportivo, sede del palio ippico. Il corteo si chiude con il passaggio del Carroccio, dov'è posizionata la riproduzione della croce di Ariberto da Intimiano, trofeo per la contrada vincitrice del palio.

Il palio si inserisce nel contesto del "Maggio Legnanese": una serie di eventi organizzati in città nel periodo del Palio. Tra essi, trova un posto di assoluto rilievo la manifestazione corale La Fabbrica del Canto, iniziativa nata nel 1992 dall'Associazione Musicale Jubilate. È ritenuta una delle maggiori manifestazioni non competitive d'Europa dedicate alla musica polifonica.

ORIGINI
Fin dai tempi più antichi gli abitanti di Legnano vissero sui margini della valle scavata dall'Olona. Questi terreni, più alti rispetto al corso del fiume, non erano infatti allagati dalle regolari piene del corso d'acqua. I più rilevanti ritrovamenti archeologici, dalla preistoria fino alla dominazione romana, sono stati scoperti lungo i margini della valle dell'Olona anche a causa delle inondazioni che si sono succedute durante i secoli, che hanno trasportato a valle i reperti. I più antichi reperti archeologici trovati a Legnano sono dei frammenti di un vaso riconducibili alla cultura di Remedello. Venuti alla luce tra il 1926 ed il 1928, risalgono ad un periodo compreso tra il XXI ed il XIX secolo a.C.. Da un sito archeologico vicino alla Strada Statale del Sempione sono stati ritrovati dei bronzi risalenti alla dominazione celtica, databili tra il IV ed il I secolo a.C. (la cosiddetta cultura di La Tène). I più importanti reperti di epoca romana furono scoperti nel 1925 in una necropoli nella zona est della città. Si trattava di monete, piatti, coppe, bicchieri, balsamari, specchi, utensili in ferro. Altre tombe risalenti allo stesso periodo sono state trovate nel 1985 vicino al centro storico e nel 1991 durante i restauri della chiesa di Sant'Ambrogio. In un altro scavo archeologico sono stati portati alla luce oggetti di tarda età romana. Il corredo era formato da ciottoli, coltelli, rasoi e fibbie. Tutti questi oggetti sono esposti nel Museo civico di Legnano.

CENNI STORICI
Il primo documento pervenuto sulla storia di Legnano riguarda il quartiere di Legnanello (o Legnarello). Si riferisce ad una permuta di terreni situati nella piccola frazione ed è datato 23 ottobre 789. Sembra che il rione esistesse già nel 687, quando ebbe inizio la celebrazione della benedizione e dell'offerta delle candele, introdotta da Papa Sergio I, che si officiava ogni 2 febbraio.
Nel medioevo Legnano era divisa in due parti. La prima, sulla riva destra dell'Olona, comprendeva l'abitato principale e corrisponde all'attuale centro della città (conosciuta, fino all'inizio del XX secolo, come Contrada Granda, in dialetto legnanese). La seconda, Legnanello, si trovava sulla riva sinistra del fiume (da quest'ultima è derivato il nome della contrada di Legnarello). L'abitato principale si sviluppò con una pianta con forma allungata lungo un'importante strada, che ne costituiva l'asse principale attraversandolo da nord a sud. Proveniente dalla valle dell'Olona, questa via di comunicazione attraversava Castellanza, Legnano, l'odierno quartiere "costa di San Giorgio" e proseguiva verso Milano. Nei punti in cui questa strada entrava e usciva da Legnano si trovavano due porte, di cui una, detta «porta di sotto», esisteva ancora nel XIX secolo. Era situata nell'attuale corso Magenta, poco più avanti dell'ingresso di Palazzo Leone da Perego.

Già nel medioevo Legnano non era considerato un villaggio, bensì un borgo, denominazione riservata ai paesi dotati di un mercato e di una fortificazione. Queste infrastrutture in genere sorgevano nei centri più popolosi e servivano anche i centri limitrofi. Nel 1549 la popolazione, decimata dalle epidemie di peste del 1529 e del 1540, era di 576 abitanti, distribuiti in 184 famiglie. Già in questi secoli l'agricoltura legnanese era molto variegata. Le principali colture erano cereali (miglio e frumento), la vite ed il gelso, che è alla base dell'allevamento dei bachi da seta.

Oltre alla coltura di cereali, l'economia legnanese si basava anche sull'allevamento del bestiame e l'artigianato.

Durante il Rinascimento Legnano fu dominata da diverse famiglie nobiliari. Le principali furono i Lampugnani, i Vismara, i Visconti, i Crivelli, i Maino ed i Caimi. Nel corso del XV secolo Legnano si arricchì di molte abitazioni nobiliari, oltre al Castello di San Giorgio ed al Palazzo Leone da Perego. Una di esse si trovava a Legnanello tra l'attuale strada statale del Sempione (anticamente conosciuto come "strada magna") e l'Olona, dove ora si trova il largo Franco Tosi: si trattava di una casa ampia e circondata da giardino, con un ingresso sulla strada che scendeva al fiume. L'edificio originale, che apparteneva a Oldrado Lampugnani, è stato demolito nel 1927. Il Comune lo fece ricostruire in corso Garibaldi, ed ora è sede del Museo civico.

Al periodo seguente la Controriforma risale la costruzione dei conventi e della maggior parte delle chiese: le famiglie nobiliari dell'epoca facevano infatti a gara per accattivarsi il favore degli arcivescovi milanesi o per legare il proprio nome in opere di beneficenza o dirette alla comunità. Per quanto riguarda i conventi, nel borgo si trovavano due importanti monasteri: uno maschile, intitolato a Santa Maria degli Angeli, detto comunemente Sant'Angelo, ed uno femminile, intitolato a Santa Chiara.
L'elemento caratterizzante dei secoli XVIII e XIX fu la costruzione di molti mulini ad acqua lungo l'Olona. Nel periodo di massima espansione dell'attività molinatoria si potevano contare diciassette mulini che sfruttavano la forza motrice del fiume. Gli ultimi sette sono stati demoliti tra il XIX ed il XX secolo dalle grandi industrie cotoniere legnanesi per essere sostituiti da impianti più moderni, che sfruttavano la forza motrice del fiume con maggior efficienza.

I bassi redditi che offriva l'economia agricola e d'allevamento spingeva i contadini ad integrare il lavoro nei campi con altre attività, alle quali si alternavano, durante il giorno, le donne di casa. Alla sera i contadini legnanesi si trasformavano in filatori e tessitori di cotone, di lana e di seta, oppure in tintori.

Durante l'epoca napoleonica fu potenziata un'opera che risulterà decisiva, insieme alle attività artigianali sopraccennate, per la nascita delle industrie. Il governo potenziò infatti la strada del Sempione, già esistente, che collegava Milano con Parigi sul tragitto Rho - Legnano - Gallarate - Arona - Domodossola - Briga, attraversando le Alpi al passo del Sempione. Questa importante via di comunicazione contribuì notevolmente anche ad accrescere l'importanza strategica di Legnano, seconda stazione di posta da Milano.

Nel XIX secolo l'Amministrazione comunale di Legnano era governata dai grandi proprietari terrieri e da esponenti della borghesia più abbiente. Era spesso costretta ad intervenire per dettare norme in materia di agricoltura, pascoli e tutela dei terreni, e per risolvere le accese dispute tra gli agricoltori ed i mugnai, specialmente in periodi di magra dell'Olona.

Il 16 giugno 1862, da un balcone di un edificio ora non più esistente (nel luogo ora si trova la sede centrale della Banca di Legnano), Giuseppe Garibaldi esortò i legnanesi alla costruzione di un monumento a ricordo della famosa battaglia del 29 maggio 1176. L'opera fu poi inaugurata nel 1900.

Nel 1882 ci fu una disastrosa esondazione dell'Olona: per le coraggiose e filantropiche azioni dei suoi abitanti, come si può leggere nella motivazione dell'onorificenza, a Legnano fu conferita la Medaglia d'oro al valor civile.

L'industrializzazione di Legnano è avvenuta tra il 1820 e il 1880. Le tradizioni di artigianato e di manifattura domestica, praticata per integrare il lavoro nei campi, ebbero un peso determinante per la nascita dell'industria nella città. Nella seconda metà del secolo si ebbe la seconda fase della rivoluzione industriale di Legnano, che portò alla nascita delle fabbriche tessili e di quelle meccaniche. Diverse filature nate nei primi decenni del XIX secolo si trasformarono in vere e proprie industrie. Alcune di esse diventarono tra i principali cotonifici lombardi. Le macchine utilizzate nell'industria tessile, sempre più efficienti e quindi complesse, comportavano la necessità di disporre dell'attrezzatura per la manutenzione e di rapidità nelle riparazioni. Di conseguenza, negli ultimi decenni del XIX secolo nacquero le prime industrie meccaniche di Legnano, che costruivano e riparavano macchinari tessili. Successivamente si raggiunse una produzione più ampia nel settore meccanico: nel 1876 Eugenio Cantoni assunse l'ingegnere Franco Tosi, appena rientrato da un periodo di tirocinio in Germania, quale direttore della sua azienda.

Dopo la guerra Legnano fu colpita, come il resto dell'Italia, dalla forte recessione economica conseguente il conflitto. Mancavano gli alimenti fondamentali, il trasporto pubblico era ridotto al minimo e le strade erano dissestate. Il 2 giugno 1945 si riunì, per la prima volta dopo la dittatura fascista, la Giunta comunale, con Sindaco Anacleto Tenconi. L'avvio della democrazia e della ricostruzione dopo le distruzioni della guerra fu lento e faticoso.

Normalizzatasi anche la politica nazionale, l'economia di Legnano riprese a crescere, riprendendo il vigore economico del periodo precedente alla seconda guerra mondiale. Durante la forte crescita economica dell'Italia nel periodo del boom economico, Legnano si assicurò tra il 1951 e il 1961, il più alto indice di occupati nell'industria in rapporto alla popolazione tra i Comuni lombardi (65,2%), seconda dopo Sesto San Giovanni. Nella seconda metà del XX secolo molte delle grandi aziende citate chiusero i battenti. L'unica industria citata ancora attiva è la Franco Tosi, specializzata nella produzione di turbine.

L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento, come ad esempio la Franco Tosi. Si tentò quindi di puntare al settore terziario. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire delle attività industriali. Iniziò allora una fase caratterizzata dalla nascita di piccole aziende. Tali processi continuano tuttora.

Legnano, con la zona circostante, è ancora oggi tra le aree più sviluppate ed industrializzate d'Europa.

DATI RIEPILOGATIVI

In aggiornamento

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ENTE MORALE ASILO INFANTILE - SAN VITTORE OLONA (MI)