Gottolengo
è un comune italiano di 5.148 abitanti della provincia
di Brescia in Lombardia. Si trova nella zona della Bassa
Bresciana, il punto più meridionale e con più
comuni di tutta la provincia. Gottolengo è un importante
sito archeologico, dato l'alto numero di reperti dissotterrati
a partire dalla metà degli anni venti nella zona
del Castellaro. Oggi il comune è anche un centro
industriale, ma conserva ancora numerose tracce di vita
contadina alla quale il paese è rimasto attaccato
fino a non molti decenni fa. La piccola e ormai disabitata
frazione di Solaro si trova a nord del centro abitato. Il
territorio di Gottolengo è compreso nella pianura
Padana. Il comune è situato accanto ai confini delle
province di Cremona e di Mantova ed è inserito nell'area
della Bassa Bresciana, ovvero il territorio di pianura a
sud della provincia; il paese è perciò interamente
pianeggiante. L'unica altura è sita in località
Castellaro, un clivo che costituisce il punto più
elevato di Gottolengo (65 m s.l.m). Il principale fiume
passante per il paese è il Gambara, nome attribuitogli
poiché attraversa l'omonimo comune con il quale Gottolengo
confina a meridione. Fra l'Ottocento ed il Novecento alcuni
gottolenghesi, come del resto molti italiani, emigrarono
in cerca di fortuna nelle Americhe (USA e Argentina in particolare)
o in Australia. Negli anni immediatamente successivi alla
seconda guerra mondiale la popolazione del comune raggiunse
il suo picco più alto con 5225 abitanti. In quegli
anni anche la frazione di Solaro, oggi deserta, contava
circa 1500 residenti che abitavano nelle enormi cascine
a corte tipiche della Val Padana e anche in alcune strutture
pubbliche. Negli anni successivi una nuova ondata migratoria
coinvolse il paese, con destinazione le grandi città
del nord Italia come Milano, Torino, Genova e Brescia alla
ricerca di lavoro nelle nascenti fabbriche. Negli ultimi
tempi nel comune è in atto una forte crescita di
cittadini extracomunitari. Il territorio di Gottolengo,
come già accennato in parte, fu a partire dai primi
anni del secolo scorso oggetto di ricerche scientifiche
e rinvenimenti archeologici. La zona in cui avvennero i
primi ritrovamenti, oggi detta "Castellaro", è
un'area costituita da un basso altopiano posta ai limiti
meridionali del centro abitato. Nel corso degli anni da
questo luogo sono riaffiorati vari oggetti di vita quotidiana,
come rudimentali telai, armi, resti di bronzo ed un prezioso
corno in terracotta, considerato fra gli strumenti da suono
più antichi del mondo. Attualmente parte dei ritrovamenti,
attribuiti a popolazioni quali Cenomani e Romani, sono custoditi
nel piccolo museo comunale di Gottolengo ospitato all'interno
della casa torre. Numerose sono inoltre le lapidi romane
rinvenute nella zona, tra le quali ricordiamo quella, citata
in precedenza, inserita nell'abside della parrocchiale e
una che ricorda lo scioglimento di un voto ad Apollo.
MANIFESTAZIONI
Festa della Madonna del Carmelo
La festa si tiene attorno alla metà del mese di luglio
a partire dal giorno in cui si venera la Madonna del Carmelo.
I festeggiamenti durano circa una settimana e iniziano con
la processione per le vie del paese: la statua mariana viene
trasferita dalla chiesa di San Girolamo alla parrocchiale,
dove rimane esposta per tutta la durata dell'evento. La
festa è contornata dalla fiera del paese.
Sagra
della patata
Questa sagra è stata istituita nel 2002 per promuvere
la coltivazione della patata, ortaggio simbolo di Gottolengo
introdotto a partire dal Cinquecento dai padri Carmelitani
del convento di San Girolamo. La sagra, che si è
andata via via arricchendo nel corso degli anni, si svolge
generalmente a settembre, l'ultimo fine settimana prima
dell'inizio delle scuole, ed è spesso contornata
da spettacoli di paracadutismo, cinofili, da concorsi di
genere culinario e gare di ortaggi giganti. La sagra si
tiene all'interno del palazzetto dello sport, dove vengono
allestiti stand espositivi e gastronomici relativi all'intero
territorio della Bassa Bresciana. L'evento è quindi
a carattere espositivo e gastronomico.
DA VEDERE
La
parrocchiale
L'attuale parrocchiale gottolenghese, dedicata ai santi
Pietro e Paolo, fu costruita a partire dal 1746 su progetto
dell'architetto Domenico Prandini di Calvisano per poter
vantare una chiesa che non sfigurasse nel confronto con
quella del vicino comune di Gambara. La costruzione fu ultimata
nel 1765 e l'edificio consacrato nel 1778, come ricordano
due lapidi poste sul sovraporta dei portalini del coro.
La chiesa, costruita in stile barocco, è ricca di
numerosi affreschi, come il Martirio di San Pietro posto
in cima all'abside, sotto il quale si trova la zona dell'altare
maggiore. Altra opera importante è la Vergine con
San Pietro, attribuita al Cignaroli, posta sopra il coro.
Oltre ai sette altari in marmo, costituiti da cellette laterali
e decorati con statue o affreschi la chiesa racchiude al
suo interno anche opere in legno raffiguranti il Cristo
morente in croce e la Madonna ed un organo Serassi, costruito
attorno alla seconda metà dell'Ottocento e di recente
restaurato. La facciata è suddivisa in due ordini,
sul primo marcapiano si trovano le statue di San Pietro
e di San Paolo, mentre sulla sommità è presente
la scultura della risurrezione di Cristo. Nella parrocchiale
vengono officiate le principali funzioni religiose del paese.
Il
complesso di San Girolamo
Il Convento dei Carmelitani, dedicato a San Girolamo, sorse
nel 1479 al di fuori del borgo murato. I lavori iniziarono
dopo che un ricco orefice gottolenghese aveva lasciato tutti
i suoi averi al comune da utilizzarsi in opere di bene.
Il municipio decise di dare il denaro ad un carmelitano
e finanziò la costruzione fornendo i mattoni necessari
all'innalzamento del monastero. La costruzione comprendeva
il convento con annessa una chiesa; i Carmelitani che vivevano
al suo interno erano dediti ad opere di carità a
favore dei poveri, prestando un servizio ospedaliero ed
assistenziale. È a questi frati che si deve, nel
Cinquecento, l'introduzione nella zona della coltivazione
della patata. Il monastero carmelitano fu soppresso nel
1797 e trasformato in ospedale, e al suo interno sono stati
oggi costruiti degli alloggi. La chiesa ha continuato ad
esistere anche dopo lo smantellamento del monastero come
cappella dell'ospedale, divenendo una dipendenza della parrocchia
di Gottolengo; recentemente è stata restaurata ed
oggi funge da luogo di culto solo in determinate occasioni.
La chiesa è costituita da un'unica navata ai cui
lati si aprono otto cellette decorate con numerosi affreschi
di santi, fra i quali spiccano quelli di Santa Lucia, Santa
Apollonia e Sant'Antonio abate. Oggetto di profonda devozione
da parte dei cittadini di Gottolengo è la cinquecentesca
statua in legno della Madonna del Carmelo sita al suo interno.
Il
Santuario dell'Incidella
Il Santuario dell'Incidella, che si trova lungo la strada
che dal comune conduce alla frazione di Solaro e a Isorella,
è un luogo di culto dedicato alla natività
della Beata Vergine Maria. L'edificio, composto da un oratorio
e da una chiesa con campanile, risale al XVII secolo ed
è stato costruito in stile barocco su di una cappella
preesistente. L'ingresso era in passato costituito da un
porticato a tre archi, andato distrutto durante gli anni
sessanta a causa di un incidente automobilistico. Attualmente
è stato realizzato un ampio spiazzo innanzi al portone
della chiesa e si sta pensando di ricostruire il porticato
sul modello di quello precedente.
Il
Teatro Zanardelli
Una fra le principali sedi della cultura gottolenghese è
il teatro Zanardelli, struttura di fine Ottocento costruita
su due piani rialzati in grado di ospitare fino a un massimo
di 200 persone e recentemente restaurata, in cui ogni anno
vengono proposte varie opere eseguite da diverse compagnie.
Le commedie dialettali sono spesso eseguite dall'unica compagnia
teatrale con sede in Gottolengo, la "QUO VADIS",
diffusa però solo a livello locale.
ORIGINI
E CENNI STORICI
La zona in cui sorge l'odierno comune di Gottolengo cominciò
ad essere abitata fin dal 2000 a.C., quando i primi uomini
iniziarono a stabilirsi nella zona del Castellaro, costruendo
inizialmente semplici palafitte. Essi scelsero di vivere
in quel luogo perché circondato da un torrente sopra
cui si trovava un'altura strategica. Tuttavia la località
fu abbandonata già sul finire dell'età del
bronzo e un nuovo villaggio fu fondato nel luogo in cui
oggi sorge e si sviluppa l'attuale centro abitato. Il fatto
è testimoniato dalla presenza della cosiddetta Lapide
dei Quattuorviri (I secolo d.C.) che ricorda l'innalzamento
in seguito ad un decreto dei decurioni, ossia il consiglio
cittadino con sede a Brixia (l'odierna Brescia, del cui
municipium faceva parte Gottolengo), di una torre di difesa
sotto la cura dei supremi magistrati municipali, i Quattuorviri.
Alla fine del VI secolo il territorio gottolenghese cadde
in mano ai Longobardi, i quali successivamente lo donarono
alla nascente Badia Leonense, abbazia diretta da benedettini
con sede a Leno. L'edificio religioso fu fatto costruire
da Desiderio nel 758, re longobardo originario di Brescia,
già fondatore nella sua città natale, con
l'ausilio della moglie Ansa, del Monastero di Santa Giulia,
di cui era stata nominata prima badessa la figlia Anselperga.
In epoca tardo medioevale e rinascimentale Gottolengo divenne
un borgo murato di media importanza, dapprima sotto la giurisdizione
politico-amministrativa dei monaci della Badia, poi sotto
l'egemonia dei Visconti ed infine sotto il controllo della
Repubblica di Venezia. Nell'ottobre del 1521 il borgo venne
saccheggiato dai Lanzichenecchi e cadde in uno stato di
miseria e abbandono. Nello stesso anno venne conferito a
Gottolengo un riconoscimento dal governo francese; il comune
fu insignito di tre gigli di Francia, che tutt'oggi appaiono
sullo stemma del paese, per aver aiutato la Repubblica di
Venezia alleata dei Francesi nella resistenza contro Carlo
V d'Asburgo. Nel 1836 Gottolengo venne flagellato da un'epidemia
di colera. Di conseguenza venne fondato, al di fuori del
centro abitato nella località di Castellaro, un lazzaretto,
ove i malati venivano ricoverati per non infettare la popolazione
sana che viveva entro le mura del comune. A cavallo fra
la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento iniziò
a svilupparsi il settore terziario, parallelamente all'istituzione
della prima banca agricola. Pochi anni dopo, allo scoppio
della Grande guerra, dal paese partirono per il fronte molti
soldati, oggi ricordati come eroi della patria nel monumento
ai caduti di Gottolengo che sorge lungo la strada provinciale
per Leno. Il paese venne scosso dalla Seconda guerra mondiale
e, al cessare delle ostilità, con la località
liberata dagli Angloamericani, la cittadina era ormai caduta
in uno stato di assoluta miseria. Fu solo con la rivoluzione
industriale del secondo dopoguerra che nel paese iniziò
a mutare l'assetto economico. Ai vecchi mestieri e alle
tradizionali attività agricolo-artigianali si sono
venute affiancando nel tempo diverse imprese industriali,
ma nel paese è rimasto ancora oggi molto vivo lo
spirito contadino di un tempo, che riveste ancora oggi un'importanza
economica e sociale determinante.