Botticino
è un comune di 10.675 abitanti della provincia di
Brescia, nell'area pedemontana immediatamente a nord-est
del capoluogo. È rinomato per il marmo botticino,
un calcare sedimentario pregiato, per il vino Botticino
DOC e per i numerosi calzifici specializzati che producono
per i maggiori marchi della moda. Il comune è stato
costituito nel 1928 dall'unione dei comuni di Botticino
Mattina e Botticino Sera, attualmente frazioni assieme a
San Gallo. Botticino si trova a nord-est della città
di Brescia. Le frazioni di Botticino Sera e San Gallo si
estendono sulle pendici del Monte Maddalena e del Monte
Fratta; la frazione di Botticino Mattina si estende nel
contiguo ampio fondo del rio Rino.
ETIMOLOGIA
L'origine del toponimo è incerta. Molto probabilmente
deriva dal termine medievale botto o botte.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa
della Trinità
Si trova sul colle di San Gallo, adiacente all'ex monastero
omonimo, nato intorno al 1100 ed ora sede di una scuola
di restauro. La chiesa è da tempo immemore luogo
di devozione della popolazione della frazione San Gallo,
così come la Madonna con Bambino, statua lignea risalente
ai primi del 1600. Chiusa nel 2000 a seguito di problemi
statici, è stata riaperta nel dicembre 2006 dopo
lunghi interventi di consolidamento e restauro. La chiesa,
annessa alla scuola di restauro di cui costituisce l'aula
magna, non è visitabile, se non in occasione di specifiche
iniziative.
Scuola
di Restauro
Sul colle San Gallo, nell'ex monastero della SS. Trinità,
si trova la Scuola Regionale per la Valorizzazione dei Beni
Culturali, istituita nel 1974 dall'Enaip, ente di formazione
delle Acli, con la collaborazione dell'ICR (Istituto Centrale
del Restauro di Roma). In più di trent'anni la Scuola
ha formato più di 400 restauratori, provenienti da
oltre 10 regioni italiane e dall'estero, e ha operato più
di 800 interventi di conservazione e restauro di beni mobili
e immobili nei seguenti settori: dipinti su tela, opere
lignee policrome, dipinti murali e materiali lapidei, opere
contemporanee polimateriche, arazzi tappeti e tessili, libri
e opere su carta. La ricerca europea COMBEFOR, condotta
nel 2002 dalla Fondazione Secco Suardo, ha inserito la Scuola,
insieme ad altre quattro italiane tra cui l'ICR e l'OPD,
nel panel di realtà europee studiate per le loro
attività formative nel settore del restauro. Attualmente
la Scuola è finanziata dalla Regione Lombardia nell'ambito
delle Attività di Rilevanza Regionale.
Il
Museo del marmo
Il Museo del marmo di Botticino è una piccola realtà
sorta nel 1996, appoggiata dal comune e dalle cooperative
di cavatori di marmo; la raccolta è nata grazie all'impegno
dei volontari del gruppo "La Pietra di Botticino"
e del Signor Forti, anziano cavatore, che insieme al figlio
hanno raccolto un grande numero di attrezzi, foto e documenti,
relativi al mondo delle cave del marmo di Botticino.
ENOGASTRONOMIA
Il Consorzio vinicolo del Botticino Doc ha sede nel comune
di Botticino e comprende i vigneti di Botticino e in parte
di Rezzato e Brescia. Il vino Botticino Doc e Botticino
Doc Riserva vengono prodotti con una ricetta a base di uve
barbera, merzemino, schiava gentile e san giovese si presenta
di un colore rosso rubino carico, la gradazione alcoolica
del vino varia dai 12 ai 14 gradi. Il sapore robusto si
accompagna splendidamente con salumi tipici della zona,
brasati, stracotti, arrosti e cacciagione allo spiedo. Le
Principali cantine produttrici di Doc Botticino sono:
- Antica Tesa di Noventa Pierangelo
- Emilio Franzoni
- Scarpari
- Tognazzi
- Pierino Franzoni
- Goffi
Alcune cantine producono anche il vino ad Indicazione Geografica
Tipica (IGT) Ronchi di Brescia.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Il nome di Botticino sembra derivi da Bottus, condottiero
romano cui era stata assegnata la Valverde, oppure da Bottius,
primo proprietario delle cave di marmo in epoca romana.
Grazie al territorio pianeggiante e al corso d'acqua che
lo attraversa, il primo dei tre centri a conoscere un ragguardevole
insediamento umano fu Botticino Mattina. Nel XVII secolo
era già noto in tutta la Serenissima Repubblica di
Venezia per le sue pregiate pietre marmoree. Botticino Sera
è il centro più popolato ed esteso. Durante
la dominazione austriaca Botticino si distinse per una intensa
attività cospirativa che culminerà nel 1849,
dopo le dieci giornate di Brescia, con una violenta repressione
da parte della polizia austriaca. Tra i personaggi che in
questo periodo caratterizzarono la vita del paese vanno
ricordati Giovita Scalvini, Luigi Cazzago e Tito Speri.
L'inizio del XX secolo segna un autentico boom della produzione
del marmo, grazie all'opera del ministro bresciano Giuseppe
Zanardelli che, per la costruzione del monumento a Vittorio
Emanuele II, commissionò la fornitura del marmo esclusivamente
a Botticino. Sempre all'inizio del Novecento si sviluppò
a Botticino Sera la produzione delle calze.