Sarzana
è un comune italiano situato nella zona sud-orientale della provincia
della Spezia in Liguria, confinante a nord con il territorio del comune
di Santo Stefano di Magra e Aulla, a est con Fosdinovo, Castelnuovo
Magra, Ortonovo e Carrara, a sud con Ameglia ed è bagnata dal
Mar Ligure e ad ovest con Lerici e Vezzano Ligure. Con i suoi 21.358
abitanti, è il secondo comune più popolato della provincia
della Spezia, dopo il capoluogo spezzino. Grazie alla sua posizione,
Sarzana è dalla sua fondazione crocevia di importanti vie di
comunicazione tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia-Romagna. Sin dall'antichità
fu centro agricolo, commerciale e strategico di grande rilievo, e già
in età medievale importante centro religioso e giuridico, con
la sede vescovile e del tribunale. Sarzana sorge nella parte terminale
della vallata del Magra, a pochi chilometri dall'estuario del fiume,
in una zona relativamente pianeggiante ad est del fiume, detta appunto
Piana di Sarzana. La città sorge ai piedi della collina di Sarzanello,
un rilievo di circa 150 metri s.l.m. Il sistema orografico circostante
è rappresentato dalle asperità che diradano dalle vicine
Alpi Apuane. Il comune è inserito nel Parco naturale regionale
di Montemarcello - Magra. Nei pressi di Sarzana scorre il fiume Magra,
il cui bacino è alimentato anche dall'affluente sarzanese del
torrente Calcandola. Oltre al fiume sono presenti due specchi d'acqua,
di dimensioni modeste, detti "Bozi", termine dialettale che
indica la pozzanghera, in questo caso l'acquitrino, e che quindi rimanda
alle piccole dimensioni dei due laghetti. Il centro abitato si trova
a pochissimi chilometri dal mare e dal confine con la regione Toscana.
La sua posizione geografica ha fatto di Sarzana una vera e propria terra
di confine, un punto di contatto tra usanze, tradizioni e storie differenti.
Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di
Sarzana Centro; presso la frazione di Luni del comune di Ortonovo è
ubicata la stazione meteorologica di Sarzana Luni, ufficialmente riconosciuta
dall'Organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento
per lo studio del clima che caratterizza la città e la sua piana.
Nel comune di Sarzana non si riscontrano particolari problematiche ambientali,
eccezion fatta per lo stato di degrado della frazione di Marinella.
Il "caso" Marinella è emblematico: dopo uno sviluppo
il cui obbiettivo era di creare l'impianto per lo sviluppo del turismo
balneare teso alla creazione di una località di villeggiatura,
avvenuto negli anni '50 e '60, la frazione ha conosciuto uno stato di
degrado e di abbandono tanto graduale quanto inesorabile.
Le
sorti del centro balneare sarebbero state legate recentemente ad un
progetto di riqualificazione che prevede la costruzione di 800 posti
barca con 40.000 m2 di nuove costruzioni. Il progetto di tale intervento
è stato affidato alla Marinella spa, una società partecipata
dal Gruppo Bancario Monte dei Paschi di Siena. Nel 2006, Legambiente
ha conferito la Bandiera nera anche alla Marinella Spa di Sarzana, per
il progetto di "valorizzazione" della tenuta di Marinella
che, secondo Legambiente, andrebbe ad alterare profondamente il territorio
dell'area costiera, prevedendo un aumento delle volumetrie edificabili
di 6.000 metri cubi a fronte dei 2.500 previsti dal Piano regolatore
generale del comune di Sarzana.
MANIFESTAZIONI
Soffitta nella strada, rassegna di mercato dell'antiquariato e del modernariato
che si svolge nel periodo estivo, su banchi estemporanei per le vie
del borgo.
Calandriniana, manifestazione di pittori impegnati in produzioni estemporanee
nelle strade del borgo. Il centro della manifestazione si svolge in
piazza Calandrini.
Napoleon Festival Rievocazione storica, eventi, legati alla figura di
Napoleone
Festival della Mente, rassegna dedicata alla creatività, ai percorsi
di creazione, di sviluppo delle idee ed ai processi creativi in genere,
a cui partecipano grandi personaggi italiani e stranieri, massimi esponenti
nei campi dell'arte, della letteratura, delle scienze e talvolta dello
spettacolo.
Festival Internazionale del Teatro di Strada, rassegna teatrale per
le vie del borgo.
Fiera tradizionale delle nocciole, con banchetti gastronomici.
ETIMOLOGIA
Il nome Sarzana appare citato per la prima volta in un diploma dell'imperatore
Ottone I datato al 963, nel quale viene riconosciuto al vescovo di Luni
il possesso del castrum Sarzanae. Doveva all'epoca trattarsi probabilmente
di un piccolo borgo fortificato, situato dove attualmente si trova la
fortezza di Sarzanello[1], a controllo delle vie che percorrevano il
fondovalle.
STORIA
In realtà il luogo dove sorge oggi il borgo doveva esser popolato
già in epoca neolitica, in virtù dei reperti archeologici
rinvenuti, soprattutto da alcuni esemplari di statue stele, forma artistica
diffusa nel territorio lunigianese. Alla conquista romana della piana
lunense si lega con tutta probabilità la toponomastica del luogo:
il nome deriva probabilmente dal prediale Sergius, da cui sarebbe derivato
il femminile Sergiana a cui si aggiungerà presto la denominazione
militaresca di castrum. Intorno al 1000 un nucleo abitato si andò
formando più a valle in corrispondenza dell'incrocio tra la Via
Aurelia e la Via Francigena, che metteva verso Parma e Piacenza. La
decadenza della vicina Luni, provocata dalle incessanti e devastanti
incursioni dei Saraceni, fu tra le cause della crescita di Sarzana.
Papa Innocenzo III decretò il passaggio della sede vescovile,
nelle bolle del 7 marzo 1203 e del 25 marzo 1204, dalla oramai spopolata
Luni, a Sarzana. Intorno al 1240, a seguito delle vicende che portarono
al consolidamento del potere imperiale di Federico II in Toscana, il
vescovo lunense Guglielmo fu costretto all'esilio nella guelfa Lucca
ed al suo posto prese il potere un vicario imperiale, il marchese Oberto
II Pallavicino. Quest'ultimo con l'aiuto delle forze ghibelline dei
Malaspina e dei pisani conquistò il borgo di Lerici nel 1241.
Dopo la sconfitta di Federico II, il vescovo Guglielmo fece ritorno
alla sua sede, trovando un altro avversario più temibile: Nicolò
Fieschi. Il potente genovese, nipote di papa Innocenzo IV incominciò
ad annettere le contee dei vassalli vescovili ed il suo potere si estese
ben presto da Lavagna fino ad arrivare alla Val di Magra. Ma nel 1270,
con la presa del potere della parte ghibellina nella Repubblica genovese,
cambiò il corso delle cose e il Fieschi dovette cedere le terre
in suo possesso proprio alla repubblica marinara, la quale si andava
rafforzando nell'intero circondario lunigianese. Nel 1273 venne nominato
successore del vescovo Guglielmo, Enrico da Fucecchio, il quale nel
1276, a seguito di episodi di "insubordinazione" al potere
vescovile da parte dei burgensi sarzanesi, li scomunicò a scopo
intimidatorio, ma fu cacciato dalla città e costretto a rifugiarsi
in Lunigiana. Solo dopo l'intervento del Pontefice, Bonifacio VIII,
i cittadini vennero costretti ad accettare il successore di Enrico,
Antonio Nuvolone da Camilla. Il 6 ottobre del 1306, nell'antica Piazza
della Calcandola, Dante Alighieri ricevette quella procura in bianco
dal marchese Franceschino Malaspina di Mulazzo in forza della quale
egli poté recarsi, la mattina stessa, in Castelnuovo Magra a
siglare la pace con il vescovo-conte di Luni Antonio Nuvolone da Camilla.
Gli Atti originali della Pace di Castelnuovo, a rogito del notaro sarzanese
Giovanni di Parente di Stupio (custoditi in originale presso l'Archivio
di Stato della Spezia), fanno di Sarzana (e di Castelnuovo Magra) gli
unici luoghi certi dell'intera biografia dantesca dell'esilio, in compagnia
della sola, fatale Ravenna. La pace siglata da Dante segnò di
fatto la fine del potere temporale dei vescovi in Lunigiana. Il 12 giugno
1316 il vescovo Gherardino Malaspina, nominò Castruccio Castracani
visconte della diocesi lunense, il quale dominò la città
fino alla sua morte, il 3 settembre 1328. Successivamente la rappresentanza
della città si recò presso l'imperatore Federico III di
Aragona, per chiedere il riconoscimento i diritti acquisiti dal vescovo
Gherardino in esilio (soprattutto diritti tributari), che li concesse.
Nel 1343 Sarzana tornò sotto l'influenza dei Pisani per passare
successivamente sotto la dominazione della Repubblica genovese (1438),
concludendosi con quella dei Medici, che strinsero d'assedio la città
nel 1487, durante la guerra, denominata "guerra di Serrezzana".
A causa della guerra la fortezza Firmafede fu completamente distrutta,
per poi esser riedificata e denominata appunto Cittadella. Poco prima,
nel 1469, fu insignita del titolo di Sigillum civitatis Sarzane dall'Imperatore
Federico III. Passò quindi ancora a Genova prima attraverso il
Banco di San Giorgio e poi, direttamente nel 1562. Il controllo della
zona rimase in mani genovesi fino alla caduta, per opera di Napoleone
Bonaparte il quale edificò la sua residenza personale, ancora
oggi visitabile, nei pressi della Pieve di Sant'Andrea. Nel 1797, proprio
Napoleone Bonaparte fece entrare a far parte Sarzana della Repubblica
Ligure e nominandola capoluogo di uno dei tre Cantoni del Dipartimento
degli Appennini, fino al 1815, quando con il Congresso di Vienna, il
suo territorio venne incluso nel Regno di Sardegna e dal 1861 fece parte
del Regno d'Italia. Dal 1859 al 1923 il comune di Sarzana appartenne
alla provincia di Massa-Carrara e in seguito entrò a far parte
della neonata provincia spezzina. Sarzana fu protagonista nell'estate
del 1921 di elevati contrasti tra squadre fasciste e popolazione, culminati
il 21 luglio nei cosiddetti Fatti di Sarzana, uno dei pochi episodi
di resistenza armata all'ascesa del Fascismo. L'impeto e la tenace resistenza
della popolazione al regime si riaccesero durante il periodo posteriore
all'armistizio dell'8 settembre 1943. Durante l'occupazione nazista,
la popolazione di Sarzana, diede un decisivo contributo alla lotta partigiana.
Sulle colline sovrastanti la città si formarono gruppi spontanei
dei cosiddetti "sbandati" poi riuniti in vere brigate partigiane,
la più famosa fu la brigata "Ugo Muccini". La lotta
che intrapresero queste formazioni fu determinante per contenere la
violenza e la forza degli occupanti tedeschi e fascisti, responsabili
di eccidi efferati nelle vicine località lunigianesi e garfagnine.
Un altro fattore determinante fu la vicinanza alla Linea Gotica, fattore
che caratterizzò l'asprezza della lotta partigiana nel sarzanese
sottolineata da molteplici scontri tra partigiani e nazifascisti, scontri
nei quali venne pagato un alto tributo di vite.
LA
CATTEDRALE
La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, fu edificata sull'area
dove sorgeva la Pieve di San Basilio a partire dal 1204. Il lavori di
costruzione terminarono nel 1474 con il compimento della parte superiore
della facciata ad opera di Leonardo Riccomanni da Pietrasanta. Successivamente
alla conclusione dei lavori, nel 1735 furono poste sulla facciata le
statue di Sant'Eutichiano al centro, di Sergio IV a sinistra e di Niccolò
V a destra. La chiesa è in stile romanico-gotico, con la facciata
in marmo bianco, il portale con sovrastante rosone gotico e fiancheggiata
da due corpi laterali del XVII secolo. A destra c'è il campanile
merlato, aperto in progressione da monofore e quadrifore, unico resto
dell'antica Pieve di San Basilio. L'impianto è a croce latina
suddiviso in tre navate, divise tra loro da ampie arcate costituite
da pilastri ottagonali raccordati da archi a tutto sesto. Il soffitto
è a cassettoni in legno, intagliato da Pietro Giambelli tra il
1662 ed il 1670. Al suo interno sono custoditi dipinti del Solimena
e del Fiasella, come la Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta,
il Martirio di Sant'Andrea e La Strage degli Innocenti, opere scultoree
rinascimentali come l'ancona della Purificazione e lIncoronazione, di
Leonardo e Francesco Riccomanni, una terracotta della scuola del Luca
Della Robbia. La cattedrale sarzanese è conosciuta soprattutto
perché ospita la più antica croce dipinta italiana, opera
del Maestro Guglielmo, datata 1138 e definita opera fondamentale della
pittura romanica. Il crocifisso di Mastro Guglielmo, sebbene ridipinto
nel corpo e nel volto nel XIV secolo, segna un famoso esempio dall'iconografia
del Christus triumphans prima dell'affermarsi dell'iconografia del Christus
patiens; vi è ritratto un Gesù con espressione più
umana e sofferente, tipica della spiritualità dell'epoca. La
Chiesa è famosa per la reliquia del sangue di Gesù Cristo,
raccolto durante la crocefissione. La reliquia è custodita nella
cappella "del preziosissimo sangue" a destra dell'altare maggiore.
PIEVE
DI SANT'ANDREA
La Pieve di Sant'Andrea è l'edificio sacro più antico
di Sarzana, risalente tra il X secolo ed il XI secolo, ricordata per
la prima volta come sede del Sinodo del 1137. Venne costruita in tre
fasi distinguibili da alcuni elementi sia architettonici che testamentari:
la bifora di facciata, ornata da una testa apotropaica, risale al primo
periodo; gli Statuti del 1330 menzionano un'opera di ristrutturazione
con la demolizione di una parte della chiesa e il rialzamento della
torre campanaria; l'ultima fase risale al 1579 quando l'intera costruzione
venne ampliata e ristrutturata, stravolgendo l'impianto romanico, con
l'accorpamento delle tre navate in un'unica aula mono absidata e voltata
a botte. La facciata è decorata da un portale cinquecentesco
con stipiti ornati da due cariatidi a seno scoperto, sormontato dalla
stella ad otto punte, il sidus, simbolo degli Anziani del comune di
Sarzana. Furono rimosse le aggiunte barocche del XVII secolo, riportando
l'edificio al suo aspetto medievale. All'interno si trovano sculture
marmoree del XIV e XV secolo, raffiguranti il patrono di Sarzana, Sant'Andrea,
ed i santi Pietro e Paolo, una fonte battesimale decagonale con basamento
marmoreo di Giovanni Morelli da Carrara, e una Vocazione di Santi Giacomo
e Giovanni del Fiasella ed altri dipinti. I recenti scavi, all'interno
della Pieve, hanno riportato alla luce, oltre ad un forno per la fusione
dei metalli ed una serie di reperti.
FORTEZZA
DI SARZANELLO
Uno dei simboli di Sarzana è la fortificazione militare che sorge
sulla vicina collina di Sarzanello, da cui appunto prende la denominazione,
e domina la vallata del Magra. Antica sede vescovile, la Fortezza fu
per secoli presidio militare della vallata, centro nevralgico e strategico,
fu spesso al centro delle contese militari della zona. Attualmente la
Fortezza è visitabile solo negli orari di apertura, mentre l'intera
collinetta è liberamente accessibile ed è un punto panoramico
suggestivo su tutta la vallata. Sovente la Fortezza ospita eventi culturali
come mostre o eventi musicali.
LA
CITTADELLA
La Cittadella o Fortezza Firmafede fu la prima fortificazione cittadina
sarzanese e fu edificata nel 1249, con la cinta muraria della città,
grazie all'aiuto dei Pisani alleati della città. Nel 1324 Castruccio
Castracani apportò numerose e rilevanti modifiche ai sistemi
difensivi e successivamente il complesso fu distrutto dai Fiorentini,
guidati da Lorenzo de' Medici, nel 1487 durante la "Guerra di Serrezzana".
La Cittadella attuale fu realizzata sui ruderi della precedente per
ordine di Lorenzo de' Medici che si avvalse del lavoro dei migliori
architetti militari fiorentini dell'epoca come Giuliano da Sangallo,
Francesco di Giovanni detto il Francione e Luca da Caprina. Nel 1494
i Genovesi rientrarono in possesso di Sarzana, grazie alla vendita della
stessa da parte di Carlo VIII al Banco di San Giorgio, e completarono
i lavori della cittadella, oggetto di ulteriori modifiche e rafforzamenti
nel XV secolo e XVI secolo. Nel secolo scorso il complesso venne utilizzato
come carcere, mentre oggi è utilizzata come sede di manifestazioni
culturali e mostre. Costituita da un corpo di fabbrica principale, di
forma quadrilaterale regolare, con al suo interno un maschio centrale,
è circondata da un imponente sistema murario di difesa, a cui
è frapposto un ampio e profondo fossato. L'accesso principale
avviene tramite un percorso che passa attraverso un ponte in pietra
che conduce al portone principale, il quale si apre un cortile interno
molto ampio, laterale al corpo centrale.