Sanremo
o San Remo, anticamente Villa Matutiæ, è un comune di 56.269
abitanti della provincia di Imperia. Attualmente è la quarta
città ligure per il numero della popolazione, preceduta da Genova,
La Spezia, Savona.
La toponomastica
prevede due versioni, derivanti dall'etimologia: Sanremo e San Remo.
Infatti il nome della città sembra essere una forma corrotta
di San Romolo (in dialetto locale si pronuncia infatti San Rmu,
mutuato quindi in Sanremu) o di Sant'Eremo di San Romolo. San Romolo
è stato un vescovo di Genova vissuto intorno al IX secolo, che
ha trascorso buona parte della sua vita nella città ligure, e
che si spense da eremita alle pendici del Monte Bignone, 1299 m.
L'etimologia
ufficiale è tuttavia sempre stata controversa, ed a lungo oggetto
di interpretazioni e di applicazioni pratiche divise fra le due forme.
Innanzi tutto, non esiste, nella religione cattolica, un San Remo. Questa
è la giustificazione che è sempre stata addotta da coloro
che ritengono di dover adottare la versione contratta in una sola parola,
Sanremo appunto, come viene attualmente fatto dal Comune e da tutti
gli Enti provinciali e regionali.
Per tradizione,
vi sono tre diverse modalità di indicare gli abitanti della città:
i sanremaschi sonocoloro che da generazioni sono nati e vissuti a Sanremo;
i sanremesi, coloro che risiedono o sono nati in città ma che
hanno origini forestiere; infine matuziani, usato più raramente
e spesso in senso lato, raccoglie nella globalità gli abitanti
della città dei fiori.
È
una nota località turistica, conosciuta oltre che per la coltivazione
dei fiori - celebrata ogni anno con il corso fiorito Sanremo in Fiore,
da cui il nome di Città dei Fiori - per l'ospitare l'arrivo della
Milano-Sanremo (una delle più importanti classiche del ciclismo),
il Festival della Canzone Italiana, il rally di automobilismo, nonché
per essere sede del Casinò (uno dei quattro presenti in Italia).
Dista dal capoluogo circa 24 km.
La posizione
geografica, in una insenatura riparata dalle montagne, è la principale
causa del rinomato clima mite della città, che la rende mèta
di soggiorni sia estivi, sia invernali, anche curativi.
Alla città
è stata conferita nel 2006 la Bandiera Blu per la qualità
dei servizi del porto turistico (Portosole di Sanremo).
GEOGRAFIA
La città è stata fondata a ridosso di due dorsali montuose,
che si originano nel Monte Bignone (1299 m) e procedono fino al mare:
ad est, verso il promontorio di Capo Verde (sormontato dal Faro di Capo
dell'Arma della Marina), ed ad ovest fino a Capo Nero.
Proprio
la conformazione delle due dorsali, unita alla componente boschiva prevalentemente
a castagno, ed agli effetti mitigatori del mare, consente alla città
di godere di un clima mediterraneo molto mite durante tutto l'anno,
con inverni tiepidi (media giornaliera di gennaio di +9,4°C) ed
estati moderatamente calde (media giornaliera di luglio di +24,1°C),
l'escursione tra i valori stagionali minimi e quelli massimi è
quindi inferiore ai 15°C.
Dal punto
di vista legislativo il comune di Sanremo ricade nella Classificazione
climatica C in quanto i Gradi giorno della città sono 1105, dunque
limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è
di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo.
L'originario
nucleo abitativo, la Pigna, è adagiato sulle pareti di una collina-promontorio
sovrastata dalla Chiesa della Madonna della Costa, e lambito dai torrenti
San Francesco e San Romolo. A levante, il torrente San Martino ed a
ponente il torrente Foce danno il nome alle relative zone est ed ovest
della città.
La prima
fascia dell'entroterra, a ridosso della città, è abbondantemente
ammantata di serre e coltivazioni di fiori, stanti a ricordare il ruolo
importantissimo della floricoltura nell'economia cittadina. Alcuni oliveti
e resti di fasce (coltivazioni a terrazza), oramai quasi completamente
abbandonate, costellano le campagne e le scoscese colline circostanti.
Le frazioni
dell'entroterra boschivo distano pochi chilometri dal centro città,
tanto che durante l'estate è consuetudine, da parte dei Sanremesi,
fare le "gite fuori porta" tra i freschi boschi di castagno
nella frazione di San Romolo, edificata intorno ad un prato che da anni
è mèta di giochi di bimbi, o tra i pascoli della arieggiata
vetta del Monte Bignone, da cui è possibile godere della vista
da Saint-Tropez ad Albenga, e in giornate terse, fino alla Corsica.
La fascia
boschiva dell'entroterra è stata recentemente inserita nel "Parco
Naturale di San Romolo-Monte Bignone": un'area di circa 700 ettari,
ricca di fauna e vegetazione, nella quale si intrecciano fittamente
sentieri e mulattiere di enorme interesse storico e paesaggistico.
I due promontori
ad est e ad ovest di Sanremo ospitano rispettivamente le frazioni di
Poggio e di Coldirodi: la prima, nota per rappresentare l'ultimo tratto
in salita della Milano-Sanremo, la seconda sede dell'importante Pinacoteca
Rambaldi.
Dal punto
di vista amministrativo, la città si estende ad est oltre il
Capo Verde. Qui si trova la frazione di Bussana, la più popolosa
del Comune, che è stata edificata ex-novo dopo che il terremoto
del 1887 distrusse il più interno centro abitato originario,
oggi Bussana Vecchia. Tale diroccato paesino rimase abbandonato fino
all'inizio degli anni Sessanta, quando artisti da tutto il mondo decisero
di ripopolarlo, riportando le costruzioni in pietra alla loro struttura
originale. Unico nel suo genere, oggi è un laboratorio d'arte
a cielo aperto, un frammento di vita e cultura rurale e contadina di
fine '800 estremamente suggestivo.
STORIA
Sanremo presenta tracce di attività umana fin da tempi remoti,
come testimoniato dal ritrovamento di insediamenti del Paleolitico.
Tuttavia è dall'epoca romana che la città comincia a svilupparsi
come insediamento significativo. Viene quindi fondata in epoca romana
lungo la Via Julia Augusta, ed intitolata probabilmente a Caio Matucio,
che intorno all'oppidum primitivo, rilevato nelle vicinanze dell'attuale
Casino, costruì una sontuosa villa, attorno alla quale crebbe
l'abitato detto Villa Matutia. Un'altra interpretazione fa riferimento
alla divinità di origine asiatica Mater Matuta, dea dell'Aurora,
mutato quindi in Matutia e quindi Villa Matutiæ.
Quale che ne sia l'origine, tuttavia è certo che, dopo la conversione
della popolazione al Cristianesimo da parte del beato Orsmida, del diacono
Siro (poi Vescovo di Genova) e del Vescovo San Romolo (poi eremita),
nel IX secolo la città fu oggetto di attacchi continui da parte
di pirati saraceni, che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sui
monti. Passato tale periodo di devastazioni, il borgo primitivo venne
rifondato sulla costa, nell'attuale zona di San Siro e della Pigna (così
detta per la forma "ad avvolgimento" con cui venne costruita
per motivi difensivi), circondato da mura e difeso da un castello, e
quindi dedicato a San Romolo. Risale infatti al 979 un documento in
cui alcune famiglie chiedono al vescovo Teodolfo un appezzamento di
terreno a basso costo di affitto, che prese il nome di castrum Sancti
Romuli, dedicato al vescovo che "ormai considerato santo e venerato
dalla popolazione che nella sua tomba prega ed invoca la protezione
divina contro i nemici, che continuavano a saccheggiare e ad uccidere".
La città
appartenne prima alla Diocesi di Albenga-Imperia, quindi ai conti di
Ventimiglia, ed infine passò sotto il controllo dei vescovi di
Genova. Nel 1170 la città prese parte ad una battaglia marittima,
accanto alla Repubblica di Genova, contro la Repubblica di Pisa, con
una galea costruita con il legno ricavato dai boschi circostanti l'attuale
frazione di San Romolo.
Nel 1297
Sanremo venne venduta alle famiglie nobili genovesi di Oberto Doria
e Giorgio De Mari, che modificarono l'amministrazione cittadina e lo
statuto comunale; nel 1361 passò sotto la Repubblica di Genova,
fin quando nel 1367 la popolazione fece una colletta per riscattarsi
e diventare libero comune, sempre sotto la protezione di Genova ma con
proprio statuto.
La città,
a partire dal Medioevo, fece della navigazione marittima un suo punto
d'orgoglio. In particolare, visto che il clima era particolarmente mite,
ed era fiorente la coltivazione degli agrumi, veniva effettuato il commercio
di tali frutti quasi esclusivamente via mare, poiché le strade
erano all'epoca alquanto disastrate e pericolose. A conferma dell'abilità
marinara, un vecchio detto provenzale diceva che Li gens de San Rëmu
navigou san remu (la gente di Sanremo naviga senza usare i remi), in
quanto esperta nell'uso delle vele. Gli annali di Sanremo riportano
infatti, a partire dal 1435, un costante ampliamento e ammodernamento
del porto, di cui all'epoca si diceva "non vi è spiaggia
in tutto il dominio della Serenissima più numerosa di barche...
come di gente marinara"
Nel XVI
secolo ricominciarono le invasioni saracene, tra cui quelle del pirata
Barbarossa, che nel 1544 saccheggiò la città e depredò
la chiesa di San Siro.
Per quasi
due secoli rimase sotto il protettorato genovese, ma nel 1745 fu bombardata
dal mare dagli Inglesi, ed infine entrò in contrasto con Genova
per le forti gabelle introdotte nonostante le forti difficoltà
economiche in cui versava la comunità e la richiesta di separare
il borgo di Colla (l'attuale Coldirodi) dal Comune: nel 1753 la città
si ribellò, ed i Genovesi repressero duramente la rivolta. In
quell'occasione Genova edificò il forte di Santa Tecla nei pressi
del porto (utilizzato poi come carcere fino al 1997). Tale avvenimento
segnò l'inizio di una decadenza generalizzata che si protrasse
per oltre mezzo secolo.
Le truppe
napoleoniche, nel 1794, occuparono la città che divenne capoluogo
della giurisdizione delle Palme, e dopo la restaurazione dei Savoia
(1814) venne annessa al Regno di Sardegna. La decadenza cittadina aveva
portato scarse condizioni igieniche, che culminarono un una grave epidemia
di colera nel 1837: è di questo periodo la costruzione di un
nuovo cimitero suburbano e l'allestimento di un lavatoio pubblico.
Da quegli
anni la città iniziò a crescere dal punto di vista turistico:
nel 1864 la zarina Maria Aleksandrovna per prima scelse Sanremo per
"svernare", aprendo la strada al turismo elitario della nobiltà
russa, attratto dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi. Anche l'Imperatrice
Elisabetta di Baviera (Sissi, Imperatrice d'Austria) tra i suoi numerosi
e lunghi viaggi per per l'Europa (1870-1890) si recò diverse
volte a Sanremo. In questo periodo vengono edificati mirabili edifici
e ville, principalmente in stile liberty, per l'aristocrazia europea
che diventa semi-stanziale nella cittadina. Sempre a fine '800 la cittadina
vede il passaggio dall'agricoltura basata sugli agrumeti, molto fiorente,
alla floricoltura.
Ai primi
del '900 cominciano a sorgere le strutture di intrattenimento più
qualificate per l'esigente élite della Belle époque: il
Casinò, il campo golf, la funivia Sanremo-Monte Bignone, all'epoca
la più lunga del mondo, l'ippodromo, lo stadio, eccetera. Al
termine della Prima Guerra Mondiale Sanremo venne scelta per la Conferenza
Internazionale degli Stretti, con cui venne discussa, tra gli Alleati,
la redistribuzione delle terre dell'ex Impero Ottomano, tra cui la Palestina
(assegnata alla Gran Bretagna), la Siria, Cicilia e Libano (alla Francia).
Intorno agli Trenta si ebbe la massima espansione turistica della cittadina:
la città continuò ad incrementare le proprie strutture
ricettive da un lato, e l'economia basata sulla floricoltura dall'altro.
Con l'approssimarsi della Seconda Guerra Mondiale iniziò un lento
declino del turismo elitario, e con la fine del conflitto la città
vide l'incremento del nuovo turismo di massa, grazie al quale vengono
spostati i periodi di soggiorno dall'inverno all'estate. Questa enorme
crescita economica, e le grandi opportunità di lavoro nella floricoltura,
attirarono soprattutto dall'Abruzzo tantissimi lavoratori, che di fatto
hanno contribuito in maniera notevole ad accrescere la città.
Le attività ludiche e ricreative per il nuovo tipo di esigenze
crescono di pari passo con la speculazione edilizia degli anni Sessanta
e Settanta che ha visto una trasformazione tutt'altro che positiva in
molte parti della città: la cementificazione selvaggia ha di
fatto impedito uno sviluppo armonico del centro urbano, divenuto nel
frattempo sempre più popoloso e caotico.
La nascita
del nuovo porto turistico, Portosole, alla fine degli anni Settanta,
consolidò il ruolo turistico della città, sempre più
fulcro dell'economia cittadina. Da allora ha preso inizio, complice
una diversa sensibilità ambientale generalizzata, una riqualificazione
delle aree meno curate della città, ed un nuovo piano regolatore
pose un freno alla cementificazione selvaggia.
Attualmente
la città sta attraversando un periodo di riqualificazione generalizzata,
nel tentativo di contribuire in qualche modo a contrastare una lenta
decrescita del turismo iniziata alla metà degli anni Novanta
e rilanciare la città non solo per una fruizione del turismo
"mordi e fuggi", ma anche da un punto di vista culturale,
storico, paesaggistico.
ARCHITETTURA
RELIGIOSA
Insigne Basilica Collegiata Cattedrale di San Siro- costruita nel XII
secolo, sui resti di una chiesa paleocristiana, probabilmente dai Maestri
Comancini. Attualmente di architettura romanico-gotica, a tre navate,
fu rimaneggiata ed ampliata nel sec. XVII, quando anche il campanile,
con 12 campane, venne ricostruito in seguito ad un bombardamento navale
inglese.
Santuario di Nostra Signora della Costa - Affettuosamente chiamato dai
cittadini e meglio noto ai turisti come Madonna della Costa, è
da sempre un punto di riferimento per naviganti in quanto è stata
edificata in cima alla collina della Pigna, sede del nucleo primitivo
della città. La chiesa venne edificata nel 1361 per festeggiare
la liberazione di Sanremo dall'egemonia dei genovesi, i Doria. Attualmente
la chiesa ha architettura seicentesca, e conserva, tra numerose decorazioni
barocche ed affreschi sei-secenteschi, quattro statue lignee settecentesche
ed una Madonna con Bambino del Trecento: ed è proprio questa
la Madonna della Costa da cui la chiesa prende il nome.
Chiesa Ortodossa Russa - alla fine dell'Ottocento la nobiltà
russa aveva scelto la città come luogo privilegiato per svernare
e per soggiorni curativi. La comunità russa dell'epoca aveva
raggiunto il migliaio di persone, tanto che venne stabilito, in concerto
con il Comune, di realizzare una chiesa ortodossa. Tra alterne vicissitudini,
dovute principalmente alla carenza di fondi, nel 1912 venne posata la
prima pietra della chiesa, posizionata a ridosso della ex stazione ferroviaria
ed all'inizio della Passeggiata Imperatrice (così chiamata in
riconoscenza della zarina Maria Aleksandrovna, moglie di Alessandro
II, che per prima fece di Sanremo il suo luogo di vacanza e che donò
alla città le palme tuttora presenti sul corso). Nonostante il
disegno originale fosse dell'architetto russo Aleksej Scusev, questi
non si recò mai a Sanremo. Pertanto il progetto definitivo fu
opera dell'ingegnere locale Pietro Agosti, che si occupò anche
di seguire le maestranze nei lavori di edificazione. La chiesa è
tutt'oggi in uso, e rappresenta uno dei simboli della città.
CASTELLI
Castello Devachan - Costruzione di fine Ottocento, in stile liberty,
posto tra le colline a ridosso del Corso degli Inglesi, su progetto
dell'ingegnere Pietro Agosti. Venne acquistato dal 75enne conte inglese
Orazio Seville di Mexbourough nel 1890, convertitosi pochi anni prima
all'induismo, acquistato dal Conte per la giovane seconda moglie Lady
Lucy: il nome Devachan significa infatti, in lingua indiana, secondo
cielo del paradiso dell'anima, e viene impiegato per indicare un luogo
di sosta per i buddisti in cammino verso il Nirva?a. Il castello fu
sede, tra il 19 aprile e il 24 aprile 1920, della Conferenza di San
Remo, dove vennero risolte le questioni di assegnamento territoriale
tra gli Alleati riguardanti l'ex Impero Ottomano, al termine della Grande
Guerra. In tale occasione, nonostante le speranze italiane, non venne
deliberato niente riguardo a Fiume, da dove un contrariatissimo Gabriele
d'Annunzio inviò ai partecipanti alla conferenza la famosa missiva
ai biscazzieri di Sanremo, definendo tra l'altro il castello una grossa
villa di pessimo gusto. Nonostante tale giudizio, negli anni seguenti
D'Annunzio acquistò, ad un'asta giudiziaria, parte degli originali
arredi in stile Luigi XVI presenti nel castello. Attualmente la villa
è un esclusivo residence per vacanze.
Palazzi e Ville
Palazzo Bellevue - Costruito tra il 1893 ed il 1894 su progetto di Pietro
Agosti, la sua destinazione originale era quella di albergo di lusso
per una selezionata clientela: al suo interno infatti erano presenti
ampi locali di rappresentanza, suites signorili, ampie camere, un rinomato
ristorante, e spazi dedicati alla servitù dei signori che si
recavano in visita alla città, per lo più finanzieri e
nobili europei. All'epoca celava una seconda struttura a carattere terapico
curativo, una kurhaus (una sorta di spa ante litteram), poi in seguito
divenuta Hotel Excelsior. La facciata presenta ricchi motivi decorativi
di vario genere, di sapore vagamente orientale, mentre l'ampio parco
che vi si trova dinanzi, ricco di varietà botaniche e floreali,
ha la caratteristica di digradare con viali sinuosi fino alla Via Aurelia,
senza presentare alcun cancello o muro di cinta: era la particolarità
di questo grande albergo per invitare a soggiornarvi i facoltosi clienti
(tra cui, nel secondo dopoguerra, il deposto re Farouk I d'Egitto, grande
giocatore d'azzardo). Dal 1963, quando il complesso alberghiero venne
acquistato dal Comune, è sede municipale.
Palazzo Borea d'Olmo - Costruito in momenti diversi, a partire da un'abitazione
del tardo Medioevo, il palazzo, nella centralissima Via Matteotti a
pochi metri dal Teatro Ariston, ha assunto l'attuale aspetto tra i secoli
XVII e XVIII, e rappresenta uno dei più importanti edifici barocchi
della Liguria Occidentale. Importante è il portale cinquecentesco,
sormontato da una statua della Madonna di un allievo di Michelangelo,
nonché notevoli affreschi seicenteschi. Il palazzo ha avuto ospiti
illustri, quali Elisabetta di Spagna, Carlo Emanuele III, Re di Sardegna,
e Papa Pio VII (nel 1814). Sede del Museo Civico cittadino, è
tuttora residenza di un ramo della famiglia Borea d'Olmo. Villa Nobel
- Nel 1870 il farmacista rivolese Pietro Vacchieri fece edificare sulle
coste di levante della città un'elegante palazzina che "per
la sveltezza e l'eleganza delle sue forme piace ai più scrupolosi
nel voler adempiute le regole dell'arte", e che venne chiamata
"Villa Mio Nido". In stile moresco, questa fu l'ultima residenza
di Alfred Nobel, che acquistò nel 1891 e dove vi si trasferì
principalmente per motivi di salute. Dal 1969 appartiene alla comunità,
ed è da allora sede di importanti incontri, eventi o manifestazioni
culturali. Dal 2002 la villa, completamente restaurata nelle sue forme
originali, è aperta al pubblico, ed ospita un museo sulle scoperte
e le invenzioni dell'Ottocento.
Villa Ormond - Nota principalmente per il suo ampio e bellissimo parco,
ricco di piante esotiche, la villa apparteneva ad una famiglia svizzera,
come racconta il poeta Pastonchi: "L'invisibile madame Ormond si
era comprata la solitaria casa Rambaldi, un rettangolo bianco dentro
un grande uliveto: l'aveva demolita per rifarla completamente, con portici
e logge spiantandovi gli ulivi per sistemarci un giardino all'inglese".
Michel Louis Ormond (1828-1901) acquistò nel 1875 la vecchia
Villa Rambaldi per volere della bellissima moglie francese Marie Marguerite
Renet (18471925), e quando il terremoto del 1887 lesionò
seriamente la struttura originaria, affidò all'architetto svizzero
Emile Réverdin la ricostruzione (completata nel 1889). Nel 1928,
dopo la morte di Marie Marguerite, la villa venne acquistata in solido
con il parco dal Comune di Sanremo, che ne ha fatto, negli anni, sede
di cerimonie di premiazione e di manifestazioni varie: dal 1936 al 1977
vi si sono tenute mostre floreali a carattere internazionale. Attualmente
ospita in un'ala l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario. Il
parco è stato diviso dalla Via Aurelia in due parti: a nord si
trova la villa, il "Giardino d'inverno", ed un settore in
stile giapponese, che ricorda il gemellaggio tra Sanremo e la città
di Atami; nel lato sud, oltre alla deliziosa fontana con putti in pietra
disegnata da Pietro Agosti, sono presenti le statue erette in memoria
di due tra i molti ospiti illustri di Sanremo, il "poeta, historiador,
politico, orador" messicano Ignacio Manuel Altamirano (che morì
a Sanremo nel 1893) e Nicola I sovrano del Montenegro.
Villa King - Posta a poche decine di metri dalla Villa Nobel, questa
bella palazzina ottocentesca in stile liberty venne donata da un barone
tedesco alla figlia in occasione del suo matrimonio. Adibita ad albergo
fin dagli anni trenta, è stata recentemente parzialmente distrutta
da un incendio, è attualmente in fase di ristrutturazione. Il
cancello di ingresso alla proprietà è di pregevole fattura,
ed è interamente in ferro battuto, assemblato con borchie ribattute
una ad una. Il cancello venne realizzato da un fabbro ferraio locale,
"Baccicin" Giordano, la cui famiglia, da metà Ottocento
fino agli anni cinquanta realizzò, nella sua bottega di Via Canessa,
lavori in ferro battuto per grandi ville e giardini della Riviera e
della Costa Azzurra.
Manifestazioni
il Corso fiorito Sanremo in Fiore a gennaio
il Festival della canzone italiana a marzo
il Rally Storico di Sanremo - Coppa dei Fiori ad aprile
la Classicissima Milano-Sanremo a marzo
il Campionato della PGA italiana di Golf ad aprile
il Trofeo Internazionale di Minigolf a maggio
la Coppa del Mondo di Triathlon a maggio
la Festa Europea della Musica a giugno
il Trofeo Topolino di Golf a giugno
la Notte bianca a settembre
il Rally di Sanremo prova valida per l'International Rally Challenge
a settembre
il Festival internazionale delle Bande musicali ad ottobre
il Rassegna della Canzone d'Autore Premio Tenco a novembre
il Gran Premio delle Nazioni di Tiro a Volo a novembre e dicembre
la Maratona del Mare a dicembre