La
Spezia è un comune della Liguria e il capoluogo dell'omonima provincia.
Le stime fornite dal Comune per l'anno 2006 indicano come la popolazione
spezzina sia cresciuta fino a poco più di 94.000 abitanti, dopo
tre decenni di forte flessione. Per l'esattezza, con i suoi 94.192 abitanti
(dati ISTAT al 31/12/2006) è il secondo comune più popoloso
della regione, preceduto dal capoluogo Genova. La Spezia si trova all'estremo
levante della regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana,
al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome. Tale
golfo, conosciuto anche con l'appellativo di Golfo dei Poeti, è
cinto da una catena di colline, la cui cima più imponente è
il monte Parodi, asperità che è situata alla periferia occidentale
del centro abitato. Il golfo ha una estensione di
circa 150 ettari, ed è chiuso da una diga foranea lunga circa metri
2.210 con due passaggi , quello di ponente di circa 400 metri e quello
di levante di circa 200 metri. L'insenatura del golfo ha una profondità
di Km. 4,6 ed una larghezza di Km. 3,2. La città sorge pertanto
su un angusto lembo di terra stretto tra mare e monti;
diretta
conseguenza di ciò è la presenza di numerosi quartieri collinari
e la disposizione piuttosto irregolare della pianta urbana, che negli
anni venti ha richiesto addirittura lo sbancamento del colle dei Cappuccini
(dove sorge l'attuale Piazza Europa) per consentire al centro storico
lo sviluppo verso est, in direzione della piana di Migliarina, essendo
l'area ad ovest occupata dall'Arsenale Militare. Tale sviluppo urbanistico
ha richiesto ingenti opere di bonifica; infatti dove oggi sorge la gran
parte dello scalo portuale era un tempo un'immensa zona paludosa, detta
gli Stagnoni.
Proprio la particolare conformazione del golfo, assai riparato dalla furia
delle mareggiate e da possibili attacchi nemici, ha fatto sì che
alla Spezia venisse costruito uno dei più grandi arsenali della
Marina Militare e, nel corso degli anni, si potesse sviluppare uno dei
maggiori porti mercantili del Mar Mediterraneo. Il territorio spezzino
fa parte dell'Autorità di Bacino Interregionale del fiume Magra
ed una piccola porzione del territorio comunale, rappresentata dal piccolo
borgo di Tramonti e dalla circostante collina, fa parte del Parco Nazionale
delle Cinque Terre.
CLIMA
La Spezia gode generalmente di un clima temperato caldo; nello specifico,
il clima dominante è di tipo submediterraneo, influenzato da
influssi atlantici e caratterizzato generalmente da inverni miti, grazie
all'azione mitigatrice del mar Ligure e dello scirocco proveniente dall'Africa.
Tuttavia
non
sono infrequenti le incursioni di aria fredda di origine balcanica (proveniente
dai valichi comunicanti con la Pianura Padana che si trovano alle spalle
della città) che fanno abbassare la temperatura, facendo scendere
la colonnina sotto lo zero. La temperatura media a gennaio è
di 5°C. Le estati sono decisamente calde con medie a luglio di 28°C.
La piovosità è elevata, sia per la posizione nell'arco
ligure, investito dai venti umidi, sia per l'azione di copertura degli
Appennini. Il regime pluviometrico è di tipo sub-litoraneo appenninico,
con picchi di massimi in autunno (maggiore) e in primavera, e picchi
di siccità in inverno ed in estate. La media pluviometrica è
di 1300 mm di pioggia annui. Pur non essendo tipiche del clima mediterraneo,
le nevicate non sono infrequenti in città, soprattutto negli
ultimi anni, e più copiose sulle alture e nelle zone dell'entroterra.
ORIGINI
La prima trascrizione del nome sembra risalire al 1256, in un documento
redatto presso Spezam, anche se in un documento del 25 luglio 1071 appare
forse per la prima volta il nome Spezia. Il nucleo del borgo è
identificabile con il Poggio, nel cuore della vecchia città.
Al
di là dell'etimologia del termine Spezia, sulla provenienza del
quale sono state avanzate dagli studiosi numerose ipotesi, senza che
si giungesse tuttavia a stabilirne l'origine precisa, le principali
controversie vertono sull'utilizzo dell'articolo "La" che
compare davanti al toponimo. L'articolo
fa la sua comparsa già a partire dai primi documenti redatti
in volgare, ossia all'inizio del V secolo. Dopo il Congresso di Vienna,
tuttavia, con il passaggio dell'intera Liguria ai Savoia, la burocrazia
decide di sopprimere l'articolo, in quanto considerato una violazione
alla regola secondo la quale i nomi di città rifiutano l'articolo.
Gli
spezzini non vedono di buon occhio questo cambiamento e fanno più
volte presente al governo centrale le loro rimostranze,
senza tuttavia ottenere alcun risultato. Con la costituzione della Provincia
della Spezia, nel 1923, le diverse denominazioni(Spezia e La Spezia)
continuano a generare confusione, tanto che nel 1926 il consiglio comunale
vota un ordine del giorno con il quale si chiede il ripristino dell'articolo
nella consueta forma. Si
giunge così al 2 aprile 1930, quando viene finalmente emanato
un regio decreto che rettifica ufficialmente la denominazione del nome
del comune in "La Spezia". Tuttavia, a causa della formulazione
piuttostoschematica del testo della nuova legge, si intende erroneamente
il "La" - scritto con la lettera "l" maiuscola -
non come un articolo declinabile, ma come una particella da utilizzare
in modo invariabile davanti al nome, quasi facente parte del nome stesso.
STORIA
Il territorio
spezzino e le terre circostanti furono abitati già da tempi antichissimi,
come dimostrano i reperti dell'epoca del ferro e del bronzo ritrovati
nelle alture del Golfo e delle vallate adiacenti. Nella zona di San
Vito nel 1914 furono estratte tre anfore vinarie romane trovate ad una
profondità di nove metri e quindi databili a venti secoli.Una
calotta cranica fu invece trovata a metri 14,50 e pertanto databile
di almento tremila anni. Nella zona dell'Antoniano, l'attuale Pieve
di S. Venerio a Migliarina, esisteva un oppidum preromano, forse Boron,
indicato nella Tavola Peutingeriana come stazione navale.Sempre nella
zona della Pieve fu raccolto materiale ceramico e scorie ferrose che
confermano un insediamento romano. Risalgono tuttavia all'epoca romana
le tracce più concrete della presenza dell'uomo, quali i siti
archeologici di Luni, di Ameglia e, all'interno del Golfo, del Varignano.
A San Vito (Marola) i resti romani furono distrutti per la costruzione
dell'Arsenale Militare; pochi i reperti sopravvissuti ( un teschio).
Le origini della città si intrecciano quindi alle vicende dell'antica
città di Luni, centro senza dubbio più importante della
zona durante tutta l'epoca della dominazione romana. Con il crollo dell'impero
romano e le relative invasioni barbariche il territorio spezzino passa
sotto il dominio bizantino; è in questo periodo che cresce il
prestigio della figura del Vescovo di Luni. Nel periodo medievale la
progressiva frammentazione politica e culturale porta alla nascita di
piccole signorie, come ad esempio quelle dei di Vezzano, dei da Passano
e dei di Lavagna. Agli inizi del XII secolo i territori del Golfo entrano
nell'orbita della Compagna genovese, permettendone così l'affrancamento
dal regime feudale e la crescita dei centri di Carpena e Vesigna. Ma
per circa vent'anni il borgo di Spezia non si trova più sottoposto
al dominio genovese, quando cioè Niccolò Fieschi ne fa
la capitale della propria effimera Signoria, tra Sarzana e Lavagna,
in contrapposizione a Genova. A questo periodo risale la prima fase
della costruzione del Castello San Giorgio, sulla collina del Poggio.
Nel 1273, infine, Genova riacquista definitivamente la piena sovranità
sulla zona, e con il passare del tempo il borgo di Spezia va incontro
ad imporanti progressi
urbani,
sociali ed economici. Vengono erette le mura, edifici pubblici, un ospedale.
Nel 1407 la città si dota di propri Statuti e nomina un Podestà
e poi un Capitano. Lo sviluppo della città continua fino al Seicento,
quando la regione ormai consolidata è destinata a mantenersi
inalterata fino alle soglie dell'età industriale. Ai primi di
agosto dell'anno 1571 una flotta di ottanta galee spagnole, al comando
di don Giovanni d'Austria, si era posta alla fonda nel porto della Spezia,
in attesa di unirsi al contingente delle altre galee messe a disposizione
dalla Repubblica di Genova e dal duca di Savoia. Nel golfo spezzino
furono anche imbarcati soldati tedeschi e un piccolo esercito di quattrocento
uomini del duca di Parma, Alessandro Farnese. Il 4 agosto la flotta
riprese il mare diretta a Messina, per unirsi alle centocinque galee
veneziane, alle dodici pontificie e a quelle dei Doria e degli alleati
minori. L'intera flotta, in tutto duecentosette unità, si diresse
quindi in Grecia per affrontare quella turca nella battaglia di Lepanto
(7 ottobre 1571). Nel 1606 i genovesi operano la seconda fase di costruzione
del Castello San Giorgio. Tra il Cinquecento e il Seicento è
in realtà Sarzana la capitale della Lunigiana, vasta area che
comprende, fra le altre, anche buona parte dei territori del Golfo e
delle zone circostanti; il primato regge però solo fino a quando
non si profila in modo evidente la supremazia di una moderna capitale,
la Spezia, eretta sede del vicariato della riviera orientale da Pietra
Corice a Capo Corvo. L'importanza della Spezia cresce senza dubbio grazie
anche alla natura di caposaldo militare assunta dal suo Golfo, prima
sotto la Repubblica di Genova e successivamente anche con Napoleone,
che eleva il rango della città a sede di Distretto: con decreto
imperiale in data 11 maggio 1808 la Spezia viene dichiarata porto militare.
Il 2 settembre 1862 Giuseppe Garibaldi, ferito all'Aspromonte, è
condotto al forte del Varignano e ricoverato nel Lazzaretto, al secondo
piano dell'edificio centrale: la notizia del suo ferimento fece il giro
del mondo ed al suo capezzale accorsero, oltre ai dottori italiani Di
Negro, Palasciano, Porta e Bertanti, Partrige dall'Inghilterra , Pirogoff
dalla Russia e Nelaton dalla Francia. Dal Varignano il 22 ottobre Garibaldi
fu trasferito
alla Spezia all'Albergo Milano, sede dell'attuale Ammiragliato ed infine
a Pisa dove il 23 novembre 1862 fu operato da Ferdinando Zannetti che
gli estrasse la pallottola dal piede. Per tutto il XIX secolo la città
conserva anche un carattere fortemente turistico, ed è spesso
sede delle vacanze dei Savoia e del Re, che soleva risiedere presso
l' Hotel Croce di Malta, attualmente residenza privata dirimpetto al
lungomare ed ai giardini pubblici. Ma è verso la seconda metà
dell'Ottocento che la Spezia modifica il suo aspetto di borgo chiuso
assumendo il rango di capitale militare marittima, con trasformazioni
sociali ed economiche che fanno passare la città da piccolo borgo
con circa 11.000 abitanti alle attuali dimensioni di capoluogo di provincia.
Con regio decreto del 30 maggio 1849 venne decisa la costruzione dell'Arsenale
Militare Marittimo: la legge che approvò la definitiva collocazione
dell'Arsenale Militare alla Spezia fu promulgata dal Parlamento Subalpino
il 4 luglio 1857. Nel 1862 iniziano i lavori per la sua costruzione:
l'Arsenale, già immaginato da Napoleone, inizia a tradursi in
realtà per la volontà di Cavour che affidò a Domenico
Chiodo, Ufficiale del Genio Militare, la cura della costruzione della
nuova base navale. Chiodo si avvale della consulenza di Rendel, Presidente
della Società degli Ingegneri Civili d'Inghilterra, ma, contrariamente
all'opinione di quest'ultimo, favorevole alla costruzione dell'Arsenale
al Varignano, dà avvio ai lavori sulla piana di San Vito presso
Marola. I lavori si protraggono per sette anni, e l'arsenale viene inaugurato
il 28 agosto 1869 dallo stesso Generale Domenico Chiodo. Con la costruzione
dell'Arsenale la città mutò aspetto, realizzando nuovi
spazi urbani più ampi e vivibili, e conobbe un rapido sviluppo
economico insieme ad un notevole incremento demografico: la popolazione
raggiunse le 31.500 unità nel 1881 e le 60.000 unità nel
1901 (toccò quota 123.000 nel 1940). Da un punto di vista costruttivo
l'Arsenale fu separato dalla città da un fossato ottenuto deviando
il corso del canale Lagora, e da un muro di cinta con delle torri semicircolari
(doveva essere poi costruito un altro muro di cinta per sicurezza ,
ma l'opera non si fece): tale muro fu costruito , nella parte superiore,
sopra il cosiddetto marcapiano, con pietre irregolari di arenaria preso
dalle colline di Biassa, mentre la parte bassa venne costruita in conci
di pietra portoro, a tratti bugnati, provenienti dalle cave di Coregna.
Degne di nota le Porte: la Porta Principale, Porta Sprugola, Porta Ospedale,
Porta Ferrovia, Porta Ponente e Porta Marola. Nel 2002 gli edifici facenti
parte della primitiva costruzione da parte di Chiodo furono sottoposti
a tutela monumentale. Per altro verso, c'è però chi sottolinea
che l'opera, modificando completamente
lo
sviluppo della città, ne ha occupato la zona di espansione, ha
comportato la distruzione di chiese, di un monastero, del paese di S.Vito,
raso al suolo, mentre l'adiacente Marola perde il fronte mare e la relativa
passeggiata che l'univa alla città. La manodopera necessaria
alla realizzazione di questa imponente opera richiamò alla Spezia
dalle zone limitrofe e da ogni parte di Italia un gran numero lavoratori,
seguiti dalle rispettive famiglie, portando ad una mescolanza di genti
e culture. Il numero di abitanti della città crebbe vertiginosamente
e, dopo l'epidemia di colera del 1884 che colpì duramente la
popolazione e in occasione della quale perse la vita lo stesso sindaco
Raffaele De Nobili, venne edificato il quartiere Umbertino; si aggiungono
anche notevoli edifici pubblici, l'albergo Croce di Malta e il Teatro
Politeama. Parallelamente all'Arsenale vengono edificate nuove fortificazioni
sulle alture del Golfo e nelle zone circostanti, e nascono importanti
industrie legate all'indotto militare, quali l'Odero-Terni-Orlando ed
i cantieri a Muggiano, senza dimenticare anche il progressivo sviluppo
del porto mercantile. L'Arsenale è stato sempre legato al progresso
tecnico della navigazione e delle comunicazioni: qui Guglielmo Marconi
condusse alcuni suoi esperimenti, qui fu progettato il primo sommergibile
italiano (1907). Nel corso dei primi due decenni del XX secolo La Spezia
manifesta un'attività culturale molto vivace con accenti di modernismo
e di futurismo: Ettore Cozzani vi fonda L'Eroica, rivista futurista
alla quale collaborano importanti artisti. Nel corso della seconda guerra
mondiale il ruolo strategico e militare della città è
la principale causa di molteplici attacchi da parte delle forze Alleate,
che con massicci bombardamenti causarono danni devastanti al suo patrimonio
storico-architettonico. Anche dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943
la città fu ancora al centro di aspri combattimenti, anche per
il fatto che alla Spezia fu la sede operativa della Decima Flottiglia
MAS, guidata da J. Valerio Borghese. Durante il periodo della Resistenza
al nazifascismo, la tensione in città aumentò, sia per
gli scontri con le formazioni partigiane, sia per le rappresaglie nazifasciste,
costringendo la popolazione a subire pesantissime restrizioni. L'attività
di repressione dell'attivismo
partigiano
su tutto il territorio provinciale partì direttamente dalla città
capoluogo. Luoghi come il XXI Fanteria e la caserma della Milizia a
nord della città, ora sede di un istituto scolastico, divennero
tristemente famosi come siti dove si consumarono le torture ed i delitti
commessi dalle milizie fasciste. La Spezia è tra le Città
decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione essendo stata
insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici
delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana
durante la seconda guerra mondiale. La notte del 23 aprile 1945, le
formazioni partigiane locali sbaragliarono gli ultimi focolai di resistenza
nazifascista e si impossessarono dei centri nevralgici della città,
dichiarandola libera. Le prime elezioni libere e democratiche diedero
vita alla prima giunta comunale, la giunta della Liberazione presieduta
dal sindaco Agostino Bronzi. La Spezia, infine, è conosciuta
in Israele e sulle carte geografiche israeliane con il nome di "Scha'Arzion"
(Porta di Sion) poiché al termine della Seconda guerra mondiale,
nel 1946, su tre navi - la Fede (ribattezzata Elyahu Golomb), la Fenice
(ribattezzata Dov Oz) e l'Exodus - 1914 ebrei sopravvissuti alla Shoah
salparono dal porto cittadino diretti in Palestina. La ricostruzione
nel dopoguerra ha comportato uno spiccato rinnovamento edilizio della
città, purtroppo spesso irrispettoso della sua identità
maturata nei secoli precedenti. Nel dopoguerra il supporto militare
ha gradualmente perduto la sua importanza centrale per l'economia della
città; negli anni '80 e '90 è quindi iniziato un processo
di riconversione industriale, a favore delle attività legate
alla cantieristica, alla nautica, al turismo. La città ha rinnovato
il suo impulso alla cultura attraverso il rilancio della rete dei suoi
musei, le collezioni d'arte del Centro d'Arte Moderna e Contemporanea,
il Conservatorio "G.Puccini", le sue biblioteche.
MUSEI
Alla Spezia hanno sede importanti siti museali, alcuni di recente costituzione.
Il Museo del Castello di San Giorgio Museo Civico Archeologico
"U. Formentini" ha sede presso il Castello San Giorgio e raccoglie
numerosi reperti provenienti dall'intera Lunigiana, essendo stata la
città della Spezia per lungo tempo unica sede museale dell'intera
zona. Il museo rappresenta una tappa indispensabile per conoscere la
frequentazione e l'uso del territorio lunigianese a partire dalla preistoria
per giungere all'età medievale. Inoltre il castello, splendidamente
restaurato da pochi anni, risulta essere il monumento più rappresentativo
della vicenda storica della città della Spezia. Il Museo Civico
"Amedeo Lia" è stato istituito nel 1995 e inaugurato
nel dicembre 1996, grazie all'importante donazione di opere d'arte di
Amedeo Lia e della sua famiglia. Comprende dipinti databili dal XIII
al XVIII
secolo,
miniature italiane e straniere dal XIII al XVI secolo, sculture e oggetti
antichi, medievali e moderni. La Palazzina delle Arti e Museo del Sigillo,
che analogamente al Museo Lia, sono nati nel 2000 a seguito della donazione
da parte dei coniugi Lilian ed Euro Cappellini, della più completa
collezione sfragistica che mai sia stata riunita. Il Museo Civico Etnografico
"G. Podenzana" ha un percorso espositivo che offre un'esauriente
sintesi della cultura popolare lunigianense dell'Ottocento e del primo
Novecento evidenziando gli aspetti più caratteristici di una
società e di un territorio dall'originaria struttura di matrice
feudale. Il Museo Diocesano è ubicato alla Spezia nella centralissima
via del Prione, in un edificio per lungo tempo sede della Pubblica Assistenza
cittadina, la cui facciata ottocentesca nasconde l' oratorio sconsacrato
di San Bernardino. Il Centro d'Arte Moderna e Contemporanea, detto CAMeC,
è stato inaugurato nel 2004 ed ospita un'importante raccolta
civica costituita dalle opere raccolte dal "Premio del Golfo",
unite a quelle recuperate dalle collezioni Bartolini e Cozzani, oltre
a varie manifestazioni espositive che si susseguono di volta in volta.
Il Museo Tecnico Navale, ubicato nell'attuale sede accanto all'ingresso
principale dell'arsenale militare a partire dal 1958, ha una storia
centenaria; esso è stato istituito con l'intento di mantenere
vivo il culto e le tradizioni della marineria militare italiana. L'esposizione
annovera più di 150 modelli di navi ed imbarcazioni, circa 2500
medaglie, 6500 cimeli e 2000 documenti, oltre a 5000 volumi tecnici
e storici. Il Museo Nazionale dei Trasporti, fondato nel 1986, espone
diverse locomotive e alcuni carri ferroviari e vetture tranviarie.
LA CATTEDRALE DI CRISTO RE
La Cattedrale, intitolata a Cristo Re dei Secoli, sorge sulla modesta
collina un tempo sede del Convento dei Cappuccini e domina con la sua
imponente mole la centralissima Piazza Europa. La Spezia divenne sede
di Diocesi nel 1929 e fu in quella occasione che venne indetto un concorso
per il progetto della nuova cattedrale. L'architetto Brenno del Giudice
presentò il progetto risultato vincitore, ma che tuttavia venne
accantonato fino al 1956, quando venne nuovamente preso in considerazione
e sostanzialmente modificato da Adalberto Libera. Il progetto di Libera,
in fase di costruzione, venne poi ulteriormente rivisto da Cesare Galeazzi.
La Cattedrale, con la sua caratteristica forma circolare, venne consacrata
nel 1975. Dal 1983, nella cripta sono state composte le spoglie della
mistica spezzina Itala Mela di cui è in corso la causa di beatificazione.
La Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta risale al XIII secolo (il
primo documento in cui viene fatto riferimento alla chiesa è
datato 1343); da quel momento in poi la chiesa figura come un'importante
istituzione negli affari della comunità locale. A causa della
sua posizione centrale la chiesa conserva un interessante patrimonio
artistico, nel quale sono confluite anche alcune opere provenienti da
altre istituzioni religiose soppresse nel corso degli anni, come ad
esempio il convento francescano che venne demolito per fare spazio all'arsenale.
Tra queste opere ricordiamo L'incoronazione della Vergine di Andrea
della Robbia, La Moltiplicazione dei Pani di Giovanni Battista Casoni
ed Il Martirio di San Bartolomeo di Luca Cambiaso, e l'imponente Crocifisso
di scuola ligure e risalente al XV secolo. La chiesa, originariamente
ubicata dove sorge l'attuale Banca d'Italia, venne demolita negli anni
trenta per motivi urbanistici e riedificata in Piazza Beverini; altri
significativi interventi vennero eseguiti nel primi anni del dopoguerra.
Santi Giovanni
e Agostino
La chiesa dei Santi Giovanni e Agostino si trova arroccata alle spalle
di Piazza S. Agostino e venne edificata nel XVI secolo, originariamente
come un oratorio per il ricovero dei defunti. L'edificio ha una singola
navata assai ricca di decorazioni del XVIII e del XIX Secolo, il risultato
è un contrasto tra l'austerità della parte esterna e lo
sfarzo delle decorazioni barocche presenti nella navata e nell'abside.
Santa Maria
della Neve
La chiesa di Santa Maria della Neve sorge sul viale Garibaldi nel centro
storico cittadino. La sua costruzione risale alla fine del XIX secolo
su progetto dell'architetto torinese Giuseppe Ferrari d'Orsara.
Santa Rita
La Chiesa di Santa Rita ospita un grande mosaico dell'artista spezzino
contemporaneo Ferdinando Carotenuto (1925).
Santuario
della Madonna dell'Olmo
Il santuario della Madonna dell'Olmo si trova sulle pendici del monte
Santa Croce, il colle che sovrasta il paese di Fabiano, sul lato occidentale
dell'ampio Golfo della Spezia, a circa 280 m sul livello del mare. L'inizio
del culto verso l'immagine della Madonna dell'Olmo, conosciuta in origine
come Madonna della costa o Madonna del monte, risale al 1690 circa,
quando un'effigie della Vergine con il Bambino, dipinta su una lastra
d'ardesia, era collocata su un muro a secco lungo la via: qui i viandanti
sostavano per la preghiera. Del quadro (cm 47 x cm 63) non si conoscono
né l'autore, né l'epoca d'origine, che, tuttavia, può
collocarsi intorno alla suddetta data d'inizio della pubblica venerazione:
esso raffigura la Madonna che tiene in braccio il bambino Gesù;
alla sua destra vi è San Giuseppe e alla sinistra, un altro santo
che fu identificato, originariamente, in San Giovanni; più tardi
si pensò a Sant'Antonio da Padova o a San Tommaso d'Aquino. La
più recente tradizione parrocchiale, infine, ha potuto identificarlo
in San Nicola da Tolentino, a causa dei segni iconografici con i quali
egli è rappresentato, ovvero la stella sul petto ed il giglio
sulla mano sinistra. Come detto, in origine, e poi per molto tempo,
la Madonna venerata in quest'effigie, non era conosciuta come "Madonna
dell'Olmo", bensì con il titolo di "Madonna del Monte",
perché il luogo ove era posta si trova sul Monte Santa Croce,
o anche "Madonna della Costa", da allora nome della località.
Il titolo dell'Olmo si affermò in epoca molto tarda, quando già
esisteva la primitiva chiesa: esso derivò, secondo le testimonianze
dei parroci di allora, da una grossa pianta d'olmo, che si trovava nel
piazzale del tempio. In data 6 giugno 1659, con un atto notarile, il
sindaco A. Carassale e alcuni agenti della corte di Fabiano, si impegnarono,
in nome della popolazione, a costruire una chiesa in onore della B.V.
Maria; la costruzione della chiesa durò otto anni. Si sa che
si trattava di un piccolo oratorio della lunghezza di 22 passi e della
larghezza di 14, con soffitto a volta e un solo altare, sul quale era
posta limmagine della Madonna. Si trovava allincrocio di
due strade pubbliche per le quali transitava, ogni anno, la processione
delle rogazioni. Per oltre centosettanta anni il numero dei pellegrini
andava progressivamente crescendo, sicché le dimensioni delloratorio
si rivelarono insufficienti. Fu così che, il 1° giugno 1838,
in una storica riunione, tutti i capifamiglia della parrocchia, convocati
dal parroco Don Battista Borachia e dal presidente della fabbriceria,
il conte Gerolamo Federici, allunanimità presero la decisione
di costruire una chiesa più grande e più bella, un santuario,
appunto, anche per riconoscenza alla Madonna, per la sua intercessione
nella epidemia del 1817.
I Palazzi ed il Teatro Civico
Il Teatro Civico venne inaugurato nel 1846, il primo teatro appositamente
edificato a tale scopo nella città, da un progetto venne redatto
dall'architetto ticinese Ippolito Cremona, interprete del neoclassicismo
genovese. Dopo alcune modifiche apportate alla fine del secolo, il teatro,
ormai inadatto alle esigenze di una città in continua crescita,
venne abbattuto per essere sostituito da un nuovo edificio teatrale
rispondente alle nuove necessità. Il nuovo progetto è
affidato all'architetto Franco Oliva, mentre lo scultore Augusto Magli
è autore dell'apparato decorativo. I lavori del nuovo teatro
vengono terminati nel 1933. Tra i palazzi più importanti della
città vi è senz'altro l'ex albergo Croce di Malta, un
edificio costruito nel 1875 che ospitò per molti anni la famiglia
reale dei Savoia e il Palazzo delle Poste Centrali.
I giardini pubblici
Ricchi come sono di varie specie botaniche, i giardini costituiscono
certamente un aspetto di grande importanza per il tessuto urbano e sociale
della Spezia. Nella prima metà del XIX secolo, quando la città
ha cominciato ad espandersi oltre il perimetro delle antiche mura medioevali
e la sua vita sociale divenne più attiva, fu creato il primo
nucleo dei giardini pubblici. Nel 1825 il parco era situato nella zona
dove sorge l'attuale Palco della Musica ed aveva il nome di Boschetto,
in accordo alla moda dell'epoca che tendeva a disporre le aree verdi
con intenti scenografici. Dieci anni più tardi il nucleo dei
giardini pubblici si estendeva già fino ad inglobare il prato
di fronte al palazzo Doria, in via Chiodo. Fu comunque solo dopo l'apertura
dell'Arsenale Militare che le aree verdi conobbero l'espansione più
significativa. L'enorme quantità di terra ricavata via via dagli
scavi dei bacini all'interno dell'Arsenale in costruzione venne riversata
in mare proprio davanti al centro storico cittadino, rendendovi così
disponibile spazio ulteriore a disposizione dello sviluppo dei giardini.
Negli ultimi anni dell'Ottocento l'area complessiva occupata dai giardini
coincideva ormai con quella attuale, ma fu solo tra il 1920 ed il 1930
che essi assunsero l'aspetto definitivo che può essere ancora
oggi ammirato. All'interno dell'area dei giardini pubblici si trova
l'imponente Monumento equestre dedicato a Giuseppe Garibaldi Negli stessi
giardini pubblici sono collocati altri vari monumenti dedicati a personalità
locali: tra questi è interessante il grande busto in marmo di
Carrara dedicato al cantore delle Alpi Apuane, Ceccardo Roccatagliata
Ceccardi. Ancora nei giardini è il Centro Salvador Allende, struttura
polivalente utilizzata per convegni, mostre ed altri eventi culturali.
Il 2 giugno 2006, giorno della festa della Repubblica, si è aggiunto
un nuovo monumento in ricordo della resistenza dedicato alla quarta
zona partigiana (La Spezia, Parma, Genova e Massa). L'opera, fortemente
voluta dal Comitato Provinciale Unitario della Resistenza, da associazioni
e da numerosi cittadini, è opera dello scultore Antonio Trotta.
MANIFESTAZIONI
Gli appuntamenti storici per la città sono essenzialmente due:
la Fiera di San Giuseppe e la Festa del Mare. La Fiera di San Giuseppe
si tiene ogni anno il 19 marzo, in occasione della festa del Santo patrono
della città. La fiera, della durata di 3 giorni, vede partecipare
oltre 500 commercianti ambulanti, provenienti da ogni parte d'Italia,
che espongono nella zona compresa tra piazza Europa, i giardini pubblici
e il lungomare della passeggiata Morin. Tutta la città è
coinvolta e sono abitualmente previste varie manifestazioni collegate
all'evento. La fiera di S.Giuseppe è inoltre un'occasione per
gustare alcuni tipici prodotti come i brigidini, lo zucchero filato,
le mele candite e la porchetta. Un altro appuntamento storico della
città è la Festa del mare, che si svolge ogni anno la
prima domenica del mese di agosto. Il protocollo della Festa del mare
prevede la disputa del Palio del Golfo, la disfida remiera alla quale
prendono parte le 13 borgate che si affacciano sul Golfo della Spezia,
preceduta, il giorno prima, da una sfilata in maschera a tema per le
vie del centro cittadino; l'intera manifestazione si conclude infine
la domenica sera con uno spettacolo pirotecnico sulle acque del golfo.
Da alcuni anni si sono affiancate alle manifestazioni più radicate,
come quelle appena citate, il "Pop Eye Festival", una rassegna
musicale che a visto partecipare molti artisti di livello mondiale (Lou
Reed, Patty Smith, Sonic Youth, Afterhours, ecc.) ed il "Cercantico",
il mercato di oggetti d'epoca e di antiquariato che si svolge in Piazza
Cavour (ovvero Piazza del Mercato) la prima domenica di ogni mese, eccetto
i mesi di luglio ed agosto.
ENOGASTRONOMIA
Il pregiato olio extravergine d'oliva della Spezia e il pepe nero sono
alla base delle maggiori ricette della gastronomia spezzina, come ad
esempio la mescciüa, una zuppa di legumi e cereali. La focaccia,
la farinata di ceci, gli sgabei, i fiori di zucca ripieni e le torte
di verdura sono tutte ricette tipiche della cucina ligure in generale
e della gastronomia della Spezia in particolare. La Spezia è
nota inoltre per il suo mercato ittico in cui, tutte le mattine, è
presente il pescato fresco delle acque locali, tra cui, immancabili,
i muscoli e gli altri frutti di mare. Il territorio del comune capoluogo
è legato alla produzione del vino doc Colli di Luni e del doc
Cinque Terre; le uve di Tramonti (frazione di Biassa), fino al momento
della crisi provocata dalla filossera (1929), erano le più rinomate
del territorio provinciale. La frazione di Campiglia è rinomata
per la produzione dello zafferano. Della frazione di Pitelli famosi
sono i ravioli di carne, patate ed erbette. Ma il piatto tipico per
eccellenza sono i muscoli ripieni: la mitilicoltura, importata in città
con l'arrivo delle maestranze meridionali impegnate nella costruzione
dell'arsenale militare, ha avuto, fino a pochi decenni fa, gli allevamenti
nei quartieri di Fossamastra e Canaletto. A seguito dell'epidemia di
colera di Napoli e solo a scopo precauzionale gli allevamenti furono
trasferiti a ridosso della diga foranea.