
Viterbo
(VT) è una città di 60.806 abitanti, capoluogo
dell'omonima provincia. Conosciuta in tutto il mondo come
la Città dei Papi, è situata al centro della
provincia, a ridosso dei Monti Cimini e vicina al Lago di
Vico ed anche a quello di Bolsena. In provincia di Viterbo
si trovano centri molto importanti come Soriano nel Cimino,
Civita Castellana e Tarquinia. Netta la differenza urbanistica
fra il centro storico di stampo prettamente medievale e
la periferia caratterizzata da palazzi di concezione moderna.
Appena fuori del centro di Viterbo ci sono le rinomate Terme
dei Papi e la sorgente termale del Bullicame, citata anche
da Dante Alighieri nel canto XIV dell'Inferno, che alimenta
la grande piscina natatoria della Terme dei Papi e varie
"pozze". Altre sorgenti, tutte appartenenti al
bacino del Bullicame alimentano altre "pozze"
disseminate nella campagna circostante. Nella immediate
vicinanze della città c'è la necropoli etrusca
di Castel d'Asso, e ad appena nove chilometri le rovine
della "splendidissima" Ferento.
La città vive di un'economia prevalentemente terziaria:
oltre ad essere capoluogo di provincia, è sede universitaria,
sede militare del Comando dell'Aviazione dell'Esercito (AVES)
e relativo Centro di addestramento, nonché della
Scuola Sottufficiali Esercito (SSE, ex Scuola Allievi Sottufficiali
- SAS) e della Scuola Marescialli Aeronautica Militare (SMAM).
STORIA
Si hanno tracce di insediamenti neolitici ed eneolitici
e qualche segno etrusco nella lontana storia di Viterbo,
ma molti storici sono portati a credere che nel periodo
etrusco l'insediamento non raggiungesse lo stato di vicus,
a differenza degli storici
quattrocenteschi
che supponevano una tetrapoli etrusca, fuorviati dalla sigla
FAVL che secondo le teorie di frate Annio, era formata dalle
iniziali di quattro villaggi (Fanum, Arbanum, Vetulonia,
Longula). Probabilmente dopo la conquista romana fu costituito
in stazione militare, chiamato Castrum Herculis per la presenza
in loco di un tempio dedicato all'eroe mitologico (il leone
simbolo di Viterbo deriva da questo aneddoto). La città
medievale tuttavia trae origine da un "castrum",
una fortificazione longobarda posta al confine tra i loro
possessi nella Tuscia e il ducato bizantino di Roma: il
colle di San Lorenzo, ricordato nella donazione di Sutri
tra i possessi che Liutprando promette alla Chiesa nel 729,
fu fortificato nel 773 da Desiderio, nell'ultimo periodo
della sua contesa con Carlo Magno. Dell'852 un documento
papale che riconosce il Castrum Viterbii proprietà
delle terre di San Pietro, mentre Ottone I annovera il castello
tra i possessi della Chiesa. Nel sec. XI, l'incremento demografico
contribuì alla nascita di nuclei abitativi fuori
dal castrum, e, attorno al 1090, a un primo tratto di mura;
nel 1099 la scelta dei primi consoli sancisce il passaggio
a istituzioni comunali. È il XII secolo il periodo
in cui Viterbo, libero comune, si assicura il possesso di
numerosi castelli: in tal senso la
protezione di Federico I (presente nella città nel
1162) , e il suo riconoscimento del comune viterbese, conferisce
legittimità alla sua politica di espansione. Nel
1172 viene distrutta la città di Ferento il cui simbolo
(una palma) viene aggiunto a quello di Viterbo (il leone)
emblema tutt'ora vigente, attorno al 1190 viene assediata
Corneto, l'imperatore attacca Roma con l'esercito viterbese.
Il "districtus" del comune aumenta considerevolmente.
Ulteriore elemento che accresce il prestigio e l'importanza
politica di Viterbo, è la sua elevazione a cattedra
vescovile nel 1194 ai danni di Tuscania, la cui precedente
predominanza nella Tuscia romana viene meno. All'inizio
del XIII secolo la città viene inserita nell'orbita
papale, soprattutto con il disegno di Innocenzo III, che
tentò di costituire uno stato territoriale: Viterbo
nel 1207 ospitò il Parlamento degli stati della Chiesa.
Tuttavia, insofferente per la presenza papale, la città
invocò la protezione di Federico II: si apre così
fino al 1250 circa un periodo di lotte interne tra guelfi
(la famiglia dei Gatti) e ghibellini (i Tignosi). Si inserisce
in questo contesto di aspre lotte civili e religiose la
vita della più illustre figlia di Viterbo: Santa
Rosa (da Viterbo), che visse tra il 1233 e il 1251. Si ricordano
non solo suoi miracoli in vita e post mortem, ma anche,
benché fosse giovanissima morendo ad appena 18 anni,
la sua coraggiosa predicazione contro gli
eretici
e i ghibellini, che animò i Viterbesi a resistere
contro l'assalto dell'esercito di Federico II. Il fallito
assedio di Federico II nel 1243, e il successo dei Guelfi
sancisce per la seconda metà del XIII secolo la definitiva
politica filo-papale: la famiglia dei Gatti monopolizza
le cariche municipali e i pontefici scelgono Viterbo come
sede papale. L'episodio discriminante, che attira l'attenzione
su Viterbo, è l'elezione pontificale di Gregorio
X: i cardinali che dovevano eleggere il successore di Clemente
IV si riunivano inutilmente da quasi tre anni, quando il
popolo viterbese sdegnato di tanto indugio, sotto la guida
del Capitano del popolo Raniero Gatti, giunse alla drastica
decisione di chiudere a chiave i cardinali nella sala dell'elezione
(clausi cum clave), nutrirli a pane e acqua, e scoperchiare
il tetto lasciandoli alle intemperie, finché non
avessero eletto il nuovo Papa; così abbastanza rapidamente
i cardinali scelsero il piacentino Tedaldo Visconti, che
era arcidiacono di Liegi (quindi neanche prete). Il nuovo
papa prenderà il nome di Gregorio X ( 1271 ). Il
nuovo papa, vista la bontà della "clausura",
stabilì che anche le future elezioni papali avvenissero
in una sede chiusa a chiave: era nato il Conclave ! Dal
1261 al 1281 in Viterbo si tennero ben cinque conclavi.
Nell'ultimo di questi il popolo sobillato da Carlo d'Angiò,
irruppe nella sala del conclave e mise al carcere duro il
cardinale Matteo Orsini. Il nuovo papa che uscì da
questo conclave funestato dall'invasione del
popolo viterbese fu un francese, proprio come voleva Carlo
d'Angiò. Martino IV, appena eletto, anziché
ringraziare i viterbesi che mettendo in difficoltà
i cardinali della famiglia Orsini, avevano favorito la sua
elezione, lancerà sulla città di Viterbo un
pesante interdetto e l'abbandonerà in fretta e furia
con tutta la corte pontificia. Si chiude con questo spiacevole
episodio, il periodo aureo di Viterbo. I papi non verranno
più ad abitare in questa splendido comune dell'alto
Lazio. Infatti, con la curia papale a Viterbo, questa città
aveva raggiunto il suo massimo splendore. Economico, come
centro posto lungo vie di comunicazione importanti, e architettonico,
con l'edificazione di edifici pubblici municipali, torri,
chiese nel fiorire dello stile gotico che i cistercensi
avevano inaugurato nel luogo con l'Abbazia di S. Martino
al Cimino. L'esilio avignonese dei papi contribuì
alla decadenza della città e al riaprirsi delle lotte
interne. L'effimera ricostituzione del Patrimonio di S.
Pietro del cardinale Egidio Albornoz, non impedì
ai nobili Gatti e ai prefetti di Vico di imporsi, con istituzioni
ormai di tipo signorile, a Viterbo. L'età moderna
per Viterbo è un periodo di scarsa vitalità,
economica e culturale: dal XVI secolo la città segue
le sorti dello Stato della Chiesa e vede tramontare del
tutto la vocazione internazionale che aveva assunto nei
secoli del basso medioevo. Viterbo nel 1867 con la colonna
garibaldina Acerbi fu testimone della sfortunata Campagna
dell'Agro Romano per la liberazione di Roma conclusa a Mentana
il 3 novembre con la sconfitta di Garibaldi da parte dei
pontifici e francesi. Con l'unità d'Italia, aggregato
quasi tutto il Lazio nella provincia di Roma, Viterbo perse
la qualifica di capoluogo, che le fu restituita solo nel
1927.
DA
VEDERE
Il centro di Viterbo offre numerosissime oltre che importanti
opere d'arte. La più famosa è certo il Palazzo
dei Papi, costruito fra il 1255 e il 1266 sul colle di San
Lorenzo per proteggere il pontefice, con la celebre loggia
formata in un solo lato da sette archi sorretti da esili
colonnine
binate che si intrecciano formando una elegante trabeazione.
Dalla loggia si entra nella grande Sala del Conclave, teatro
della famosa elezione di papa Clemente X (vedi sopra).
Accanto
al Palazzo dei Papi sorge anche il Duomo cattedrale, dedicato
a San Lorenzo. Poco distante da piazza del Duomo si estende
il vecchio quartiere medievale, conservato quasi integro,
di San Pellegrino. Interessante anche la Piazza del Plebiscito,
meglio conosciuta dai Viterbesi come "Piazza del Comune"
dove ha sede il Municipio e la Prefettura. A lato del Corso,
la Chiesa di Santa Rosa, edificata su una piccola altura
accanto alla casa della patrona di Viterbo. Degni di menzione
anche la Piazza della Rocca, Piazza Fontana Grande, la torre
del Branca detta della Bella Galliana vicino alla Porta
Faul, le mura con le 2 porte principali (Porta Romana e
Fiorentina). Antichissima è la chiesa di San Silvestro.
La
chiesa di Santa Maria Nuova è una delle più
antiche di Viterbo: risale, infatti, al 1080. Fu edificata
sui resti di un tempio dedicato a Giove Cimino, la cui testa
scolpita (che molti credettero in passato raffigurasse Gesù)
si sporge sopra il portale. In un angolo esterno dell'edificio,
figura un pulpito in pietra cui si accedeva tramite una
scala di legno. Da esso predicò, nel 1266, San Tommaso
d'Aquino. All'interno è conservata una collezione
di pittura viterbese del periodo che va dal XIV al XVI secolo.
Nella navata di sinistra, in fondo, si trova un pregevole
trittico bizantino del 1180 di cuoio che raffigura il Cristo.
Le navate laterali presentano un soffitto retto da capriate
lignee e decorato da formelle in ceramica. Nel Battistero
da notare l'affresco con i Santi Giovanni Battista, Girolamo
e Lorenzo, di Antonio del Massaro da Viterbo, detto il Pastura,
affine per alcuni aspetti ad Antoniazzo Romano e per altri
al Perugino. A un lato dell'altare maggiore, è posto
un ingresso all'antica cripta paleocristiana. Una scala
posta all'esterno dell'abside conduce ad un chiostro, erroneamente
definito "longobardo". Il chiostro è rimasto
sepolto e sconosciuto fino agli anni '80 (non esistevano
riferimenti o testimonianze che ne suggerissero l'esistenza),
finché il crollo di un'ala del refettorio non ha
condotto alla sua scoperta.
Fuori
dal centro ma sempre nel territorio comunale importantissima
è la Necropoli di Castel d'Asso, la prima ad essere
scoperta cronologicamente, e si suppone a suo tempo la più
vasta. A due chilometri da Viterbo, uno dei più notevoli
esempi di arte rinascimentale italiana: la Basilica della
Madonna della Quercia, primo monumento nazionale viterbese;
sulla facciata maestosa si possono ammirare tre lunette
di Andrea della Robbia, all'interno della chiesa pitture
di fra Bartolomeo della Porta, soffitto a cassettoni della
navata centrale, progettato da Antonio da Sangallo il giovane,
tempietto di Andrea Bregno. Nella frazione di Bagnaia, importantissima
è la Villa Lante, definita dal Sitwell: One of the
most beatiful places in the world.
Particolari
della città sono anche le numerose gallerie sotterranee
scavate nel tufo, che mettono in comunicazione gran parte
degli edifici del centro storico. Oggi sono utilizzate come
cantine; sono state utilizzate ancora nella Seconda guerra
mondiale come rifugio della popolazione durante i bombardamenti
aerei che colpirono duramente la città nel 1943-44.
Da
non dimenticare infine il grandioso Presepe, oggi presso
il Museo Civico, opera del pittore viterbese del XV secolo
Antonio del Massaro, detto il Pastura.
MUSEI
Museo Nazionale Etrusco, allocato nella Rocca dell'Albornoz
Museo Civico, riaperto negli spazi del convento di S. Maria
della Verità nel 1994
Museo della Ceramica della Tuscia, aperto nel 1996
Museo del Colle del Duomo, in piazza san Lorenzo
MANIFESTAZIONI
25 marzo, Fiera dell' Annunziata.
Maggio: San Pellegrino in Fiore, dove il quartiere medievale
viene totalmente ricoperto di fiori e piante.
Primavera\estate: Festival Barocco, rassegna internazionale
di musica classica.
4 settembre festa di Santa Rosa, com-patrona della Città.
La sera precedente, il 3 settembre, avviene il trasporto
della Macchina di Santa Rosa, imponente costruzione votiva
trasportata dai Facchini di Santa Rosa.
Settembre Viterbese, un mese di festeggiamenti e eventi.