Valmontone
è un comune di 14.625 abitanti della provincia di
Roma, situato su un rialzo tufaceo, lungo la via Casilina
a ca. 45 km dalla capitale. La città è raggiungibile
anche con l'Autostrada A1 uscendo al casello omonimo e con
il treno utilizzando la ferrovia regionale FR6. Valmontone
sorge su un colle tufaceo, a 303 m sul livello del mare,
parte di un sistema orografico formato da piccole valli,
e modesti rilievi. Il territorio rientra nel bacino idrografico
dell'Alta Valle del Sacco, e difatti il piccolo fiume si
incontra al confine tra i comuni di Valmontone e Colleferro,
attraversato da un ponte. Il sottosuolo è inoltre
ricchissimo di acque e falde freatiche, ragion per cui a
Valmontone è stata aperta la sede del C.E.R.I. (il
centro di ricerca, previsione, prevenzione e controllo dei
rischi idrogeologici). Il paesaggio circostante è
ricco di verde proprio grazie alla presenza del vicino fiume
Sacco e delle numerosi fonti d'acqua. Nonostante la modesta
altitudine renda il il territorio considerabile "bassa
collina", il clima è influenzato dalla presenza
delle suddette strette valli che incanalano aria dal mare,
ragion per cui Valmontone ha un clima di tipo oceanico,
freddo e umido d'inverno con frequenti gelate mattutine
e caldo d'estate con notti umide.
ETIMOLOGIA
La sua origine non è chiara, forse deriva dal nome
della famiglia proprietaria del feudo: i Valmontone. Oppure
si riferisce alla sua posizione geografica, ossia una valle
"sovrastata da un monte".
ORIGINI
Le origini di Valmontone non sono molto chiare: sembrerebbe
essere stata fondata da Glauco, figlio di Minosse, e chiamata
Labicum dal nome dello scudo che si utilizzava in battaglia.
MUSEI
Museo Archeologico di Valmontone (MAV)
STORIA
In seguito divenne colonia degli Albani e molto spesso fu
in guerra contro Roma, che all'epoca si stava cominciando
ad espandere. Secondo alcune testimonianze, la presenza
della città di Labicum nell'antico territorio valmontonese
sarebbe avvalorata dall'esistenza di ruderi, visibili fino
al XVIII secolo. In ogni caso, la presenza di insediamenti
in epoca romana è certa, dal momento che sono stati
rinvenuti numerosi reperti: si va dalle tavole di marmo
con iscrizioni in latino ad un paio di sarcofagi di epoca
imperiale. Inoltre, durante i lavori per la TAV sono riemersi
una piccola stazione termale, una villa rustica, un villaggio
di carbonai e delle fornaci per la cottura di laterizi e
vasellame. In particolare, le terme con annessa stazione
di posta si troverebbero sul tragitto dell'antica via Labicana,
nel punto che sulle antiche mappe era denominato Ad Bivium:
in zona sono visitabili le rovine della chiesa di Sant'Ilario
e le catacombe paleocristiane.
Labicum fu distrutta verso la fine dell'Impero Romano, sicché
venne ricostruita sull'attuale sito come un castrum, una
cittadella fortificata, nominato certe volte come Castrum
Lateranensis, in quanto probabilmente patrimonio della Chiesa:
già nel VIII secolo probabilmente dei Benedettini
avevano fondato il convento di Colle Sant'Angelo.
Il nome "Vallis Montonis" apparve per la prima
volta in un documento del 1139, con il significato di "valle
sovrastata da un monte" o, secondo altri, "valle
sovrastata dal Montone", cioè la piccola altura
su cui sorge il centro storico, circondata dalla valle dove
si snoda la Casilina o quella retrostante del Prato della
Madonna. Nel 1208 Innocenzo III della famiglia dei Conti
acquistò la terra di Valmontone e la affidò
in gestione al fratello Riccardo conte di Sora. In questo
fiorente periodo Valmontone fu meta ricercata da importanti
personaggi come re Carlo VIII di Francia, Urbano VI ed altri
pontefici. Successivamente (prima metà del '500)
alleanze sbagliate portarono Valmontone in disgrazia, venendo
saccheggiata dalle armate di papa Paolo IV prima, e dalle
truppe di Marcantonio Colonna poi. Nel 1527 fu saccheggiato
dai lanzichenecchi: in uno di questi assalti, Valmontone
fu messa a ferro e fuoco, e gli archivi bruciarono, provocando
il "buio" riguardante la storia antica del paese.
Nel 1634 Valmontone fu acquistata dalla casata del principe
Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X. In questo periodo
Valmontone fu portata nel suo massimo splendore artistico
e monumentale, in base ai piani del Principe, il quale voleva
realizzare una sorta di utopica città ideale, la
Città Pamphilia. Papa Innocenzo X assistette alla
nascita di questo progetto, quando si recò, nel 1662,
a Valmontone per vedere il palazzo Doria che in quel periodo
si edificava, e soggiornò nel primo appartamento.
Nel XVIII secolo, i Pamphilj rischiavano di estinguersi,
così, con un matrimonio ad hoc, la famiglia si fuse
con i Doria-Landi, diventando Doria-Landi-Pamphilj. Nel
1843 il pontefice Gregorio XVI, durante il viaggio epistolare
per visitare Anagni, visitò la Collegiata ed insignì
Valmontone con il titolo di "Città".
La Seconda Guerra Mondiale ha visto Valmontone al centro
di sanguinose vicende. Gli Alleati attaccarono ripetutamente
la città con cannonate e bombardamenti aerei a tappeto,
con lo scopo di scacciare i Nazisti asserragliati al suo
interno. Valmontone fu colpita pesantemente: l'80% dei suoi
edifici furono rasi al suolo, i restanti erano notevolmente
danneggiati e pericolanti. Per i danni subiti e per il valore
dimostrato alla fine della Seconda Guerra Mondiale la città
fu insignita della "medaglia d'argento al valore".
Nonostante la ricostruzione successiva, la città
ha perso il suo aspetto medievale-barocco, se non in alcuni
preziosi scorci del centro storico, miracolosamente scampati
alla guerra e al dopoguerra. Oggi Valmontone è una
città di respiro europeo collegata con importanti
organismi internazionali: è inoltre "Comune
d'Europa", essendo gemellata con la cittadina spagnola
di Benifajo.