Tuscania
è un comune di poco più di 8.000 abitanti
in Provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 18 km.
Tuscania, come molti dei comuni limitrofi e come tipico
di questa zona del viterbese, sorge su alcuni (in questo
caso, sette) promontori di roccia tufacea posti tra i fiumi
Marta e Capecchio che dominano, permettendone il controllo,
la valle del Marta (ovvero un'importante via di comunicazione
e transumanza che univa, fin dalla preistoria, il lago di
Bolsena con il mar Tirreno, nei pressi dell'attuale Tarquinia).
Da citare come curiosità le leggende mitologiche
sull'origine della città: la prima, riportata dallo
storico romano Tito Annio Lusco, vorrebbe Tuscania fondata
dal figlio di Enea, Ascanio, sul luogo del ritrovamento
di dodici cuccioli di cane (da cui il nome latino Tus-cana)
mentre una seconda indica come fondatore Tusco, figlio di
Ercole e di Araxe.
ETIMOLOGIA
Essendo l'antico centro etrusco Tuscana poi diventato romano,
riflette l'antico nome del popolo etrusco tuscus.
STORIA
Oltre ad alcune tracce risalenti già al paleolitico,
i rinvenimenti presso le necropoli etrusche delle Scalette
e del Pantacciano fanno datare i primi importanti insediamenti
in questa zona tra l'età del rame e quella del bronzo
antico (cioè tra il terzo e la prima metà
del secondo millennio a.C.). La prima importante fase di
espansione degli insediamenti della zona, legata allo sviluppo
della civiltà etrusca e rientrante nella tendenza
nella regione al sorgere in tale periodo di piccole città
stato, ebbe inizio a partire dall'VIII secolo a.C. con l'urbanizzazione
dell'acropoli posta sul colle di San Pietro (attualmente
all'esterno della cinta muraria cittadina). In questo periodo
non è possibile parlare di un unico centro abitato
ma (come anche indicato dal rinvenimento sul territorio
di dodici distinte necropoli rupestri), più probabilmente,
di un insieme di piccoli villaggi a vocazione prevalentemente
agricola che avevano come punto di riferimento economico,
amministrativo e religioso proprio il colle San Pietro che
divenne, in breve, uno dei più importanti centri
politici e religiosi della Tuscia. Nei secoli successivi
la posizione geografica della città, posta a metà
strada tra il mar Tirreno, il lago di Bolsena e l'Etruria
interna, come anche il controllo della valle del Marta,
favorirono lo sviluppo ed il prosperare della Tuscania etrusca
(con il nome, all'epoca, di Tusena) trasformandola da insieme
di insediamenti prevalentemente agricoli a città
commerciale, fino a diventare una delle più importanti
città della lucumonia di Tarquinia e centro della
rete viaria di collegamento tra la costa e l'entroterra.
A partire dal IV secolo a.C., in seguito alla sconfitta
ad opera dei Greci delle città etrusche della costa,
assunse importanza anche il commercio marittimo, esercitato
da Tuscania per mezzo del porto di Regas (nei pressi dell'attuale
Montalto di Castro). Non vi sono testimonianze storiche
della partecipazione di Tuscania alle battaglie che, intorno
al 280 a.C., portarono alla sottomissione delle città
etrusche dell'Alto Lazio a Roma; il passaggio di Tuscania
sotto la dominazione romana avvenne dunque, con buona probabilità,
in maniera pacifica; di tale dominazione Tuscania non ne
risentì ma ne trasse, al contrario, vantaggio: venne
potenziata l'agricoltura e vi fu il fiorire di botteghe
artigiane per la produzione di sarcofagi decorati prodotti
sia in terracotta che in nenfro (una varietà di tufo:
l'ignimbrite trachitica). La costruzione di acquedotti,
di terme e, in primo luogo quella - intorno al 225 a.C.
- di una delle più importanti direttrici di comunicazione
dell'epoca, la via Clodia, fecero di Tuscania uno dei più
importanti centri della zona. A seguito della cosiddetta
guerra sociale (90 a.C. - 88 a.C.), Tuscania fu poi eletta
municipium romano ed assegnata alla tribù Stellatina.
In seguito, nel V secolo, divenne una delle prime sedi vescovili
in Italia rimanendo tale fino al 1653. A seguito del crollo
dell'Impero Romano d'Occidente, Tuscania fu travolta, al
pari del resto dell'Italia, da diverse invasioni barbariche
venendo successivamente occupata dagli Eruli, dai Goti e
dai Longobardi i quali la conquistarono, guidati da Alboino,
nel 569, l'anno successivo alla loro discesa in Italia (o,
secondo altre fonti, nel 574). A tale dominazione pose fine,
due secoli più tardi, la conquista del regno longobardo
da parte dei Franchi di Carlo Magno, nel 774. Pochi anni
più tardi, nel 781, con la donazione da parte di
Carlo Magno al Papa Adriano I, la città entrò
a far parte del patrimonio della Chiesa.
Dal 967 al 1066 fu soggetta alla famiglia degli Anguillara,
dal 1080 fu poi feudo degli Aldobrandeschi e, successivamente,
dei Marchesi di Toscana; nel 1081 venne assediata dalle
truppe di Enrico IV, il quale era sceso in Italia a fine
marzo a seguito della seconda scomunica inflittagli da Papa
Gregorio VII (la prima delle quali legata al famoso episodio
di Matilde di Canossa).
Nel XII secolo divenne libero comune esercitando il proprio
dominio su di un vasto territorio che comprendeva numerosi
castelli tra i quali quelli di Ancarano, Acquabona, Canino,
Carcarella, Cellere, Montalto di Castro, Piansano e Tessennano.
Nel XIII secolo il possesso della città rimase al
centro delle lotte di potere fra l'impero ed il papato che
portarono Federico II di Svevia a conquistarla entrando
in città il 2 marzo del 1240 e la città a
dotarsi di ampie mura che la proteggessero da attacchi esterni.
Nel 1222 il soggiorno di San Francesco d'Assisi a Tuscania
diede avvio ad un periodo di forte ripresa del sentimento
religioso cittadino ed alla costruzione di numerosi monasteri
nel territorio circostante.
Le contese tra le famiglie di Guelfi e Ghibellini, l'occupazione
subita e la crisi economica dovuta alla perdita di importanza
della via Clodia diedero inizio ad un primo periodo di decadenza
e di perdita di prestigio di Tuscania a favore della vicina
Viterbo la quale era stata anch'essa elevata al rango di
sede vescovile da Papa Celestino III, nel 1192.
All'inizio del XIV secolo risale inoltre il curioso cambio
di nome della città: i termini della resa, conseguente
alla fallita spedizione militare contro Papa Bonifacio VIII,
imposero infatti, oltre al pagamento di un consistente tributo
in grano, all'invio annuale di otto giocatori per le feste
del Testaccio a Roma, all'asportazione della campana comunale
e delle inferriate poste alle porte d'ingresso della città,
anche il cambio del nome, in senso dispregiativo, da Tuscana
a Tuscanella.
Durante il governo del legato pontificio cardinale Egidio
Albornoz (inviato da Papa Innocenzo VI, tra il 1353 ed il
1367, a ripristinare il controllo pontificio sui territori
della Chiesa nel corso della cattività avignonese)
la città visse un periodo di tranquillità
relativa, anche se non duratura.
Martino V, eletto papa al termine del Concilio di Costanza
(che aveva messo fine allo Scisma d'Occidente), come riconoscimento
della lealtà della città alla causa pontifica
nominò Tuscania nel 1421 contea e ne diede l'investitura
al capitano di ventura Angelo Broglio da Lavello detto il
Tartaglia, colui il quale durante lo stesso Concilio di
Costanza aveva assunto la carica di Rettore del Patrimonio
della Chiesa: questi stabilì in città la propria
residenza costruendovi alcuni edifici (ancor oggi è
possibili ammirare la Torre del Lavello) e realizzandovi
un'ampia piazza d'armi.
Sul finire del secolo, nel 1495, Tuscania fu saccheggiata
dall'esercito francese di Carlo VIII il quale, proveniente
da Firenze e diretto al sud per occupare il Regno di Napoli
quale erede di Maria d'Angiò, trovò la città
in gran parte sguarnita di difese: il cardinale Giovanni
Vitelleschi da Corneto inviato da Papa Eugenio IV a sedare
la lunga serie di lotte tra signorotti locali e le continue
ribellioni della città (come quella del 1491 che
aveva portato i tuscaniesi ad impiccare sul colle Rivellino
il commissario pontificio Bernardone Della Posta per protestare
contro le pesanti gabelle) nonché a restituire il
possesso della stessa al papato aveva infatti, solo poco
tempo prima, fatto radere al suolo la maggior parte delle
fortificazioni difensive che si trovavano sul territorio
tuscaniese. In seguito a tale avvenimento ebbe inizio per
Tuscania un periodo di lento declino che, nei secoli successivi,
tenne la città ai margini degli avvenimenti storici
più importanti: Tuscania seguì, senza più
registrare avvenimenti degni di rilievo, le sorti dello
Stato della Chiesa fino al 1870 e solo dopo l'Unità
d'Italia cominciò, progressivamente, una relativa
ripresa sociale ed economica. Il 12 settembre 1911 un Regio
Decreto restituì infine alla città il suo
antico nome. Alle 19:09 del 6 febbraio 1971 un terremoto
semidistrusse Tuscania, provocando 31 morti, il lesionamento
ed il crollo di molte case ed edifici tra i quali le chiese
romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore che furono
successivamente restaurate. Nel 1997 il Lazio ha istituito,
con la legge regionale 29, la "Riserva Naturale di
Tuscania", di circa 2000 ettari.
DA
VEDERE
Castello del Rivellino
Torre di Lavello
Mura di Tuscania
Fontana delle Sette Cannelle o del Butinale, di origine
etrusco-romana
Necropoli di Pian di Mola
Necropoli etrusca e Tomba della Regina (detta anche "Grotta
della Regina"), situata presso la chiesa della Madonna
dell'Olivo
MUSEI
Museo Archeologico Nazionale Etrusco
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa romanica di San Pietro in Tuscania
Duomo, dedicato a San Giacomo
Chiesa romanica di Santa Maria Maggiore
Chiesa di Santa Maria della Rosa, romanica
Chiesa di Santa Maria del Riposo, rinascimentale
MANIFESTAZIONI
Festa di Sant'Antonio Abate e Sagra della Frittella di Cavolfiore
(domenica più vicina al 17 gennaio)