Segni
è un comune di 9.409 abitanti della provincia di
Roma, vicino alla Ciociaria. Segni si raggiunge uscendo
al casello autostradale di Colleferro. Questa, città
ricca di castagneti, ha una storia antichissima come testimoniano
le sue mura ciclopiche costruite ai tempi della Roma repubblicana
od ancora prima.
DA VEDERE
Concattedrale
di S.Maria Assunta
La chiesa fu costruita nella prima metà del XVII
secolo, sulle rovine della precedente che risaliva al 900,
al tempo di San Bruno. Ha facciata neoclassica e poggia
su un'ampia gradinata. Il campanile, a lato della chiesa,
risale al XI secolo. È alto 24 metri, ha sezione
quadrata con 5.25 metri di lato. La torre consta di 5 piani
divisi esteriormente da una serie di cinque archi pensili.
Ogni piano è porta nei quattro lati ampie superfici
rientrate su cui si aprono cinque ordini di finestre (dal
basso verso l'alto rispettivamente: monofore, bifore, trifore,
bifore e ancora monofore). Ai lati della facciata sono ben
visibili due quadranti in pietra (una segnala le ore per
meridiana, l'altro per lancette orarie), entrambi fuori
uso.L'attuale orologio è in uso dal 1933. L'interno,
a croce greca, è impreziosito da opere pittoriche
. Notevoli infatti i dipinti di Francesco Cozza e la pala
dell'altare maggiore, che riproduce la Vergine Assunta sorretta
dagli Angeli con in basso gli Apostoli. Un affresco nella
cappella di S.Francesco, come riferisce il libro di Bruno
Navarra , è attribuito al Baciccio (Giovan Battista
Gaulli). All'interno della Cattedrale sono conservate le
reliquie di San Bruno, Santo Patrono, nella Cappella omonima.
Mura
poligonali
Come detto la città è circondata da un'ampia
cinta muraria, perfettamente conservata che prende il nome
di mura ciclopiche. Queste sono intervallate da numerose
porte che si aprono lungo tutto il percoso della cinta,
la più famosa di queste è la Porta Saracena,
che presenta un monolite di copertura lungo oltre tre metri
(vedi foto). Taluni hanno paragonato questa cinta a quella
della città greca di Micene[senza fonte]. Comunque
una targa esposta all'ingresso di Segni ricorda ai visitatori
che il comune è gemellato con quello di Micene. Nella
parte alta della cittadina è ubicato quanto resta
dell'antica Acropoli. E qui sono interessanti: la chiesa
di S.Pietro costruita con parte delle antiche mura megalitiche
(foto) ed una cisterna del III secolo. Diversi reperti dell'antica
città romana sono infine visibili presso il locale
museo che da qualche tempo è abbastanza attivo anche
per le scoperte che sono state effettuate in pianura durante
la costruzione della linea ferroviaria dell'alta velocità.
Porta
Saracena
La Porta Saracena è probabilmente il monumento più
famoso di Segni. E' una costruzione monumentale, che si
apre nelle c.d. mura ciclopiche e originariamente era una
delle porte più imponenti e utilizzate dagli abitanti
dell'antica Segni. Questa porta prende il nome dai Saraceni
che, nella seconda metà del secolo IX d.C., bivaccarono
nelle vicinanze per controllare l'unica sorgente d'acqua
esistente a Segni dentro il perimetro delle mura poligonali.
E' larga alla base m.3 e in alto, sotto l'architrave, si
restringe fino a m.1,40; è alta m. 2,50 e le fiancate
sono spesse m. 2,56. Il grande monolite di copertura è
lungo oltre 3 metri.
Cisterna
romana
E' questa una cisterna di antichissima datazione, anticamente
utilizzata per il deposito dell'acqua ad uso umano. E' costruita
con grandi blocchi di tufo cementati con un tipo particolare
di calce, propria di questi luoghi, detta "Opus Signinum",
molto ricercata nell'antichità ed in cui gli antichi
Segnini eccellevano (tanto che erano chiamati a Roma nelle
ville dei notabili per lavorare). La particolarità
di questa calce risiede nella sua resistenza, unita alle
proprietà impermeabilizzanti: ben si prestava, quindi,
per un'opera destinata agli usi summenzionati.
Chiesa
di S. Pietro
La chiesa di S. Pietro sorge su un ampio ripiano dove, originariamente,
sorgeva un tempio pagano datato dagli archeologi al V-VI
sec a.C. e dedicato alla triade italica (Giove, Giunone
e Minerva). Il tempio, "capitolium signinum",
è giunto a noi con i muri perimetrali quasi intatti
nella cella centrale, mentre quella volta ad occidente,
caduti i muri, fu adibita, in epoca cristiana, a cimitero
parrocchiale, e quella volta ad oriente fu trasformata in
sacrestia e in piccolo giardino pensile. I muri che noi
vediamo, risalenti al II° sec. a.C., sono costruiti
con la tecnica dell' "opus quadratum" (grandi
blocchi di tufo quadrangolari sovrapposti e concatenati
con l'uso della malta). Fu la prima cattedrale di Segni
dal V° sec. d.C., fu la chiesa di S. Vitaliano, Papa
dal 657 al 672, e subì nel corso dei secoli saccheggi
dai Saraceni nel IX° sec.Ha la facciata in tufo: il
campanile è movimentato su tre lati da una bifora,
nel quarto da una monofora, con adiacente giardino prensile.
Notevoli all'interno tre preziosi e delicati affreschi.
Il più antico risale al XII secolo e rappresenta
la Madonna con il Bambino sulle ginocchia, tra i santi Lorenzo,
Stefano e Vitaliano; la pala dell'altare è opera
del Tadolini (1907), mentre la tela a sinistra del presbiterio,
che configura il conferimento del primato a San Pietro,
è del 1500.
Porta
Foca
Anche detta "Porta deglio sticcato", insieme alla
Porta Saracena rappresenta una delle porte maggiori, e meglio
conservate, dell'antica cinta muraria di Segni. Deve il
suo nome a quello dell' imperatore Foca (602-610) che un
tribuno locale volle omaggiare.
Palazzo
Cremona
E' un palazzo che risale al '700, tutto lavorato in pietra.
E' un segno tangibile del buon gusto e della fastosità
del settecento segnino. Presenta portali, finestre, balconcini
ad angolo e cavalcavia con eleganti balaustrate. Nella parte
posteriore del palazzo, nel giardino, in epoca romana sorgeva
il tempio della dea "Bona", oggi andato distrutto.
Chiesa
di S. Stefano
Fonti antiche fanno ritenere che la chiesa di S. Stefano
sia stato il primo luogo di culto cristiano a Segni. Risalente
alla fine del I secolo dell'era volgare, sorge sul luogo
dove sorgeva una sinagoga ed è stata dedicata a S.
Stefano in omaggio al primo martire cristiano. Sulla facciata
della chiesa si notano elementi provenienti da diverse culture:
romanica, araba e medioevale. Il campanile romanico, sul
lato destro della chiesa, è una torre quadrata alta
17 metri e di 4.20 metri di lato. Sui suoi lati si aprono
delle monofore e delle bifore che, in parte, slanciano la
struttura della chiesa, di per sé tozza e appiattita
con i suoi 19.50 metri di larghezza contro gli 11.50 metri
di altezza. L'attuale facciata, in stile neoclassico, venne
costruita alla fine dell'800.
Ponte
Scarabeo
Il Ponte scarabeo è un arco medioevale costruito
con pezzi di tufo legati con malta. Poggia su due pilastroni
quadrati: quello esterno insiste sulle mura poligonali,
quello interno è incorporato nella costruzione di
una casa. Dove l'arco s'innesta sui tozzi pilastri, una
sporgenza di tufo tornito fa pensare all' ovolo di un capitello,
mentre sull'arco s'innalza un muro esile terminante a scivolo
verso la valle. Sempre di epoca medioevale è la meridiana
che si intravede in figura nell'angolo superiore sinistro.
Il Ponte Scarabeo deriva il suo nome da una antica leggenda
segnina.
MANIFESTAZIONI
San
Bruno
Questa è la festa del Santo Patrono di Segni, e per
questo è la più sentita e la più ricca
di eventi. Si festeggia il 18 luglio. Durante il periodo
di festa si svolge il "Palio di S. Bruno", organizzato
dal gruppo ippico locale, che comprende prove di velocità
e destrezza con il cavallo. A fine manifestazione è
consuetudine lo spettacolo pirotecnico sul monte Pianillo.
S.Lucia
La festa di S. Lucia (13 dicembre) rappresenta una occasione
di svago per la comunità dell'antico centro storico,
poiché è presente una fiera ed è un
giorno festivo.
Sagra
del Marrone
La sagra del Marrone si festeggia la penultima domenica
di ottobre, il 2007 vede la 50ma edizione della sagra .
Giostra
del Maialetto
È una manifestazione che purtroppo da qualche anno
a causa di proteste animaliste non viene più celebrata.Solitamente
veniva celebrata in agosto. Le sue origini risalgono ai
primi anni del '600 poiché in quel periodo il popolo
segnino ed i conti Sforza, duchi di Segni, ebbero delle
dispute per la gabella dovuta per il pascolo dei maiali
nel bosco. Secondo lo statuto la tassa doveva essere incamerata
nei fondi comunitari, mentre i duchi volevano assumerla
nelle loro casse. In attesa della sentenza giudiziaria dipendenti
dei signori, a colpi di bastone e ramazze di sagina, scacciavano
i maiali dal bosco. Dopo che il popolo finalmente ottenne
una sentenza favorevole, i Segnini scimmiottarono la lite
con il duca inventando la "Giostra del maialetto ".La
giostra si svolge lasciando libero, dentro la Cisterna Romana
(costruita con opus signino), un maialino ricercato da cinque
squadre (una per contrada) di due uomini ciascuna, bendati,
per essere colpito con scope di saggina. Gli uomini sono
richiamati dal suono di un campanello che tutti, compreso
il maialino, portano legato . Vince la squadra che riusce
a colpire più volte il maialino; spesso, però,
i concorrenti si colpivano fra loro, ingannati dal suono
del campanello degli altri concorrenti, con grande ilarità
del pubblico presente. Oggi è un corso un procedimento
per tentare di riportare la Giostra nelle tradizioni del
luogo che venne sospesa nel 1992 a causa delle pressioni
animaliste. Nel 2005,2007,2008,si è svolta con, al
posto del maialino un uomo travestito.
ORIGINI E CENNI STORICI
I
primi insediamenti nel territorio di Segni risalgono alletà
del bronzo, ma labitato si sviluppò solo in
epoca romana, tempo in cui Segni rivestì una posizione
strategica sulla valle del fiume Sacco. Nel VI sec. a.C.
Tarquinio il Superbo Re di Roma, inviò a Segni dei
coloni e una guarnigione armata per proteggere, per via
terra, le vie di accesso alla città di Roma; ciò
è dimostrato da numerosi resti archeologici rinvenuti
sul territorio. Ma Segni, sin dallinizio, fu una città-stato
autonoma fino al 340 a.c. quando venne stipulato un patto
con i Romani che ben presto la elevarono a Municipio (89
a.C.)e la fregiarono della sigla SPQS (senatus populusque
signinus) godendo così di relativa indipendenza ma
con obblighi di alleanza con la stessa Roma. Infatti nel
493 a.C. i Segnini sottoscrissero assieme ad altre popolazioni
il Foedus Cassianum, patto di alleanza stipulato tra le
città latine e Roma. In questi tempi Segni era dunque
una città tanto fiorente che, unica nel Lazio, coniava
monete d'argento con la scritta SEIC che significa cinghiale,
da cui si crede derivi il nome della città, anche
se altri lo fanno derivare dalle insegne di Tarquinio il
Superbo -SIGNIA, in latino- o dalla statua del dio Mercurio
-Signinum-, presente nel retro delle monete di Segni. Per
la sua fedeltà nei confronti di Roma, Segni venne
scelta come luogo di prigionia nella guerra contro Annibale.
Tra l'era repubblicana ed il successivo periodo imperiale,
a Signia viene costruito il foro, i templi: uno al dio Ercole
ed uno a Giunone Moneta, vengono innalzati monumenti a varie
divinità ed all'imperatore Caracalla viene dedicato
il foro e vengono costruite numerose ville nel circondario.
Tra la fine del sec. VI e l'inizio del successivo nacque
a Segni Vitaliano, Papa dal 657 al 672. Nei secoli XII-XIII,
inserita nel Ducato Romano e nel "Patrimonio di S.Pietro",
Segni si sviluppò sotto il dominio della S.Sede raggiungendo
l'apice della fama e l'autonomia locale. Nel 1200 viene
costruita l'odierna Piazza Santa Maria, la vecchia Cattedrale
duecentesca, il palazzo della Comunità e l'Episcopio.
In tale periodo Segni divenne residenza estiva dei Papi
e venne costruita da Eugenio III una residenza estiva, l'attuale
Seminario Vescovile. Nel 1585 il Papa Sisto V elevò
Segni a Ducato (il primo duca è stato Alessandro
Conti Sforza). Il 20 settembre 1870 Segni entrò a
far parte del Regno d'Italia dopo la conquista di Roma da
parte delle truppe garibaldine. Bombardata il 7 marzo 1944
Segni ha perso lantica chiesa di S.Lucia ricostruita
in seguito ed ha pagato un notevole tributo di morti.