Ronciglione
è un comune di 8.852 abitanti in provincia di Viterbo,
situato lungo il percorso ad ovest del Lago di Vico della
via Francigena; dista dal capoluogo circa 20 km e circa
45 km da Roma. Posizionata a nord di Roma, tra la via Cassia
e la via Flaminia, sul percorso della via Cassia cimina,
la parte medioevale di Ronciglione sorge su un grosso ciglione
tufaceo, posto alla confluenza di due corsi d'acqua, il
Rio Vicano, emissario del Lago di Vico, e il Fosso Chianello
che, dopo le colmate farnesiane del XVI secolo, ora scorre
sotterraneo. Le colmate dei Farnese hanno permesso lo sviluppo
rinascimentale e moderno della cittadina su un secondo sperone
tufaceo.
ETIMOLOGIA
Deriva dal termine "Ronco" frequente in zona con
l'aggiunta dei suffissi -ilia e -one.
IL
LAGO DI VICO
Di grande interesse naturalistico, posizionato a nord di
Ronciglione, il lago di Vico è probabilmente il meglio
conservato tra i grandi laghi italiani di origine vulcanica.
Incluso tra le aree di particolare valore naturalistico
del Lazio, tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale
in Italia e parte della Riserva naturale del lago di Vico,
consente lo sviluppo della vita di numerose e rare specie
animali. Formatosi
dal riempimento di un cratere vulcanico si è vista
dimezzata la superficie in epoca etrusca con la costruzione
di un canale sotterraneo che, attraversando la montagna
e gettando le acque del lago nel vallone formando il Rio
Vicano, ha permesso di rendere fertile un grande territorio.
DA
VEDERE
La Rocca ("I Torrioni")
Eretta nell'alto medioevo dai Prefetti di Vico a guardia
dell'unico accesso naturale alla città, nei secoli
successivi mutò spesso proprietà, destinazione
e forma. Fu appannaggio dei Conti degli Anguillara, dei
Della Rovere e dei Farnese dal 1526 al 1649, sotto la proprietà
dei Della Rovere la rocca subì i maggiori cambiamenti,
in particolare tra il 1475 e il 1480 con la ristrutturazione
voluta da Papa Sisto IV ed affidata all'architetto fiorentino
Giovanni Dolci che vi aggiunse il mastio circolare e le
quattro torri fortificate agli angoli, che tra l'altro diedero
al castello l'attuale nome popolare "I Torrioni".
Vi soggiornarono eminentissimi personaggi tra i quali papa
Sisto IV e papa Paolo III, ma andò poi, nel 1649,
in mano alla Santa Sede, che la cedette nel 1756 al genovese
Girolamo Marè, il quale, pur impegnandosi alla sua
conservazione ed all'abbellimento, la lasciò allo
stato di abbandono.
Palazzo
Comunale
Terminato nel 1552, nel 1744 venne ristrutturato e vi fu
aggiunto un orologio disegnato dall'architetto Sebastiano
Cipriani, dal 1816 è sede dell'amministrazione comunale,
che precedentemente trovava spazio in un palazzo medioevale.
Al suo interno vi è custodito un sarcofago romano.
Fontana
grande
Attribuita popolarmente al Vignola (architetto del Palazzo
Farnese della vicina Caprarola, in realtà fu anch'essa
commissionata dal cardinale Alessandro Farnese (che fece
erigere anche il Palazzo Farnese), ma all'architetto Antonio
Gentili da Faenza. Costruita in pietra arenaria, presenta
tre unicorni (spesso chiamati "cavalli marini")
dalla cui bocca sgorga l'acqua che va a riempire le due
vasche sottostanti.
Porta
Romana
Costruita nel 1618 per volontà del duca Odoardo Farnese
dal Vignola attualmente divide il centro storico della cittadina
dalla zona sud, è stata spesso oggetto di modifiche,
nel 1857 ad esempio venne aggiunta sulla sommità
una torretta munita di orologio che venne poi rimossa nel
1954 per alleggerire il carico sulla struttura.
Casa
museo della Venerabile Mariangela Virgili
Si tratta della casa, ora trasformata in museo dai fedeli
di Mariangela Virgili, Terziaria Carmelitana dell'Antica
Osservanza, sulla cui persona è in corso un processo
di beatificazione. Il palazzo dei Virgili, posto nell'angolo
più caratteristico di Piazza degli Angeli, nel borgo
Medioevale, con lo stemma gentilizio sul frontale del portone
d'ingresso, con il finestrone rinascimentale, i residui
più antichi di una bifora e di una scalea, è
uno dei monumenti più interessanti del Centro storico
di Ronciglione Nel Seicento la famiglia Virgili era decaduta
e il secondo piano del palazzo era abitato dalla famiglia
della Venerabile. Esiste ancora la cella (= recinto di legno)
dove essa visse e morì. Nella sua casa le pareti
sono ricoperte di una insolita tappezzeria: si possono,
infatti, ammirare svariate centinaia di ex voto in argento
che rappresentano cuori, occhi ed altre parti anatomiche;
poi tavolette e tele votive, album con fotografie di gente
comune e di soldati di tutte le guerre, compresi quelli
degli attuali contingenti in missione di pace. Dei numerosi
registri, con le firme e le dediche dei visitatori, per
alcune vicissitudini oggi ne rimangono solo cinque. Il più
antico risale allanno 1910
Chiesa
di Santa Maria della Provvidenza
Costruita sul ciglio di un burrone ai margini del borgo
medioevale nell'XI secolo, era originariamente conosciuta
come Sant'Andrea, acquisì l'attuale nome nel 1742,
quando, durante un ingente restauro dovuto al cedimento
della rupe su cui poggia, venne ritrovato un importante
affresco raffigurante una Madonna con bambino, poiché,
terminati i fondi per il restauro, questo ritrovamento permise
al parroco di ricevere nuovi fondi per il continuo dei lavori,
venne definito come una provvidenza e posto sull'altare
maggiore, diede il nome a tutta la Chiesa.
Chiesa
di Sant'Eusebio
A un paio di chilometri, lungo la strada per Roma, si intravede
la chiesetta romanica di Sant'Eusebio risalente al VII secolo:
nell'interno (a tre navate con colonne sormontate da arcaici
capitelli) si conservano alcuni affreschi, tra cui l'Ultima
Cena (forse del XII secolo), Redentore benedicente tra gli
Evangelisti (XIII secolo) e una quattrocentesca Madonna
col Bambino tra i Santi Eusebio e Stefano (aggiunte nel
XVII secolo).
Duomo
Il Duomo, grande e maestoso, fu costruito nel 1671 su disegno
del Rainaldi. In esso sono custodite numerose opere d'arte
tra le quali spicca l'altare sinistro, realizzato con marmi
policromi e ornato da una pala di Giuseppe Ghezzi raffigurante
la Madonna del Rosario. Pregevole, infine, un trittico quattrocentesco
di Gabriele di Francesco raffigurante il San Salvatore benedicente
e posto sull'altare destro.
Chiesa
di Sant'Andrea
Realizzata, probabilmente sulla base di un'antica chiesa
detta San Leonardo, nel XII secolo in stile gotico, attualmente
rimangono visibili solo dei frammenti di colonne e capitelli
marmorei, la struttura esterna e il campanile fatto erigere
dal Conte Everso degli Anguillara nel 1436 per mano del
maestro Galasto. È composto da piani con finestre
in successione monofore, bifore e trifore e da un ultimo
piano a pianta ottagonale, sulla porzione di facciata della
Chiesa ancora presente, composta da pietre a vista, è
visibile lo stemma degli Anguillara.
MANIFESTAZIONI
CARNEVALE
DI RONCIGLIONE
Nato dalla tradizione del carnevale romano rinascimentale
e barocco, il carnevale di Ronciglione rievoca nei suoi
spettacoli gran parte della storia e della tradizione della
cittadina. Dalla cavalcata degli Ussari, che ripercorre
il percorso di una storica cavalcata dei soldati francesi
in epoca rinascimentale al teatro tradizionale. Ma ciò
che rende celebre questo carnevale sono i colori del Corso
di Gala, la vitalità dei partecipanti e soprattutto
le Corse a Vuoto.
CORSE
A VUOTO
A Ronciglione vengono corsi annualmente due palii di corse
a vuoto, il Palio Della Manna, nell'ambito del Carnevale
di Ronciglione, in onore di un'antica e generosa famiglia
locale, e il Palio di San Bartolomeo, in onore del santo
patrono del paese, in agosto. Analogamente al Palio di Siena,
le corse assumono il carattere di una disputa stracittadina.
I nove rioni della città presentano ciascuno due
cavalli, che si contendono il palio in due giorni di corse.
Il primo giorno i diciotto cavalli corrono in tre '"carriere"
(batterie) separate, da sei cavalli ciascuna: i primi due
di ogni batteria e due sorteggiati tra i terzi classificati
si sfideranno il secondo giorno, nella batteria finale da
otto cavalli. I cavalli corrono lungo le vie rinascimentali
del paese, su un percorso misto, fatto di asfalto e pavé,
oltrepassando una stretta porta, il cantone del gricio,
considerata particolarmente ostica, e la faticosa salita
di Montecavallo. I cavalli vengono allenati per tutto l'anno
dalle nove scuderie rivali. Le corse a vuoto di Ronciglione
sono state oggetto delle proteste animaliste per via dell'alto
numero di incidenti che interessano i cavalli, spesso mortali,
a causa della pavimentazione a pavé, poco adatta
agli animali, della folle velocità alla quale sono
addestrati a correre e per le sostanze dopanti che, come
venne dimostrato negli anni novanta, spesso venivano utilizzate.
FESTA
DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA
Le origini del nome e della festa di Santa Maria della
Provvidenza si riallacciano ad un episodio accaduto
nel 1742 e del quale fu protagonista Padre Angelo Ferretti,
nipote della Venerabile Mariangela Virgili, che, ricordandosi
di una profezia della zia, dopo la morte di questa, aveva
intrapreso il restauro della Chiesa crollata. Persuaso di
trovare il tesoro, di cui la zia aveva parlato,
il 9 giugno sotto il piccone dei muratori invece di oro
e argento fu scoperta un'antica Madonna affrescata. Capì
allora che di questo tesoro parlava la zia e,
per la gioia, incominciò a gridare "Provvidenza,
Provvidenza" tanto da far accorrere tutta la gente
del borgo. Da quel giorno la chiesa fu chiamata Santa Maria
della Provvidenza o Madonna della Provvidenza. Era il 9
giugno 1742, come si legge su di un cippo venuto alla luce
nel 1955. Da allora, nella prima domenica di giugno, per
festeggiare l'avvenimento, in tutte le famiglie dei borghi
si consuma un pasto a base dì gnocchi di patate.
Di tutte queste notizie troviamo riscontro leggendo la vita
della Venerabile Mariangela Virgili, nata e vissuta a Ronciglione
dal 1661 al 1734. Nel corso degli anni, la data della festa
fu spostata varie volte fino ad arrivare alla prima domenica
di agosto. A gestire la festa è, da sempre, la Confraternita
di S. Maria della Provvidenza che, sotto la guida del governatore,
Carlo Trappolini, crebbe d'importanza e di prestigio. Suo
successore fu Oreste Marini, detto Sandro. Egli dette ulteriore
impulso alla manifestazione e cominciò a far gustare
gli gnocchi di patate alla gente che partecipava alla festa.
È così che è nata la "Gnoccata".
Oggi a curare i festeggiamenti, che durano cinque giorni,
oltre alla Confraternita c'è l'Associazione Culturale
Mariangela Virgili che, con le manifestazioni culturali,
popolari, artistiche e sportive, ha dato alla festa una
risonanza nazionale.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Alla primitiva Ronciglione vi si aveva accesso da Porta
Castello, presso Piazza dell'Olmo e da Ponte delle Tavole
e Porta Pèntoma sotto la Torre-Campanile della Provvidenza.
Il documento più antico nel quale si trova citato
il nome di Ronciglione, risale al 1103. Cipriano Manente,
storico orvietano del sec. XVI, pone come data approssimativa
di fondazione (nel caso, si tratterebbe di rifondazione
sopra le antiche rovine) l'anno 1045 per intervento dei
prefetti di Vico che dominarono la "Valle Tiberina...
et il Lago di Vico". Nel 1526 Ronciglione venne in
possesso dei Farnese e sotto la loro avveduta signoria visse
il periodo di maggior sviluppo e splendore (1526-1649).
Fu
un centro economicamente avanzato per il vasto apparato
manifatturiero: ferriere, ramiere, cartiere, ceramiche,
armerie, stamperie etc. ed ebbe una vivacità culturale
legata a varie Accademie (Desiderosi,Cimina, Arcadico Cimina,
Erculea Cimina etc.) e tipografie dove furono stampati fra
l'altro la prima edizione italiana della Secchia Rapita
del Tassoni (1642) e dell'Aminta del Tasso. Nel 1728 Papa
Benedetto XIII eresse Ronciglione Città. Il secolo
XVIII si chiuse drammaticamente con i moti antifrancesi,
durante la prima Repubblica Romana del 1798-1799. L'incendio,
appiccato alle truppe francesi del Generale Valterre, divampò
dal 28 al 30 luglio 1799 e distrusse 174 edifici e tutto
l'Archivio Storico.