Roccasecca
è un comune di 7.594 abitanti della provincia di
Frosinone. Roccasecca é medaglia d'argento al merito
civile con la seguente motivazione: «Centro strategicamente
importante situato sulla linea Gustav, durante l'ultimo
conflitto mondiale, si trovò al centro di quotidiani
combattimenti, subendo devastanti bombardamenti e feroci
rappresaglie che procurarono numerose vittime civili e la
quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione dovette
inoltre piegarsi allo sfollamento forzato, operato dai reparti
delle "SS" e trovare rifugio nei paesi del centro
e nord Italia.». Roccasecca fa parte della Comunità
Montana "Valle del Liri". Il piccolo centro è
punto nevralgico dell'economia del basso Lazio vista la
felicissima posizione di snodo naturale in funzione dei
mezzi di trasporto. Antonio De Curtis, in arte Totò
fu il sindaco simbolico di Roccasecca. Nel film "Gli
onorevoli", di Sergio Corbucci, Totò interpreta
"Antonio La Trippa", candidato nel PNR, il Partito
Nazionale della Restaurazione. Il grande comico napoletano
va alla affannosa ricerca di voti al grido di "Votantonio!
Votantonio! Votantonio!", ma il giorno del suo comizio
nel paese natio, Roccasecca, scoperti i veri intenti speculativi
del suo partito li denuncia pubblicamente ai concittadini.
Svanito il sogno elettorale, Antonio torna alla vita di
sempre. Dettagli sul sito ufficiale di Totò. Da poco,
nei pressi della stazione ferroviaria è stata innalzata
una statua raffigurante il comico napoletano, in onore della
sua interpretazione nel film e simpatia per la città
di Roccasecca. La statua fu inaugurata dalla figlia Liliana
De Curtis. Sempre a Roccasecca, il 30 agosto 1998, piazza
Risorgimento cambiò nome in suo onore, alla presenza
del primo cittadino (reale) e Liliana De Curtis. All'inno
di "Sono il primo cittadino di Roccasecca! Mascalzoni!",
frase urlata dal grande Totò nel film "Il Medico
dei pazzi".
ETIMOLOGIA
Documentato come Roccam Siccam, il nome si riferisce alla
sua posizione geografica (rocca) ed all'aridità del
suolo (secca).
ORIGINI
E STORIA
La storia di Roccasecca è profondamente legata alla
sua posizione geografica: il paese è infatti posto
all'ingresso di due gole che danno accesso alla Valle di
Comino ed è sovrastato dal monte Asprano che con
i suoi 553 metri d'altezza permette di controllare facilmente
l'ampia Valle del Liri. Durante la preistoria si sa con
certezza che vi furono diversi stanziamenti nel territorio
di Roccasecca; del più importante ci rimangono resti
di mura perimetrali, e seducente è l'ipotesi che
si tratti della famosa Duronia ricercata tante volte dagli
archeologi. Roccasecca è per secoli solo un comodo
punto di passaggio per gli eserciti che passavano il fiume
Melfa, sul quale furono costruiti, probabilmente già
in epoca romana, tre ponti di cui sono visibili ancora oggi
alcune tracce, ma nel Medioevo ha il suo vero sviluppo come
comunità. Infatti quando si parla di Roccasecca e
della sua storia il pensiero va subito a san Tommaso D'Aquino
ed ai fasti del suo castello, importante baluardo difensivo
posto nel 994 dall'abate Mansone a difesa del monastero
di Montecassino, distante solo pochi chilometri. L'abate
mette a capo della rocca fortificata un ramo collaterale
della famiglia dei Conti D'Aquino, che fra alterne vicende
e numerose battaglie (come era nel costume dell'epoca) regneranno
per secoli sul paese. Dopo il 1550 alcuni abitanti della
rocca scendono a valle dando origine all'attuale Roccasecca
Centro, al Castello ed a Caprile. Nei secoli che seguono
gli abitanti di Roccasecca vedono avvicendarsi al potere
del loro castello gli Angioini, lo Stato Pontificio, gli
Aragonesi, a seconda del Signore che domina in quel momento
la Valle del Liri. È solo nel 1583 che Roccasecca
acquista un po' di pace e di serenità: viene infatti
venduta dai conti D'Aquino al duca di Sora Giacomo Boncompagni
che ne fa un suo feudo. Un secolo più tardi Roccasecca
cade come tutta l'Italia meridionale sotto il giogo degli
spagnoli; la vita del paese nei due secoli che seguono è
alquanto grama: nel Settecento malattie, siccità
e un'eccessiva pressione fiscale riducono drasticamente
il numero degli abitanti. Il duca Gaetano Boncompagni si
interessò personalmente del trasferimento della sede
vescovile di Aquino, da anni insediatasi a Pontecorvo, fuori
dai confini del regno di Napoli e dal territorio ducale,
a Roccasecca, dove con un apposito piano urbanistico fu
riammodernato anche il centro abitato. Gaetano concesse
il palazzo Boncompagni di Roccasecca al vescovo quale sua
residenza e sede del seminario e del tribunale diocesano.
Nell'Ottocento si diffondono, nel paese, oltre agli ideali
di libertà portati da Napoleone e dagli echi della
rivoluzione francese, la Carboneria ed il brigantaggio.
Dopo il 1860, con l'Unità d'Italia e con la costruzione
della ferrovia Roma-Napoli (seguita nel 1902 con il completamento
della linea per Avezzano), la situazione sociale cambia,
ma molti roccaseccani emigrano per cercare lavoro al Nord
o all'estero. L'economia e la vita del paese rimangono invariate
anche durante i primi anni del Novecento, fino all'inizio
della seconda guerra mondiale. Ha inizio uno dei periodi
più oscuri della storia del paese, che deve pagare
un tremendo tributo in vite umane e subire una profonda
distruzione. È scelto per la sua posizione, per la
presenza della stazione ferroviaria e per il ponte sul fiume
Melfa, come quartier generale del XIV Panzerkorps e del
generale Frido Von Senger und Etterlin. Ma l'importanza
strategica si rivela fonte di vessazioni per Roccasecca,
che dovette subire durissimi e continui bombardamenti da
parte degli Alleati, culminati con il tremendo attacco alla
stazione ferroviaria del 13 ottobre 1943. Dopo la guerra,
i lunghi anni della povertà e della ricostruzione,
poi il boom economico, la nascita degli stabilimenti industriali,
lo sviluppo del paese intorno alla ricostruita stazione
ferroviaria. Il 14 settembre 1974 Roccasecca riceve, in
occasione del VII centenario della Morte di San Tommaso,
la visita del Santo Padre Paolo VI.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa di Santa Margherita, in stile barocco
Chiesa di San Tommaso a Castello (XIV secolo)
Chiesa della Madonna delle Grazie (a Caprile)
Chiesa dell' Annunziata a Castello
GEMELLAGGIO
La città è gemellata con Croissy-Beaubourg,
Francia. Gemellata anche con la città di Priverno
(Lt) dove nell'abazia di Fossanova San Tommaso d'Aquino
morì. Il gemellaggio avvenne nel 1974 in occasione
del settimo centenario della morte di San Tommaso D'Aquino,
in quell'anno S.S. Paolo VI.° nella Sua visita a Roccasecca
ricordò a tutte le migliaia di persone presenti "Sono
felice di essere tra voi, voi che avete dato i natali a
San Tommaso D'aquino". Oggi le città di Roccasecca
e Priverno, dopo aver rinsaldato il gemellaggio hanno costituito
unitamente alle città di Maenza (lt), Monte San Giovanni
Campano (Fr) e Fondi (Lt)un gruppo di lavoro intercomunale
al fine di progettare e valorizzare il percorso turistico-teologico-culturale
"Sulle Orme di San Tommaso", progetto che ricalca
oltre la storia del Santo Dottore dalla sua nascita alla
sua morte, anche i luoghi importanti della sua vita terrena.