Rocca
Priora è un comune di 11.636 abitanti della provincia
di Roma, e si trova nell'area dei "Colli Albani"
nel territorio dei "Castelli Romani". Buona parte
del territorio ricade all'interno dei confini del Parco
Regionale dei Castelli Romani. A Rocca Priora vi è
la sede della Comunità Montana Castelli Romani e
Prenestini. Fa parte del territorio comunale anche una zona
boschiva denominata "Sarazzano" non collegata
con il resto del territorio e confinante con i Comuni di
Artena e Velletri.
ETIMOLOGIA
Derivato da Rocca Periura, secondo la leggenda il nome fa
riferimento ad una fortezza "abitata da gente spergiura
e bugiarda".
MANIFESTAZIONI
Nel comune di Rocca Priora, si svolge a gennaio la festa
di S. Antonio abate, una festa in onore del Santo protettore
degli animali durante la quale c'è la benedizione
degli animali che sfilano in carri allegorici realizzati
prevalentemente in legno decorati con frutta e pane. Molto
sentita è anche la festa del patrono, S. Rocco, che
cade il 16 agosto.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa dell'Assunta in Cielo
Chiesa della Madonna della Neve
CENNI
STORICI
Rocca Priora è il più alto comune dei Castelli
Romani con i suoi 768 metri di altitudine. Nel luogo dove
sorge l'abitato di Rocca Priora, molti storici hanno riconosciuto
il sito dell'antico centro latino di Corbium, che Coriolano
occupò nella sua marcia su Roma (486 a.C.). Nel III
secolo, dopo la scomparsa della città, vi si insediò
una villa romana. Il nome di Rocca Priora deriva da quello
medioevale di "Perjura". Secondo la Cronaca Sublacense,
infatti, alla fine dell'XI secolo sorgeva sulla cima del
colle un piccolo nucleo abitato, il Castrum Arcis Perjuriae,
che Agapito, dei Conti di Tuscolo, avrebbe dato alla figlia.
Questo documento ci consente peraltro di asserire che il
"Castello", come del resto quelli vicini di Rocca
di Papa e Molara, fosse fra i possedimenti dei Conti Tuscolani.
Solo in seguito, dopo la distruzione di Tuscolo nel 1191,
passò sotto il controllo degli Annibaldi, anche se,
analogamente a quanto accadde nei vicini centri di Monte
Porzio Catone e Monte Compatri, vi trovarono rifugio i profughi
provenienti da Tuscolo. Un tenimentum Rocce Perjurie lo
troviamo indicato nel 1252 in un atto divisionario di beni
tra i fratelli Colonna. Nel 1269 è già indicato
con il nome di "Rocca Priora" nell'elenco dei
beni del Convento di Palazzolo. In questo periodo doveva
già essere sotto il controllo degli Annibaldi, anche
se la prima notizia certa della loro signoria su questo
castello si ha nella memoria di un Leone di Riccardo, de
Rocca Perjura, proprio della famiglia degli Annibaldi. A
questa famiglia nel 1347 papa Clemente VI indirizzò,
come ad altri nobili romani, la celebre lettera per avere
il loro appoggio contro Cola di Rienzo. Appare nell'elenco
delle terre della Provincia romana soggette al Comune di
Roma per la tassa del sale, per un consumo di 10 rubbie
di sale a semestre: il castello quindi, al pari di Frascati
e Monte Compatri, doveva essere abbastanza popolato. Nel
1382 il castello passò ai Savelli ai quali restò
fino a tutto il XVI secolo. Nella guerra di repressione
del 1436, condotta dal Cardinal Vitelleschi alleato del
papa Eugenio IV contro i baroni romani avversi al Pontefice,
le milizie papali se ne impossessarono e venne concesso
in vicariato al condottiero Simonetta di Castel Piero. Nel
1447 papa Niccolò V lo restituì ai Savelli.
Papa Alessandro VI destinò il castello a suo figlio
Giovanni Borgia, ma alla morte del papa (1503) i Savelli
lo recuperarono. Secondo alcuni Rocca Priora fu completamente
distrutta dalle milizie pontificie condotte da Renzo da
Ceri, nel conflitto tra papa Clemente VII ed i Colonna.
Secondo altri invece fu distrutta dalle milizie imperiali
che, saccheggiata Roma nel 1527, si recavano nel napoletano.
Nel 1538 era presente nell'elenco delle comunità
del Patrimonium Petri che versavano tributi alla Camera
Apostolica. Nel 1547 fu emesso lo "Statuto" di
Rocca Priora, del quale si conservano ancora le rubriche.
Papa Sisto V l'assegnò nuovamente ai Savelli, ai
quali concede di elevare il castello a marchesato. La famiglia
dei Savelli intervenne al momento dell'insediamento con
numerose opere edilizie di ampliamento e ristrutturazione
fino a quando, causa una grave crisi economica, i beni furono
rilevati dalla Camera Apostolica. Rocca Priora rimase in
proprietà della Camera Apostolica fino ai primi anni
del XIX secolo, quando nel 1806 fu venduta con il suo territorio,
in parte a Luciano Bonaparte, in parte alla famiglia Rospigliosi,
che ne mantenne il controllo fino nel 1870, anno in cui
si costituì in Comune.