Pomezia
è un comune di 57.839 abitanti (demo.istat.it 30/04/2008)
della Provincia di Roma. Un decreto dell'allora Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al comune
il 31 gennaio 2005 il titolo di città. Il comune
di Pomezia è inserito nell'Agro Romano e si estende
a sud di Roma, con ai lati la veduta dei Castelli romani
e del Mar Tirreno, confinando per un largo tratto con la
magnifica tenuta presidenziale di Castel Porziano. Sono
rimaste poche vestigia del vecchio territorio di Pomezia
originariamente composto da vaste zone boschive (sugheri,
olmi e querce), dune con vegetazione mediterranea (ginestre,
pungi-topo, rovi di more e fitta vegetazione di erbe) e
zone paludose; tra quanto rimasto si segnalano la zona costiera
delle dune tra Torvaianica e Villaggio Tognazzi e il bosco
della sughereta vicino a Pomezia.
Le cause di questo cambiamento sono riconducibili essenzialmente
all'opera di bonifica d'epoca fascista (per ciò che
attiene alle zone paludose ed agricole), e una forte industrializzazione
del territorio prolungatasi fino agli anni '90 grazie ai
fondi per la Cassa del Mezzogiorno, nonché alla speculazione
edilizia che ha devastato uno dei più bei litorali
della provincia romana. Il clima di Pomezia è compreso
nella regione climatica "Tirrenica meridionale",
che risente fortemente dall'influenza del Mar Tirreno, la
cui distanza massima dall'estremo confine del Comune è
di circa sette chilometri. È caratterizzato da estati
molto calde rinfrescate da venti termici provenienti dal
mare, da forti piogge autunnali e primaverili e dalla presenza
di correnti umide soprattutto durante l'inverno. Pomezia
è una "città di fondazione", ciò
significa che è stata progettata nella sua forma
urbanistica completa prima ancora di essere costruita e
realizzata, come anche le altre quattro città pontine
e i svariati borghi nati a seguito della bonifica della
palude pontina e all'appoderamento approntato dall'Opera
Nazionale Combattenti nei territori dell'Agro Pontino e
Romano espropriati al grande latifondo. La struttura base
della città si rifà agli antichi borghi contadini,
con le strade principali che si incontrano nella piazza
principale della città (ex Piazza dell'Impero oggi
Piazza Indipendenza).
Affacciati alla piazza sorgono il Municipio, la Torre Comunale
(ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale),
l'ex Casa del Fascio e la Chiesa madre.
La città è stata progettata, secondo lo stile
vigente nel ventennio fascista, avendo come linee guida
la semplicità delle linee, l'uso di materiali di
costruzione italiani, con preferenza per i materiali esistenti
sul posto e, dove possibile, escludendo le strutture in
ferro ed in cemento armato.
ETIMOLOGIA
Il nome Pomezia deriva dal toponimo di un'antica città
volsca e latina, Suessa Pometia, la cui posizione non è
mai stata individuata. Il nome potrebbe anche riferirsi
alla "città dei pomi" (frutti) e riconnesso
all'immagine della dea romana Pomona, presente anche nello
stemma del comune.
EDIFICI
STORICI
Torre Maggiore
Castello di Pratica
STORIA
Pomezia nasce a seguito della bonifica della palude pontina,
voluta dal governo fascista di Benito Mussolini con la legge
di bonifica integrale del 1928, come allo stesso modo nascono
le città di Littoria (in seguito ribattezzata Latina),
Sabaudia, Pontinia ed Aprilia e svariati altri centri rurali
minori comunemente appellati "borghi".
Il primo nome previsto per la città era Ausonia,
ma prima dell'inizio dei lavori fu mutato in Pomezia. Il
piano urbanistico si deve agli architetti Petrucci, Tufaroli,
Paolini e Silenzi, vincitori - non senza difficoltà
- del concorso bandito dall'ONC il 1 ottobre 1937.
La prima pietra della nuova città fu posta da Mussolini
il 25 aprile 1938, e la città venne inaugurata il
29 ottobre 1939.
Pomezia inizialmente fu popolata a seguito dell'immigrazione
di povere famiglie contadine (le prime 40 famiglie coloniche
arrivarono dalla Romagna nel giugno del 1939, mentre un
secondo gruppo arrivò nell'ottobre dello stesso anno)
provenienti per la maggior parte dal Veneto, dal Friuli
e dalla Romagna, cui l'Opera Nazionale Combattenti assegnava
i poderi appena realizzati (composti da casolare e un appezzamento
di terreno).
Il territorio di Pomezia subì pesantemente gil avvenimenti
bellici legati alla seconda guerra mondiale, soprattutto
nel periodo tra lo sbarco alleato ad Anzio (22 gennaio 1944)
e la liberazione di Roma dall'occupazione nazista del successivo
4 giugno. Durante questi quattro mesi molti furono i bombardamenti
effettuati dagli alleati, che tra l'altro misero fuori uso
l'aeroporto di Pratica di Mare e distrussero la Torre del
Vajanico, e molte furono le mine che i tedeschi ritirandosi
lasciarono lungo il litorale pometino e romano.
Le prime elezioni libere per nominare il sindaco del comune
che comprendeva anche il territorio di Ardea si tennero
nell'aprile del 1946.
L'11 aprile del 1953 sulla spiaggia di Torvaianica fu ritrovato
il corpo senza vita di Wilma Montesi; la vicenda, il così
detto caso Montesi ebbe vasta eco a livello nazionale, avendo
come effetto collaterale la scoperta di un, allora, bellissimo
litorale che divenne meta preferita della Roma bene, prima
di subire lo scempio dell'edificazione selvaggia ed abusiva.
Inizialmente progettata come centro principale di una zona
a vocazione agricola, nel dopoguerra Pomezia ha cambiato
la sua storia diventando un'importante centro industriale
del Lazio, in virtù della sua vicinanza con Roma
e dell'inclusione del suo territorio tra le zone beneficiarie
delle politiche di sviluppo economico dell'ente Cassa per
il Mezzogiorno. Pomezia fu inclusa nel territorio della
Cassa nel 1955 in virtù del provvedimento Cervone-Villa.
L'ingresso della città fu determinante per il suo
sviluppo; infatti se il censimento del 1951 contava 6.005
abitanti e 47 attività locali con 104 addetti, quello
del 1991 (gli aiuti della Cassa per il Mezzogiorno erano
terminati l'anno prima) contò 37.3512 abitanti, con
537 attività per 18.943 addetti.
Il 6 maggio 1970, con una legge dello stato, Ardea si staccò
da Pomezia, per formare un comune autonomo.
A partire dalla fine degli anni '80 la zona di Pomezia è
stata interessata da un drammatico processo di deindustrializzazione
(causato anche dall'abolizione della Cassa per il Mezzogiorno),
che ha portato alla chiusura di numerose piccole e medie
imprese, e di alcune grandi (p.es. la FEAL). Alcune grandi
imprese, anche se non hanno abbandonato il territorio, hanno
gradualmente ridimensionato la propria presenza.
La crisi economica che ha colpito le industrie pometine,
è stata compensata dallo sviluppo dell'economia legata
al terziario e al commercio, che ha permesso alla città
di consolidare la sua importanza economica in ambito regionale.
A questi fenomeni economici, si è aggiunto quello
dell'arrivo nel territorio pometino di nuclei familiari
provenienti da Roma, costituiti soprattutto giovani coppie,
anche a causa del forte incremento dei prezzi nel settore
immobiliare romano. Questo fenomeno ha creato forti fenomeni
di pendolarismo, aggravando una serie di problemi infrastrutturali
legati all'insufficiente rete di trasporto.