Monte
Porzio Catone è un comune di 8.857 abitanti della
provincia di Roma, si trova all'interno del territorio dei
Colli Albani, nell'area dei "Castelli Romani".
Il paese si eleva su un'altura che fa parte dei Castelli
Romani su cui spicca la chiesa in centro. Animata è
Piazza Borghese (il cui nome deriva dal Palazzo Borghese
situato a un lato di questa). Da molti punti di questo paesino
si possono vedere vedute uniche della città di Roma,
ma la parte più bella si trova opposta al paese,
in direzione del Tuscolo, dove si innalza la croce. Nei
suoi territori si trovano numerose ville: la più
importante è villa Mondragone, ora sede di importanti
convegni dell'Università degli studi di Roma "Tor
Vergata". Con l'apertura del Barco Borghese, importante
sito archeologico, si è completata la realizzazione
del polo museale cittadino insieme al museo della Città
e al Museo Diffuso del Vino. Il comune di Monte Porzio Catone
sorge su una zona collinare, formatasi da un piccolo cono
laterale del Vulcano Laziale che ha formato tutti i Castelli
Romani; dalla sua posizione domina la periferia sud est
di Roma. Il suo territorio diventa poi montagna vera e propria
con boschi di castagni impiantati nel XVIII secolo, sostituendo
in questo modo gli antichi boschi di quercia. Il comune
vero e proprio è situato in cima a un blocco di materiale
tufaceo, ma tutto il territorio degrada da un lato verso
la pianura dall'altro risale verso il Tuscolo. Parte del
territorio ricade all'interno dei confini del Parco Regionale
dei Castelli Romani. Peculiare per la cultura della città
è il suo dialetto. Il dialetto monteporziano è
molto simile a quello romano; una delle particolarità
è modificare la vocale finale di molte parole in
'e', come per esempio -er parchegge- per dire il parcheggio.
Molti luoghi a Monte Porzio Catone, inoltre, hanno poi dei
nomi dialettali. Così è anche per i nomi delle
persone che sono tutti accompagnati da soprannomi, tramandati
anche di generazione in generazione. L'attività principale
presente nel comune è la viticultura e la produzione
vinicola. Nel comune è presente una delle più
alte concentrazione di cantine di tutti i Castelli Romani.
Tutte queste cantine sono sostenute dalle attività
viticole che nel territorio sono presenti da secoli, svolte
dalla popolazione locale con l'aiuto di lavoratori stagionali
provenienti dai territori limitrofi. La maggiore quantità
di vino prodotto è il vino bianco Frascati DOC vino
bianco da tavola che prende il nome dal vicino comune, una
buona parte del vino prodotto viene venduto sia agli esercenti
del vicino comune di Roma sia esportato all'estero. Le altre
attività economiche presenti sono di natura alberghiera
e congressuale. In maniera rilevante è presente una
attività turistica sostenuta dal polo museale del
comune, dall'importanza paesaggistica, e dall'area archeologica
del Tuscolo. Gli abitanti di Monte Porzio sono di natura
gioviale e organizzano durante tutto l'anno numerose attività.
L'inizio dell'anno è caratterizzato da alcuni anni
dalla Mostra internazionale presepiale organizzata dal locale
gruppo degli 'Amici del presepe', che si snoda lungo le
vie e nei locali della città durante un mese. Nel
mese di aprile si realizza la Mostra Intercontinentale delle
Orchidee; evento ormai entrato a far parte della cultura
etnografica cittadina. All'inizio dell'estate poi ci sono
due eventi, la festa della locale banda musicale che ormai
ha raggiunto quasi venti anni di attività e il festival
di musica 'Etnica', nel quale si presentano gruppi musicali
provenienti dalle culture italiane e internazionale. A settembre
il paese si anima attraverso la festa per il patrono locale
Sant'Antonino Martire.
ETIMOLOGIA
Nei documenti lo ritroviamo con il nome di Castrum Montis
Portii e fu chiamato per lungo tempo Monte Porzio perché
probabilmente di proprietà della Gens Porcia, famiglia
a cui apparteneva anche M. Porcio Catone il Censore. L'aggiunta
"Catone" è però successiva per distinguerlo
da un comune omonimo.
DA VEDERE
L'Osservatorio
Astronomico di Monte Porzio Catone è un'importante
struttura scientifica, è stato progettato nel 1939
e terminato nel 1965, sorge sopra i resti di una villa romana
del primo secolo. L'imponente costruzione razionalista,
fu utilizzata per conservare le attrezzature dell'Osservatorio
Nazionale di Roma, successivamente divenne una struttura
per promuovere la divulgazione astronomica e scientifica.
Attualmente l'Osservatorio è dotato dell'Astrolab
ed altre risorse didattiche per iniziative a favore di scuole,
università, gruppi associativi e privati. È
stato scenografia del film sui ragazzi di via Panisperna,
i cui protagonisti erano Enrico Fermi e Ettore Majorana.
L'Eremo
Tuscolano di Camaldoli venne fondato nel 1607 dalla Congregazione
degli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona. Nel 1613 la fondazione
dell'Eremo viene ultimata raggiungendo la configurazione
definitiva. La chiesa dell'Eremo è dedicata a San
Romualdo. L'ospitalità a forestieri e pellegrini
comunque garantita è però rigidamente condizionata
da regole, come quella tuttora in vigore, che ne impedisce
l'ingresso alle donne.
Villa
Mondragone è una delle ville tuscolane, situata attualmente
nel territorio del comune di Monte Porzio Catone, nei Castelli
Romani, posta su di una collina a 416 m sul mare a circa
20 km a sud-est di Roma vicino all'antica città di
Tusculum. I lavori di costruzione che comprendono l'ampliamento
della preesistente Villa Vecchia prendono il via nel 1567
per volere del cardinale Marco Sittico Altemps, che commissionò
il progetto a Martino Longhi il vecchio, su delle strutture
di una antica villa romana appartenuta ai consoli Quintili.
I lavori termineranno nel 1573, subito dopo si insidierà
il cardinale Ugo Boncompagni poi divenuto papa Gregorio.
Il Papa Gregorio XIII usò la villa regolarmente come
residenza, qui nel 1582 promulgò la bolla papale
"Inter gravissimas" che diede avvio alla riforma
del calendario oggi in uso, il Calendario Gregoriano, dal
nome del papa Gregorio. Questo papa aveva come stemma araldico
un drago, da cui prese il nome la villa, Mon-dragon-e. Villa
Mondragone ebbe il suo massimo splendore durante l'epoca
della famiglia Borghese, con il Cardinale Scipione Borghese
ed il Papa Pio V. Altri papi furono ospiti di questa villa
come Clemente VIII e Paolo V. Dal 1626 il Papa Urbano VIII
decise di lasciare Villa Mondragone in favore della residenza
papale di Castel Gandolfo. Nel 1858 la scrittrice George
Sand fu ospite della villa, trovandovi una speciale ambientazione
che riportò nel suo romanzo La Daniella. Nel 1866
la villa venne acquistata dai Gesuiti, divenendo la sede
estera del collegio Ghislieri e successivamente si inaugurò
il Collegio di Mondragone, un convitto per i figli delle
classi sociali più elevate. Nel 1912 W.M. Voynich
acquistò qui dai Gesuiti il famoso Manoscritto Voynich.
Durante la seconda guerra mondiale il collegio fu trasformato
in rifugio per sfollati e nel 1953 il Collegio dei Gesuiti
fu chiuso. Nel 1981 la Villa fu venduta dai Gesuiti alla
Università degli studi di Roma "Tor Vergata".
ORIGINI
E CENNI STORICI
Nella bolla papale del 1074 del Papa Gregorio VII a favore
del monastero di San Paolo fuori le mura si riporta, tra
i vari possedimenti di quel monastero, il Monte Porculi.
Nella Cronaca del Monastero Cassinense di R. Muratori si
ricorda una chiesa di Sant'Antonino in Monte Porculo territorio
tuscolano. Mons Porculi o Porculus usato nell'XI secolo
era una corruzione di Mons Porcii derivato dai Porzii ossia
la famiglia dei Catoni proprietari della villa romana costruita
in questo luogo. Nella Cronaca di Sicardo viene riportato
il luogo della battaglia del 1167 tra i Romani ed i Tuscolani
uniti ai Tedeschi dell'Imperatore come apud Montem Portium.
Nel 1666 il principe Giovan Battista Borghese signore delle
terre di Monte Porzio riedificò dalle fondamenta
la chiesa dedicata a San Gregorio Magno in onore del Papa
Gregorio XIII. Nel 1849 Monte Porzio conteneva 1180 abitanti.