Marino,
anche conosciuta come Marino Laziale, è una Città
di 38.571 abitanti, della provincia di Roma, E' situato
nellarea del vulcano laziale, a nord del lago di Albano,
su terrazzamenti lavici e tufacei, alle pendici del monte
Cavo. Il territorio comunale confina con quello di Roma.
Località famosa per il suo vino e per la rinomata
Sagra dell'Uva, Marino è luogo di villeggiatura di
diversi personaggi importanti e centro di rilievo storico,
artistico, e sociale. È inoltre il dodicesimo comune
più popoloso della provincia di Roma. Popolarmente,
si dice che il territorio del comune di Marino ha la forma
di una grande bistecca, estesa in direzione est-ovest nella
parte settentrionale della cinta esterna dei Colli Albani.
La sua superficie successivamente alla concessione dell'autonomia
di Ciampino, concessa nel 1974, è di 26.10 km2; Ciampino
era una infatti frazione di Marino. Inoltre, per un breve
periodo, durante la denominazione francese dello Stato Pontificio,
tra il 1807 ed il 1815, Grottaferrata, ex-feudo dell'Abbazia
di San Nilo, venne unita in appodiato a Marino. Nel 1994
le frazioni di Frattocchie e Santa Maria delle Mole hanno
tentato il distacco amministrativo, creando il comune autonomo
di Boville, non riconosciuto ufficialmente e dunque decaduto
dopo pochi mesi. Il territorio di Marino ricade in parte
all'interno del Parco Regionale dei Castelli Romani e in
parte anche nel Parco dell'Appia Antica. A Marino, nel Barco
Colonna, si è conservato l'originario ambiente boschivo
misto di latifoglie e caducifoglie, con querce, tigli, lecci
e aceri. Il "bosco di Marino" e il parco Chigi
di Ariccia sono gli unici luoghi nei Castelli in cui si
sia conservata l'originale macchia precedente all'introduzione
del castagno. Sempre nel bosco di Marino ci sono alcuni
alberi di grandi dimensioni, come il carpino bianco di 105
cm di diametro, il più grande d'Italia, e il carpino
nero. Inoltre c'è anche un tiglio di oltre un metro
di diametro. Nel luglio 2007 sono andati a fuoco circa 100
ettari di area boschiva sulle sponde del Lago Albano, tra
i comuni di Castel Gandolfo, Marino e Rocca di Papa. Il
6 agosto 2007 sono stati incendiati 6 ettari in località
Costa Caselle e vicino Cava dei Selci.
ETIMOLOGIA
Secondo alcuni è un nome di persona, secondo altri
riflette il nome latino Marius con l'aggiunta del suffisso
-anus. Un'altra ipotesi ritiene che sia derivato da Massa
Murinas, ossia una parte del fondo di Morena. Castrimoenium
in latino.
ORIGINI
E STORIA
Nel territorio marinese i primi insediamenti umani attestati
risalgono al I millennio a.C., nel periodo laziale II A
(900 a.C. - 830 a.C.). Risalgono invece al periodo laziale
III (770 a.C. - 730 a.C.) i primi reperti rinvenuti nella
necropoli di Riserva Del Truglio, che ha però il
suo massimo sviluppo durante il periodo laziale IV A (730
a.C. - 640 a.C.): a questo periodo risalgono circa una trentina
di tombe rinvenute nel territorio marinese, che compongono
una delle più importanti concentramenti di tombe
dei Colli Albani. È stato anche rinvenuto, presso
la stazione ferroviaria di Marino in località Cave
di Peperino, il fondale di una capanna risalente a questo
periodo, che rappresenta uno dei rari esempi di questo genere
nel Lazio. In età storica pre-romana, diversi abitati
sorsero nel territorio marinese: Mugillae, abitato latino
ubicato in prossimità della frazione di Santa Maria
delle Mole, fu rasa al suolo nel 490 a.C. dai Volsci guidati
da Gneo Marcio Coriolano. Bovillae, città latina
la cui ubicazione è collocata discutibilmente tra
la località Colle Licia e la frazione di Frattocchie;
fu rifugio degli abitanti sfollati da Alba Longa dopo la
sua distruzione nel 658 a.C., e luogo di origine della Gens
Iulia, tanto che l'imperatore Tiberio Claudio Nerone nel
14 istituì i Sodales Augustales in città facendo
erigere il grande circo ed il teatro. Locus Ferentinus,
foro della città latina di Alba Longa, capitale della
Lega Latina, era anche il luogo delle adunate periodiche
dei rappresentanti delle trentasei città confederate;
l'ipotesi più accreditata è che questo luogo
sorgesse in località Prato della Corte, ovvero fuori
dall'ipotetica area urbana di Alba Longa e in prossimità
del leggendario Caput Aquae Ferentinum: tuttavia di recente
si è optato per ipotizzare l'ubicazione del Locus
presso la frazione Cecchina di Albano Laziale. In età
romana, probabilmente con scopi militari, venne fondato
l'insediamento fortificato di Castrimoenium, ubicato molto
probabilmente nell'attuale sito del centro storico, precisamente
nel rione Castelletto. Da Castrimoenium partiva l' Aqua
Taepula, un acquedotto che assicurava alcune migliaia di
metri cubi di rifornimento d'acqua alla città di
Roma. Nel 1962 è stato rinvenuto, presso la stazione
ferroviaria di Marino, il mitreo di Marino, uno dei mitrei
meglio conservati del mondo, nonché uno dei due dipinti
a muro presenti in Italia.
Nel 313 almeno una parte del territorio marinese, la possessio
Marinas, sarebbe stato incluso tra i terreni donati dall'imperatore
Costantino I alla cattedrale di Albano. Ad ogni modo, si
ha la certezza che buona parte dell'attuale territorio marinese,
al pari di quanto accadeva nel resto dei Colli Albani, divenisse
attorno al VI secolo proprietà della Chiesa Romana.
Queste proprietà furono gestite a partire dal tempo
di papa Gregorio I in Patrimonia, a loro volta ripartiti
in Massae. Il territorio marinese fu in parte incluso nel
Patrimonium Appiae e probabilmente nella Massa Marulis,
collocata convenzionalmente tra Marino e Grottaferrata.
Il
territorio marinese nel X secolo venne, a giudicare da quanto
avvenne nel resto dei Colli Albani e nell'area prenestina,
concesso dai Papi alla potente famiglia dei Conti di Tuscolo,
che imperversava nell'Agro Romano tra l'antica Tusculum,
Ariccia e Velletri. Agapito I dei Conti di Tuscolo in seguito,
a quanto risulta da un discutibile passo tratto dalle Croniche
Sublacensi, nel 1090 avrebbe concesso il castra Marinei
ed altri beni in dote ad una figlia sposa di Oddone Frangipane.
Iniziò così a Marino la signoria dei Frangipane.
Di questa famiglia, l'esponente più importante fu
una donna, Giacoma de Settesoli, vedova di Graziano Frangipane,
che tenne la signoria di Marino dal 1210 al 1240 circa:
ad essa, che fu anche benefattrice, amica e seguace di San
Francesco d'Assisi, si deve la concessione dei primi Statuti
della terra di Marino e probabilmente anche la realizzazione
della Chiesa di Santa Lucia, oggi ridotta a Museo Civico
Umberto Mastroianni.
La
famiglia Frangipane si estinse nel 1253, alla morte degli
ultimi nipoti di Giacoma de Settesoli. Per disposizione
testamentaria, i feudi della famiglia furono divisi tra
l'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata e i monaci di San
Saba a Roma; tuttavia il legato testamentario, cardinal
Matteo Rubeo Orsini, acquistò nel 1266 il castrum
Marini et turrim cum ipsius tenimentum suo per la somma
di 13.000 provisini d'oro. Iniziò così la
signoria degli Orsini sul castello di Marino.
Nel
1267 il senator romanus Arrigo di Castiglia, ghibellino,
assediò il castello di Marino nel quale si erano
asserragliati gli Orsini, di parte guelfa: il castello resisté
egregiamente all'assedio, tanto che Arrigo dovette abbandonare
l'impresa. Nel 1272 San Bonaventura da Bagnoregio, cardinale
vescovo di Albano, venne in visita al Santuario dell'Acquasanta
di Marino, presso il quale secondo la leggenda gli apparve
una visione che lo spinse ad inventare la Confraternita
del Gonfalone di Marino: questa pia associazione, una delle
più antiche d'Italia, fu la prima in assoluto ad
avere questa denominazione.
Nel
novembre 1347 il tribuno Cola di Rienzo, nel piano della
sua lotta contro le famiglie baronali romane, assediò
il castello di Marino, nel quale si erano ritirati Rainaldo
e Giordano Orsini. Poiché il tribuno non riuscì
a prendere il castello, si consolò devastando le
campagne circostanti e distruggendo il castello rurale di
Castelluccia.
Il
29 aprile 1379, durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417),
fu combattuta la battaglia di Marino, scontro tra le milizie
italiane fedeli a papa Urbano VI, capeggiate dal capitano
di ventura Alberico da Barbiano, e le milizie francesi fedeli
all'antipapa Clemente VII, capeggiate dal conte di Montoje.
La battaglia fu vinta dagli italiani, e rappresenta uno
dei primi successi di un esercito nazionale del nostro paese
riunito per una causa comune. L'allora signore di Marino,
Giordano Orsini, fedele alla causa dell'Antipapa, fu cacciato
dal feudo da suo figlio, Giacomo Orsini, che invece era
fedele al Papa.
Iniziò
così un conflitto familiare che generò un
lungo periodo di anarchia nel governo del castello: infatti
Giacomo Orsini rimase al potere a Marino dal 1379 al 1385;
fu poi spodestato dal cugino Onorato Caetani, che governò
dal 1385 al 1399; quindi il castello divenne un possesso
della Camera Apostolica, direttamente sottoposto al governo
pontificio attraverso la gestione di un castellano. Nel
1405 Giacomo Orsini tornò a conquistare il castello,
mantenendone il possesso fino al 1408, anno in cui il re
di Napoli Ladislao I di Napoli, invadendo lo Stato Pontificio,
conquistò il castello e lo concesse ai suoi alleati
Giordano e Niccolò Colonna. Questi tuttavia persero
il feudo l'anno seguente, poiché rientrò in
possesso della Camera Apostolica fino al 1413, quando Giacomo
Orsini riconquistò il castello per l'ennesima volta,
venendone scacciato definitivamente da Cristoforo Caetani
nel 1414.
Non
appena il Concilio di Costanza elesse Papa Martino V, al
secolo Oddone Colonna, ponendo fine allo Scisma d'Occidente,
i nipoti del neo-Papa Giordano e Lorenzo Colonna nel 1417
acquistarono il feudo di Marino dai Caetani per 12.000 fiorini.
Nel
1424 papa Martino V sopraggiunse a Marino per assistere
il fratello Giordano morente. Lo stesso Papa il 1° febbraio
1427 promulgò la bolla Etsi Prudens, con la quale
divise i beni della famiglia Colonna tra i suoi tre nipoti
Antonio, Odoardo e Prospero. Marino fu concessa ad Odoardo.
Morto
Martino V nel 1431, il nuovo Papa Eugenio IV si scherò
contro i Colonna ed altre famiglie baronali romane, e nel
1436 inviò il cardinal Giovanni Maria Vitelleschi
con un esercito a distruggere il Borghetto di Grottaferrata,
Albano e Castel Savello, feudi della famiglia Savelli alleata
dei Colonna: l'esercito minacciò Marino, non tentando
tuttavia di assediarla. Tuttavia, i Colonna furono sconfitti
dal Vitelleschi, la loro roccaforte di Palestrina fu rasa
selvaggiamente al suolo e anche Marino divenne un feudo
della Camera Apostolica fino al 1448, anno in cui papa Niccolò
V restituì il feudo ad Odoardo Colonna.
Nel
1463 papa Pio II, in viaggio per i Castelli Romani, visitò
anche Marino e il suo territorio, lasciandone un commento
nei Commentarii.
Nel
1482 il castello fu occupato dai soldati napoletani di Alfonso
d'Aragona, duca di Calabria, che aveva invaso lo Stato Pontificio.
La guerra, che vide tra alterne vicende il castello occupato
dai Colonna, dalle truppe di papa Sisto V e dalle milizie
napoletane, si concluse nel 1486 con la proclamazione dello
statu quo ante bellum. In questo periodo, il capitano pontificio
Paolo Orsini fece costruire la Rocca Orsini, complesso fortificato
che in seguito verrà trasformato nell'attuale Palazzo
Colonna.
Il
20 gennaio 1489 Agnese di Montefeltro, figlia di Federico
da Montefeltro e appena sposata a Fabrizio I Colonna signore
di Marino, fece il suo ingresso nel castello con il suo
corteo e i bagagli. L'anno seguente, sempre a Marino, nacque
la primogenita dell'unione tra Fabrizio e Agnese, la poetessa
Vittoria Colonna. Agnese di Montefeltro non abbandonò
quasi mai Marino, tanto che espresse la volontà di
esservi sepolta alla sua morte, avvenuta nel 1523. A lei
si fa risalire il primo interessamento per la costruzione
di Palazzo Colonna.
Durante
la guerra tra Luigi XII di Francia e Ferdinando II d'Aragona,
papa Alessandro VI si era schierato con i francesi, mentre
i Colonna si erano schierati con gli spagnoli. Perciò
l'8 luglio 1501 venne emanato il decreto di distruzione
di Marino, Cave ed altri feudi colonnesi: l'esecuzione dell'operazione
fu affidata al maresciallo di Francia Robert Stuart d'Aubigny.
Con questa triste circostanza si tende convenzionalmente
a considerare finito il periodo medioevale a Marino.
Il
1° ottobre 1501 papa Alessandro VI donò ai nipotini
Rodrigo e Giovanni Borgia, figli di Lucrezia Borgia, svariati
feudi del Lazio tolti ai Colonna, ai Savelli e agli Estouteville:
Marino spettò a Giovanni. Tuttavia, la signoria dei
Borgia su Marino fu effimera: alla morte di Alessandro VI,
nel 1503, il nuovo Papa Pio III restituì ai legittimi
proprietari i loro feudi, ed i Colonna rientrarono in Marino.
Durante
la guerra tra l'imperatore Carlo V d'Asburgo e il re di
Francia Francesco I di Valois, poiché i Colonna si
erano schierati con gli spagnoli di Carlo e il Papa Clemente
VII invece con i francesi, nel novembre 1526 Marino, Zagarolo,
Gallicano, Artena, Subiaco e Cave furono rase al suolo da
truppe pontificie, tra le quali si distinsero nel saccheggio
di Marino i soldati velletrani. Infatti dopo il sacco di
Roma del maggio 1527, Fabrizio I Colonna, in quel momento
dalla parte dei vincitori, obbligò il Comune di Velletri
a risarcire pesantemente i danni causati a Marino dai suoi
soldati.
Il
14 marzo 1539, durante la guerra tra papa Paolo III e la
Spagna, in seguito allo schieramento dei Colonna con la
Spagna, il nipote del Papa, Pierluigi Farnese, occupò
Marino e dopo anche Rocca di Papa. Tra il 1539 ed il 1549,
così, Marino e altri trentacinque feudi colonnesi
nel Lazio furono sottoposti al governo della Camera Apostolica.
In seguito, alla morte di Paolo III, Ascanio Colonna poté
ritornare in possesso dei suoi feudi. Proprio ad Ascanio
Colonna si devono i lavori per la costruzione di Palazzo
Colonna, affidati ad Antonio da Sangallo il Giovane, e per
la realizzazione dei sottostanti Giardini Colonna.
Nel
1556 la guerra tra papa Paolo IV e la Spagna i Colonna subirono
l'esproprio dei beni, affidati da allora al nipote del Papa
Carlo Carafa, che costituì lo Stato di Paliano. Lo
Stato tornò ai Colonna nel 1559. Il 7 ottobre 1571
il signore di Marino Marcantonio II Colonna vinse la battaglia
di Lepanto al comando della flotta pontificia: rientrò
a Marino il 4 novembre. Si vuole che alla battaglia avessero
partecipato anche alcuni marinesi.
Nel
1596 le signorie di Marino e di Rocca di Papa, riunite sotto
un governatore residente a Marino valevano 472.727 scudi.
Nel
1599 i marinesi si ribellarono ai gabellieri del cardinal
Ascanio Colonna, e per reprimere il moto dovettero intervenire
truppe pontificie da Frascati e da Velletri. In seguito
Papa Paolo V ordinò un'indagine sul fatto.
Il
1º luglio del 1606 papa Paolo V elevò Marino
a ducato, in favore del Cardinal Ascanio Colonna e dei suoi
eredi.
Nel
1618 viene proclamato patrono della città san Barnaba
e tra il 1640 e il 1662, per volere del duca Filippo Colonna
e del figlio di questi, il cardinal Girolamo Colonna, venne
edificata la basilica di San Barnaba.
Durante
l'occupazione francese, Marino si costituì come Repubblica
gemellata alla Repubblica Romana nel marzo 1798, e non partecipò
all'insurrezione antifrancese, ricevendo le lodi di Championnet.
FONTANE
Fontana degli Schiavi, detta anche dei Mori
Fontana di Nettuno, nota anche come Fontana del Cavallo
EDIFICI
RELIGIOSI
Santuario della Madonna dell'Acqua Santa
Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XVII secolo)
Chiesa del SS. Rosario
Cappella del Gonfalone
Basilica Collegiata di San Barnaba Apostolo, eretta nel
1640 per volontà del cardinale Girolamo Colonna e
progettata da Antonio Del Grande
EDIFICI
STORICI
Palazzo Colonna; costruito tra il 1532 ed il 1622 sulla
preesistente Rocca Orsini, il progetto è attribuito
ad Antonio da Sangallo il Giovane. Il palazzo, di proprietà
comunale dal 1916, è stato quasi interamente distrutto
dai bombardamenti anglo-americani del 1944, e ricostruito
tra il 1951 ed il 1958. Oggi ospita la sede del Comune di
Marino. (Vedi Palazzo Colonna (Marino))
Palazzo Matteotti; costruito tra il 1881 ed il 1884 con
il nome di Palazzo Comunale, appunto come sede municipale
dal Comune di Marino su progetto dell'architetto Raffaele
Ingami, ha mantenuto la sua funzione fino al 1958. È
stato oggetto di grandi restauri negli anni novanta del
XX secolo, ed oggi è sede della filiale Lazio Sud
della Banca di Roma. (Vedi Palazzo Comunale (Marino))
Villa Colonna-Desideri di Belpoggio; costruita nel XVII
secolo dal principe Filippo I Colonna, era una vasta tenuta
di campagna, e tale rimase anche sotto altri proprietari,
gli ultimi dei quali, i marchesi Desideri, la cedettero
al Comune di Marino. Nel 1944 la palazzina della villa,
risalente al XIX secolo, è stata rasa al suolo dai
bombardamenti anglo-americani. Oggi la villa è un
parco pubblico ed ospita la Biblioteca Comunale "Vittoria
Colonna". (Vedi Villa Colonna di Belpoggio)
Giardini Colonna; costruiti insieme al Palazzo Colonna da
Ascanio Colonna a partire dall'inizio del XVI secolo, fino
al XIX secolo erano ancora un'area verde, divisa in Giardino
Nuovo, la parte più grande, e Giardino Vecchio, la
parte con il Casino Colonna. Oggi buona parte dell'area
verde è occupata da abitazioni civili, mentre il
Casino Colonna, che accoglie affreschi pregevoli, è
stato proprietà privata di personaggi come Alberto
Moravia e Umberto Mastroianni. (Vedi Giardini Colonna)
Palazzo Bandinelli. Il palazzo sorge a Borgo Garibaldi,
fuori dall'antica cerchia muraria. Voluto da Bartolomeo
Bandinelli nel XV secolo, passò poi in proprietà
della Confraternita di San Giovanni Decollato di cui il
Bandinelli era membro.
Palazzo Castagna. Il palazzo, eretto dal Cardinal Giovan
Battista Castagna, amico di Marcantonio Colonna, poi divenuto
papa Urbano VII, attorno al 1580 è anche detto dai
marinesi "u palazzu pentu" per via degli ormai
cancellati fregi dipinti che ne adornavano la facciata su
corso Trieste.
Palazzo Capri.
Barco Colonna. Il Barco è situato sotto il centro
storico, lungo il corso della Marana, e venne sistemato
nel 1590 con un portale di accesso, oggi parzialmente interrato,
statue di peperino e scenografiche fontane, oggi perdute.
Villa Colonna di Bevilacqua. La villa Colonna di Bevilacqua,
tenuta estiva con veduta su Roma, divenne poi Villa Colizza
dopo l'acquisizione della residenza da parte della famiglia
Colizza, nell'Ottocento. Oggi è sede di un istituto
religioso femminile, le cui suore sono chiamate dai marinesi
"moniche 'e Colizza".
Villa della Sirena. La villa Colonna della Sirena a Frattocchie,
fu fatta costruire alla metà del XVII secolo lungo
il percorso della via Appia dal cardinal Girolamo Colonna,
presso l'osteria delle Frattocchie. Prese il nome dalla
statua di una sirena rinvenuta durante i lavori di edificazione
e sistemata al di sopra del portale d'accesso. Fu spesso
luogo di sosta per i pontefici che si recavano nella residenza
papale di Castel Gandolfo. Presso la villa si installarono
nel 1929 i Padri Trappisti, che costruirono nei pressi un
convento con relativa chiesa. Famosa è la cioccolata
da essi prodotta. (Vedi Convento dei Padri Trappisti)
Villa Sara. Villa Sara già villa Capri, in origine
di proprietà anch'essa dei Colonna è situata
sul tracciato dell'odierna Strada Statale 217 Via dei Laghi
e passata quindi alla famiglia Capri. La villa è
stata di proprietà di Sophia Loren e Carlo Ponti.
Villa Gabrielli. La proprietà, già agricola,
fu rimessa a villa alla metà del '700 da Angelo Gabrielli
Principe di Prossedi. Notevoli gli affreschi di gusto rococò:
eseguiti intorno al 1765 e comprendenti - tra gli altri
- ritratti familiari, scene di caccia, giochi di bambini,
costituiscono uno dei più importanti lavori di decorazione
d'interni settecentesca nei Castelli Romani. La villa fu
acquistata e restaurata nel dopoguerra da Carlo Ponti, che
vi risiedette con Sophia Loren, e al quale si deve l'ampliamento
del parco ottocentesco.
INTERESSI
ARCHEOLOGICI
Il territorio di Marino, come del resto tutta l'area dell'Agro
Romano, è particolarmente ricco di vestigi dell'età
antica.
La
più antica testimonianza archeologica disponibile
è rappresentata da un fondale di capanna neolitica
rinvenuto in località Cave di Peperino negli anni
'70 dal direttore del Museo Civico di Albano Laziale Pino
Chiarucci.[25] Inoltre, ulteriori testimonianze preistoriche
sono state riscontrate grazie al rinvenimento di numerose
necropoli neolitiche nel territorio, come quella della località
Riserva Del Truglio, composta da una trentina di tombe,
e quelle di Costa Caselle e dei Pascolari di Castel Gandolfo.
Per approfondire, vedi le voci Mugillae e Bovillae.
Vari
archeologici propendono per collocare la leggendaria città
latina di Mugillae in prossimità della frazione di
Santa Maria delle Mole su un'altura in località Falcognana
dove sono stati rinvenuti reperti compatibili con una presenza
urbana;[26] un numero più ristretto di studiosi colloca
anche l'altra mitica città latina di Apiolae in territorio
marinese, ma l'ipotesi più diffusa è che essa
sorgesse in territorio di Genzano di Roma. Indubbiamente
tuttavia la gloriosa città latina di Bovillae, in
seguito municipium romano, era ubicata nell'attuale territorio
marinese, tra l'XI ed il XII miglio della via Appia Antica,
presso le frazioni di Frattocchie e Due Santi: in quella
zona sono stati rinvenuti resti di un grande circo e di
un teatro risalenti all'età tiberiana e del sacello
della Gens Iulia. Lungo la moderna Strada Statale 7 Via
Appia inoltre, al chilometro 21, c'è il Torraccio,
un antico sepolcro romano adiacente al percorso della via
Appia Antica.
Mitreo
di Marino. Il santuario del culto del dio Mitra venne realizzato
riutilizzando una più antica cisterna scavata nella
roccia, di forma stretta e allungata. La decorazione venne
dipinta sulle pareti: all'ingresso due piccoli riquadri
raffigurano i geni mitraici portatori di fiaccola (Cautes
e Cautopates), mentre sulla parete di fondo si trova il
dipinto più importante, raffigurante il dio Mitra
nell'atto di uccidere il toro cosmico, fiancheggiato sui
due lati da due serie verticali di riquadri più piccoli
(Giganti fulminati da Giove, Oceano, Nascita di Mitra, Mitra
doma il toro, Mitra inizia il dio Sole al suo culto, Alleanza
tra Mitra e il Sole, Mitra fa scaturire l'acqua da una roccia
colpendola con una freccia). Le pitture sono state datate
alla seconda metà del II secolo. In fondo è
conservato un piccolo altare con iscrizione dello schiavo
Crescente, gestore (actor) di Alfio Severo. (Vedi Mitreo
di Marino)
MANIFESTAZIONI
Sagra del'Uva (prima domenica di ottobre), con corteo storico
in costume rinascimentale