Ladispoli
è un comune di 38.874 abitanti della provincia di
Roma. Ladispoli è letteralmente tagliata da due piccoli
fiumi, il Sanguinara e il Vaccina, i quali si possono tranquillamente
attraversare dai tre ponti nelle vicinanze del lungomare,
uno dei quali interamente di legno. A protezione delle coste
che negli ultimi anni hanno sofferto una grande erosione,
sono state poste delle barriere artificiali costituite da
un cospicuo numero di scogli. Dei numerosi boschi e paludi
che erano presenti nel territorio durante il medioevo, a
oggi non rimangono che l'Oasi faunistica di Palo, attraversata
dalla pista ciclabile, e la palude di Torre Flavia. Da ultimo
si evidenzia come, nel mare antistante Ladispoli, sembra
stia comparendo una piccola barriera corallina. Tale fenomeno,
sicuramente acutizzato negli ultimi anni a causa del riscaldamento
delle acque del mediterraneo, rappresenta una sorta di "fatto
unico". Numerosi sono i diving che offrono la possibilità
di vedere questo decisamente strano fenomeno per il "mare
nostrum".
ETIMOLOGIA
Fondata da Ladislao Odescalchi, fu chiamata Ladislao polis,
ossia città di Ladislao.
MARINA
DI SAN NICOLA
Marina di San Nicola è una località di villeggiatura
che si affaccia sul Mar Tirreno facente parte del Comune
di Ladispoli. È situata a 33 km dal centro di Roma,
sulla strada Aurelia. Sin dall'epoca romana è usata
come località balneare, ma l'attuale consorzio residenziale
è nato agli inizi degli anni '60. In questa località
sorge la villa romana chiamata Villa di Pompeo.
DA
VEDERE
La cittadina è suddivisa nei quartieri del "Centro
- Centro storico", "Miami - Cerreto - Campo Sportivo",
di "Caerevetus", e di "San Nicola - Monteroni".
La
piazza principale è Piazza Marescotti,ristrutturata
nel 2005 e dedicata a Roberto Rossellini assiduo frequentatore
di Ladispoli.
Vi
è un monumento ai caduti di Ladispoli durante la
Seconda Guerra Mondiale tra Via Vittorio Cantoni e Via Filippo
Moretti.
Sono
presenti inoltre l'oasi faunistica a Palo, nata nel 1980
su un'area di proprietà dei principi Odescalchi e
gestita dal WWF, e l'oasi della palude di Torre Flavia,
riconosciuta "monumento naturale regionale" e
dichiarata "zona speciale protetta", in gestione
alla Provincia.
Infine
la più recente di queste opere è il cosiddetto
"ponte di legno" (un ponte in legno strallato
su due cavalletti in ferro) sul lungomare Regina Elena inaugurato
nella primavera del 2007 sul quale gli innamorati, come
nel romanzo-film "Ho voglia di te", mettono i
propri lucchetti. L'inserimento del ponte ha sì permesso
di unificare il lungomare pregiudicando tuttavia, anche
se non in modo definitivo, la trasformazione del canale
in un porto-canale.
Nel
territorio si trovano le due necropoli etrusche di "Monteroni"
(tombe a tumulo, riferibili probabilmente alla città
di Alsium e databili tra il VII e il V secolo a.C., in maggioranza
oggi scomparse) e di "Vaccina" (comprendente circa
60 tombe scavate nella roccia (VII-VI secolo a.C., probabilmente
pertinenti ad un insediamento dipendente da Caere sorto
sulla foce del fosso Vaccina, o Caeretanus amnis).
Sono state attualmente riscoperte molte ville romane utilizzate
dalla seconda metà del III secolo a.C. fino al V
secolo d.C. Di alcune di esse sono stati rinvenuti cospicui
resti come nel caso della ("Villa di Pompeo" nella
frazione di Marina di San Nicola,della "villa della
Posta Vecchia" situata presso il bosco di Palo,della
"villa di Marina di Palo", nei cui pressi si trovano
anche le vestigia di una cisterna e di un monumento funerario,
ma anche altre ville meno cospicue come la "villa della
Grottaccia",e la villa di "Vaccina",
Un insediamento fortificato detto ("Castrum Statua")
era sorto su un'antica stazione di posta romana sulla via
Aurelia, presso i resti di un ponte sul fosso Cupino, ma
a oggi non ne rimangono che sporadici resti.
Il Castellaccio dei Monteroni, un raro esempio di casale
fortificato costruito nel XIV secolo sul percorso della
via Aurelia, per lunghissimo periodo utilizzato per l'agricoltura
e stato poi abandonato e occupato da abusivi. In esso si
è anche girato la scena finale del film "La
grande guerra" dove i due improbabili eroi vengono
fucilati dalle truppe austriache. Attualmente giace abbandonato
a causa della mancanza di accordi tra i due proprietari,
il comune, e l'ente pubblico dell'agricoltura.
Del Cinquecento è la cosiddetta "torre Flavia"
ristrutturata dal cardinale Flavio Orsini, una delle torri
di avvistamento che facevano parte di un sistema difensivo
contro i Saraceni comprendente 61 torri volute dal governo
pontificio lungo tutta la costa laziale. Danneggiata dai
bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e immersa
nel mare a causa dell'erosione della costa, fu protetta
negli anni '70 da una diga di pietra.
Da anni i progetti per una sua ristrutturazione giaciono
dimenticati nei cassetti comunali, anche se andando in comune
si può vedere un bel quadro che ritrae la torre e
il suo complesso a lavori finiti. La torre si è drasticamente
"spaccata" in quattro tronconi che si vanno man
mano disgregando. Solo per dare un esempio si veda la crepa
del lato Sud che si affaccia verso il centro di Ladispoli,
oggi un uomo adulto potrebbe passarci tranquillamente in
mezzo, mentre sei anni fa sarebbe risultato impossibile.
MANIFESTAZIONI
Sagra del Carciofo Romanesco: nata nel 1950, a seguito di
un crescente successo negli anni ha ospitato personaggi
famosi del mondo dello spettacolo come Ron, Renzo Arbore,
Gigi Sabani. Dal 2000 è riconosciuta come Fiera Regionale,
nel 2006, ha visto partecipare circa 300.000 persone, e
nel 2007 è diventata "Fiera Nazionale".
Nella fiera sono presenti stand di tutte le regioni italiane
per la promozione dei relativi prodotti tipici, oltre alle
delegazioni dei paesi gemellati: Heusenstamm (Germania),
Benicarlò (Spagna), Castroville (California-USA)
ed altre.
Palio degli anelli - Festa S.Maria del Rosario
Benedizione degli animali - S.Antonio Abate
San Giuseppe - Festa del Patrono
Presepe Vivente
Il carnevale - Sfilata carri allegorici
ORIGINI E STORIA
Le prime testimonianze di attività umana nel territorio
dell'odierna Ladispoli si datano nel tardo neolitico tra
il 3000 e il 2000 a.C. I primi resti umani sono costituiti
dalle punta di freccia tardo-neolitiche rinvenute nella
palude di Torre Flavia. L'attuale Ladispoli sorge sul vecchio
porto di Alsium,uno dei tre porti insieme a Caere (Santa
Marinella) e Punicum (Santa Severa) della città etrusca
di Cerveteri. La deduzione coloniale romana si ebbe nel
272 a.C. anno in cui fu confiscato la metà del territorio
di Cerveteri per darlo alle nuove colonie. Da quel momento
Alsium divenne località marittima di facoltosi romani
vi si costruirono ville poste a pochi metri dal mare, tra
i quali si dice vi fossero anche Pompeo e lo stesso Giulio
Cesare secondo quanto racconta nei suoi testi Cicerone.
L'ultimo scrittore classico che cita Alsium fu Rutilio Namaziano
il quale partito da Ostia nel 416 d.C. andò a visitare
le sue tenute in Gallia via mare, ciò a causa della
pericolosità che un viaggio via terra avrebbe conportato.
Nel De Reditu suo racconta delle lussuose ville affacciate
al mare che ancora erano frequentate nonostante il malessere
generale della società romana del V secolo d.C. Durante
le guerre greco-gotiche Tottila sottomise e distrusse la
città,come dimostrano le varie tombe di fattura gotica
nelle vicinanze di Via Aurelia. Nel 1200 si ha la prima
manzione in un documento genovese del Castrum Pali, un insediamento
fortificato che sarebbe stato successivamente convertito
in castello utilizzando tra l'altro anche i grandi blocchi
in opera quadrata dell'antico porto di Alsium. Il nome forse
deriva da palus (palude) le quali circondavano il castello.
Nel castello appartenuto a vari uomini di spicco nell'aristocrazia
romana hanno soggiornato personaggi come: Francesco Orsini,
Papa Alessandro VI (Borgia), Felice Orsini della rovere
ed i papi Paolo III e Sisto V, i cardinali Flavio e Virgilio
Orsini. Il castello di Palo fu feudo degli Orsini e venne
acquistato nel 1693 dagli Odescalchi; passò quindi
per vendita al duca Grillo di Genova e al marchese Carlo
Loffredo di Treviso, per tornare quindi ancora agli Odescalchi
nel 1870. Nel 1884 Livio Odescalchi fece donazione del possedimento
di Palo al figlio secondogenito, Ladislao, che prese residenza
nel castello. Intorno a questo era cresciuto un piccolo
borgo e per allontanarne gli abitanti e i villeggianti,
il principe Odescalchi fondò nel 1888 la cittadina
che da lui prese il nome, in una striscia di terreno tra
i torrenti Vaccina e Sanguinara. Il tracciato fu opera dell'ingegnere
Vittorio Cantoni e da allora è preda di costruttori
di ogni tipo, che hanno costruito in tutto il territorio.