
Frosinone
è una città del Lazio di 48.285 abitanti,
capoluogo dell'omonima provincia. È un centro industriale
e commercialee un importante nodo di comunicazione del Lazio
meridionale. Esistente sin dall'epoca preromana, nonostante
le distruzioni subite nel corso della sua storia (da ultimo
quelle della Seconda guerra mondiale) conserva tracce importanti
del proprio passato, come le rovine dell'anfiteatro ed i
reperti nel museo archeologico cittadino. Situata storicamente
su di un colle che domina la valle del Sacco, Frosinone
è circondata dai monti che delimitano la valle, ossia
gli Ernici a Nord ed i Lepini ad Est e a Sud, dove si intravedono
gli Ausoni. Il territorio comunale è attraversato
dai torrenti Cenicia e Rio e dal fiume Cosa, il cui flusso,
sia per cause naturali che per la captazione delle sue acque,
è ormai estremamente ridotto. Nella pianura del Sacco
sono presenti alcune fonti le cui acque sono sfruttate ad
uso potabile ed industriale. Sul colle permane il nucleo
centrale della città, che si è progressivamente
sviluppata estendendosi inizialmente sulle colline circostanti.
Il quartiere della Stazione si è formato a partire
dalla fine dell'Ottocento. L'espansione maggiore della città
si è realizzata nella pianura sottostante nel corso
del Novecento, scendendo disordinatamente lungo i crinali
e le vie di comunicazione. Oggi si distinguono perciò,
nell'uso comune, una Frosinone Alta e una Frosinone Bassa.
ETIMOLOGIA
Frusino (questo il nome latino) era quindi all'epoca abitata
dal popolo dei Volsci, seppur compresa nel territorio degli
Ernici. Il nome preromano della città sarebbe Frusna,
l'etimologia del quale è controversa; tuttavia si
sono tentate varie ipotesi: una prima farebbe derivare il
nome dalla radice del greco portis: giovenca; una seconda,
osservando lassonanza con radici etrusche, ricollega
il nome ad unipotetica gens etrusca Fursina (o anche,
Frusina o Prusina); a queste tesi se ne è affiancata
una più recente, che basandosi sui legami tra le
civiltà italiche preromane, ed in particolare quella
etrusca, con i popoli accadico-sumeri, ipotizza influenze
analoghe anche per i toponimi: stando a ciò Frusna
avrebbe il significato di terra irrorata dai fiumi.
ORIGINI
Ritrovamenti in diversi luoghi nel territorio, come i manufatti
in pietra del Paleolitico inferiore (circa 250.000 anni
fa) rinvenuti in
località Selva dei Muli, testimoniano di antichissimi
insediamenti nella zona. Sempre nella stessa località,
circa 4.000 anni or sono, esisteva un ampio abitato eneolitico.
Nel millennio successivo la presenza umana si sarebbe diffusa
nel territorio, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti
nella parte alta della città (là dove sorgerà
successivamente la cittadina volsca e romana), riferibili
allEtà del bronzo finale (XII-X secolo a.C.),
e nelle località Fontanelle e Fraginale, costituiti
sia da resti degli antichi abitati, che da alcune sepolture
databili intorno al VII-VI secolo a.C. È già
volsca la necropoli casualmente scoperta presso l'odierno
piazzale De Matthaeis, che comprende 21 tombe del VI-V secolo
a.C..
STORIA
Non ci è dato sapere di un eventuale ruolo della
città nelle guerre che videro contrapposti i Volsci
ai Romani, sappiamo invece (Diodoro Siculo, XX, 80; Livio,
X, 1) che nel 306 a.C. la città fomentò assieme
alla Lega Ernica una ribellione al dominio di Roma: come
punizione il suo territorio fu ridotto di un terzo (che
passò alla vicina Ferentino, rimasta fedele all'Urbe),
fu saccheggiata e i capi della rivolta, deportati a Roma,
vennero pubblicamente decapitati (303 a.C.). Fu in seguito
devastata dall'avanzata di
Annibale
lungo la Via Latina (durante la II guerra punica), alla
quale non volle arrendersi: questo le meritò l'appellativo,
datole da Silio Italico, di Bellator Frusino, che tuttora
campeggia nello stemma cittadino. Silio Italico loda Frusino
anche nel corso dellelencazione degli alleati romani
nella battaglia di Canne ("a duro Frusino haud imbellis
aratro", VIII, 398). Anche scrittori greci la nominano
nei loro scritti, mentre tra i romani, in seguito, Giovenale
evidenzierà la tranquillità della città
volsca. Sappiamo che sotto la dominazione romana fu municipio
con diritto di voto e fu iscritta alla tribù Ufentina;
in epoca imperiale divenne colonia e parte delle sue terre
vennero assegnate ai veterani, forse anche per contrastare
un progressivo spopolamento. Sulla diffusione del Cristianesimo
a Frosinone non si hanno notizie certe, ma si ritiene che
sia esistita un'antica diocesi; a Frosinone nacquero due
pontefici, Ormisda e Silverio (unico caso di due papi padre
e figlio), oggi patroni della città. Frosinone fu
più volte distrutta durante le invasioni barbariche,
e rimase sempre dipendente dalla Roma papale; la sua funzione
era principalmente agricola e militare: la rocca (che si
trovava nel luogo dove attualmente è il Palazzo del
Governo), pare respinse, tra l'altro, i tentativi di espansione
dei Conti de Ceccano. Nel duecento saranno gli anagnini
a tentare di imporre il loro dominio, ma Frosinone aveva
dalla propria l'appoggio papale, che rese inoffensivi i
nobili di Anagni. Dal XIII secolo fu saltuariamente sede
del rettore di Campagna e Marittima, assieme ad altre città
della provincia pontificia come Ferentino, Anagni e Priverno.
Agli inizi del XIV secolo la città dovette cedere
alla vicina e potente Alatri, impegnandosi ad intervenire
con propri rappresentanti al "parlamento" alatrense
e a partecipare alle spedizioni belliche dell'alleato, mantenendo
le proprie insegne. La città dovette subire numerose
calamità (tra cui
un terremoto nel 1350) e le devastazioni da parte dei Lanzichenecchi,
che vi portarono la peste, immediatamente seguiti da truppe
francesi e fiorentine, contestualmente al Sacco di Roma.
La rocca, distrutta, venne ricostruita; per alcuni il portale
principale sarebbe stato disegnato da Michelangelo. Nuove
distruzioni si ebbero con l'occupazione da parte degli spagnoli
in guerra contro Paolo IV nel 1556: tutto ciò mostra
quanto la sua rocca fosse strategicamente rilevante per
il controllo di tutta la valle del Sacco e per la difesa
di Roma. A seguito del trattato di Cave (1557) la residenza
dei governatori pontifici della provincia di Campagna e
Marittima fu fissata definitivamente a Frosinone; la Campagna
e Marittima prenderà poi il nome di Delegazione di
Frosinone. Tra il Seicento e l'Ottocento la città
conobbe un significativo incremento demografico, passando
da meno di duemila abitanti alla metà del Seicento
agli oltre diecimila del primo censimento dello Stato italiano.
Frosinone fu testimone nel 1867 della Campagna dell'Agro
Romano per la liberazione di Roma con la Colonna Nicotera.
Di rilievo lo scontro con i garibaldini a Monte San Giovanni
Campano. Nel Museo nazionale di Mentana sono conservati
i cimeli della "Vendita" Carbonara "Nicola
Ricciotti" patriota mazziniano. Frosinone fu sottratta
allo Stato Pontificio e annessa al Regno d'Italia il 17
settembre 1870, tre giorni prima di Porta Pia. Dopo lunificazione
nazionale, diviene capoluogo dell'omonimo circondario in
provincia di Roma. Si avviò allora un rinnovamento
edilizio e un
abbellimento
architettonico dellabitato, come testimoniano i residui
palazzi dellattuale centro storico, che appunto presenta
edifici tardo ottocenteschi e umbertini. La città
era sede degli uffici della sottoprefettura, del distretto
militare e della stazione ferroviaria statale e di quella
vicinale (la Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone). Nel 1927, nel
quadro di una generale riorganizzazione amministrativa,
venne istituita dal regime di Mussolini la provincia di
Frosinone, sottraendo comuni alle province di Roma e Caserta:
furono ampliati gli uffici esistenti, se ne crearono di
nuovi, e furono trasferiti in città un gran numero
di dipendenti statali, soprattutto da Caserta. Frosinone
conobbe quindi uno sviluppo demografico, economico e sociale,
furono costruiti gli edifici delle scuole elementari e della
Camera di Commercio. Le ultime distruzioni saranno imposte
alla città durante la seconda guerra mondiale, con
56 bombardamenti alleati. Dalla ricostruzione e la crescita
dell'economia nei decenni successivi dipende in buona parte
la Frosinone di oggi: di fatto, il capoluogo ciociaro non
conserva molte tracce della sua pur millenaria storia, presentando
attualmente un aspetto in prevalenza moderno di centro industriale
e commerciale.
DA
VEDERE
Cattedrale
di Santa Maria Assunta
La chiesa è stata ampiamente rimaneggiata nel XVIII
secolo rifacendosi a Sant'Andrea della Valle a Roma. Presenta
un campanile romanico a tre ordini di finestre bifore. Tra
le opere d'arte conservate nel luogo sacro vi è una
Madonna con Sant'Anna, San Giovannino e angeli del Sementi.
La chiesa è Cattedrale dal 1986, anno di istituzione
della diocesi.
Il
Santuario della Madonna della Neve, costruito come cappella
rurale nel Seicento nel luogo di un evento miracoloso, ha
in seguito ospitato una comunità di religiosi. Nella
chiesa un affresco del XVI secolo rappresenta la Madonna
della Neve con i santi Ormisda e Silverio. Vi è poi
una pala di Filippo Balbi raffigurante la Madonna della
Cintura. Nella piazza della Madonna della Neve troviamo
la fontana realizzata alla metà del Settecento per
volere di Livio de Carolis (i De Carolis costruirono diversi
palazzi a Roma, in via del Corso) allo sbocco dell'acquedotto
da lui donato alla città; presenta un bacino quadrilobato
sopra il quale è posta la tazza centrale, ai lati
sono erette due colonne.
La
chiesa di San Magno o della Madonna della Delibera risale
al IX secolo, ma l'aspetto attuale si deve in parte al restauro
del 1747. A pianta ottagonale, al suo interno custodisce
affreschi raffiguranti la Vergine Maria, il Bambino e San
Magno adorante, San Tommaso d'Aquino e San Biagio, San Bernardino
da Siena e San Luigi Gonzaga. Notevole è la pala
d'altare affrescata raffigurante san Magno con sant'Ormisda.
Tra i due santi l'ignoto autore dell'opera ha raffigurato
la città di Frosinone, con la Rocca e le torri presenti
all'epoca.
La
Chiesa di San Benedetto, di antiche origini, è stata
ricostruita tra il 1750 e il 1797 in forme tardobarocche,
con un tiburio
ottagonale e una facciata a due ordini sovrapposti; rimasta
indenne dalle distruzioni belliche, conserva al suo interno
pregevoli tele datate tra il Seicento e l'Ottocento.
La
chiesa di San Magno o della Madonna della Delibera risale
al IX secolo, ma l'aspetto attuale si deve in parte al restauro
del 1747. A pianta ottagonale, al suo interno custodisce
affreschi raffiguranti la Vergine Maria, il Bambino e San
Magno adorante, San Tommaso d'Aquino e San Biagio, San Bernardino
da Siena e San Luigi Gonzaga. Notevole è la pala
d'altare affrescata raffigurante san Magno con sant'Ormisda.
Tra i due santi l'ignoto autore dell'opera ha raffigurato
la città di Frosinone, con la Rocca e le torri presenti
all'epoca.
Il
Palazzo del Governo, collocato nel luogo dell'antica rocca
di Frusino, il palazzo attualmente sede della prefettura
di Frosinone venne edificato a partire dal 1825 come sede
della Delegazione apostolica di Frosinone su progetto dell'architetto
Mazzarini e i lavori, eseguiti dall'architetto Antonio Sarti,
terminarono nel 1840. Della rocca mantenne il portale, il
cui disegno era attribuito dalla tradizione orale al Michelangelo.
L'edificio rimase danneggiato dal terremoto del 1915, da
un incendio nel 1927 e soprattutto dai bombardamenti della
seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra acquisì l'aspetto
attuale, mantenendo essenzialmente la struttura complessiva,
con quattro piani e una loggia centrale all'altezza del
piano nobile sostenuta da sei colonne doriche, ma privato
della torretta dell'orologio che lo coronava. Al suo interno
sono presenti arredi di notevole valore provenienti dalla
reggia di Caserta.
MANIFESTAZIONI
La Radeca: Carnevale storico
Premio Ciociaria (febbraio)
Festa patronale dei S.S. Ormisda e Silverio (20 giugno)
Note Ignote: "Altre forme altri suoni":
festival musicale (luglio)
Rivivere lAntico: musica e visite guidate al Museo
Archeologico (settembre)
Premio Internazionale Daniele Paris (settembre)
Stagione teatrale (da dicembre a marzo)
PERSONAGGI
NOTI
Nino Manfredi, attore;
Marcello Mastroianni, attore.