Formia
è un comune di 37.296 abitanti della provincia di
Latina, nel sud Lazio. È situata lungo la tratta
ferroviaria Roma-Napoli, nonché lungo l'antico itinerario
della Via Appia. La struttura della sede decentrata di Formia,
aperta all'inizio del 1999 ed ubicata in Via Olivastro Spaventola,
si concretizza fondamentalmente nell'attività dintermediazione
fra il territorio del Sud pontino e la Sede Centrale della
Provincia. È costituita da: Distaccamento delle Guardie
Provinciali, Ufficio Viabilità composto da 26 unità,
incaricate della manutenzione delle strade del Distretto
Sud della Provincia, Squadra del Settore Edilizia Scolastica,
composta da n° 3 unità, incaricate della manutenzione
degli edifici scolastici di competenza provinciale, Ufficio
Decentramento, incaricato dello svolgimento dei compiti
relativi alle attività di tutti i Settori dell' Amministrazione
ed in collaborazione con essi
IL
BORGO DI MOLA
Il borgo di Mola è caratterizzato dalla possente
Torre cilindrica, residuo, insieme a poche altre strutture,
del castello tardo-medievale, quasi completamente distrutto
dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Caratteristico
il portale di accesso, che ripropone il gusto architettonico
degli archi trionfali di epoca romana. Al fianco del castello,
lungo la caratteristica via Abate Tosti, già via
Tullia, sorgeva la chiesa binavata dei Santi
Lorenzo e Giovanni che custodiva una tela di Antoniazzo
Romano, salvata e, recentemente, restaurata e custodita
presso la nuova Chiesa di San Giovanni Battista unitamente
ai preziosi simulacri lignei dei Santi Lorenzo e Giovanni,
questultimo nominato (sul finire degli anni 30
del secolo scorso) compatrono della città di Formia
insieme a S. Erasmo. Pochi ma significativi i resti dellAcquedotto
Romano, le cui arcate superstiti si sta cercando pian piano
di sottrarre al degrado in cui erano sprofondate negli ultimi
decenni. Il borgo si veste a festa, il 24 giugno, per la
solenne processione di San Giovanni e, nel mese di agosto,
per il giusto riconoscimento a San Lorenzo, protettore di
Mola ancor prima che vi si radicasse il culto per il Battista.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Dal Basso Medioevo, parte della provincia di Terra di Lavoro
in Campania, in epoca classica parte del Latium, nasce dopo
l'unità d'Italia sui resti della romana Formiae dall'unione
di tre comuni: Castellone, Maranola e Mola. Adagiata proprio
al centro del Golfo di Gaeta, Formia (dal greco hormiai
- approdo) ha origini che si perdono nel mito e si riallacciano
alla leggenda di Troia e al peregrinare di Ulisse sulla
via del ritorno. Tutta la mitica tradizione ricorda questa
zona come terra dei Lestrigoni, popoli rudi e primitivi,
e alla città di questi giganti cannibali vi approdarono
le navi di Ulisse e dalla quale solo la sua riuscì
a salvarsi. Il nome Formia viene fatto derivare dal greco
Hormiai, approdo, ad indicare la tranquillità del
riparo fornito dal golfo. Di formazione preitalica e aurunca
come dimostra la lunga e poderosa cinta di mura poligonali,
in buona parte conservata lungo la costa e nel quartiere
di Castellone, dopo la conquista del territorio da parte
dei romani tra il V e IV secolo a.C., entra a far parte
del Latium adjectum. Nell'ordinamento romano, Formia diventa
civitas sine suffragio nel 338 a.C. (o forse 332 a.C.),
perché il passaggio attraverso il suo territorio
era sempre stato sicuro. Tale passaggio è stato strategicamente
importante per i Romani, tanto che per la città viene
fatta passare la via Appia nel 312 a.C.. Nel 188 a.C., Formia
riceve la piena cittadinanza romana. Formia è stata
una località turistica molto apprezzata in epoca
romana come testimoniano i numerosi resti di ville, tra
le quali celebri erano quelle di Mamurra e Mecenate. Su
questo tratto del golfo venne a realizzare una delle sue
predilette case di campagna, anche Cicerone. Proprio a Formia
Cicerone ebbe la morte dai sicari di Antonio nel dicembre
43 a.C. mentre tentava di fuggire alle proscrizioni. La
città si contende i natali di Vitruvio Pollione,
vissuto all'età di Tito, autore di un poderoso e
apprezzato trattato sull'architettura. Con la caduta dell'impero
romano Formia fu depredata ed i suoi abitanti dopo la calata
dei barbari e la guerra greco-gotica, fuggirono sulle vicine
colline, spopolando la cittadina e dividendosi poi in due
nuclei, divenuti poi sobborghi di Gaeta: quello marittimo
di Mola di Gaeta, che prendeva nome dai mulini che vi erano
in attività, presso i quali fu eretta alla fine del
XIII secolo da Carlo II d'Angiò un fortilizio e,
nella zona collinare quello di Castellone. Il nome Castellone
deriva dal castello costruito da Onorato I Caetani, conte
di Fondi, attorno alla seconda metà del XIV secolo.
Giardini con ricchi agrumeti hanno separato per secoli i
due rioni, come mostrano anche carte corografiche dei secoli
XVI e XVIII. Nel 1863 i borghi furono riuniti col nome di
Formia. "O temperate dulce Formiae litus..", la
mitezza del clima declamata da Marziale nell'epigramma dedicato
all'amico Apollinare e alla sua villa formina non è
una semplice espressione poetica ma una realtà; grazie
alla sua posizione sul mare, protetta da Gaeta ad ovest
e dalle colline alle spalle, Formia vanta una invidiabile
condizione climatica, che insieme agli arenili di Vindicio,
Acquatraversa, S. Janni e Gianola la rendono una ricercata
meta turistica. La città, durante il secondo conflitto
mondiale, ha subìto pesantissimi danni nel gennaio
del 1944 e nei mesi successivi, in quanto posta ai margini
della 'famigerata' Linea Gustav (nota soprattutto per i
drammatici eventi della distruzione di Montecassino e per
le sanguinose battaglie tra le montagne di Mignano Monte
Lungo).
DA
VEDERE
Gran parte del patrimonio storico ed artistico di Formia
è andato perduto; pur tuttavia quanto rimasto è
degno di nota. Il Castellone medievale mantiene inalterato
il fascino di un tempo, nonostante abbia perduto la turrita
cinta muraria. Delle dodici torri originarie, ne sono rimaste
soltanto due, una dalla caratteristica forma ottagonale,
sulla sommità dell'antica Rocca romana, e quella
definita 'dell'Orologio', per la presenza di un orologio
maiolicato settecentesco, di recente ripristinato nelle
sue funzioni. Le chiesuole di Sant'Anna (nel borgo)- già
Santa Maria del Forno, perché eretta nelle vicinanze
di un forno - e di San Rocco - o San Sebastiano - (fuori
la cinta muraria) conservano, rispettivamente, un affresco
absidale cinquecentesco di scuola napoletana ad oggetto
la nascita della Vergine, ed un trittico seicentesco raffigurante
la Madonna tra i Santi Rocco e Sebastiano. Una grande cisterna
di epoca imperiale romana, da poco risanata ed aperta al
pubblico, fa bella mostra di sé nel cuore del borgo.
È una monumentale opera idraulica interrata nell'Arce,
con murature talmente robuste ed imponenti da sorreggere
case e vicoli soprastanti. Sulle rovine del Teatro romano,
nel settecento fu edificata una casa. Il luogo, molto suggestivo,
è quello dove, secondo la leggenda popolare, fu perpetrato
il martirio, durante le feroci persecuzioni cristiane, del
Vescovo Erasmo di Antiochia, il 2 giugno del 303 d.C. In
tutto il rione, sono evidenti, inoltre, le tracce dell'antica
struttura preromana e romana, con murature in opus reticolatum
ed incertum. Da come si può capire, la storia di
Castellone non può non unirsi a quella, affascinante
e misteriosa, delle vicende terrene di un Vescovo cristiano
giunto da Antiochia, Erasmo, che subì un feroce martirio
per eviscerazione nel 303 d.C. nei locali del
Teatro. La sua storia (La Passio S. Erasmi)
è stata scritta, tra il 1078 ed il 1088, da un monaco
benedettino dellabbazia di Montecassino, nato a Gaeta,
divenuto papa col nome di Gelasio II. Dopo sette giorni
di evangelizzazione del territorio formiano, il Vescovo
fu imprigionato dai sicari di Massimiano e Diocleziano e
torturato fino alla morte. Fondamentali i ritrovamenti archeologici
nel sottosuolo della chiesa. ex-cattedrale di S. Erasmo,
che hanno permesso di convalidare molti momenti del racconto
gelasiano e della tradizione, con lunica eccezione
dellerrore, commesso dal narratore, del sito del martirio.
Non lAnfiteatro situato nella parte centrale
della città bensì il Teatro. Lerrore
per molto tempo si è perpetuato nella toponomastica
cittadina che, fino al secondo dopoguerra, ha continuato
a considerare Vico Anfiteatro quello che era
ed è tuttoggi, giustamente, Vico
del Teatro. Alla morte del Santo, gli fu data degna
sepoltura da parte del Vescovo cristiano di Formia, Probo
(anchegli fatto Santo alla sua morte) e, in seguito
alla liberalizzazione del culto cristiano con
leditto di Milano del 313 d.C., fu edificata una chiesetta
sulla tomba del martire. Successivamente, in epoca paleocristiana,
fu costruita una chiesa più grande (ampliata intorno
allanno mille) che divenne Cattedrale della diocesi
formiana, fino a quando il clero e le massime cariche cittadine
non fuggirono nella vicina e quasi inespugnabile Gaeta per
scampare alle invasioni turche e mettere in salvo le reliquie
dei Santi. Così facendo, trasportandosi a Gaeta le
spoglie del Martire Erasmo (anno 760 d.C.), ebbero inizio,
nel contempo, la fioritura della sede vescovile gaetana,
la nascita di un fiorente borgo, destinato in seguito a
divenire Ducato e a sottomettere i comuni limitrofi, e la
decadenza della cattedrale formiana, divenuta intorno allanno
mille abbazia benedettina (ancora potente, in verità)
e poi olivetana, fino alla soppressione del monastero dopo
secoli di decadenza. La chiesa attuale risale al restauro
olivetano del cinquecento e possiede tre navate voltate
a crociera, senza transetto. Nei sotterranei, durante i
lavori di restauro iniziati nel 1970 e durati circa venti
anni, sono stati rinvenuti molti reperti di epoca longobarda
e carolingia nonché una vasta area cimiteriale. Il
culto del vescovo Erasmo è profondamente radicato
nella realtà formiana (e castellonese in particolare)
come si evince dalla grande partecipazione popolare che
ogni anno, nel pomeriggio del 2 giugno, caratterizza la
processione del Santo per le vie del borgo antico e della
parte centrale di Formia. Sulla via Appia, in direzione
Itri/Roma, una fonte di epoca romana è in buono stato
di conservazione. Appoggiata ad una robusta parete di blocchi
calcarei, è lunga circa sette metri e larga uno e
mezzo. Possedeva nel retro una cisterna per lapprovvigionamento
idrico. Lacqua fuoriusciva da due mascheroni antropomorfi,
raffiguranti il sole e la luna. Di uno di essi sono ancora
visibili le tracce. Più lontano, un mausoleo monumentale
di età imperiale detto comunemente Tomba di
Cicerone. La vicinanza al sito in cui la tradizione
colloca la sontuosa villa che loratore abitò
frequentemente, le fonti storiche che riferiscono del suo
assassinio proprio nei pressi di questa e la grandezza dell'edificio,
senzaltro costruito per accogliere le spoglie di un
uomo illustre, fanno ragionevolmente presumere che esso
sia proprio il monumento funerario dellarpinate. Sulla
collina vicina, un sepolcro più piccolo è,
dalla tradizione, ritenuto la tomba della figlia Tulliola.
Però, mentre si sa con certezza che le spoglie di
Cicerone non giacciono a Formia, bensì a Roma, è
noto che le spoglie della figlia si trovano effettivamente
nel mausoleo a lei dedicato. La zona in cui si trova il
Mausoleo di Tulliola prende il nome di Acerbara con riferimento
proprio alla ragazza (acerbam in quanto morì molto
giovane e ara per indicare il luogo effettivo) Nella parte
centrale di Formia, a diretto contatto con il mare o nel
sottosuolo, sono testimonianze dei fasti dellantichità,
i resti monumentali di criptoportici, botteghe e magazzini
di sontuose ville patrizie (sotto lattuale Villa comunale,
sotto la centralissima Piazza della Vittoria, nei pressi
del nuovo porto e nella zona del Porticciolo Romano, detto
anche Porticciolo Caposele, dal nome della villa limitrofa,
probabile Villa di Cicerone il Formianum
divenuta poi proprietà dei Principi di Caposele
e, da ultimo, della famiglia Rubino).
CENTRO
PREPARAZIONE OLIMPICA DEL CONI
Nel 1955, su idea di Bruno Zauli, nasce la Scuola Nazionale
di Atletica Leggera di Formia, con l'ambizioso e lungimirante
obiettivo di sviluppare il talento e la formazione dei quadri
tecnici sportivi.
Sorge
sull'antico Parco Reale posizionato nelle strette vicinanze
di borghi marinari dove l'azzurro mare e le spiagge possono
essere meta per soggiorni non solo di discipline sportive
acquatiche (Vela, Surf, ecc.) ma anche per tutte le altre,
che possono utilizzare in tutti i mesi dell'anno la spiaggia
come sede di allenamento differenziato. I monti, con i loro
1300 m. di altezza, incombono sul mare in un punto più
vicino che in qualsiasi parte d'Italia, stimolo aggiuntivo
per il miglioramento del microclima e per godere contemporaneamente
dei benefici effetti del mare e della montagna e, perché
no, dello straordinario paesaggio: il Golfo di Gaeta, le
isole pontine, l'isola di Ischia e di Capri, e l'inconfondibile
sagoma del Vesuvio.
Grazie
agli Stages ed ai Convegni Tecnici, nazionali ed internazionali,
contestualmente ad un'Impiantistica (outdoor e indoor) di
elevato livello ed alla dotazione di Servizi sofisticati
per l'Alta Prestazione, la IAAF ha ufficialmente certificato
e riconosciuto la Scuola Nazionale di Atletica Leggera di
Formia quale Centro di Preparazione Olimpica Internazionale.
Oltre
all'impianto principale per l'Atletica Leggera, costituito
da una pista di 400m a 6 corsie (diventano 8 sul rettilineo
d'arrivo), nella zona indor troviamo un pistino di 200 m
ed una zona salti che comprende anche uno spazio coperto
dedicato completamente al salto con l'asta, inoltre, 2 campi
da Tennis, una palestra di Scherma, una palestra di Pugilato
con 2 ring, campo polivalente Basket-Pallavolo, percorso
di Cross di 1 km, 2 sale muscolazione e 4 spogliatoi con
servizi igienici e docce.
Il
Centro si completa con 2 blocchi residenziali, un Ristorante,
Sala ritrovo, Aula Magna da 200 posti, Biblioteca e altre
Aule Didattiche tutte dotate di sistemi audiovisivi, oltre
ad un numero sufficiente di uffici, locali e magazzini,
nonché Centro Medico Fisioterapico, un Service per
Audiovisivi (comprende 2 telecamere digitali ed un sistema
di post-produzione per la ripresa di allenamenti ed eventi
sportivi e il montaggio professionale delle immagini, oltre
a l'analisi del movimento), un Servizio di test e Valutazione
motoria (dispone di strumentazioni sofisticate che danno
indicazioni biomeccaniche e fisiologiche del gesto atletico
come il Muscle-Lab, Biorobot, Ergo-jump, Ergo-Runner, fotocellule
in telemetria) e un'area convegnistica (Aula Magna con 200
posti, impianto per la traduzione simultanea in 4 lingue,
vero gioiello per questi scopi con una dotazione di strumentazione
audiovisiva di altissimo livello).
Dal
28 aprile 2008 il CPO di Formia diventa anche Centro Mondiale
della IAAF di Salto con lAsta, proprio per le condizioni
ideali per realizzare progetti di altissimo livello, grazie
alle strutture e tecnologie, spesso uniche al mondo, di
cui il Salto con lAsta può godere in questa
sede.