Fonte
Nuova è un comune di 27.052 abitanti della provincia
di Roma, costituitosi il 15 ottobre 2001 per effetto della
L.R. 25/1999. L'istituzione del comune di Fonte Nuova è
avvenuta mediante distacco della frazione di Tor Lupara
di Mentana e Santa Lucia di Mentana dal comune di Mentana
e della frazione di Tor Lupara di Guidonia Montecelio dal
comune di Guidonia Montecelio, in provincia di Roma.
CENNI
STORICI
Sull'attuale territorio di Fonte Nuova, già Mentana,
nel 1867 si ebbero movimenti di volontari garibaldini, truppe
pontificie e francesi. Testimonianze degli avvenimenti della
campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma sono
nel Museo Nazionale di Mentanadirettore lo storico prof.
Francesco Guidotti. Alcuni garibaldini caduti negli scontri
sul territorio (all'epoca Mentana) attuale Fonte Nuova,
sono nell'Ara-Ossario Monumento Nazionale attigua al Museo.
L'abitato odierno si cominciò a sviluppare intorno
agli anni cinquanta con una rapida espansione urbanistica,
dapprima sulla Nomentana, poi con una ragnatela di diramazioni.
DA
VEDERE
In località Quarto Conca sono state trovate due tombe
rupestri, ora in stato di abbandono e usate come discarica
abusiva. La tomba A, più antica, è fatta risalire
ad un periodo tra i cento e i trenta anni prima della fondazione
di Roma. La tomba B, a destra della A si presume realizzata
in un periodo compreso tra trenta anni prima e qualche mese
dopo la fondazione di Roma.
In
via Tor Sant'Antonio vi è il Casale Sant'Antonio,
chiamato così perché nel Rinascimento fu usato
come monastero dai monaci appartenenti all'ordine di Sant'Antonio.
In
via della Torre si trova la costruzione che dà il
nome alla località di Tor Lupara. Si tratta di una
torre semaforica, restaurata negli anni settanta, detta
anche Torre Tricolore per la colorazione. Di origine medioevale,
in precedenza aveva il nome di torre di S. Stefano. Oltre
che per difendere le villette nell'interno, nel medioevo,
servì anche per difendere Mentana. Infatti, il primo
nucleo di Tor Lupara era in via della Torre appena dopo
la costruzione ed era stanziato sul piccolo rialzamento
alla sinistra della via Nomentana. Attualmente la via è
una traversa di una traversa della Nomentana (Via 1°
Maggio).
In
località Torricella, presso l'incrocio di Via Settembrini
con via Albertazzi, vi è una "torraccia"
ora utilizzata come silos ed in grave stato di abbandono.
Sempre
nei pressi di via Settembrini, più specificatamente
in via di San Biagio, in cima al Monte Gentile, vi è
la Torre di San Biagio detta la "Sedia del Diavolo"
per la forma che ha. Anch'essa è in gravissimo stato
di abbandono.
In
via Torre delle Torri vi è la Torre Tucci detta anche
Torre delle Torri. Altra torre è la Torre San Salvatoretto,
visibile dalla Via Salvatoretto.
Tutto
questo insieme di torri ed il Casale di Sant'Antonio (quest'ultimo
prima della conversione in monastero) servivano a difendere
il Castello Orsini di Mentana.
Recentemente,
presso il capolinea ATAC del 337 (Via A.Manzoni) vi sono
stati ritrovamenti di una villa romana ed in località
Salvatoretto una cisterna romana. Fra il Monte Palombino
scavi abusivi hanno portato al ritrovamento di una tomba
di donna. Il sarcofago, grazie ad una operazione dei Carabinieri
è stato sequestrato ed è custodito nei locali
del costituendo museo di archeologia di Mentana.
Presso la zona recente di Via dei Platani e Via dei Pini
a Tor Lupara è stata riportata alla luce una zona
archeologica da ascrivere, verosimilmente, ad una villa
extraurbana di Nomentum.
Di
recente costituzione è il Museo d'arte Contemporanea
(2003) in Via Machiavelli 20, dapprima suddiviso in due
sedi: la galleria d'arte, inaugurata nel 1998 per le mostre
temporanee e il museo propriamente detto per la permanente.
Dal 2006 è stato riunito in unica sede e vi operano
le associazioni del Consorzio Cultura, un'associazione di
associazioni il cui presidente è Davide Tedeschini.
Al suo interno sale per le temporanee, permanenti, biblioteca,
laboratori d'incisione calcografica e serigrafica, sala
convegni per circa 60 posti. Il museo svolge una funzione
di comunicazione continua con i cittadini e gli organi di
stampa in virtù di una situazione di sottoproduzione
culturale, determinata dallo spostamento di grossi patrimoni
locali e da un'insufficienza di infrastrutture. Una polemica
alimentata di recente è quella del "Lascito
Zeri".