Ferentino
è un comune di 20.985 abitanti della provincia di
Frosinone. Fa parte della Comunità Montana "Monti
Ernici". Ferentino è medaglia d'oro al Merito
Civile con la seguente motivazione: «Centro strategicamente
importante per il collegamento tra la S.S. Casilina con
Cassino, durante l'ultimo conflitto mondiale fu obiettivo
di ripetuti e violentissimi bombardamenti che procurarono
quattrocento vittime civili e la quasi totale distruzione
dell'abitato. Le Comunità religiose locali offrivano
poi un'ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà,
prodigandosi in aiuto di numerosi fuggiaschi e di quanti
volevano intraprendere, con gran coraggio e spirito di sacrificio,
la difficile opera di ricostruzione».
ETIMOLOGIA
Deriva dal latino Ferentinum da -frent (forse da -brent,
ossia cervo) con accostamento al latino ferens, ferentis
(participio del verbo ferre, portare).
MANIFESTAZIONI
Festa di Sant'Ambrogio (30 aprile - primo maggio)
DA
VEDERE
Acropoli
L'acropoli di Ferentino risale al II-I secolo a.C. ed è
cinta da mura in opera poligonale e opera quadrata; su di
essa sorgono la Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo, il
Vescovado e il seminario.
Mercato
romano
Il mercato romano fu edificato agli inizi del I secolo a.C.
È costituito da una sala coperta che, tramite archi
a tutto sesto, si apre lateralmente su cinque botteghe coperte
con volte a botte.
Cinta
muraria
Il centro storico di Ferentino è racchiuso entro
mura che risalgono al IV secolo a.C. Erette in opera poligonale,
da cui il nome di mura poligonali o ciclopiche, presentano
rifacimenti in opera quadrata del I secolo a.C. Nel medioevo
le mura vennero riforzate con torri realizzate con pietre
irregolari.
Porta
Sanguinaria
Porta Maggiore o di Casamari
Porta Montana
Porta Sant'Agata
Porta Stupa
Porta Pentagonale
Porta di Santa Croce
Cattedrale
dei Santi Giovanni e Paolo
La Cattedrale è situata sull'acropoli. Venne edificata
nel 1108 sui resti di un più antico luogo di culto.
Nella facciata a capanna si aprono tre porte architravate
sormontate da lunette. L'interno del duomo, a tre navate,
ha una copertura a capriate e conserva una pavimentazione
a mosaico risalente al XII secolo. La chiesa conserva le
reliquie e la statua d'argento di Sant'Ambrogio martire,
patrono della città. Notevole è l'altare maggiore
cosmatesco, protetto da un ciborio duecentesco di Drudo
Da Trivio.
Chiesa
di Santa Maria Maggiore
La chiesa abbaziale di Santa Maria Maggiore risale al IX
secolo, ma è stata rifatta nel XIII secolo, per opera
dei cistercensi di Casamari.
Chiesa
di San Valentino
La chiesa di San Valentino è una chiesa benedettina;
in buona parte ricostruita dopo l'ultima guerra, si trova
in piazza Giacomo Matteotti; vi si trovano affreschi del
Duecento, che raffigurano una Resurrezione, una Madonna
della Misericordia e tre Santi.
Monastero
di Sant'Antonio Abate
Il monastero, in stile romanico, fu fondato da papa Celestino
V, e ne accolse le spoglie fino al 1327 divenendo così
meta di pellegrinaggi. Vi fu sepolto anche l'umanista Martino
Filetico.
Convento
delle Clarisse
Il convento delle Clarisse risale al Seicento. La piccola
chiesa convento delle Clarisse conserva il cuore di papa
Celestino V.
FRAZIONE
TOFE
Frazione del comune di Ferentino, confinante con il comune
di Anagni. Strutture presenti: Chiesa parrochiale "Sacro
Cuore" e parco "Molazzete"
CENNI
STORICI
La storia di Ferentino risale almeno agli inizi dell'VIII
secolo a.C. Città degli Ernici, conserva le mura
megalitiche poligonali che contrassegnano tutti i centri
abitati da quest'antico popolo. Città di soggiorno
ai tempi dei Romani, citata da Orazio, nel Medioevo è
frequentata dall'imperatore Federico II. Uno dei personaggi
più importanti legati alla cittadina è Gregorio
de Monte Longo, legato pontificio presso i comuni della
Lega Lombarda. Dal 1198 e fino al trattato di Cave del 1557
è sede del Rettorato della provincia pontificia di
Campagna e Marittima, istituita da papa Innocenzo III. Dopo
la Restaurazione ospita per breve tempo la Delegazione apostolica.
Durante la seconda guerra mondiale nasce un significativo
movimento di resistenza: due ferentinati vengono uccisi
alle Fosse Ardeatine; di Ferentino era don Giuseppe Morosini,
fucilato a Forte Bravetta perché coinvolto nella
resistenza romana. Il dopoguerra vede un notevole sviluppo
industriale con importanti effetti sull'occupazione.